Il diario di Anna Frank

Film 1959 | Drammatico Film per tutti 156 min.

Titolo originaleThe Diary of Anna Frank
Anno1959
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata156 minuti
Regia diGeorge Stevens
AttoriMillie Perkins, Joseph Schildkraut, Richard Beymer, Shelley Winters, Diane Baker Gusti Huber, Douglas Spencer, Dodie Heath, Ed Wynn, Lou Jacobi.
TagDa vedere 1959
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,37 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di George Stevens. Un film Da vedere 1959 con Millie Perkins, Joseph Schildkraut, Richard Beymer, Shelley Winters, Diane Baker. Cast completo Titolo originale: The Diary of Anna Frank. Genere Drammatico - USA, 1959, durata 156 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,37 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Durante la seconda guerra mondiale, due famiglie ebree rimangono nascoste in una soffitta, ad Amsterdam, per due anni. Anna, figlia adolescente di Ott... Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 3 Premi Oscar,

Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,37
CONSIGLIATO SÌ

Durante la seconda guerra mondiale, due famiglie ebree rimangono nascoste in una soffitta, ad Amsterdam, per due anni. Anna, figlia adolescente di Otto Frank - che sarà l'unico a sopravvivere alla guerra - scrive ogni giorno la cronaca di quella prigionia arricchendola con pagine di poesia.

Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Anna Frank è una delle maggiori figure storico-simboliche della Shoah, dell’innocenza oltraggiata dalla barbarie nazista, dalla guerra, ed è al contempo figura della fiducia negli uomini, nella loro dignità. Il film si svolge quasi interamente nella soffitta dove i Frank sono costretti a vivere per due anni nella paura e insieme nella speranza di sopravvivere. La situazione della segregazione è il fondamento del film, che si basa principalmente sulla contrapposizione tra l’annesso segreto e il resto del mondo. Da una parte abbiamo la soffitta, il dentro, il chiuso, il buio, il silenzio, le piccole storie private; dall’altra abbiamo il resto del mondo, il fuori, l’aperto, la luce, i suoni esterni, la Grande Storia collettiva. Non si può identificare nettamente il dentro col negativo e il fuori col positivo: il dentro esclude il rapporto con il mondo, ma offre la sicurezza della presenza della famiglia e dei compagni di sventura; il fuori offre il contatto vitale con gli altri uomini e con la bellezza luminosa della natura, ma ospita anche le tenebre della guerra e del nazismo. Attraverso il filtro degli occhi di Anna passano le persone con cui la ragazza viene a contatto: da una parte gli adulti, dall’altra gli adolescenti. Anche questa divisione è segnata dall’ambivalenza. Gli adulti sono le figure che più si lasciano trasportare dagli aspetti negativi dell’istinto di sopravvivenza, dall’egoismo, dall’aggressività, dal sospetto. Tuttavia, tra gli adulti c’è anche la grandezza morale di Otto, di Kraler, di Miep, pronti a rischiare la vita per salvare altre persone. I ragazzi (Anna, Peter, Margot) sembrano caratterizzati dall’altruismo, dalla pulsione a comunicare e condividere. Tuttavia anche qui c’è ambivalenza: Anna all’inizio è frivola e indisponente; Peter si lascia spesso andare all’aggressività; Margot tende a chiudersi in se stessa. Adulti e adolescenti formano nella soffitta un gruppo di 8 persone (8 come i giorni della festa di Hanukkah, il Natale ebraico): questo gruppo è una sineddoche, rappresenta una parte per il tutto, è un piccolo gruppo di persone che rappresenta tutto il popolo ebraico. Il film segue il percorso di formazione di Anna. All’inizio, la ragazza non sopporta nulla della situazione in cui si trova, ma col tempo cresce e si copre di speranza negli uomini, di fede in Dio. La fine per Anna arriva proprio nel momento in cui la ragazza ha raggiunto la maturità: la tragedia della Storia abbatte sogni ed esigenze individuali.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal dramma (1955) di Frances Goodrich e Albert Hackett, basato sul Diario (1946) di Anne Frank: nel 1942 una famiglia di ebrei olandesi si nasconde in alcune stanze mimetizzate di una casa di Amsterdam. Due anni dopo sono scoperti e deportati nel lager di Bergen-Belsen dove Anne morì nel 1945. 3 Oscar per S. Winters, la fotografia in Scope di W.C. Mellor, le scenografie di Lyle R. Wheeler, George W. Davis, Walter M. Scott e Stuart A. Reiss. Ebbe un rifacimento TV nel 1980 con la regia di Boris Segal e con Melissa Gilbert nella parte di Anne.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 29 gennaio 2013
toty bottalla

Credo che nessun film ci darà mai l'idea di cosa sia stato quel periodo, il film di stevens racconta una storia tra le storie agghiaccianti sulla persecuzione disumana inflitta agli ebrei durante la seconda guerra mondiale, e ci trascina in un incubo psicologico di tensione estrema risparmiandoci magari il disagio oggettivo della situazione, buona la prova del cast e ottima la regia.

venerdì 4 settembre 2009
Hal 9000

Nel 1959 il film fu uno dei primi a narrare la tragedia della Shoà, ma inevitabilmente per gli spettatori d'oggi dopo film come "Schindler's list" o "Il Pianista", questo risulta quasi ingenuo. In fondo è un film fatto di attori con una grande prova della Winters, ma a non convincere è proprio la protagonista Millie Perkins. La bravura va anche a Stevens che riesce atenere alta la tensione senza far [...] Vai alla recensione »

Frasi
Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non sarà mai sopraffatto dalla sventura.
Una frase di Anna Frank (Millie Perkins)
dal film Il diario di Anna Frank - a cura di Flory
winner
miglior attrice non protag.
Premio Oscar
1960
winner
miglior fotografia in bianco e nero
Premio Oscar
1960
winner
miglior scenogr. per film in bianco e nero
Premio Oscar
1960
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