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snoyze
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sabato 20 settembre 2014
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pasolini: la critica esplicita di un paese marcio
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Questo film è:esagerato, esplicito, violento, cattivo, osceno, sanguinolento, brutto, vomitevole e una serie infinita di aggettivi che rimadano a qualcosa di negativo in tutti i sensi... Ma che cos'è la società in cui Pier Paolo Pasolini viveva e tutt'ora viviamo noi? è questo film, è la piccola parte di popolazione che con il solo potere del denaro si può permettere, grazie a corruzioni e patti tra "potenti", di fare qualsiasi cosa vogliano sulla parte maggiore del popolo che sta li, in silenzio a subire e subire continuamente le volontà malate di questi quattro malati.
Il film è completamente incentrato sui diversi e più "strani" piaceri sessuali, che molte volte vengono puniti dalle autorità e dalla stessa legge che poi commette lo stesso reato.
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Questo film è:esagerato, esplicito, violento, cattivo, osceno, sanguinolento, brutto, vomitevole e una serie infinita di aggettivi che rimadano a qualcosa di negativo in tutti i sensi... Ma che cos'è la società in cui Pier Paolo Pasolini viveva e tutt'ora viviamo noi? è questo film, è la piccola parte di popolazione che con il solo potere del denaro si può permettere, grazie a corruzioni e patti tra "potenti", di fare qualsiasi cosa vogliano sulla parte maggiore del popolo che sta li, in silenzio a subire e subire continuamente le volontà malate di questi quattro malati.
Il film è completamente incentrato sui diversi e più "strani" piaceri sessuali, che molte volte vengono puniti dalle autorità e dalla stessa legge che poi commette lo stesso reato. Questo film è come deve essere la rappresentazione del nostro paese, Pasolini si incentra su questo particolare frangente del sesso, che può sembrare il più insignificante ma che in realtà è la rappresentazione di tutte le sottomissioni che il povero popolo subisce per mano di "vecchi e flaccidi" ricchi e di una certa importanza...
Come tanti letterati hanno provato a farci capire, qui Pasolini, i problemi che riscontriamo nelle nostre vite vengono e sono causati solo da noi, che inetti e svogliati permettiamo a pochi di comandare e sfruttare a loro piacimento i pochi, che infondo sono sempre i migliori.
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missvi
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sabato 11 gennaio 2014
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film immortale!
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Film non per tutti, ma in cui tutti siamo coinvolti. Come carnefici e come vittime. Un'allegoria lucidissima e crudissima sul ruolo del potere, sulla "anarchia del potere, che fa del corpo ciò che vuole".
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davide v.
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venerdì 3 maggio 2013
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la perversione velata da una falsa critica...
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Mi era stato riferito che Pasolini era un maestro, però non si erano presi la briga di avvisarmi che era si un maestro, ma di bestialità, e dire che gli anno pure dedicato delle statue! Naturalmente a molti il mio commento sembrerà moralista, dettato dall'etica sociale che con falso zelo ci indica la retta via, ma vi assicuro che così non è. Sono tutti convinti che in questo film la perversione nasconda una critica alla società, invece io penso che sia il contrario, protetto dalla scusa della critica verso un mondo violento ,il tanto decantato Pasolini ha fatto sfoggio delle sue perversioni più immani. C'è qualcuno che arriva ad affermare che tali perversioni siano "naturali" e che dunque Pierpaolo ci ha illuminati su questa nostra natura perversa e sadica, offuscata dal potere, da studioso della mente quale sono vi posso assicurare che così non è! È più che normale ricercare il sesso ed anche un certo potere, ma non è assolutamente naturale ricercarne insistentemente la forma più sadica e brutale, per tale motivo queste forme di piacere vengono definite perversioni, poiché contronatura, e chi le possiede è indubbiamente malato.
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Mi era stato riferito che Pasolini era un maestro, però non si erano presi la briga di avvisarmi che era si un maestro, ma di bestialità, e dire che gli anno pure dedicato delle statue! Naturalmente a molti il mio commento sembrerà moralista, dettato dall'etica sociale che con falso zelo ci indica la retta via, ma vi assicuro che così non è. Sono tutti convinti che in questo film la perversione nasconda una critica alla società, invece io penso che sia il contrario, protetto dalla scusa della critica verso un mondo violento ,il tanto decantato Pasolini ha fatto sfoggio delle sue perversioni più immani. C'è qualcuno che arriva ad affermare che tali perversioni siano "naturali" e che dunque Pierpaolo ci ha illuminati su questa nostra natura perversa e sadica, offuscata dal potere, da studioso della mente quale sono vi posso assicurare che così non è! È più che normale ricercare il sesso ed anche un certo potere, ma non è assolutamente naturale ricercarne insistentemente la forma più sadica e brutale, per tale motivo queste forme di piacere vengono definite perversioni, poiché contronatura, e chi le possiede è indubbiamente malato. Detto questo concludo dicendo che a mio parere questo film è una chiara dimostrazione del fatto che Pasolini non sia assolutamente un gran maestro, ma è solo un pover uomo cresciuto in una società omofoba che lo ha odiato per le sue inclinazioni sessuali, odio che ha plasmato la sua mente portandolo a vedere come lecite pratiche abnormi e mostruose, pratiche che attraverso questo film ed altre sue opere hanno intrattenuto un pubblico sadico che si nutre del proprio odio.
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alex41
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martedì 12 marzo 2013
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l'arancia meccanica di pasolini
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Scioccante non basta, realistico è troppo riduttivo. "Salò" è un film che è finito nel dimenticatoio, ma che io trovo la risposta del cinema italiano al cinema americano sulla base dei film con alto tasso di violenza. Se già Kubrick con "Arancia Meccanica" o Peckinpah con "Cane Di Paglia" avevano esplorato questo genere, ora è il turno di Pasolini con questo film. E' un film dalle atmosfere quasi oniriche, artistiche, come un'opera d'arte affascinante sul piano di vista tecnico: inquadrature bellissime, perfette, degne del miglior Fellini, come anche la fotografia. Ma cosa rende questo film allora un vero e proprio shock? Ciò che si respira all'interno del film è il fastidio e la crudezza dove c'è invece la vera arte: a quei tempi quasi nessuno, o almeno in Italia, aveva avuto il coraggio di fare un film di sadomasochismo e con moltissimi significati e metafore sul potere.
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Scioccante non basta, realistico è troppo riduttivo. "Salò" è un film che è finito nel dimenticatoio, ma che io trovo la risposta del cinema italiano al cinema americano sulla base dei film con alto tasso di violenza. Se già Kubrick con "Arancia Meccanica" o Peckinpah con "Cane Di Paglia" avevano esplorato questo genere, ora è il turno di Pasolini con questo film. E' un film dalle atmosfere quasi oniriche, artistiche, come un'opera d'arte affascinante sul piano di vista tecnico: inquadrature bellissime, perfette, degne del miglior Fellini, come anche la fotografia. Ma cosa rende questo film allora un vero e proprio shock? Ciò che si respira all'interno del film è il fastidio e la crudezza dove c'è invece la vera arte: a quei tempi quasi nessuno, o almeno in Italia, aveva avuto il coraggio di fare un film di sadomasochismo e con moltissimi significati e metafore sul potere....portando le vicende in una villa abbandonata con dei personaggi quasi usciti dai Promessi Sposi (Il Duca per esempio). Questo film è sadico, crudo, di pessimo gusto, dove si mostra quanto l'essere umano possa spingersi al di là di ogni limite: il film diventa quasi un'opera dantesca, dove si esplora l'inferno e si rifiuta di nascondere le scene più scioccanti. E' un film che impedisce ogni via di fuga, un film sadico vestito da opera intellettuale, e per questo ancora più inquietante di quanto possa sembrare. Riguardo al cast, a parte l'ottimo Paolo Bonacelli e Aldo Valletti, tutti gli altri sembrano recitazione da film porno. Ci sarebbe molto altro da dire su questo film, ma io mi litimo a dire solo una cosa: se siete in cerca di qualcosa di veramente scioccante e sadico guardatevi questo film, ed evitate di essere bigotti.
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paolo salvaro
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martedì 6 novembre 2012
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una tortura, per chi lo guarda e per chi lo recita
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Premesso che Pasolini doveva aver senz'altro due palle d'acciaio per uscirsene nel 1975 con un film di questo tipo, gliene si deve dar atto. E' recitato malissimo e spesso si è stati costretti a ricorrere al doppiaggio, causando sbalzi sonori notevoli ed irritanti, ma niente (almeno credo) irrita lo spettatore come il vedere quei quattro tranquilli e liberi di continuare a fare ciò che vogliono. Può anche essere che Pasolini volesse dare chissà quali significati profondi a questa pellicola, riferendosi all'abuso di potere in generale o in particolare a quello nazista, o all'incontrollabilità delle pulsioni umane, ma se il risultato finale voleva davvero essere questo allora avrebbe fatto meglio ad accantonare il progetto fin dall'inizio.
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Premesso che Pasolini doveva aver senz'altro due palle d'acciaio per uscirsene nel 1975 con un film di questo tipo, gliene si deve dar atto. E' recitato malissimo e spesso si è stati costretti a ricorrere al doppiaggio, causando sbalzi sonori notevoli ed irritanti, ma niente (almeno credo) irrita lo spettatore come il vedere quei quattro tranquilli e liberi di continuare a fare ciò che vogliono. Può anche essere che Pasolini volesse dare chissà quali significati profondi a questa pellicola, riferendosi all'abuso di potere in generale o in particolare a quello nazista, o all'incontrollabilità delle pulsioni umane, ma se il risultato finale voleva davvero essere questo allora avrebbe fatto meglio ad accantonare il progetto fin dall'inizio. Gli spettatori vengono torturati dall'inizio alla fine esattamente come i ragazzi e le ragazze del film, costretti ad assistere ad un orrore senza fine, senza nemmeno il più piccolo barlume di speranza finale che ci induca a pensare che i quattro aguzzini verrano presto puniti per le loro malefatte, come ci si aspetterebbe da un film di questo tipo. Probabilmente Pasolini non è quel tipo di regista al quale importa molto di quelle che saranno le reazioni del pubblico, altrimenti non sarebbe diventato il personaggio che conosciamo oggi, ma avrebbe dovuto essere ben conscio anche lui dell'esistenza di un limite che (piaccia o no) esiste eccome artisticamente e generalmente parlando. Questo film oltrepassa tutte le frontiere della perversione e dell'eccentricità umana, non si pone il minimo freno e quando che colui che lo sta guardando si è ormai adattato a tanto orrore e desidera ardentemente più di ogni altra cosa il veder puniti quei quattro folli (magari con un'improvvisa ribellione notturna o per un bombardamento improvviso visto che siamo in piena seconda guerra mondiale, sebbene Pasolini scelga una strada molto diversa e particolare per rappresentarla) si trova davanti ad un finale incomprensibile: due ragazzi che ballano a ritmo di una melodia che esce dalla radio della magione mentre fuori da quella casa si stanno consumando atrocità inverosimili. Il lieto fine non è obbligatorio, anzi talvolta è deludente, ma in questo caso sarebbe stato quasi necessario darci una piccola soddisfazione finale.
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wanka
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martedì 12 giugno 2012
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a pasolini piaceva vincere facile
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Trasposizione di un trattato di psichiatria che in immagini crea un forte effetto shock, schierato ovviamente politicamente in modo piuttosto azzardato, solita impronta pasoliniana, nemmeno troppo moderno inquanto sostanzialmente si parla di fenomeni, realtà che son nate con l uomo, intellecttual splatter falso storico
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cianoz
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giovedì 5 gennaio 2012
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ah beh è pasolini
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Questo film è il paravento perfetto per tutti coloro che sono pubblici perbenisti e finti sedicenti intellettuali, per tutti coloro che per paura e falso perbenismo aborrono pubblicamente pornografia, sesso e violenza quando sono dichiarati ed espliciti, per quel che sono, ovvero impulsi umani reali. Gente a cui il sesso e l'estremo piace ma guai a parlarne o ad ammetterlo per cui vai di brutto con vagonate di falsi moralismi.
Questo film atroce è la maschera perfetta per queste persone, profondamente ipocrite, l'alibi perfetto per poter vedere sesso deviato mascherandolo con spiegazioni artistiche, storiche e psicologiche di qualche tipo, cose di cui in realtà non solo non sanno nulla, ma non ve n'è traccia proprio.
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Questo film è il paravento perfetto per tutti coloro che sono pubblici perbenisti e finti sedicenti intellettuali, per tutti coloro che per paura e falso perbenismo aborrono pubblicamente pornografia, sesso e violenza quando sono dichiarati ed espliciti, per quel che sono, ovvero impulsi umani reali. Gente a cui il sesso e l'estremo piace ma guai a parlarne o ad ammetterlo per cui vai di brutto con vagonate di falsi moralismi.
Questo film atroce è la maschera perfetta per queste persone, profondamente ipocrite, l'alibi perfetto per poter vedere sesso deviato mascherandolo con spiegazioni artistiche, storiche e psicologiche di qualche tipo, cose di cui in realtà non solo non sanno nulla, ma non ve n'è traccia proprio. E' un alibi per loro come per quel signore disturbato di nome Pasolini. La gente che parla bene di questo film di indescrivibile bruttezza è la stessa che si scandalizza e punta il dito contro la pornografia e il sesso in tutte le sue manifestazioni più marcate. Questa gente si deve vergognare. *Questo* è un film osceno, non i film porno. Questo film è uno sfogo indecente di pulsioni interiori malcelate, cosa che invece non sono i film pornografici, immensamente più onesti di questa farsa, perché non cercano di nascondere il sesso con dietrologismi idioti e spesso talmente riusati in maniera passiva e riportata da perdere di ogni pur minima credibilità. La pornografica è fatta con due scopi precisi e mai nascosti: l'esplicito piacere del sesso e i soldi che questa cosa porta. Chiunque abbia del sale in zucca sa che non viene nascosto ne l'uno ne l'altro.
Questa grande vaccata di Pasolini invece è qualcosa di alquanto falso e ipocrita. Almeno nella costruita convenienza dell'interpretazione che i tanti finti moralisti ne danno, perché magari le intenzioni di Paolini erano molto meno nascoste di quel che si vuole far pensare. Ma i cosiddetti critici, gli esperti, devono leggere per forza significati doppli e tripli in tutto, anche dove non c'è niente da leggere, anche su ciò che va preso per quel che appare, perché il primo e più immediato significato è anche l'unico che esiste. Invece no, eh no, così è da sempliciotti, dobbiamo per forza trovare un significato più alto ma soprattutto nascosto.
E della violenza e il sadismo sventolati in questo film che vogliamo dire? Di quale alto significato allegorico lo vogliamo vestire? Ci facciamo belli parlando di alta rappresentazione di atavici istinti umani? Quale puttanata vogliamo trovare per giustificare quello che decine di ottimi film horror descrivono molto meglio di questo? Con il criterio di giudizio che sempre si usa per film come questo, ovvero "si, c'è sesso e violenza, ma qui sono arte perché c'è tutta una allegoria..." allora film come Hostel sono da considerare anche migliori di questo (e in verità lo sono).
L'ipocrisia più grande comunque non è quella di quel pseudo artista di Pasolini ma senz'altro quella delle persone che lodano questo film con l'intento di sembrare colte e profonde. Perché se non lo fanno hanno paura di essere marcate come ignoranti. Da parte di gente ancora più ignorante di loro. E che hanno paura del sesso, per questo gli serve mascherarlo con qualcos'altro, di più facile da accettare. E se pensate di essere tanto intrellettuali da poter negare la vostra ipocrisia allora studiate Freud e vedere cosa aveva da dire sul sesso. Altro che Pasolini.
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oblivion7is
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domenica 28 agosto 2011
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irripetibile, infernale, amaro, ma anche esagerato
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Soprattutto esagerato! Qui si parla davvero di violenza che sfiora il gratuito, se non fosse per le frasi, per il contesto, la sceneggiatura, la recitazione (dei quattro signori e signore, dei servi non parliamo perché rasentano il ridicolo e superano record di schifezza toccati solo da Ninetto "Che ci faccio qui?" Davoli). Ma parliamone bene. ANTINFERNO: i protagonisti ci sono presentati. 4 signori che cercano 4 meretrici, dei libertini e una folla di schiavi partigiani o figli di particiani per i propri piaceri personali. Se uno non sa cosa sta per vedere in questo film, alla prima vista di un pene si chiede perché ha cominciato la visione della pellicola. Altri nudi integrali (anche femminili) ed inizia la storiaccia.
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Soprattutto esagerato! Qui si parla davvero di violenza che sfiora il gratuito, se non fosse per le frasi, per il contesto, la sceneggiatura, la recitazione (dei quattro signori e signore, dei servi non parliamo perché rasentano il ridicolo e superano record di schifezza toccati solo da Ninetto "Che ci faccio qui?" Davoli). Ma parliamone bene. ANTINFERNO: i protagonisti ci sono presentati. 4 signori che cercano 4 meretrici, dei libertini e una folla di schiavi partigiani o figli di particiani per i propri piaceri personali. Se uno non sa cosa sta per vedere in questo film, alla prima vista di un pene si chiede perché ha cominciato la visione della pellicola. Altri nudi integrali (anche femminili) ed inizia la storiaccia. GIRONE DELLE MANIE: Cominciano gli sporchi racconti delle meretrici accompagnati dai 4 signori che rimproverano, violentano e picchiano gli schiavi, danno loro da mangiare come se fossero dei cani (uno dà perfino un pezzo di polenta con dentro dei chiodi - gnam) poi ne costringono due a sposarsi e a fare sesso per poi assalirli durante l'amplesso e costringerli a fare orge con loro. GIRONE DELLA MERD@: Gli escrementi degli schiavi, ma anche dei signori, vengono messi in tavola in una schifosa cena dove viene esaltato il significato dell'ano come prodotto di materia organica ma anche come organo centrale per i rapporti sessuali sia omosessuali che, ma di meno, eterosessuali, per poi fare una gara a chi ha l'ano più bello con premio una morte finta, che però loro non sanno come tale. GIRONE DEL SANGUE: Dopo aver girato tra le varie stanze degli schiavi, i 4 signori ne scovano alcuni a trasgredire le regole (e scovano anche un libertino bianco a letto con una serva, che poi scoprono come comunista e lo uccidono) e decidono di punirli con terribili torture, tra decapitazioni, sodomizzazioni, stupri, necrofilia, capezzoli bruciati, lingue tagliate, occhi cavati, impiccagioni, fustigazioni e danze isteriche. Il film finisce con un vago sentore di speranza. Insomma, per dire il solito (ma a quei tempi non così abusato e scontato) "La Violenza è inutile", Pasolini decide di mostrarci le peggiori perversioni umane à la De Sade (lo spunto è un po' anche quello) e ci aggiunge un che di personale, trasformando i terribili signori fascisti in bisessuali esaltati ed eccessivi, quasi come per dire che il fatto di essere omosessuale causa in lui una qualche specie lontana di vergogna o di pentimento, ma senza che lui non voglia comunque essere troppo sincero mostrandoci pellicole disgustose come questa (NB: disgustose non nel senso "brutto film", ma nel senso "scene violentissime e disgustose"). Il film è comunque validissimo e riesce a tenere attaccati allo schermo nella sua amara irrepetibilità, forse anche grazie ai soliti attori non professionisti presi qua e là dal regista, alternati però anche a 4 attori sensazionali (i 4 signori) e 4 attrici medie (le 4 meretrici). Impressionante la bellezza delle donne scelte per le schiave: raramente ho visto attrici giovani più belle in un film italiano, e proprio questo potrebbe essere demotivante, proprio il vederle in situazioni imbarazzanti e sporche come quelle in cui sono mostrate.
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enricap
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sabato 2 aprile 2011
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strabiliante, per quel periodo
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Più che una recensione, il mio è grande stupore. Ho letto che i ragazzi protagonisti del film (alcuni appena diciottenni, credo, poco più che bambini) sono stati reclutati nei licei di Roma. Per quel periodo parliamo della "Roma bene", non di poveracci in cerca di soldi; "figli di papà", insomma. Mi chiedo: d'accordo che partecipavano a un film del grande Pasolini, ma come hanno potuto sopportare tutta quella nudità, umiliazione, ecc., sapendo che il film non sarebbe rimasto sconosciuto... voglio dire, io non avrei mai accettato di farmi vedere in quel modo da parenti, amici e dal mondo intero. D'accordo l'arte, ma... forse sono stati strapagati?
Enrico
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francis metal
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sabato 19 febbraio 2011
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va visto, è atroce, ma deve essere visto
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Quando ne parlai col mio professore ha detto che quando avremmo studiato il fascismo ce l'avrebbe fatto vedere.... io spero che i miei compagni di classe non si arrabbino con lui, certi film non li potrebbero capire
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