New York New York

Film 1977 | Commedia 153 min.

Regia di Martin Scorsese. Un film Da vedere 1977 con Liza Minnelli, Lionel Stander, Robert De Niro, Barry Primus, Mary Kay Place, Georgie Auld. Cast completo Titolo originale: New York New York. Genere Commedia - USA, 1977, durata 153 minuti. - MYmonetro 4,07 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due musicisti si incontrano e si innamorano ma la loro relazione non sarà per niente facile da gestire. Il film ha ottenuto 4 candidature a Golden Globes,

Consigliato assolutamente sì!
4,07/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,85
CONSIGLIATO SÌ
Ricostruzione geniale delle atmosfere degli anni '40 e '50.
Recensione di Annarita Mazzucca
Recensione di Annarita Mazzucca

2 settembre 1945. Mentre l'America festeggia la resa del Giappone a Times Square, il sassofonista Jimmy Doyle (Robert De Niro) e la cantante Francine Evans (Liza Minnelli) si incontrano per la prima volta. Di lì a poco i due inizieranno una relazione sentimentale tumultuosa e piena di incomprensioni.
Quasi ognuno dei grandi registi che si sono imposti nella storia del cinema a partire dagli anni 70- tra cui Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, William Friedkin, Michael Cimino- agli occhi della critica hanno almeno una Waterloo personale. Nel caso di Scorsese il primo grande (ingiusto) flop di pubblico e critica è il sontuoso New York, New York. Nel 1976 il regista reduce dal successo ottenuto per i suoi precedenti tre film (Mean Streets, Alice non abita più qui e Taxi driver), riprendendo un soggetto rimasto incompiuto di Earl Mac Rauch, era in procinto di realizzare il suo progetto successivo, tributo e decostruzione del periodo d'oro del musical targato MGM e Warner Bros. Ispirato ai classici del genere (di registi del calibro di Busby Berkeley e Vincente Minnelli) ne rovescia allo stesso tempo le convenzioni. L'approccio stilistico è infatti rappresentato dallo scontro tra realtà cinematografiche incompatibili, abbracciando l'artificialità dei teatri di posa ma facendovi muovere e vivere dei personaggi intensi e ambigui, lasciando spazio a un nuovo modo di concepire la vita, di guardare e analizzare emozioni. Ad aiutarlo nella linea di demarcazione tra vecchia e nuova Hollywood è Liza Minnelli. La sua presenza ha reso omaggio ai musical diretti da suo padre e interpretati da sua madre, Judy Garland (specialmente È nata una stella, dalle non poche somiglianze con New York, New York) e allo stesso tempo rappresentò il moderno musical hollywoodiano (vincitrice nel 1972 dell'Oscar come miglior attrice per Cabaret).
Le riprese si rivelarono lunghe e faticose. L'ampia facoltà d'improvvisazione lasciata agli attori finì per prolungare il calendario delle riprese e il budget ne risentì inevitabilmente. Si trattava inoltre di un momento delicato per la vita del regista, segnato dalla dipendenza da cocaina e dalla fine del suo secondo matrimonio con la sceneggiatrice Julia Cameron. Quante parole possono pensare di descrivere questa pellicola? Troppe. Forse: ambiziosa, audace, affascinante, fraintesa.

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Ricostruzione geniale delle atmosfere degli anni '40 e '50.

Due settembre 1945: l'America impazzisce di gioia e festeggia la vittoria. A New York, in un immenso locale, l'orchestra di Tommy Dorsey trascina migliaia di persone con la forza del suo ritmo. Jimmy, un reduce, vede Francine sola a un tavolo e cerca di abbordarla. Lei non ha nessuna intenzione, ma lui è tanto deciso e insistente che alla fine riesce nell'intento. Jimmy è un suonatore di sax e lei è cantante. Nasce la storia e la collaborazione artistica. A poco a poco si fanno strada. Lui ha un'orchestra sua, lei è sempre più brava. Certo la vita non è facile e tutto si complica quando lei rimane incinta. A poco a poco i due si allontanano. Quando nasce il bambino si separano. Sono passati alcuni anni: lui è un musicista alla moda, di qualità, lei ha avuto un grande successo popolare grazie al musical. Si rivedono, si danno appuntamento. Lui l'aspetta inutilmente. Ricostruzione geniale, seppur calligrafica, degli ambienti e delle atmosfere anni Quaranta e Cinquanta. Il mondo di Scorsese che ha la capacità di invenzione e di coinvolgimento nella propria realtà, con la stessa forza dei giganti predecessori (Ford, Hitchcock, Fellini, Lubitsch). Basti pensare alla sequenza di De Niro che cerca di fermare un treno spingendo, su un tappeto di neve immacolato; o alla scena dei due giovani che ballano senza musica sotto un ponte illuminato per un momento dalle luci del metrò. Grande De Niro che, come si sa, imparò a suonare il sassofono, secondo la tradizione del rigorosissimo Actor's Studio, per poter essere credibile. Meno brava come attrice la Minnelli che ha sempre la stessa espressione di occhi stupiti (e non solo in questo film), ma che si riscatta nell'interpretazione della trascinante New York, New York, una delle canzoni di maggior successo degli ultimi vent'anni. La ditta Scorsese-De Niro ha dato grandissimi risultati più volte, questo è forse il più importante. De Niro che suona il sax e davanti a lui la Minnelli che canta sono un'immagine che fa parte della memoria universale.

Stefano Lo Verme

New York, 2 settembre 1945. Mentre la città festeggia la fine della guerra, a Time Square Jimmy Doyle, un sassofonista di jazz, inizia a corteggiare Francine Evans, una giovane e dotata cantante. I due intraprendono una relazione sentimentale, si sposano, e nel frattempo cominciano a lavorare insieme all'interno di un'orchestra; ma le reciproche incomprensioni metteranno a rischio il loro rapporto.
A un anno di distanza dal capolavoro Taxi driver, Martin Scorsese ha cambiato decisamente genere con il suo film successivo, New York, New York, scritto da Earl MacRauch e Mardik Martin: un sentito omaggio al musical hollywoodiano degli anni '40 ed al tempo stesso un affettuoso tributo alla città del regista, la magica New York, qui rappresentata in tutto il suo fascino retrò ed avvolta da un'aurea di ineffabile romanticismo. Prima produzione ad alto budget nella carriera di Scorsese (14 milioni di dollari di costo), New York, New York è uscito nelle sale nel 1977 in una versione di 153 minuti, che però non ha ottenuto il successo sperato al botteghino; ridotto di un quarto d'ora, in seguito il film è stato rieditato nella sua durata originale di 163 minuti, e con il tempo è diventato un classico della commedia musicale.
L'incipit della storia ha luogo la sera del 2 settembre 1945 a Time Square, nel momento in cui l'America sta festeggiando la resa del Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale. In questo clima di giubilo e di spensieratezza ha origine la tormentata love-story fra i due protagonisti: il sassofonista Jimmy Doyle, un uomo ostinato e dal carattere difficile, e Francine Evans, una fascinosa cantante di grande talento, interpretati rispettivamente dall'attore-feticcio di Scorsese, Robert De Niro, e dalla diva di Cabaret Liza Minnelli. Il film ripercorre così i sette anni della relazione tra Jimmy e Francine, sui binari paralleli della vita privata e della carriera, riproponendo in un certo senso una variante del plot di È nata una stella (l'ascesa al successo di lei sarà il motivo della loro crisi sentimentale) condita con tutte le convenzioni tipiche del melodramma hollywoodiano (la passione tempestosa, i litigi fra innamorati, l'inevitabile separazione).
La puntigliosa ricostruzione d'epoca, palesemente artificiale ed ispirata ai toni e ai colori di tanti film degli "anni d'oro", è parte integrante della rievocazione nostalgica compiuta da Scorsese, nella quale la musica è il mezzo per esprimere gli stati d'animo di una nazione che sembrava avviata verso un radioso futuro, in un periodo in cui il Sogno Americano non era ancora stato demolito da quello che sarebbe venuto dopo (McCarthy, la Corea, il Vietnam). Le vibranti psicologie dei due protagonisti scandiscono e determinano l'azione, che si chiude in un malinconico finale; ma al cuore della pellicola c'è soprattutto l'indimenticabile colonna sonora, con brani del repertorio tradizionale americano ed alcune splendide canzoni composte da John Kander e Fred Ebb. Il tema principale del film, la mitica New York, New York, resa immortale dalla performance della Minnelli, sarebbe diventata da allora una delle canzoni più famose ed amate della storia, oltre che un autentico inno alla "città che non dorme mai".

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nella notte folle del 2 settembre 1945 (la resa del Giappone), a Times Square un sassofonista e una cantante si incontrano. Ne segue, sull'arco di otto anni, una vicenda che tocca tutti i passaggi obbligati: amore tempestoso, tensioni, separazioni. La mano di Scorsese si sente: nella vitalità nevrotica che imprime ai personaggi, nell'afflato con cui ricrea l'aria del tempo. La colonna musicale farà liquefare di nostalgia i fans di ogni età. Stander è un po' sprecato. Uscito di 153 minuti, tagliato a 137 e riproposto nel 1981 alla durata attuale.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 19 settembre 2015
De Niro Star

Quando in un film spiccano i nomi dei celebri Martin Scorsese e Robert De Niro il successo è assicurato al 90%,ma questa pellicola in quanto a botteghino non è stata il massimo delle aspettative. Il motivo principale che spinge a cercare il perchè del fatto non si potrà mai spiegare,sicuramente è una pellicola molto diversa dai soliti canoni Scorsesiani.

giovedì 30 gennaio 2014
DARIO FIREMAN

Martin Scorsese si cimenta in un genere di film assolutamente non suo, ricavando in quell'epoca una sorta di mezzo flop cinematografico. Difficili le riprese, le scenografie, rendere il film scorrevole e senza mai annoiare con la musica mai assente per oltre 15 minuti. L'esito è meraviglioso, in quanto De Niro offre una bella interpretazione del suo scorbutico personaggio, il sassofonista Jimmy Doyle, [...] Vai alla recensione »

sabato 27 febbraio 2010
G. Romagna

New York, giorno in cui termina la Seconda Guerra Mondiale. Jimmy (Robert De Niro), sassofonista bizzarro e talentuoso, corteggia con difficoltà e successo Francine (Liza Minnelli), bravissima cantante. Ella deve partire per una tournee, lui, a sopresa, la insegue e, dopo averla raggiunta, riesce a farsi ingaggiare dalla sua orchestra, di cui assumerà ben presto, dopo la defezione [...] Vai alla recensione »

domenica 3 luglio 2011
Gwynplaine

da vedere.

lunedì 18 maggio 2009
serpico

MAGISTRALE DE NIRO DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI ESSERE UN GRANDE IL CAPOLAVORO DI SCORSESE,BRAVISSIMA LIZA MINELLI ERA DA OSCAR SICURAMENTE SENZA NESSUN DUBBIO QUESTO FILM

Frasi
E quando hai questo, allora vuoi dire che hai trovato il magico accordo.
Cos'è il magico accordo?
Il magico accordo è quando sei in sintonia con la vita, Francine, quando nella vita hai tutto quello che vorresti avere, tutto quanto: hai la donna che vuoi, fai la musica che vuoi, e riesci anche a fare un po' di soldi... Questo è il magico accordo.
Dialogo tra Francine Evans (Liza Minnelli) - Jimmy Doyle (Robert De Niro)
dal film New York New York
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