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dave69
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giovedì 2 gennaio 2014
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una pietra miliare del genere
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È sicuramente, insieme a "Il silenzio degli innocenti" (1991), uno dei migliori thriller degli anni '90 e, ormai, una vera e propria pietra miliare del genere. Entrambi rappresentano una profonda riflessione sul Male che domina il Mondo e sono caratterizzati da personaggi psicologicamente ben delineati ed affascinanti, anche quando rappresentano il lato più "oscuro" della razza umana. Memorabile l'inseguimento tra Brad Pitt e Kevin Spacey nella parte centrale del film ed il tragico, emozionante finale. Opera seconda per David Ficher (dopo l'esordio con "Alien 3"), regista interessante che però, haimè, almeno per il momento non ha più raggiunto simili livelli.
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È sicuramente, insieme a "Il silenzio degli innocenti" (1991), uno dei migliori thriller degli anni '90 e, ormai, una vera e propria pietra miliare del genere. Entrambi rappresentano una profonda riflessione sul Male che domina il Mondo e sono caratterizzati da personaggi psicologicamente ben delineati ed affascinanti, anche quando rappresentano il lato più "oscuro" della razza umana. Memorabile l'inseguimento tra Brad Pitt e Kevin Spacey nella parte centrale del film ed il tragico, emozionante finale. Opera seconda per David Ficher (dopo l'esordio con "Alien 3"), regista interessante che però, haimè, almeno per il momento non ha più raggiunto simili livelli. Di certo il merito del successo del film è anche da attribuire all'ottima sceneggiatura di Andrew Kelvin Walker, davvero cupa ed inquietante. Nonostante siano passati oltre 18 anni dalla sua uscita, non ne risente minimamente: "Seven" è sempre un gran bel film. ^_^
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marzia80ud
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lunedì 27 maggio 2013
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... qual'è il tuo peccato capitale?
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Non vedevo questa pellicola da almeno un decennio e il ricordo positivo che serbavo è stato riconfermato. Film avvincente, spietato, cruento, ben cadenzato nei ritmi e nell'azione. I personaggi sono l'uno l'opposto dell'altro. Il detective prossimo alla pensione, saggio, razionale, ponderato che si scontra con i metodi irruenti, esuberanti, spavaldi ed arroganti della giovane leva. Ragione, istinto, istinto, ragione. Insieme i due protagonisti si ritrovano a dar la caccia ad un assassino che come un giocatore di scatti muove le pedine con agghiacciante freddezza. Film che fa riflettere sulla debolezza e prevedibilità umana. Se conosci il tuo prossimo lo puoi gestire e manovrare a tuo piacimento.
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Non vedevo questa pellicola da almeno un decennio e il ricordo positivo che serbavo è stato riconfermato. Film avvincente, spietato, cruento, ben cadenzato nei ritmi e nell'azione. I personaggi sono l'uno l'opposto dell'altro. Il detective prossimo alla pensione, saggio, razionale, ponderato che si scontra con i metodi irruenti, esuberanti, spavaldi ed arroganti della giovane leva. Ragione, istinto, istinto, ragione. Insieme i due protagonisti si ritrovano a dar la caccia ad un assassino che come un giocatore di scatti muove le pedine con agghiacciante freddezza. Film che fa riflettere sulla debolezza e prevedibilità umana. Se conosci il tuo prossimo lo puoi gestire e manovrare a tuo piacimento. Credibile e convincente la recitazione. Bel thriller.
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seekweed
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giovedì 23 maggio 2013
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ma come si fa?
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Come si fa a dare due stelle e mezzo a questo film? Si perchè è questo il voto che Salvagnini da a questo film,uno dei thriller più belli in assoluto con una trama ben fatta,con degli ottimi attori e delle ottime interpretazioni (monumentale kevin spacey) nessuna scena fine a se stessa e un finale storico e completamente fuori da ogni schema.Quindi mi sembra giusto chiedermi come questo film non possa meritare una valutazione superiore,(il morandini gli assegna quattro stelle a mio parere più che giuste) quando ci sono in giro delle porcate assolute che quindi a questo punto non meriterebbero nemmeno di essere recensite.In conclusione se nn si fosse già capito ci tenevo a sottolineare che seven è un film con i cosiddetti che non può non essere considerato come uno di quei film destinati a rimanere nella storia del cinema.
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shiningeyes
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lunedì 25 marzo 2013
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grandissimo film thriller
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Un thriller denso di tensione e di fredda malvagità, elaborato in ogni minimo dettaglio, dove David Fincher mette in mostra le sue grandi capacità di regia.
Impresa difficile quella di rendere interessante il genere thriller, ormai scavato fino al fondo del barile e privo di novità. Ma Fincher fa in modo di regalarci un thriller di culto, pieno di rompicapi e di sorprese, rivestendolo di un aura malvagia che ti angoscia e ti spaventa: nelle due ore di film non c'è un minuto in cui tu ti senta tranquillo.
La pellicola è aiutata soprattutto dalla ottima sceneggiatura di Andrew Kevin Walker, che illustra per bene la mentalità psicopatica del serial killer fissato con i sette vizi capitali, il cui uccide le vittime che secondo lui si sono macchiate peggio di tutti dei vizi in questione.
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Un thriller denso di tensione e di fredda malvagità, elaborato in ogni minimo dettaglio, dove David Fincher mette in mostra le sue grandi capacità di regia.
Impresa difficile quella di rendere interessante il genere thriller, ormai scavato fino al fondo del barile e privo di novità. Ma Fincher fa in modo di regalarci un thriller di culto, pieno di rompicapi e di sorprese, rivestendolo di un aura malvagia che ti angoscia e ti spaventa: nelle due ore di film non c'è un minuto in cui tu ti senta tranquillo.
La pellicola è aiutata soprattutto dalla ottima sceneggiatura di Andrew Kevin Walker, che illustra per bene la mentalità psicopatica del serial killer fissato con i sette vizi capitali, il cui uccide le vittime che secondo lui si sono macchiate peggio di tutti dei vizi in questione.
Ma se nella maggior parte del film ti mantieni con le orecchie e gli occhi tesi per captare un qualche indizio che ti faccia capire il risvolto delle indagini, ebbene sappi che, gli ultimi venti minuti ti faranno cascare dalle nuvole in una conclusione imprevedibile, che ti faranno anche pensare che quello sia uno dei migliori finali visti in un film.
Naturalmente anche il cast dà un gran apporto al valore del film: Morgan Freeman fa una parte congeniale alla sua esperienza ed aspetto,interpretando il serio e riflessivo detective, eseguendo il suo solito ottimo lavoro; Brad Pitt è decisamente bravo ed adatto nel ruolo dell'istintivo ed emotivo poliziotto più giovane, dimostrando per la prima volta di sapersi svestire nei panni di attore sex-symbol; ma comunque, a Kevin Spacey gli bastano solo venti minuti di presenza per superare tutti, facendoti chiedere se per caso non sia un vero serial-killer questo mostro di bravura di Kevin, capace di ricevere una doppia nomination agli Oscar nello stesso anno (preso per “I soliti sospetti”).
Insomma, “Seven” è decisamente uno dei migliori film thriller mai realizzati, tanto che, se si parla di film thriller, “Seven” è il primo che ti salta alla mente.
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alexandrus
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venerdì 28 settembre 2012
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grandioso film triller assolutamente da vedere
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Seven è a mio parere uno dei migliori film thriller mai visti.Ti appassiona ogni minuto sempre più e ti incuriosisce al punto da farti incollare allo schermo.La storia vede come protagonisti due detective,uno più giovane e maldestro(il divo hollywodiano Brad Pitt)e l'altro più saggio e razionale(Morgan Freeman).Una serie di omicidi brutali e inspiegabili occuperanno i due protagonisti sin dall'inizio del film. Sembreranno inizialmente omicidi inspiegabili,ma faranno parte di un diabolico piano da parte di un killer folle e ossessionato con i vizi capitali. Il finale lascia gli spettatori a bocca aperta.Film assolutissimamente da vedere!
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stefano bruzzone
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martedì 31 luglio 2012
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grande fincher, come sempre.....
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D. Fincher non è proprio l'utlimo degli ultimi è...ci ha regalato grandi films e infatti in questo è abilissimo nel trasformare un classico thriller sui serial killer come in circolo ce ne sono a mazzi, in un piccolo capolavoro. Certo non si fa manchare nulla a cominciare da un cast straordinario (pazzesco K.Spacey nel ruolo del pazzo assassino), ma spesso non basta mettere insieme grandi attori per trasformare quella che potrebbe essere una "banale" storia in una storia intensa, ricca di colpi di scena e con un finale tutto da scoprire......
Voto: 8
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critichetti
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sabato 9 giugno 2012
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seven?no,ten!
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film da dieci e lode...molto interessante nelle tematiche,recitazione perfetta dal primo all'ultimo attore,compresi quelli che fanno apparizioni di pochi secondi(basti pensare che Brad Pitt si tagliò davvero il braccio nella scena in cui si ferisce),una storia interessantissima e molto originale,oserei dire geniale...alcune scene poi entreranno sicuramente nella leggenda,come quella dove appare la scritta "Help me" dietro a un quadro scritta con il sangue di una vittima...forse il miglior thriller mai realizzato,con un finale epico...è un finale a sorpresa(che evito di spoilerare) che si può capire durante il film,anche se a fatica,ma anche chi non dovesse capirlo poi capisce che era l'unico finale possibile:non esisteva altra possibilità.
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film da dieci e lode...molto interessante nelle tematiche,recitazione perfetta dal primo all'ultimo attore,compresi quelli che fanno apparizioni di pochi secondi(basti pensare che Brad Pitt si tagliò davvero il braccio nella scena in cui si ferisce),una storia interessantissima e molto originale,oserei dire geniale...alcune scene poi entreranno sicuramente nella leggenda,come quella dove appare la scritta "Help me" dietro a un quadro scritta con il sangue di una vittima...forse il miglior thriller mai realizzato,con un finale epico...è un finale a sorpresa(che evito di spoilerare) che si può capire durante il film,anche se a fatica,ma anche chi non dovesse capirlo poi capisce che era l'unico finale possibile:non esisteva altra possibilità...poi solo il fatto che c'è Morgan Freeman vuol dire tanto...davvero EPICO
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ultimoboyscout
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lunedì 14 maggio 2012
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fincher all'ennesima potenza.
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Thriller così belli se ne sono visti pochi, pochissimi se parliamo dell'ultimo Ventennio. La sceneggiatura è fluida, riduce al minimo falle e incongruenze, oltre a riscrivre la coppia di poliziotti bianco-nero, approfondendone la caratterizzazione, i rapporti e solcandone un profilo psicologico marcato. Il film è ambientato in un luogo che non ha nome, nonostante la violenza sia presente e palpabile non c'è una scena violenta e di tale efferatezza se ne vedono solo le conseguenze. I due investigatori sono Somerset e Mills, ovvero Freemen e Pitt, il primo è nero, anziano e disilluso, il secondo è bianco, giovane, spavaldo e nervoso. Hanno l'arduo compito di fermare un serial killer che uccide seguendo lo schema dei sette peccati capitali, elimina con fare da giustiziere elementi corrotti e ambigui di una società in cui il male ha preso il sopravvento e i valori sono ormai un lontanissimo ricordo.
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Thriller così belli se ne sono visti pochi, pochissimi se parliamo dell'ultimo Ventennio. La sceneggiatura è fluida, riduce al minimo falle e incongruenze, oltre a riscrivre la coppia di poliziotti bianco-nero, approfondendone la caratterizzazione, i rapporti e solcandone un profilo psicologico marcato. Il film è ambientato in un luogo che non ha nome, nonostante la violenza sia presente e palpabile non c'è una scena violenta e di tale efferatezza se ne vedono solo le conseguenze. I due investigatori sono Somerset e Mills, ovvero Freemen e Pitt, il primo è nero, anziano e disilluso, il secondo è bianco, giovane, spavaldo e nervoso. Hanno l'arduo compito di fermare un serial killer che uccide seguendo lo schema dei sette peccati capitali, elimina con fare da giustiziere elementi corrotti e ambigui di una società in cui il male ha preso il sopravvento e i valori sono ormai un lontanissimo ricordo. L'assassino inventa esecuzioni geniali e orrende al tempo stesso, partendo dalla gola e lasciando invidia e ira per il gran finale. I tre strepitosi interpreti si muovono in città così buia da far invidia (giusto per restare in tema...) persino a "Blade runner", immancabilmente umida di pioggia, macabra e con un senso e una puzza di morte presenti in ogni fotogramma. Il tutto amplificato da una fotografia bellissima, perfetta per l'intento cui è destinata, estremamente fincheriana, di Darius Khondji, che per ottenere tali livelli di nero ha utilizzato particolari processi chimici. Snervanti ma indovinatissime le musiche di Edward Shore, che accompagnano lo spettatore fino all'epilogo, spaventosamente forte e sconvolgente, un massacro di tarantiniana memoria (anche se decisamente meno allegro). Il risultato è un film che nel proprio genere non teme confronti, angosciante, spietato e geniale, con titoli di testa momorabili e un finale che chiude il cerchio svelando finalmente il modus operandi del serial killer divino John Doe, magistralmente interpretato da Kevin Spacey, superbo nel rappresentare il suo personaggio, così calmo, pacato, costante e coerente. La cosa che colpisce è che, di fatto, non esistono buoni o cattivi ne la linea di demarcazione che li divide: tutti e tre lo sono, hanno pregi e difetti e commettono sbagli. Doe predica bene ma lo fa uccidendo, Somerset è un servitore della Legge ma ha i suoi scheletri nell'armadio mentre Mills combatte il crimine con forza e fermezza ma un errore gli sarà fatale. Tutti lottano per i propri valori, ma lo fanno a modo loro.
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picassa
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venerdì 6 aprile 2012
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purtroppo indimenticabile!
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se penso a personaggi che mi terrorizzano il killer dei 7 peccati mi viene subito in mente!
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fierror
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domenica 1 aprile 2012
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la divina commedia dei giorni nostri
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Interessante,ma sono fuori dal coro delle altre recenzioni,bello lo spunto dei peccati capitali,ma a mio parere non è eccezionale come film.
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