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domenica 31 luglio 2016
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che cos'è seven? un opera biblica
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Gli anni novanta hanno sfornato i migliori thriller della storia di tutti i tempi. Uno di questi è Seven. Intenso è dire poco. Il cast è ottimo, Morgan Freeman una garanzia e Brad Pitt superlativo. La loro chimica è formidabile e le circa due ore sono un continuo di nervi tesi. Si perchè la trama, seppur semplice, stupisce per l'originalità dei crimini di un sconosciuto serial killer, che uccide le sue vittime in modo macabro e difficile da digerire. Ad ogni vittima corrisponde un peccato capitale. Ma è proprio quando pensi di aver capito tutto e ti aspetti che il massacro continui che arriva il colpo di scena che stravolge la trama e crea stupore.
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Gli anni novanta hanno sfornato i migliori thriller della storia di tutti i tempi. Uno di questi è Seven. Intenso è dire poco. Il cast è ottimo, Morgan Freeman una garanzia e Brad Pitt superlativo. La loro chimica è formidabile e le circa due ore sono un continuo di nervi tesi. Si perchè la trama, seppur semplice, stupisce per l'originalità dei crimini di un sconosciuto serial killer, che uccide le sue vittime in modo macabro e difficile da digerire. Ad ogni vittima corrisponde un peccato capitale. Ma è proprio quando pensi di aver capito tutto e ti aspetti che il massacro continui che arriva il colpo di scena che stravolge la trama e crea stupore. Da lì non è più una caccia all'uomo, in realtà non si capisce che cosa sia. E' come un mistero e rimane tale fino alla fine, quando David Fincher da bravo mago decide di alzare il velo e farci capire cosa stava succedendo e perchè. Il finale lo reputo uno dei più stupefacenti, riusciti e angoscianti della storia, come un pugno nello stomaco che ti toglie il respiro. E che dire di Kevin Spacy? La sua interpretazione, come quasi tutte le sue altre, rimarrà nella storia come rimarrà nella storia l'obbiettivo del suo personaggio: creare qualcosa di "biblico".
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renato c.
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mercoledì 22 giugno 2016
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bello ma terribilmente raccapricciante!
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Non è una novità la storia del serial-killer che si rifà alle pene del contrappasso, ai nomi dei 12 apostoli, ecc. Certo che qui è difficile scoprirlo, anzi, non viene scoperto ma si consegna lui stesso a Brad Pitt! Il film comunque si basa sulla lotta tra i due amici detective! Uno anziano, a cui mancano pochi giorni alla pensione,calmo e riflessivo, e l'altro giovane e impulsivo! Insieme risolvono il caso, ma a quale prezzo! Il serial killer, dopo essersi consegnato, fa recapitare le testa della moglie di Pitt al giovane detective, in una scatola! Non la si vede, però ci sono le scene dei precedenti omicidi che sono molto raccapriccianti!! Quello che mi chiedo, è se popolare romanzi e films di questi serial-killer psicopatici, non crei il rischio di emulazione! In questi giorni si parla
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Non è una novità la storia del serial-killer che si rifà alle pene del contrappasso, ai nomi dei 12 apostoli, ecc. Certo che qui è difficile scoprirlo, anzi, non viene scoperto ma si consegna lui stesso a Brad Pitt! Il film comunque si basa sulla lotta tra i due amici detective! Uno anziano, a cui mancano pochi giorni alla pensione,calmo e riflessivo, e l'altro giovane e impulsivo! Insieme risolvono il caso, ma a quale prezzo! Il serial killer, dopo essersi consegnato, fa recapitare le testa della moglie di Pitt al giovane detective, in una scatola! Non la si vede, però ci sono le scene dei precedenti omicidi che sono molto raccapriccianti!! Quello che mi chiedo, è se popolare romanzi e films di questi serial-killer psicopatici, non crei il rischio di emulazione! In questi giorni si parla molto di femminicidio, e spesso il delitto avviene con gli stessi metodi e gli stessi motivi (c'è sempre di mezzo una separazione!)Non è che ci sia una facilità di emulazione? Una volta gli uxoricidi erano ben più rari, anche se c'era il delitto d'onore! Certo, a chi ama il cinema, come il sottoscritto vedere un film ben fatto e ben interpretato fa sempre piacere, però mi viene un po' da pensare ai danni psicologici che il film può dare!
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aristoteles
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lunedì 7 marzo 2016
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7 peccati capitali
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Grandissimo thriller con un finale mozzafiato.
Gli attori sono in splendida forma,Pitt e Morgan entrano lentamente in simbiosi,regalandoci una coppia di detective superlativa.
Spacey è uno dei serial killer più disturbati visti sulle scene.
Atmosfera,clima torrido,omicidi efferati,colpi di scena,non manca veramente nulla.
Forse si può obiettare che alcune delle immagini proposte siano eccessivamente violente,ma l'atmosfera Noir della pellicola non poteva regalarci che un tetro capolavoro.
A me è piaciuto tantissimo e lo rivedo sempre con gran piacere.
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silvya99
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venerdì 29 gennaio 2016
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carinissimo!
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Il finale è incredibilmente esilarante ed inaspettato! Sono rimasta a dir poco scioccata. Per il resto ottima la sceneggiatura, gli attori e quant'altro.
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supremo2000
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domenica 29 novembre 2015
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ti lascia a bocca aperta
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Se7en Film del 1995 ormai ha 20anni diretto da David Fincher Regista di: The Game Fight Club Panic Room e Alien3.
Film molto bello in certi momenti ti fa proprio spaventare diretto bene e bel colpo di scena verso la fine del film. è Un film che non mi dispiacerebbe rivedere un'altra volta l'ho consiglio a tutti voto 5 Su 5
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luigi chierico
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venerdì 10 aprile 2015
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sette
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Son trascorsi molti secoli da quando Aristotele individuò i 7 vizi capitali in: Gola - avarizia – accidia – lussuria - superbia- invidia – ira, oggi se ne possono aggiungere altri, e certo ancor più capitali, ad esempio : sete di denaro, sete di potere, ingordigia, pedofilia, falsità.
Lo scrittore Andrew Kevin Walker ispira il regista David Fincher a realizzare questo Seven che in italiano sta per Sette, che non sono le sette, ma il numero,anche se il genere del film non si differenzia dal concetto ed opere delle sette, nere o non nere, logge o diaboliche, poco importa,sono pur sempre sette e non soltanto sette…!
Allo scopo di realizzare un buon film che, al di là del contenuto, della violenza, del sangue e del finale, possa comunque essere gradito alle masse che frequentano i cinematografi, chiama attori di rilievo.
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Son trascorsi molti secoli da quando Aristotele individuò i 7 vizi capitali in: Gola - avarizia – accidia – lussuria - superbia- invidia – ira, oggi se ne possono aggiungere altri, e certo ancor più capitali, ad esempio : sete di denaro, sete di potere, ingordigia, pedofilia, falsità.
Lo scrittore Andrew Kevin Walker ispira il regista David Fincher a realizzare questo Seven che in italiano sta per Sette, che non sono le sette, ma il numero,anche se il genere del film non si differenzia dal concetto ed opere delle sette, nere o non nere, logge o diaboliche, poco importa,sono pur sempre sette e non soltanto sette…!
Allo scopo di realizzare un buon film che, al di là del contenuto, della violenza, del sangue e del finale, possa comunque essere gradito alle masse che frequentano i cinematografi, chiama attori di rilievo.
In particolare il peso è affidato ad un ottimo Morgan Freeman, nella parte dell’anziano detective William Somerset, affiancato dal bravo Brad Pitt, che lo deve anche affiancare nelle indagini essendo il detective David Mills, infinei da Kevin Spacey, il folle serial killer John Doe, un po’ filosofo, un po’ mistico ma certamente pazzo ed invidioso. La presenza femminile è stata affidata a Gwyneth Paltrow: Tracy Mills, moglie di David, in una particina, come è d’obbligo, direi è la vittima designata nei film con soli uomini. Scena madre è quella in cui è invitata a ridere con William alla battuta” casa con massaggio incorporato”, risata che crea finalmente tra i due detectives una certa socializzazione. Le
indagini sono compiute sulla base di messaggi,campioni,dettagli e fotogrammi raccolti in un’isola deserta su cui, solitari naufraghi, si trovano David e William. C’è tanto sangue,tanta violenza, tanta malvagità, un odio spietato dell’omicida contro le vittime cadute in uno dei sette vizi capitali. Alla base di questo film vi è l’invidia, demone subdolo che alberga nell’animo umano e che provoca anche involontariamente devastazione nel destinatario e morte. Non mancano scene di forte suspense, di una caccia all’uomo tra corridoi illuminati in corridoi di grattacieli, per le scale interne ed esterne, acrobazie e fughe. Una bellissima fotografia, degna di essere menzionata, è quella che inquadra l’immagine in una pozzanghera d’acqua. Il finale, nel tentativo di dare una spiegazione a tanto delirante eccidio, lascia perplessi.
Mi chiedo se per David è valsa la penar lottare per il mondo come dice Hmingway,,citato al termine di questo film da tre stelle. Il silenzio è d’obbligo.chibar22@libero.it
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diskol88
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domenica 8 marzo 2015
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un film difficile, alto lievello ottimo.
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futile dire che siamo d'innanzi a un film capostipite
ispirante una serie di thriller di genere, che si sviluppa
narrando i 7 peccati o vizi capitali, che possono
riguardare un solo individuo, oppure con
una visione più ampia, il complesso degli esseri
umani..., includendo dunque anche il serial killer, al quale,
dopo alcuni preamboli inerenti
ipotetici extraterrestri il detective somerset si rivolge
umanamente però con severità dicendogli,
chi sei john? farneticando..., quegli risponde con
teorie divaganti e pragmatismo, riconosciuto dal somerset,
e s'esalta infierendo e rimarcando l'ingenuità di quel mills,
e asserisce di essersi consegnato di
spontanea volontà.
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futile dire che siamo d'innanzi a un film capostipite
ispirante una serie di thriller di genere, che si sviluppa
narrando i 7 peccati o vizi capitali, che possono
riguardare un solo individuo, oppure con
una visione più ampia, il complesso degli esseri
umani..., includendo dunque anche il serial killer, al quale,
dopo alcuni preamboli inerenti
ipotetici extraterrestri il detective somerset si rivolge
umanamente però con severità dicendogli,
chi sei john? farneticando..., quegli risponde con
teorie divaganti e pragmatismo, riconosciuto dal somerset,
e s'esalta infierendo e rimarcando l'ingenuità di quel mills,
e asserisce di essersi consegnato di
spontanea volontà. a mills, il detective, e il capo, ermey lee...
degli investigatori, possono anche riguardare un solo individuo
e le diverse fasi dell'esistenza, mills l'audace, che non esita a
abbatere la porta del serial esclamando, a somerset, quanti soldi
ci rimangono? il detective, il consapevole,
che coesiste alle diffcoltà accumulando prove del caso, per
un ipotetico tribunale, insinuando con le proprie perplessità
lieve rassegnazione, e il capo degli investigatori, il migliore,
che presentatosi all'inizio del film, ermey lee...
rimandando ' il pensionamento' del detectiv somerset lo si
vede passare a metà film, di fianco a
pitt e freeman dormienti, esclamando
' sveglia, qui abbiamo un vincente...' mills,
e somerset ripartono fornendo ulteriori indizi portando il caso a
un livello notevole di soluzione, nonostante il dialogo terminale
e divagante del serial, a perditempo coi detective, che si trovano al termine a avere
due visioni differenti, il detective che, cerca di preservarne lo stato,
dicendogli se lo elimini avranno vinto, mills che invece fa fuoco, e il capo detective,
con le prove dell'ennesimo caso, svolge i propri doveri, consegnando il criminale alla
legge, in un trhiller non spettacolare forse però di livello
e di gusto fine, per gli estimatori del genere a cui non piaccono altre
pellicole questo è fantastico lo stesso mi pare di poter dire.
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noia1
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giovedì 26 febbraio 2015
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un classico moderno
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Due detective alle prese con una serie di omicidi agghiaccianti.
David Fincher ci ha abituati a pellicole di culto come questo gioiello, le regole del noir qua non mancano, anzi, vengono seguite alla lettera, ci fosse una sbavatura, un dettaglio fuori posto, no, tutto è perfetto. I personaggi tormentati tipici delle pellicole di genere qui non sono solo resi al punto da desiderare di prenderne esempio, li si analizza anche: uno, irascibile testa calda, uomo d’azione casinista; l’altro, anziano esperto disilluso che, sebbene dal cuore d’oro, è annebbiato dal mondo e dal proprio lavoro.
Ritmo forsennato sfogato in rivelazioni, scoperte, indizi che, oltre a reggerne lo svolgimento avvincente, risultano molto interessanti, quel tocco horror poi dà al tutto un gusto eccezionale.
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Due detective alle prese con una serie di omicidi agghiaccianti.
David Fincher ci ha abituati a pellicole di culto come questo gioiello, le regole del noir qua non mancano, anzi, vengono seguite alla lettera, ci fosse una sbavatura, un dettaglio fuori posto, no, tutto è perfetto. I personaggi tormentati tipici delle pellicole di genere qui non sono solo resi al punto da desiderare di prenderne esempio, li si analizza anche: uno, irascibile testa calda, uomo d’azione casinista; l’altro, anziano esperto disilluso che, sebbene dal cuore d’oro, è annebbiato dal mondo e dal proprio lavoro.
Ritmo forsennato sfogato in rivelazioni, scoperte, indizi che, oltre a reggerne lo svolgimento avvincente, risultano molto interessanti, quel tocco horror poi dà al tutto un gusto eccezionale.
Pellicola di culto molto imitata, importante soprattutto per aver dato spunto a molte altre rivisitazioni. Il giovane bello aitante assieme al consumato stanco vecchio creano una coppia azzeccata, due approcci opposti allo stesso caso. Brad Pitt però non starà certo mai male in nessun film da lui figurato, certo ce n’erano di migliori per questo ruolo.
Finale eccezionale dal buon vecchio Fincher il cui tocco per tutto il film non è certo mancato, perfetto ed esagerato, certo quando un storia del genere la concludi in maniera simile è difficile dimenticarla.
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dasavisidese
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giovedì 18 dicembre 2014
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se7en
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Film straordinariamente riuscito. Assolutamente soddisfacente la regia e la sceneggiatura e, ovviamente, l' interpretazione di tre eccezionali attori come Freeman, Pitt e Spacey. A mio avviso fra i cinque/dieci thriller piu' belli dal '90 fino ad oggi. La scelta del genere e' azzeccatissima per veicolare il senso finale della pellicola che, oltre ad essere innovativo e geniale, e' in qualche modo anche sorprendente. Apre gli occhi, qualora questa visione venga condivisa, sul circostante col quale ci rapportiamo quotidianamente, ritraendo un mondo per certi aspetti spietato e mettendo in risalto gli istinti primordiali e animali posseduti dall' essere umano. Applausi a scena aperta per Fincher e la sua troupe, ci hanno regalato una pietra miliare che fara' senza dubbio la storia del cinema moderno.
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Film straordinariamente riuscito. Assolutamente soddisfacente la regia e la sceneggiatura e, ovviamente, l' interpretazione di tre eccezionali attori come Freeman, Pitt e Spacey. A mio avviso fra i cinque/dieci thriller piu' belli dal '90 fino ad oggi. La scelta del genere e' azzeccatissima per veicolare il senso finale della pellicola che, oltre ad essere innovativo e geniale, e' in qualche modo anche sorprendente. Apre gli occhi, qualora questa visione venga condivisa, sul circostante col quale ci rapportiamo quotidianamente, ritraendo un mondo per certi aspetti spietato e mettendo in risalto gli istinti primordiali e animali posseduti dall' essere umano. Applausi a scena aperta per Fincher e la sua troupe, ci hanno regalato una pietra miliare che fara' senza dubbio la storia del cinema moderno.
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alexander 1986
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sabato 11 gennaio 2014
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thriller d'altri tempi, in tutti i sensi
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USA, anni '90. Una metropoli non precisata, caotica e decadente, fa da scenario a una serie di efferati delitti ispirati ai sette peccati capitali (da qui il titolo). Impossibile, con i metodi convenzionali, individuare il colpevole. William Somerset (Freeman), detective stanco e prossimo alla pensione, deve compiere un ultimo sforzo; ad aiutarlo, il giovane e rampante David Mills (Pitt) da poco trasferitosi in città accompagnato dalla bellissima ma inquieta moglie Tracy (Paltrow).
I temi trattati e alcune citazioni letterarie - Dante, Chaucer, Hemingway nel finale, senza contare che lo stesso nome del protagonista è un omaggio a Maugham - conferiscono a questa pellicola una patina di eleganza che solletica il palato dei colti e degli amanti delle soddisfazioni intellettuali.
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USA, anni '90. Una metropoli non precisata, caotica e decadente, fa da scenario a una serie di efferati delitti ispirati ai sette peccati capitali (da qui il titolo). Impossibile, con i metodi convenzionali, individuare il colpevole. William Somerset (Freeman), detective stanco e prossimo alla pensione, deve compiere un ultimo sforzo; ad aiutarlo, il giovane e rampante David Mills (Pitt) da poco trasferitosi in città accompagnato dalla bellissima ma inquieta moglie Tracy (Paltrow).
I temi trattati e alcune citazioni letterarie - Dante, Chaucer, Hemingway nel finale, senza contare che lo stesso nome del protagonista è un omaggio a Maugham - conferiscono a questa pellicola una patina di eleganza che solletica il palato dei colti e degli amanti delle soddisfazioni intellettuali. Per il resto, non vi si ravvisano motivi di particolare originalità: abbiamo il classico assassino schizoide e inquietante, la coppia poliziotto vecchio + giovane, il colpo di scena finale. Quest'ultimo viene spesso citato come fiore all'occhiello del film; il vero colpo di scena è semmai vedere il volto di Spacey, il cui nome è stato furbescamente omesso dai titoli di testa. Si tratta comunque di un thriller godibile e divertente, che fa piacere rivedere.
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