Tirate sul pianista

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Un film di François Truffaut. Con Charles Aznavour, Marie Dubois, Nicole Berger, Michèle Mercier, Serge Davri.
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Titolo originale Tirez sur le pianiste. Giallo, b/n durata 85 min. - Francia 1960. MYMONETRO Tirate sul pianista * * * - - valutazione media: 3,44 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
rob8 mercoledì 22 agosto 2018
il gioco dei contrasti Valutazione 3 stelle su cinque
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Uno delle opere rappresentative del primo Truffaut, dove la passione cinefila per il noir americano,  professata sui Cahiers du cinema, viene coniugata con lo stile della nascente Nouvelle vague.
 
Ne sortisce un film nel contempo parodistico e drammatico, sperimentale (nei suoi split screen) e classico, tagliente e sentimentale. Ed è proprio di contrasti che la vicenda si alimenta, con un esito  meno convincente de I 400 colpi dell’esordio, ma già foriero di temi e soluzioni narrative che connoteranno le successive prove registiche di Truffaut.

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il befe domenica 22 febbraio 2015
grande cine-opera di uno dei più grandi registi .. Valutazione 5 stelle su cinque
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 Un pianista, dopo il suicidio della moglie, si lega alla lavorante del dancing e uccide, per legittima difesa, il proprietario del locale, innamorato della ragazza.

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erreaudace martedì 29 novembre 2011
grandissimo film sull'amore e la timidezza Valutazione 5 stelle su cinque
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truffaut parla della timidezza e dell'amore mescolando stili e generi. un film immortale che trova un fiasco commerciale a livello di pubblico e critica ma resta tra le opere immortali per i veri appassionati di cinema.In un cinema di new york fu in cartellone ininterrottamente per oltre un anno. Film dedicato ai cinefili e alle persone sensibili che possono cogliere grandezza e stile di un regista davvero unico. Da non perdere.

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fedeleto venerdì 11 novembre 2011
applaudite al regista! Valutazione 4 stelle su cinque
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E' una parigi buia,quella dove un pianista di successo caduto in disgrazia si ritrova immischiato in una resa dei conti tra il fratello e dei gangster.Dopo notevoli sforzi e amori sfortunati si concludera' la vicenda ,lasciando un triste e solitario epilogo.Dopo l'esordio dei 400 colpi Truffaut cambia genere,portando una pellicola noir dove non manca pero' l'elemento ironico ed allo stesso tempo tragico.Il personaggio principale Charlie-eduard,e' in realta' un uomo sconfitto dalla vita,ha perso sua moglie per essere arrivato alla sua carriera ,ed infine perde la donna che ama e lo aiuta nella lotta con i gangster.L'amore in questo caso e' la morte ,il suo compito o vocazione e' solo il pianoe niente puo' separarlo da quresto incantevole strumento. [+]

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luca scialò lunedì 31 ottobre 2011
tornare ogni volta al punto di partenza Valutazione 3 stelle su cinque
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Charlie è il pianista di un locale, introverso, timido e silenzioso. I suoi giorni passano senza grandi emozioni, finquando Chico, uno dei suoi fratelli, si nasconde nel locale inseguito da due uomini. Il passato torna così prepotentemente nella sua vita, perché si sa, da quello non sfuggi mai. E così rievoca anche i giorni in cui era un pianista famoso, in un flashback amaro e un presente non certo migliore.
Sebbene si tratti del suo quarto film, successivo a quello della notorietà, ovvero I quattrocento colpi, Truffaut comincia già ad osare, avere un suo taglio preciso, non omologarsi alle aspettative di chi produce i suoi lungometraggi o a quelle del pubblico. [+]

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marco santillani lunedì 12 settembre 2011
un film non per tutti Valutazione 5 stelle su cinque
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Un film non per tutti, questo voleva fare Truffat, quando decise di girare "Tirate sul pianista". Eh si, perchè dopo "I 400 colpi" il successo avuto, rischiava di far naufragare l'io del regista francese. Lui stesso dichiarò che era troppo libero, poteva fare qualsiasi cosa, visto l'enorme successo ottenuto. Per questo scelse di puntare ad un film raffinato, non adatto a tutti, un film di classe. Scelse un romanzo avvincente, con ritmi elevati, alla "cinema americano" ed adattò quindi " Non sparate sul pianista" di David Goodis. Lo stesso Truffat dichiarò che per lui sarebbe stato difficile scrivere una storia così ricca di azione, con sparatorie, inseguimenti. [+]

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francesco2 sabato 3 settembre 2011
tirate un pò su questo (bravo)regista Valutazione 2 stelle su cinque
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Come emerge dai primi due film realizzati, tra cui questo, e dall'ultimo, "Finalmente Domenica"!, Truffaut appariva veramente "L'uomo che amava i film". Al punto che delle volte li interpretava oltre a dirigerli, e di avere alternato ad opere impegnate come "Il ragazzo selvaggio" dei veri e propri omaggi al cinema, come le tre opere appena citate. Essere "Cine-fili" non è necessariamente un insulto; del resto, in Greco "Filos" è "Amico". Tuttalpiù, si potrebbe rimproverare una certa (O molta) incoerenza, nel momento in cui i padri della "Nouvelle vague", accusati o definiti autori di un "Parricidio", omaggiano il cosiddetto "Cinema di papà". Se oltretutto si aggiunge che, paradossalmente, un autore -Per chi lo consideri tale- postmoderno o addirittura di rottura come tarantino, in film come "Jackie Brown", omaggia (Benissimo) il cinema vecchio o nuovo che sia, si capisce che il problema di fondo è un altro. [+]

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fabio domenica 30 agosto 2009
truffaut insegna Valutazione 4 stelle su cinque
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un famoso pianista, dopo il suicidio della moglie (a causa sua) diventa sempre più timido ed impaurito e finisce per suonare in una bettola di Parigi. si innamora, ricambiato, di una ragazza ma l’amore è conteso con il proprietario del locale nel quale suona. uccide l'uomo e insieme all'amata riesce a fuggire sui monti. finale tragico, ma con respiro. da un romanzo di D. Goodis, un noir alla maniera di Truffaut, che tra il nero degli omicidi della solitudine e della gentaccia scombina gli elementi del genere e fa anche ridere. i due malviventi sembrano una coppia da cartone animato.

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lhooq mercoledì 24 settembre 2008
una tragedia amara che però fa sorridere Valutazione 4 stelle su cinque
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Charlie ha perso la moglie, la fama, il nome, l'identità. I percorsi tortuosi della sua vita lo portano ad essere prima un talentuoso concertista di successo e poi "assassino in una famiglia di ladri". Suo malgrado percorre il sentiero del proprio destino con una leggerezza tenera ed una remissione dolcissima, si lascia trasportare dagli eventi pur rimanendone sempre cosciente. la sua inazione non è fastidiosa ma si pregna di un'allegria insolita, non è vero che "Sì, ho paura." di reagire ma c'è un disinteresse di fondo, quando vivere stanca allora meglio suonare e coprire il brusio di sottofondo.

[+] bellissimo commento... (di francesco2)
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jourdain venerdì 9 novembre 2007
truffaut nuota felice nella nouvelle vague Valutazione 4 stelle su cinque
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A mio parere "Tirez sur le pianiste" è il film di Truffaut che "maggiormente partecipa alla nouvelle vague", nel senso che è il film in cui il regista sguinzaglia liberamente e secondo il proprio gusto le proprie idee registiche e le sue trovate stilistiche,in modo da andare chiaramente in contrasto con le regole del criticato "cinema di papà". Superficialmente catalogabile come un film noir, "Tirez sur le pianiste" contiene svariate tematiche anche autobiografiche. Straordinari i momenti in cui si ha l'impressione che siano gli attori stessi ha dirigere il film mentre recitano: appunto in questo senso è il film "maggiormente nouvelle vague" di Truffaut. Accosto questo film ad "A bout de souffle" di Godard non solo per l'apparente dominio delle tematiche gangster, ma anche perchè, insieme al capolavoro di Godard, è il film che più rappresenta le innovazioni e le violazioni stilistiche del cinema francese di fine anni '50.

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