La gabbianella e il gatto

Film 1998 | Animazione Film per tutti 85 min.

Anno1998
GenereAnimazione
ProduzioneItalia
Durata85 minuti
Regia diEnzo d'Alò
AttoriCarlo Verdone, Antonio Albanese, Paola Tedesco, Luca Biagini, Roberto Ciufoli .
Uscitagiovedì 21 marzo 2019
TagDa vedere 1998
DistribuzioneCG Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,57 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Enzo d'Alò. Un film Da vedere 1998 con Carlo Verdone, Antonio Albanese, Paola Tedesco, Luca Biagini, Roberto Ciufoli. Genere Animazione - Italia, 1998, durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 21 marzo 2019 distribuito da CG Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,57 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Kengah é una gabbiana in punto di morte che riesce ad affidare il proprio uovo al gatto Zorba strappandogli tre promesse: quella di non mangiare l'uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. In Italia al Box Office La gabbianella e il gatto ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 53,7 mila euro e 43,5 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,30
PUBBLICO 3,45
CONSIGLIATO SÌ
Una favola sull'integrazione e sulla bellezza della diversità che portò il meritato successo a un talento dell'animazione italiana.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 marzo 2019
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 marzo 2019

Di ritorno da una zuffa con dei malvagi topi di fogna, determinati ad imporsi come la specie che controllerà la città, il gatto Zorba s'imbatte in una giovane gabbiana, Kengah, avvelenata dal petrolio. In fin di vita, l'uccello affida il proprio uovo a Zorba, strappandogli tre promesse: non mangiarlo, averne cura fino a quando si schiuderà, e insegnare al piccolo a volare. Zorba, che è un gentilgatto, battezza la gabbianella neonata col nome di Fortunata e la alleva e protegge con la complicità della sua banda di felini. Ma manca ancora qualcosa per dare a "Fifì" l'opportunità di spiccare il volo: un umano che sia in grado di capire il linguaggio di chi è diverso e non spaventarsi né mirare ad approfittarne. La figlia di un poeta si rivelerà adatta al difficile scopo: una bambina abituata ad ascoltare il suono delle parole senza pregiudizi e a far rimare tra loro elementi diversi ma tutti appartenenti alla ricchezza del mondo.

Primo e insuperato successo dell'animazione italiana nel mondo, il secondo lungometraggio di Enzo D'Alò resiste al tempo con la leggerezza di una barchetta di carta sull'acqua: una piccola magia che si rinnova in ogni epoca, perché ha un messaggio per tutti.

Meno schiacciato dall'intento pedagogico rispetto ad altri lavori (nonostante "La storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Luis Sepúlveda sia diventato un classico istantaneo per le scuole fin dal primo momento della sua uscita per la Adriano Salani nel 1996), il film cattura la confusione emotiva dell'infanzia, nel rapporto tra il cucciolo del gruppo, Pallino, e la gabbianella Fifì, così come la tesa tenerezza delle prime effusioni amorose, tra Zorba e la gatta Bubolina, o ancora la dimensione del nido domestico, nei pomeriggi in casa di Nina col padre (e che bello, ancora, quell'inizio, con la voce di Sepúlveda che mescola esotismo e uova al tegamino).

Basta una metafora per dire i danni del petrolio sull'ambiente ("la maledizione degli umani"), una trovata degna di Ulisse per respingere l'agguato dei ratti, una canzone che entra nelle orecchie e ci rimane per raccontare che famiglia è chi si sceglie e si sorregge ("Siamo gatti" di Samuele Bersani), ma un buon genitore è anche chi ti spinge a trovare te stesso, per quanto diverso da lui tu possa essere.

Una favola sull'integrazione e sulla bellezza e la complementarietà della diversità, che mescola non a caso diversi stili, appassiona e commuove, e portò il meritato successo ad un talento indiscutibile dell'animazione italiana. Perché "vola solo chi osa farlo".

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Un apologo sul rispetto delle diversità.
Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

La gabbianella e il gatto è tratto da 'Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare' di Luis Sepúlveda, ed è il secondo lungometraggio d'animazione di D'Alò dopo La freccia azzurra. È un apologo sul rispetto delle diversità. Riprende un elemento tipico di tante leggende, fiabe, favole, quello dei cuccioli allevati da adulti di un'altra specie. Inizia con la morte della gabbiana Kengah, che depone l'uovo da cui nasce la gabbianella: con la deposizione dell'uovo si ha un primo distacco, quello dal genitore naturale. Poi la gabbianella vede nel gatto Zorba la madre naturale e nel finale lo riconosce come padre acquisito, spicca il volo dal campanile, si separa da Zorba: con il volo, abbiamo un secondo distacco, quello dal padre acquisito, dalla crescita assistita, il passaggio all'indipendenza. Il primo distacco corrisponde a una nascita naturale; il secondo a una rinascita voluta, conquistata.

Abbiamo poi il tema del contrasto tra gruppi basati sulla democrazia e sul rispetto delle differenze (i gatti) e gruppi basati sul totalitarismo e sull'odio per le differenze (i topi).

Tra i gatti non c'è gerarchia né capo indiscusso; il gruppo è formato da tante individualità diverse: ogni individualità è libera di esternare le proprie caratteristiche e porta nel gruppo le proprie idee, conoscenze, capacità, uniche e perciò preziose; i gatti risolvono i problemi grazie alla collaborazione tra diverse individualità; sul piano grafico sono segnati da caratteristiche fisiche simili ma riconoscibili.

Il gruppo dei topi è fondato sulla cancellazione delle differenze, sui rapporti di forza; i topi sono tutti uguali, indistinguibili: è un'uguaglianza che non ammette diversità; i topi non esternano capacità, pensieri autonomi, non hanno libertà di espressione. Nel film l'Uomo è visto come sfruttatore e distruttore della Natura e della sua bellezza. Il Poeta si differenzia dagli altri uomini poiché crede che tutti gli esseri viventi abbiano un'anima - e perciò li rispetta e li ama tutti - e perché celebra con l'arte la bellezza di tutto ciò che esiste.

Il gatto Diderot, che prende il nome dal filosofo Denis Diderot, vive in una biblioteca abbandonata, in cui è raccolta un'enciclopedia cui ricorre per ogni dilemma. Il riferimento a Diderot è marcato: Diderot progettò e diresse l'Encycloplédie (1751-72), opera di conservazione e trasmissione della conoscenza, di summa e bilancio del sapere, di rinnovamento della cultura e della società.

Sei d'accordo con Francesco Rufo?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Rimasta intrappolata in una distesa di petrolio nei Mari del Nord, la gabbiana Kengah riesce a trascinarsi fino al terrazzo di una casa dove un grosso gatto nero, Zorba, sta dormendo. La gabbiana morente deposita il suo uovo e lo affida al gatto facendosi promettere che non lo mangerà, che farà nascere il suo piccolo, che se ne occuperà e gli insegnerà a volare. Non sarà facile mantenere l'ultima promessa, soprattutto perché la gabbianella Fortunella, detta Fifi, si crede un micio... Tratto dal bel racconto Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996) di Luis Sepúlveda, è il 2° lungometraggio di animazione di D'Alò: costato 2 anni di lavoro (si è parlato di 2 TIR di matite consumate per i disegni) e 10 miliardi di budget è, come il libro, una intelligente e delicata favola sulla tolleranza e il rispetto dei diversi con impliciti contenuti ecologisti. I disegni e l'animazione sono bellissimi, colorati, di grosso impatto figurativo e psicologico e segnano un passo avanti rispetto all'opera precedente. La colonna sonora di David Rhodes è di grande efficacia e il cast dei doppiatori eccezionale, da Carlo Verdone (il gatto Zorba) ad Antonio Albanese (il Grande Topo) e Melba Ruffo (Fifi), passando per lo stesso Sepúlveda che dà la voce al personaggio di sé stesso, l'autore che racconta la storia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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LA GABBIANELLA E IL GATTO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 maggio 2014
critichetti

Premesso che il voto è due stelle e mezzo che ho arrotondato a tre perchè mi ha ricordato la mia infanzia (ero piccolino quando uscì e lo vidi al cinema).Ma in questa recensione dovrò lasciar perdere per un momento i legami affettivi per parlare di questo film d'animazione italiano in modo oggettivo.Sottolineo il fatto che sia un film italiano d'animazione perchè [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 gennaio 2013
Stako

A volte è bello sognare, questa favola ci aiuta a farlo, ci catapulta in una storia pura e vivace con personaggi veramente molto bizzarri e simpatici. Non è assolutamente un capolavoro, ma è senza dubbio una pellicola da vedere, le tematiche ci sono tutte quale l amicizia, la differenza e soprattutto l'amore. Spesso nella vita facciamo particolare rilevanza all' aspetto [...] Vai alla recensione »

sabato 20 novembre 2010
Lalli

lacrime per questa bellissima favola sulla tollerenza che dovrebbe essere da insegnamento a molti.

venerdì 31 agosto 2012
Jon Sugar

Il cartone che non ho mai potuto soffrire. Irreale, decisamente mediocre, ma d'altronde il libro non era tutta questa gran beltà. L'entusiasmo del pubblico nonchè di molti miei amici secondo me non trova ragione in un film veramente insulso.

Frasi
"Fallo per noi gatti! Non abbiamo mai volato: sii tu il primo gatto volante!"
Zorba (voce nella versione originale) (Carlo Verdone)
dal film La gabbianella e il gatto - a cura di raul
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alfredo Boccioletti
Quotidiano.net

C'era una volta una macchia nera che galleggiava vicino al porto. Mamma gabbiano, di ritorno dalla sua prima migrazione, si tuffò tra le onde a caccia di sardine; e ne uscì imbevuta di pece e petrolio come quel suo parente mediorientale immortalato anni fa da una foto scattata durante la Guerra del Golfo. Nella sventura, a mamma gabbiano toccò in sorte un felino per amico.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il cartone animato italiano più natalizio, più costoso (10 miliardi), più grazioso, più affettuoso ed elegante nel suo disegno che ricorda le classiche illustrazioni dei libri per bambini anziché evocare i manga giapponesi o le esasperazioni del grottesco elettronico, La gabbianella e il gatto di Enzo d'Alò, trasferisce in immagini il romanzo di Luis Sepulveda edito da Salani, Storia di una gabbianella [...] Vai alla recensione »

Oscar Cosulich
La Repubblica

La gabbianella e il gatto di Enzo D'Alò sfida il predominio del cartooning statunitense in un duello solo apparentemente impari, dove con mezzi relativamente limitati si contrappone allo strapotere di major come Disney e Dreamworks, sfruttando al meglio il talento grafico dei nostri animatori. Con un budget di 10 miliardi (il più alto della storia per un film animato italiano) elevato sì per media [...] Vai alla recensione »

Alfredo Boccioletti
Quotidiano.net

La gabbianella e il gatto di Enzo D'Alò sfida il predominio del cartooning statunitense in un duello solo apparentemente impari, dove con mezzi relativamente limitati si contrappone allo strapotere di major come Disney e Dreamworks, sfruttando al meglio il talento grafico dei nostri animatori. Con un budget di 10 miliardi (il più alto della storia per un film animato italiano) elevato sì per media [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 marzo 2019
Elisabetta Viti
Sentieri Selvaggi

Un po' brutto anatroccolo, un po' gabbiano Jonathan Livingston: la crescita come scoperta dell'alterità (la propria, l'altrui) e coraggio di essere questo sé scoperto attraverso e malgrado l'altro. Catapultando le avventure pennute di Andersen e Bach sulla scena di un mondo immondezzaio che solo i ragazzini potranno, ancora una volta (dopo Elsa Morante, ma anche dopo Francesco de La freccia azzurra [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Perché un gatto amburghese si chiama Zorba, come se fosse greco, e parla romanesco con la voce di Carlo Verdone? Perché una gabbianella amburghese ha l'accento centroamericano di Melba Ruffo? Sono quesiti che non riguardano i bambini: loro si divertono coi cartoni animati de La gabbianella e il gatto di Enzo d'Alò, ed è questo che conta. Ma i bambini vanno al cinema accompagnati e forse i due quesiti [...] Vai alla recensione »

NEWS
THE STORY OF MOVIES
mercoledì 20 marzo 2019
 

"Gianni Rodari ci insegna che le fiabe possono educare la mente e che i bambini attraverso le fiabe possono conoscere il mondo". Il cinema innocente e senza tempo di Enzo D'Alò torna al cinema con il suo film più celebre, La gabbianella e il gatto, primo [...]

TRAILER
mercoledì 27 febbraio 2019
 

È un giorno come tanti per il gatto Zorba quando improvvisamente una gabbiana, avvelenata da una macchia di petrolio nel mare, precipita nel suo giardino, e in punto di morte, gli affida il proprio uovo strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, di [...]

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venerdì 8 febbraio 2019
 

È un giorno come tanti per il gatto Zorba quando improvvisamente una gabbiana, avvelenata da una macchia di petrolio nel mare, precipita nel suo giardino, e in punto di morte, gli affida il proprio uovo strappandogli tre promesse: di non mangiarlo, [...]

NEWS
mercoledì 15 luglio 2009
Gabriele Niola

Il giorno di D'Alò È la giornata di Enzo D'Alò al Giffoni Film Festival. Il cartoonist italiano è presente con due lungometraggi: Pipì, pupù e rosmarino e La gabbianella e il gatto, che saranno proiettati anche con la partecipazione dell'autore.

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