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anonimo
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lunedì 22 settembre 2008
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il film più fascista della storia del cinema
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"Il conformista" è il film più fascista della storia del cinema italiano. Bertolucci è, tra i registi "di sinistra", quello che più di tutti subisce la totale fascinazione per il fascismo. Leggete la critica del grande Goffredo Fofi, e svegliatevi!
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giorgio
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domenica 22 giugno 2008
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un bertolucci di maniera: come moravia
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Stilisticamente, "il conformista" è un capolavoro: questo punto è assodato.
Sul piano dell'intreccio e, in senso lato, dei contenuti, a me pare che il film rispecchi un dato di fondo del romanzo (che ho letto): il manierismo.
Il romanzo (Dio mi perdoni!) è quasi un plagio di Dostoewskij, per gli evidenti richiami che questo stabilisce, nei momenti essenziali dell'intreccio, con i punti salienti di un celebre romanzo dostoewskiano "I Demoni". Come "i demoni" il film ruota attorno ad un progetto di omicidio, quello del Dr. Quadri, che dovrebbe cementare il gruppo dei fascisti; come ne "i demoni" c'è un protagonista (Marcello, come il Nikolai Stavrogin) che cerca nell'impegno politico un'evasione da una vita oziosa di borghese (l'omicidio dell'autista invertito è il corrispettivo dello stupro di Matrjona ne "i demoni"), ma che, irretito dalla sensualità, si trova diviso tra l'intenzione di fermare gli omicidi e l'impotenza.
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Stilisticamente, "il conformista" è un capolavoro: questo punto è assodato.
Sul piano dell'intreccio e, in senso lato, dei contenuti, a me pare che il film rispecchi un dato di fondo del romanzo (che ho letto): il manierismo.
Il romanzo (Dio mi perdoni!) è quasi un plagio di Dostoewskij, per gli evidenti richiami che questo stabilisce, nei momenti essenziali dell'intreccio, con i punti salienti di un celebre romanzo dostoewskiano "I Demoni". Come "i demoni" il film ruota attorno ad un progetto di omicidio, quello del Dr. Quadri, che dovrebbe cementare il gruppo dei fascisti; come ne "i demoni" c'è un protagonista (Marcello, come il Nikolai Stavrogin) che cerca nell'impegno politico un'evasione da una vita oziosa di borghese (l'omicidio dell'autista invertito è il corrispettivo dello stupro di Matrjona ne "i demoni"), ma che, irretito dalla sensualità, si trova diviso tra l'intenzione di fermare gli omicidi e l'impotenza. Sì, il tutto è condito da una certa patina psicanalitica, ma è poca cosa. Gli stessi ambienti di putrescenza borghesi (la scena della mamma drogata abbandonata sul letto con le cosce scoperte, in mezzo alla sporcizia e ai cani) sono di maniera, perchè sono la copia di scene di romanzi di Simenon (vedi "maigret al picarrats", nella scena identica della contessa assassinata). Se possibile, il film è definitivamente sporcato dal saffismo di maniera ritratto nel rapporto tra la Sandrelli e la Sanda: inutile e morboso.
Questo film conferma, secondo me, una linea di lettura di Bertolucci, quale registra dall'estetismo prezioso, colto, ma autoreferenziale e finanche d'annunziano in certi compiacimenti erotici molto insistiti. E' la conferma di un regista che alla fine riesce prevalentemente a dire 'io' e raramente 'noi': salvo il miracolo di "novecento". Di un regista che fatica ad attingere quella che, almeno secondo il mio modesto giudizio, è la chiave del futuro del cinema: l'immediatezza erspressiva (vedi molto cinema americano).
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[+] il conformista
(di andrea)
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gianpaolo
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martedì 20 dicembre 2005
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bellissimo
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Personalmente ritengo che "Il-conformista", sia (assieme a "Novecento", e al "La-strategia del ragno) il lavoro più riuscito del regista parmense,....il cui notevole percorso artistico cominciò all'inizio degli anni 60 col Film d'esordio "La-commare-secca",...percorso che trovò una sorta di capolinea creativo alla fine degli anni 70,...quando Bertolucci iniziò ad essere avviluppato dalla presunzione tipica dell'autore,......la stessa che l'ha successivamente condotto alla creazione delle sue attuali pseudo-opere intrise di stucchevole manierismo.
Comunque in questo stupendo, e raffinato Film, lo troviamo in grande spolvero.
Dimostrando una rilevante lucidità narrativa Bertolucci riesce nella non facile impresa di allestire una trasposizione filmica al livello dello stupendo racconto di Alberto-moravia,.
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Personalmente ritengo che "Il-conformista", sia (assieme a "Novecento", e al "La-strategia del ragno) il lavoro più riuscito del regista parmense,....il cui notevole percorso artistico cominciò all'inizio degli anni 60 col Film d'esordio "La-commare-secca",...percorso che trovò una sorta di capolinea creativo alla fine degli anni 70,...quando Bertolucci iniziò ad essere avviluppato dalla presunzione tipica dell'autore,......la stessa che l'ha successivamente condotto alla creazione delle sue attuali pseudo-opere intrise di stucchevole manierismo.
Comunque in questo stupendo, e raffinato Film, lo troviamo in grande spolvero.
Dimostrando una rilevante lucidità narrativa Bertolucci riesce nella non facile impresa di allestire una trasposizione filmica al livello dello stupendo racconto di Alberto-moravia,..riuscendo addirittura a nobilitarne alcuni tratti.
In sintesi il Film narra la vicenda di un uomo il cui senso di colpa (per un omicidio che crede di aver commesso) lo rende conforme al regime fascista,..nella cui essenza si riconosce fino a quando scopre che la sua corsa al conformismo è stata generata da un equivoco.
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