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joe
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giovedì 17 novembre 2005
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se vai a palermo non rubare le banane!!
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Già, se vai a Palermo non rubare le banane. Con questa frase Benigni chiude il cerchio che ha tracciato attorno alla sua storia, uno sconvolgente gioco di equivoci che porta Dante (autista di autobus per ragazzi disabili) a diventare un vero e proprio boss mafioso siciliano: Johnny Stecchino. "... Io, Johnny Stecchino, che solo a pronunciare il mio nome... tremavano i mobBili...". Come dimenticare la scena delle banane, ma anche l'equivoco con il ministro, il vicino di palchetto al teatro dell'opera (Assassino) e ancora altri. Una commedia irreale, divertente e pazzoide allo stesso tempo, una sorta di favola per adulti che non cessa di essere apprezzata nel tempo. Una divertente commedia comica che ha sicuramente appassionato decine migliaia di italiani perché, lo sappiamo, "uno dei più grossi problemi di palermo è il traffico!".
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edjt
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mercoledì 16 novembre 2005
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recensione
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Si comincia con le difficoltà di un autista "particolare" ad integrarsi e ad avere rapporti con le donne, accompagnato dall'amico Lillo con i suoi problemi di diabete; si chiude in modo favolesco con la risoluzione presunta di entrambe le situazioni.
Johnny Stecchino è una favola ambientata ai giorni nostri in cui Benigni fa dell'ingenuità e dello sdoppiamento il suo strumento per aprirci i cuori e farci ridere.
Il tema principale è l'obiettivo mafioso di utilizzare un sosia per sfuggire alle beghe che procura il pentimento, ma la storia si articola sui continui richiami alle caratteristiche di Dante (l'ingenuo sosia) da cui scaturiscono una serie di situazioni estremamente divertenti come la serata a teatro o il continuo consumo di cocaina a mo' di antidoto al diabete.
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Si comincia con le difficoltà di un autista "particolare" ad integrarsi e ad avere rapporti con le donne, accompagnato dall'amico Lillo con i suoi problemi di diabete; si chiude in modo favolesco con la risoluzione presunta di entrambe le situazioni.
Johnny Stecchino è una favola ambientata ai giorni nostri in cui Benigni fa dell'ingenuità e dello sdoppiamento il suo strumento per aprirci i cuori e farci ridere.
Il tema principale è l'obiettivo mafioso di utilizzare un sosia per sfuggire alle beghe che procura il pentimento, ma la storia si articola sui continui richiami alle caratteristiche di Dante (l'ingenuo sosia) da cui scaturiscono una serie di situazioni estremamente divertenti come la serata a teatro o il continuo consumo di cocaina a mo' di antidoto al diabete. La scelta dei personaggi risulta piuttosto felice (almeno nei 4/5 principali) con l'ottimo zio-complice a far la parte del servo tonto come qualcuno che in passato abbia usufruito dei servigi del Johnny Stecchino in auge e se ne ritrovi schiavo per sempre, fino a venire ucciso ad obiettivo raggiunto. C'è poi l'amico Lillo che è l'unica persona con la quale il protagonista si trova veramente a suo agio tanto da andargli in casa ed accompagnarlo alla stazione e vero fulcro della storia in quanto le banane, i dolci e i pensieri di Dante ci vengono introdotti in sua presenza. La Maria interpretata da Nicoletta Braschi è ben descritta alla cena a casa del ministro, quando la moglie del questore facendo una confidenza al presunto Johnny Stecchino, ma parlando a tutti gli spettatori, la racconta come una donna dal ruolo invidiatissimo in quanto irraggiungibile, proprio come la considera il marito regista.
Un film che scorre allegramente e dove alla fine ogni nodo in una maniera o nell'altra arriva al pettine lasciando alla fine il tempo che ha trovato all'inizio; questo offre spazio anche all'eventuale interpretazione che quanto accada tra l'introduzione e la risoluzione sia soltanto un sogno del protagonista in cui può sprigionarsi (nel ruolo di Johnny) il lato del carattere che viene a mancargli nella vita di tutti i giorni. L'apparizione improvvisa alla festa dell'assicuratore Randazzo o il coro finale degli animali nel negozio di parrucchiere sembrerebbero rinforzare questa ipotesi.
Il giudizio personale è molto positivo, soprattutto a posteriori pensando che ci troviamo davanti ad uno degli ultimi Benigni spensierati e scanzonati.
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[+] molto sollevato
(di joe)
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anonimo
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sabato 12 marzo 2005
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il capolavoro di benigni
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Un film esilarante e spassosissimo!!! Capolavoro assoluto del grande Benigni!!!
[+] risparmiaci!!
(di joe)
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(di anonimo)
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[+] capolavoro e benigni non stanno nella stessa frase
(di oblivion7is)
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