Si salvi chi può (La vita)

Film 1980 | Drammatico 88 min.

Regia di Jean-Luc Godard. Un film con Jacques Dutronc, Isabelle Huppert, Nathalie Baye, Roger Jendly, Michèle Gleizer. Cast completo Titolo originale: Sauve qui peut (la vie). Genere Drammatico - Svizzera, 1980, durata 88 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Paul, regista televisivo, si separa dall'amante, che ha deciso di seguire la sua vocazione letteraria andandosene in campagna.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
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Paul, regista televisivo, divorziato dalla moglie e padre di una bambina, si separa dall'amante, che ha deciso di seguire la sua vocazione letteraria andandosene in campagna. L'uomo decide allora di dare nuovo impulso ai rapporti con la sua ex famiglia, ma muore investito da una macchina nell'indifferenza generale. L'unica che riesce a "salvarsi", a modo suo, è una prostituta, la cui esistenza si è incrociata con quella dei protagonisti: la sua squallida vita, infatti, continuerà esattamente come prima. Raffinata (ma vuota) dimostrazione dell'involuzione di Jean-Luc Godard.

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Tre destini che s'incrociano come la vita, in questo film "composé par J.-L. Godard" con cui tornò al cinema dopo 8 anni di esperimenti col video. 4 i movimenti (della composizione): immaginario, paura, commercio e musica. I primi 3 sono in rapporto con Denise Rimbaud (Baye), Paul Godard (Dutronc), Isabelle Rivière (Huppert). È un film sull'amore, un gioco in cui rien ne va plus : nelle prime 2 storie è un fallimento, nella 3ª un orrido commercio. I 3 personaggi si ritrovano nel 4° movimento quando un'orchestrina di violini esegue l'aria della Gioconda di Ponchielli che si chiama Suicidio . Nelle prime 2 storie la provocazione intellettuale e la ricerca del linguaggio si elidono, scivolando in un vaniloquio narcisistico, mentre nella 3ª Godard arriva al bersaglio, continuando idealmente il discorso di Questa è la mia vita (1962) in modi più aggressivi. In questo film dove le storie si svolgono a distanza il telefono e la prostituzione dominano il mondo. Qui il regista coniuga Marx con Sade e Barthes attraverso una sarcastica mimesi della pornografia del cinema (e della vita) il che indusse i censori italiani a vietarlo ai minori di 18 anni. Pornofilm va bene, ma anticapitalistico è troppo. Scritto con Anne-Marie Miéville e Jean-Claude Carrière. Distribuito in Italia nel 1984 con sottotitoli mal tradotti.

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