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filippo catani
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giovedì 31 luglio 2014
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un film avanti con i tempi
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La figlia di un importante editore e di una curatrice di mostre rientra da un viaggio alle Hawai accompagnata da un dottore di fama internazionale conosciuto lì e con cui ha intenzione di sposarsi. Il fatto è che il dottore è di colore e questo provoca un po' di sconquasso nella pur progressista famiglia di lei.
Innanzitutto per giudicare questa pellicola bisogna partire dal 1967 e cioè dalla data della sua produzione e uscita. Un film del genere era da ritenersi una commedia alquanto audace in quanto affrontava di petto un problema scottante quale la discriminazione razziale. Martin Luther King sarebbe caduto di lì a un anno. Ecco allora che a momenti di ilarità si alternano per diventare predominanti i momenti di forte crisi.
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La figlia di un importante editore e di una curatrice di mostre rientra da un viaggio alle Hawai accompagnata da un dottore di fama internazionale conosciuto lì e con cui ha intenzione di sposarsi. Il fatto è che il dottore è di colore e questo provoca un po' di sconquasso nella pur progressista famiglia di lei.
Innanzitutto per giudicare questa pellicola bisogna partire dal 1967 e cioè dalla data della sua produzione e uscita. Un film del genere era da ritenersi una commedia alquanto audace in quanto affrontava di petto un problema scottante quale la discriminazione razziale. Martin Luther King sarebbe caduto di lì a un anno. Ecco allora che a momenti di ilarità si alternano per diventare predominanti i momenti di forte crisi. Ecco allora svettare su tutti i due attori protagonisti con i loro toccanti discorsi. Poitier che nel discorso al padre scarica tutta la sua rabbia e frustrazione per la condizione dei neri che a suo dire deve e dovrà cambiare accusando il padre e la sua generazione di non aver combattuto abbastanza per questo. D'altra parte c'è lo splendido discorso finale di Tracy che è un inno alla tolleranza che supera le sue perplessità e tra le tante difficoltà che i giovani dovranno affrontare non vuole che ci sia il suo diniego alle nozze. Oscar a sceneggiatura originale e alla Hepburn. Molto probabilmente se due Oscar dovevano essere assegnati quelli dovevano andare a Poitier e Tracy.
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coch_98
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lunedì 27 gennaio 2014
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indovina chi viene cena?
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Gli anni Sessanta furono il punto focale del cocente razzismo presente negli Stati Uniti. Il cinema è sempre stato considerato anche un'arma sociale, e perciò arrivò anche il turno di affrontare il tema razzismo. Indovina chi viene a cena? non fu l'unica pellicola del 1967 a trattare questa problematica, in quanto nello stesso anno uscì La calda notte dell'ispettore Tibbs di Norman Jewison, più potente nel messaggio. Entrambi i film ebbero come protagonista il nascente divo Sidney Poitier, simbolo dell'uguaglianza tra razze che si stava consolidando con le proteste di Martin Luther King e Malcolm X. Agli Oscar del '68 il film di Jewison sconfisse quello di Kramer sia nella categoria miglior film sia in quella miglior attore.
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Gli anni Sessanta furono il punto focale del cocente razzismo presente negli Stati Uniti. Il cinema è sempre stato considerato anche un'arma sociale, e perciò arrivò anche il turno di affrontare il tema razzismo. Indovina chi viene a cena? non fu l'unica pellicola del 1967 a trattare questa problematica, in quanto nello stesso anno uscì La calda notte dell'ispettore Tibbs di Norman Jewison, più potente nel messaggio. Entrambi i film ebbero come protagonista il nascente divo Sidney Poitier, simbolo dell'uguaglianza tra razze che si stava consolidando con le proteste di Martin Luther King e Malcolm X. Agli Oscar del '68 il film di Jewison sconfisse quello di Kramer sia nella categoria miglior film sia in quella miglior attore.
La trama è questa: Joanna Dreyton (Katharine Houghton) e John Prentice (Sidney Poitier) sono due ragazzi di colore diverso che però s'innamorano e decidono di sposarsi. Lei, più ingenua, è sicura che il tutto verrà accettato senza problemi dai genitori di entrambi, ed è incurante dei problemi che potrebbero avere i loro figli ed essi stessi. Arrivati a San Francisco, come previsto la prima reazione dei genitori di Joanna è negativa: non sono mai stati razzisti ma credono che un'unione del genere sia impossibile. Soprattutto il padre (Spencer Tracy) è convinto che il matrimonio sia inconcepibile, mentre sua moglie (Katharine Hepburn), nonostante le prime remore, è colpita dai sentimenti dei due giovani e dalla serietà di John Prentice, e perciò aconsente. Invitati a cena, cosa diranno i genitori di lui.
Deliziosa commedia che descrive la situazione dell'intera nazione statunitense con triste verità camuffata da leggerezza. Straordinario Spencer Tracy alla sua ultima interpretazione (morì dopo sole due settimane dalla fine delle riprese) e ottima Katharine Hepburn in uno dei suoi ruoli più famosi. Da vedere.
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hollyver07
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venerdì 17 gennaio 2014
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la vera forza del cinema
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Ciao. Ho visto questo film molte volte ed in ogni accasione l'ho sempre trovato particolare e potente...! La storia in se è puramente commediale, la differenza la fanno le interpretazioni di un cast attoriale in grandissima forma sul quale spiccò un meraviglioso Spencer Tracy. Piccolo particolare da tenere focalizzato per tutta la durata del film... il contesto della storia... anni 60 negli USA... la gente afroamericana lentamente, sanguinosamente, dolorosamente, ha visto accendersi spiragli di restituita dignità nella tenebra della segregazione e distanza dai diritti civili. Bene... sarà pure un film "facile", forse "superficiale", troppo "ottimista" anche "banale", forse si.
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Ciao. Ho visto questo film molte volte ed in ogni accasione l'ho sempre trovato particolare e potente...! La storia in se è puramente commediale, la differenza la fanno le interpretazioni di un cast attoriale in grandissima forma sul quale spiccò un meraviglioso Spencer Tracy. Piccolo particolare da tenere focalizzato per tutta la durata del film... il contesto della storia... anni 60 negli USA... la gente afroamericana lentamente, sanguinosamente, dolorosamente, ha visto accendersi spiragli di restituita dignità nella tenebra della segregazione e distanza dai diritti civili. Bene... sarà pure un film "facile", forse "superficiale", troppo "ottimista" anche "banale", forse si..! Ma possiede uno spirito ed un senso proprio inimitabili e potenti. Sono luci accese che spegnere ed offuscare non sarà mai legittimo...! Quando il cinema mostra la sua vera forza...!! Saluti e buona visione
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hobbit-in-the-hole
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martedì 7 febbraio 2012
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finalmente!
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Devo proprio dirlo: dopo averlo visto a spezzoni nel corso degli anni finalmente son riuscita a vederlo per intero, e ne è valsa davvero la pena! Divertente commedia che affronta in maniera "leggera" quello che all'epoca (ma credo anche adesso) doveva essere un tema "scottante": marito e moglie, liberali e dalla mentalità cosiddetta "aperta", affrontano lo shock causato dalla figlia, che sta inaspettatamente per sposarsi con un uomo di colore. Soprattutto il padre (un bravissimo Spencer Tracy) dovrà fare una lunga riflessione sulle sue contraddizioni, che lo portano da un lato ad avere principi democratici ma dall'altro, in pratica, a fare fatica ad accettare il dottor Prentice come genero.
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Devo proprio dirlo: dopo averlo visto a spezzoni nel corso degli anni finalmente son riuscita a vederlo per intero, e ne è valsa davvero la pena! Divertente commedia che affronta in maniera "leggera" quello che all'epoca (ma credo anche adesso) doveva essere un tema "scottante": marito e moglie, liberali e dalla mentalità cosiddetta "aperta", affrontano lo shock causato dalla figlia, che sta inaspettatamente per sposarsi con un uomo di colore. Soprattutto il padre (un bravissimo Spencer Tracy) dovrà fare una lunga riflessione sulle sue contraddizioni, che lo portano da un lato ad avere principi democratici ma dall'altro, in pratica, a fare fatica ad accettare il dottor Prentice come genero.
Commedia che lascia un pò di amaro, soprattutto verso la fine, perchè se è vero che i personaggi si aprono l'un l'altro e si confrontano accettandosi, è anche vero che non vengono mai negati i problemi che probabilmente la giovane coppia dovà affrontare in futuro, come a dire: il futuro siete voi, ma non è detto che la vostra scelta venga capita da tutti.
Per il resto è un film godibilissimo, molto divertente soprattutto nella sequenza iniziale degli "equivoci" legati alla figura di John.
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fiffa89
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lunedì 10 ottobre 2011
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oltre la diversa pigmentazione...
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Bellissimo film con ottimi attori, come del resto succedeva nella quasi totalità delle pellicole girate all'epoca, tra cui spiccano Spencer Tracy che ci regala non solo un'indimenticabile interpretazione, ma soprattutto un commovente e profondo monologo finale, e Katharine Hepburne che sà immedesimarsi alla perfezione nelle preoccupazioni e nei sentimenti di una madre in merito alla sorte di due giovani di diversa pigmentazione che decidono di "sfidare la mentalità chiusa e ottusa" di quegli anni. Un cena che pare non arrivare mai, nel cui pre-frangente succede di tutto: una figlia che sconvolge i genitori con la notizia di un imminente matrimonio misto, l'inaspettato incontro tra i consuoceri, i diversi discorsi che ne derivano.
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Bellissimo film con ottimi attori, come del resto succedeva nella quasi totalità delle pellicole girate all'epoca, tra cui spiccano Spencer Tracy che ci regala non solo un'indimenticabile interpretazione, ma soprattutto un commovente e profondo monologo finale, e Katharine Hepburne che sà immedesimarsi alla perfezione nelle preoccupazioni e nei sentimenti di una madre in merito alla sorte di due giovani di diversa pigmentazione che decidono di "sfidare la mentalità chiusa e ottusa" di quegli anni. Un cena che pare non arrivare mai, nel cui pre-frangente succede di tutto: una figlia che sconvolge i genitori con la notizia di un imminente matrimonio misto, l'inaspettato incontro tra i consuoceri, i diversi discorsi che ne derivano...il tutto dettagliatamente ripreso proprio in quel monologo finale in cui Spencer Tracy racconta a tutti la giornata in essere e contesta l'unica frase sulla quale si sente in reale dovere di dissentire, ossia la frase con la quale la Signora Prentis, madre del genero, accusa lui e suo marito di essere diventati vecchi raggrinziti che con l'avanzare degli anni hanno dimenticato cosa significa amare una donna.
Bellissimo e denso di sognficato anche il dialogo tra il Dottor Prentis e suo padre, in cui mette in chiaro che nel momento stesso in cui un figlio viene messo al mondo, un genitore gli deve tutto ciò che può dargli senza pretendere riconoscimenti in cambio e soprattutto "guidandolo" non sentendosi "padrone" della sua vita.
Una sorta di scontro generazionale in cui il figlio sottolinea come i tempi cambino e come occorre adeguare le vedute ai cambiamenti per lasciare che si compiano.
Da evidenziare la frase di chiusura dialogo in cui il Dottor Prentis dice: "Papà, tu sei mio padre ed io ti voglio bene, ma la differenza tra me e te è che tu ti consideri ancora un UOMO DI COLORE, mentre io mi considero solo un UOMO".
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[+] tu "un uomo di colore", io solo "un uomo"
(di no_data)
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paride86
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sabato 26 dicembre 2009
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facilone e melenso
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Una giovane ragazza porta a conoscere il fidanzato ai genitori: fin qui niente di strano, ma si tratta di un uomo di colore.
Sicuramente "Indovina chi viene a cena" è un film importante, che ha fatto storia, ma affronta il tema dell'amore tra bianchi e neri con modi e dialoghi da romanzo d'appendice della peggior specie, senza scavare nei pregiudizi o nelle riserve della società del tempo. Il film si limita banalmente a dire che "l'amore è quello che conta".
E poi che razza di matrimonio è quello tra due persone che si conoscono da appena dieci giorni?
[+] l'amore conta anche se di 10 giorni
(di francescaromanacerri)
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matilde perriera
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domenica 6 dicembre 2009
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... e se tua figlia sposse un nero??? di matilde p
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INDOVINA CHI VIENE A CENA - … E SE VOSTRA FIGLIA SPOSASSE UN NEGRO? di MATILDE PERRIERA Godiamo tutti degli stessi diritti, ma crediamo davvero in ciò che pensiamo? Era questo il tema scottante che assillava l’America negli anni Sessanta e Stanley Kramer, da democratico ottimista, scegliendo un campione sociologico culturalmente elevato, lo ha affrontato in modo semplice e incisivo. Le idee portanti del film sono fortemente condizionate dal drammatico crocevia in cui i personaggi si muovono e, nell’epilogo, viene dimostrato il teorema fallimentare di presupposte conseguenze di un matrimonio misto. Spencer Tracy e Katharine Hepburn, una delle grandi coppie del cinema e della vita, intrecciano per l’ultima volta il loro meraviglioso duetto con l’abilità di sempre.
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INDOVINA CHI VIENE A CENA - … E SE VOSTRA FIGLIA SPOSASSE UN NEGRO? di MATILDE PERRIERA Godiamo tutti degli stessi diritti, ma crediamo davvero in ciò che pensiamo? Era questo il tema scottante che assillava l’America negli anni Sessanta e Stanley Kramer, da democratico ottimista, scegliendo un campione sociologico culturalmente elevato, lo ha affrontato in modo semplice e incisivo. Le idee portanti del film sono fortemente condizionate dal drammatico crocevia in cui i personaggi si muovono e, nell’epilogo, viene dimostrato il teorema fallimentare di presupposte conseguenze di un matrimonio misto. Spencer Tracy e Katharine Hepburn, una delle grandi coppie del cinema e della vita, intrecciano per l’ultima volta il loro meraviglioso duetto con l’abilità di sempre. Matt, che da “liberale progressista a 18 carati” (Kezich Tullio, 30 giugno 2003), ha speso la sua vita per il riconoscimento e la difesa dei diritti inalienabili di ogni uomo, ora, da padre di Joanna, entra in crisi e sente zoppicare i suoi principi aprioristici. La fiducia di superare le barriere della reciproca diffidenza fra bianchi e neri con l’amore e di dar credito ai veri affetti scaturisce dal susseguirsi serrato di dialoghi vivaci tra i protagonisti. La chiave del film sta, sostanzialmente, nello scontro fra John Prentice e il padre, i due negri che, se, da un lato, scandalizzano la generazione pessimista degli anziani, dall’altro, esprimono le nuove esigenze storiche di liberarsi da ogni astratto tabù razzista e di rivendicare la propria individualità. La capacità di ascoltare con le orecchie la voce del cuore aiuta Spencer Tracy, padre di Joanna, scomparso pochi giorni dopo la fine della lavorazione, a dar volto alla figura autodiegetica dell’onesto che, prima, soffre le proprie contraddizioni virilmente e, infine, sceglie la via giusta. “Nella scena conclusiva, se la cena servita in piena armonia, secondo i più superficiali, affoga nello sciroppo, la disapprovazione del lieto fine lascia spazio agli scettici, illividisce nello sconforto” (Giovanni Grazzini, 17 febbraio 1968). Certo, il tempo della storia e il tempo del discorso non coincidono perchè il “vero storico” di manzoniana memoria risulta fortemente alterato. Inattendibile è, infatti, per una problematica così delicata, la crescita "umana" di 5 persone, 4 genitori e la domestica Tilly, che si rimodulano in una sola giornata, addirittura nell’arco di un pomeriggio; il regista, forse, vuole semplicemente dimostrare come le idee si poggino, sostanzialmente, su fondamenta di sabbia? Come conciliare le idee avanzate con la vita di tutti i giorni? Come educare i figli alla democrazia senza spaventarsi quando i figli stessi mettono in pratica ciò che è stato loro insegnato? Come evitare che le iniziali differenze si trasformino in progressive disuguaglianze? Il problema resta aperto sulle mille realtà che si aprono agli occhi dello spettatore e un valido supporto è costituito dal microcosmo della scuola; procedere ancorati alla realtà e attivare tempestivamente opportune strategie di recupero, in un'interazione dinamica con altri elementi quali la capacità di assumersi responsabilità, l'autonomia di giudizio critico, la creatività saranno sempre le solide basi su cui si poggeranno i pilastri portanti di ogni collettività.
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alessandra verdino
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martedì 13 ottobre 2009
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love and race
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"Indovina chi viene a cena?" é stato un film memorabile, entrato, a ragione, nella storia del cinema.
Innanzi tutto, va detto che si tratta di un film teatrale: abbiamo, infatti, solo quattro personaggi principali e gli interni di una bella stanza.
Si tratta, quindi, come in teatro, e teatro serio, di un film fatto per pensare, e poco per svagarsi, essendo assolutamente privo di spettacolarità.
E molto, molto fine.
Per palati raffinatissimi.
E' dipinto, molto bene, l'amore.
L'amore/passione: quando si ama, tuto é facile, non si vedono gli ostacoli, ma solo il desiderio di stare con la persona amata.
Ma qui eiste anche un altro tipo di amore: quello filiale.
I rappresentanti di questo tipo di amore sono, e non é poco, Katherine Hepburn e Spencer Tracy.
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"Indovina chi viene a cena?" é stato un film memorabile, entrato, a ragione, nella storia del cinema.
Innanzi tutto, va detto che si tratta di un film teatrale: abbiamo, infatti, solo quattro personaggi principali e gli interni di una bella stanza.
Si tratta, quindi, come in teatro, e teatro serio, di un film fatto per pensare, e poco per svagarsi, essendo assolutamente privo di spettacolarità.
E molto, molto fine.
Per palati raffinatissimi.
E' dipinto, molto bene, l'amore.
L'amore/passione: quando si ama, tuto é facile, non si vedono gli ostacoli, ma solo il desiderio di stare con la persona amata.
Ma qui eiste anche un altro tipo di amore: quello filiale.
I rappresentanti di questo tipo di amore sono, e non é poco, Katherine Hepburn e Spencer Tracy.
Assolutamente straordinari. Una mitica coppia, nella vita, del cinema.
Esiste il desiderio di assecondare i figli, anche vedendone le difficoltà pratiche. Con un pò di rabbia personale.
In questo caso, causate da una razza diversa alla quale i due innamorati appartengono.
Questo é un film girato prima degli anni '70.
Un film coraggiosissimo.
Anche nei nostri tempi.
Proviamo, un attimo, ad immedesimarci nei loro personaggi.
Noi saremmo diversi?
Certamente, il mondo é andato avanti. Ma fino a quando non ci tocca personalmente.
Anche solo vederne le difficoltà, significa avere fatto un passo avanti. Esserci posti il problema.
Come ho detto, é un film che, a torto o a ragione, fa pensare e riflettere.
Ed é questa la sua forza.
Gli interpreti sono straordinari.
Katherine Hepburn - il sorriso a denti stretti e l'amore per la figlia, che fa superare tutto.
Spencer Tracy - rabbia, impotenza, dignità, alla fine comprensione ed accettazione.
Sidney Poitier - la forza dell'amore e la ragionevolezza.
Katherine Houghton - l'espressione di un grande amore e la ricerca della felicità.
Un film decisamente straordinario.
In questi tempi, con films conditi di effetti speciali e che non lasciano nulla dentro - vederlo é sempre una grande esperienza.
Positiva o negativa. Secondo quello che noi crediamo.
In ogni caso, una perla rara, anzi, rarissima, del cinema mondiale.
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matilde perriera
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domenica 9 agosto 2009
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setua figlia sposasse un negro? matilde perriera
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INDOVINA CHI VIENE A CENA - … E SE VOSTRA FIGLIA SPOSASSE UN NEGRO? di MATILDE PERRIERA
Godiamo tutti degli stessi diritti, ma crediamo davvero in ciò che pensiamo? Era questo il tema scottante che assillava l’America negli anni Sessanta e Stanley Kramer, da democratico ottimista, scegliendo un campione sociologico culturalmente elevato, lo ha affrontato in modo semplice e incisivo. Le idee portanti del film sono fortemente condizionate dal drammatico crocevia in cui i personaggi si muovono e, nell’epilogo, viene dimostrato il teorema fallimentare di presupposte conseguenze di un matrimonio misto. Spencer Tracy e Katharine Hepburn, una delle grandi coppie del cinema e della vita, intrecciano per l’ultima volta il loro meraviglioso duetto con l’abilità di sempre.
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INDOVINA CHI VIENE A CENA - … E SE VOSTRA FIGLIA SPOSASSE UN NEGRO? di MATILDE PERRIERA
Godiamo tutti degli stessi diritti, ma crediamo davvero in ciò che pensiamo? Era questo il tema scottante che assillava l’America negli anni Sessanta e Stanley Kramer, da democratico ottimista, scegliendo un campione sociologico culturalmente elevato, lo ha affrontato in modo semplice e incisivo. Le idee portanti del film sono fortemente condizionate dal drammatico crocevia in cui i personaggi si muovono e, nell’epilogo, viene dimostrato il teorema fallimentare di presupposte conseguenze di un matrimonio misto. Spencer Tracy e Katharine Hepburn, una delle grandi coppie del cinema e della vita, intrecciano per l’ultima volta il loro meraviglioso duetto con l’abilità di sempre. Matt, che da “liberale progressista a 18 carati” (Kezich Tullio, 30 giugno 2003), ha speso la sua vita per il riconoscimento e la difesa dei diritti inalienabili di ogni uomo, ora, da padre di Joanna, entra in crisi e sente zoppicare i suoi principi aprioristici. La fiducia di superare le barriere della reciproca diffidenza fra bianchi e neri con l’amore e di dar credito ai veri affetti scaturisce dal susseguirsi serrato di dialoghi vivaci tra i protagonisti. La chiave del film sta, sostanzialmente, nello scontro fra John Prentice e il padre, i due negri che, se, da un lato, scandalizzano la generazione pessimista degli anziani, dall’altro, esprimono le nuove esigenze storiche di liberarsi da ogni astratto tabù razzista e di rivendicare la propria individualità. La capacità di ascoltare con le orecchie la voce del cuore aiuta Spencer Tracy, padre di Joanna, scomparso pochi giorni dopo la fine della lavorazione, a dar volto alla figura autodiegetica dell’onesto che, prima, soffre le proprie contraddizioni virilmente e, infine, sceglie la via giusta. “Nella scena conclusiva, se la cena servita in piena armonia, secondo i più superficiali, affoga nello sciroppo, la disapprovazione del lieto fine lascia spazio agli scettici, illividisce nello sconforto” (Giovanni Grazzini, 17 febbraio 1968). Certo, il tempo della storia e il tempo del discorso non coincidono perchè il “vero storico” di manzoniana memoria risulta fortemente alterato. Inattendibile è, infatti, per una problematica così delicata, la crescita "umana" di 5 persone, 4 genitori e la domestica Tilly, che si rimodulano in una sola giornata, addirittura nell’arco di un pomeriggio; il regista, forse, vuole semplicemente dimostrare come le idee si poggino, sostanzialmente, su fondamenta di sabbia? Come conciliare le idee avanzate con la vita di tutti i giorni? Come educare i figli alla democrazia senza spaventarsi quando i figli stessi mettono in pratica ciò che è stato loro insegnato? Come evitare che le iniziali differenze si trasformino in progressive disuguaglianze? Il problema resta aperto sulle mille realtà che si aprono agli occhi dello spettatore e un valido supporto è costituito dal microcosmo della scuola; procedere ancorati alla realtà e attivare tempestivamente opportune strategie di recupero, in un'interazione dinamica con altri elementi quali la capacità di assumersi responsabilità, l'autonomia di giudizio critico, la creatività saranno sempre le solide basi su cui si poggeranno i pilastri portanti di ogni collettività.
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[+] brava matilde
(di matilde perriera)
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(di matilde perriera)
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cir876
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martedì 16 giugno 2009
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bellissimo ma.......
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l'oscar nn doveva essere dato alla hepburn ma a spencer tracy che è stato perfetto.
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