Le cose che so di lei

Un film di Rodrigo GarcÝa. Con Holly Hunter, Valeria Golino, Cameron Diaz, Glenn Close, Calista Flockhart.
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Titolo originale Things You Can Tell Just by Looking Her. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 106 min. - USA 2000. MYMONETRO Le cose che so di lei * * - - - valutazione media: 2,30 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
darko lunedý 18 settembre 2006
ode alle donne Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

THINGS YOU CAN TELL JUST BY LOOKING AT HER, che traducendolo alla lettera e in base al contenuto del film risulterebbe un titolo niente male in quanto fa riferimento alla donna e a quello che si pu˛ dedurre di essa, ma fa direttamente riferimento anche all'atto del guardare "looking". E il look del film ha tonalitÓ calde e terse, ma cupe in modo da riflettere il ritratto non proprio rose e fiori che si fa dell'universo femminile tramite l'occhio dell'esordiente cineasta, ex direttore della fotografia e regista anche teatrale (e questo si nota nei dialoghi cauti e sottili e allo stesso tempo forti e micidiali). Verrebbe da dire che vedendo questo film si palesa la impossibilitÓ della donna di staccarsi dall'uomo, anzi lo ricerca, caccia ma poi spaventata va in ritirata e si rifugia nella solitudine provando pi¨ o meno a sopravvivere o a idealizzare la figura di sŔ, quasi ad un livello divino (si cita un angelo sterminatore tatuato sul corpo di una lesbica, figura appositamente aggresssiva e femminista in toto, che provoca spavento ma anche sicurezza per il genere femminile). [+]

[+] marquez vs marquez (di jandro78)
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marcodell''utri venerdý 7 aprile 2017
metafisica Valutazione 0 stelle su cinque
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 L’universo femminile di Garcia è il luogo della solitudine, della sofferenza che si apre alla morte. Dal punto di vista estetico, il film si presenta come un esempio (brillante) di cinema ‘puro’, dove la tecnica propriamente cinematografica (l’uso ricorrente dei primi piani, la sobrietà del trucco, la manipolazione della fotografia, il montaggio in funzione ‘esplicativa’) contribuisce in modo determinante al disegno dell’orizzonte introspettivo entro cui il regista distribuisce il proprio materiale narrativo. Anche la scelta dell’articolazione del film secondo il ritmo di una scansione episodica appare felice, per la fluidità che ne deriva al racconto, recuperato, alla sua unità, dalle frequenti ‘incursioni’ dei personaggi dall’uno all’altro capitolo. [+]

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