I sospiri del mio cuore

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Un film di Yoshifumi Kondo, Hayao Miyazaki. Con Issei Takahashi, Youko Honna, Keiju Kobayashi, Takashi Tachibana, Yorie Yamashita.
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Titolo originale Mimi wo Sumaseba. Animazione, Ratings: Kids, b/n durata 111 min. - Giappone 1995. MYMONETRO I sospiri del mio cuore * * * 1/2 - valutazione media: 3,59 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Ennesima perla firmata Studio Ghibli. Valutazione 3 stelle su cinque

di Leo 1993


Feedback: 1421 | altri commenti e recensioni di Leo 1993
domenica 24 marzo 2013

 Questa pellicola, diretta dal defunto Kondo, ma scritta da Hayao Miyazaki, è uscita nel 1995 in Giappone e solo due anni fa è apparsa nelle nostre sale.

Comunque nonostante siano passati quasi venti anni dalla sua creazione, questo film non ha perso smalto ed è attuale più che mai.
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dal grande Miyazaki, la trama del film è verosimile: gli elementi fantastici sono ridotti al minimo e gli eventi si svolgono in un Giappone caratterizzato molto realisticamente.
Questo lungometraggio d'animazione non trabocca dei consueti messaggi sociali a cui ci ha abituati la fantastica produzione dello Studio Ghibli (e di Miyazaki in particolare). 
Qui non si analizza il mondo nella sua follia (come in “Il castello nel cielo” “il castello errante di Howl” o “La principessa Mononoke”) bensì ci si concentra sui problemi dell'animo di una ragazzina che sta finendo le scuole medie e non sa che fare della sua vita.
Shizuku, la protagonista, è una studentessa modello. Ama ossessivamente leggere romanzi ed è impegnata in una traduzione di “Country roads” che verrà cantata dai ragazzi della sua scuola a fine anno. Questa canzone è il tema musicale principale: non solo è posto in apertura e in chiusura della pellicola, ma viene anche suonata e cantata (nella versione tradotta da Shizuku) dai protagonisti principali a circa metà del film, facendo così raggiungere allo spettatore un climax musicale pieno di sentimento e di emozioni difficili da spiegare.
La giovane ben presto nota che ogni volta che prende in prestito un libro dalla biblioteca prima del suo nome, nella scheda dedicata all’elenco di chi noleggia il volume, compare frequentemente il cognome Amasawa. Quindi incuriosità inizia a fare delle ricerche per trovare questa persona che sembra avere così tanto in comune con lei.
Durante le sue indagini si imbatte in Seigi, un ragazzo di un altra classe della stessa scuola.
Tra i due si stabilisce una grande amicizia, dopo un primo momento di apparente avversione.
Il ragazzo ha un sogno: diventare un liutaio di violini. Deciso più che mai a realizzare il suo sogno vuole partire per Cremona a imparare i segreti del mestiere.
Davanti alla determinazione di Seigi, Shizuku si trova spiazzata e impreparata perché ancora lei non sa cosa ne vuol fare della sua vita.
Grazie alla vicinanza col giovane così sicuro a realizzare i suoi sogni superando tutte le avversità, allora anche la ragazza vuole mettersi alla prova. Decide di scrivere un romanzo e testare le sue qualità di scrittrice, accantonando gli studi e quindi facendo innervosire la famiglia. 
Anche se non soddisfatta del suo lavoro, lo fa leggere al nonno di Seigi (con cui stringe un bel legame). Shizuka piangendo dice che è un romanzo confuso e slegato.
Il nonno allora le rivela che adesso lei, come Seigi, è una pietra grezza da raffinare, e il suo romanzo è come i violini costruiti dal ragazzo: imperfetti, impetuosi da perfezionare.
Solo raffinando la nostra pietra grezza possiamo capire il nostro vero valore.
Solo se inseguiamo i nostri sogni essi possono diventare realtà.
Appresa questa grande lezione la ragazza decide di riprendere gli studi, e continuare a studiare iscrivendosi alle superiori in attesa di sottoporsi ad un'altra prova. Seigi invece andrà a Cremona, città di liutai, per molti anni ad imparare il mestiere che più ama.
I due quindi sono destinati a separarsi, ma forse non per sempre.
Il film si conclude in modo inaspettato, ma la scena finale legherà i due protagonisti anche se prenderanno strade diverse.
Vengono così trattati non i problemi dell'uomo nei confronti del mondo, ma i problemi dell'uomo nei confronti di se stesso: capire chi siamo, cosa fare della nostra vita, capire l'importanza delle relazioni interpersonali.
Anche se non raggiunge l'intensità e la grandiosità dei più celebrati (e premiati) capolavori firmati Ghibli, “I sospiri del mio cuore” è sicuramente un film piacevole e molto interessante.
Peccato per il doppiaggio non buono in quanto ogni dialogo è tradotto “troppo” letteralmente risultando in molte occasioni impacciato e non fluido.
Peccato per questa pecca, che dimostra quanto siano poco considerati questi lavori animati nel mondo occidentale.
Se ne consiglia comunque la visione.
 

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