Un condannato a morte è fuggito

Film 1956 | Drammatico +16 95 min.

Titolo originaleUn condamné à mort s'est échappé
Anno1956
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata95 minuti
Regia diRobert Bresson
AttoriFrançois Leterrier, Charles Le Clainche, Maurice Beerblock, Roland Monod, Jacques Ertaud Jean Paul Delhumeau, Roger Treherne, Jean Philippe Delamarre, César Gattegno, Jacques Oerlemans, Klaus Detlef Grevenhorst, Leonhard Schmidt.
TagDa vedere 1956
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,23 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Robert Bresson. Un film Da vedere 1956 con François Leterrier, Charles Le Clainche, Maurice Beerblock, Roland Monod, Jacques Ertaud. Cast completo Titolo originale: Un condamné à mort s'est échappé. Genere Drammatico - Francia, 1956, durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,23 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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È la storia vera (il tenente André Devigny la pubblicò nel 1954 sul "Figaro Litéraire") della fuga di un partigiano dalle prigioni naziste. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato assolutamente sì!
4,23/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA
PUBBLICO 3,46
ASSOLUTAMENTE SÌ

È la storia vera (il tenente André Devigny la pubblicò nel 1954 sul "Figaro Litéraire") della fuga di un partigiano dalle prigioni naziste. Devigny scappa una prima volta, lo riprendono e lo rinchiudono nel forte di Montluc. Qui apprende la sua condanna a morte. Con pazienza certosina prepara una nuova evasione che stavolta gli farà guadagnare la libertà. Una trama avventurosa diviene per Robert Bresson (nel suo momento più creativo) meditazione sulla vita, i rapporti umani, le aspirazioni dell'uomo. Nella descrizione minuta dei preparativi di fuga (una spilla serve come grimaldello per aprire le manette, il materasso intrecciato con il fil di ferro diventa una fune) c'è più tensione che in un giallo di Hitchcock (oltretutto ottenuta con un linguaggio che più spoglio, meno melodrammatico e "spettacolare" non potrebbe essere). È uno degli indiscussi capolavori di tutto il cinema.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal racconto di André Devigny: nel 1943 un componente della Resistenza, rinchiuso nel forte di Montluc di Lione, riesce a evadere con un giovane prigioniero comune. "Un'opera insolita che non assomiglia a nessun'altra" (A. Bazin). "Il film è un mistero. Il vento soffia dove vuole" (R. Bresson). Se il vento soffia dove vuole, pascalianamente hanno valore pensiero e volontà, coincidenti con una coscienza morale, con un'azione che è l'espressione di un rigore e di una libertà interiori, non piegati alle varie oppressioni del carcere terreno. Per il protagonista la fuga da un carcere nazista si fa lotta, intima e pratica, contro le proprie debolezze, scontro fisico e rarefatto con la durezza delle cose. Film calvinista con attori non professionisti e la Messa in do di Mozart nella colonna musicale. Premio della giuria a Cannes. Altro titolo originale: Le vent souffle où il veut .

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 8 giugno 2010
il cinefilo

Il film incomincia con l'inquadratura di un carcere francese di detenuti vittime dei nazisti(l'anno è il 1943)e con una didascalia di Robert Bresson che rivendica come il film sia stato tratto da eventi realmente accaduti e cui seguono i titoli di testa avvalendosi contemporaneamente della musica di W.A.Mozart. Quest'opera racconta la vicenda di un detenuto francese,condannato [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 agosto 2010
G. Romagna

Un partigiano francese imprigionato dai nazisti durante il regime di Vichy progetta nei minimi dettagli la fuga che dovrà salvarlo dalla condanna a morte. Le circostanze gli impongono di attuare il suo piano assieme ad un compagno di cella. La voce narrante del protagonista descrive minuziosamente ogni fase preparatoria, dal sabotaggio della porta della cella alla fabbricazione della corda con relativo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 gennaio 2013
Luca Scialo

In un carcere gestito dai tedeschi nella Francia occupata del '43, un componente della resistenza, consapevole di essere stato condannato a morte, medita la fuga. Giorno per giorno la progetta, costruendosi genialmente gli attrezzi con quello che trova. Viene poi aiutato da un altro detenuto che lui inizialmente crede di essere una spia. Fondamentale anche l'appoggio psicologico degli altri [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 marzo 2011
blade

..... interiore. Del protagonista della storia del film, dello scrittore, del regista e grazie a tutto questo anche per il cinema. Me lo sono gustato davvero fino in fondo. Non vorrewi dire cose impegnate perchè già si sanno e molti le hanno già dette, ma solo pensieri a ruota libera, mi hq ricordato la maniacalità di Kubrick per l'attenzione posta sugli elementi inquadrati [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 giugno 2010
mirror

quando il cinema diventa cinematografo e la visione diventa arte. Magnifico

winner
miglior regia
Festival di Cannes
1957
MULTIMEDIA
SHOWTIME
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