Ladri di biciclette

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Un film di Vittorio De Sica. Con Lamberto Maggiorani, Lianella Carell, Elena Altieri, Enzo Staiola, Vittorio Antonucci.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 92 min. - Italia 1948. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 4 febbraio 2019. MYMONETRO Ladri di biciclette * * * * 1/2 valutazione media: 4,89 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
stefanocapasso martedì 3 aprile 2018
un seme di speranza nelle difficoltà esistenziali Valutazione 5 stelle su cinque
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Nella Roma affamata del primo dopoguerra, Antonio Ricci vive con la sua famiglia in una borgata dove tutti aspettano un lavoro. Quando viene chiamato per fare l’attacchino a condizione di possedere una bicicletta, Antonio si mette in moto con la moglie per disimpegnare la sua. Dopo aver impegnato lenzuola e coperte rientra in possesso del suo mezzo e può iniziare a lavorare. Ma il primo giorno un ladro ruba la sua bici e da quel momento per Antonio e il figlio Bruno comincia una lunga ricerca per la città.
Grande capolavoro del cinema realista ad opera di Vittorio De Sica, Ladri di Biciclette è un trattato sulle periferie romane. Il binomio padre figlio, diventa il nucleo narrativo che ci permette di entrare in contatto e conoscere tante diverse realtà che accadono quasi per caso ai due durante la ricerca, e che ci dicono molto della vita dei tempi. [+]

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antoniopagano venerdì 2 marzo 2018
furto di speranza, regalo di poesia Valutazione 5 stelle su cinque
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 Antonio Ricci è un disoccupato come tanti nell’immediato dopoguerra in una periferia romana. Per ottenere un posto da attacchino comunale deve disporre di una bicicletta. La speranza di una vita dignitosa per sé e per la sua famiglia viene spezzata quando gli viene rubata la bicicletta faticosamente riscattata dal banco dei pegni. Nella ricerca della bicicletta rubata si sommano la disperazione di Antonio e il tenero rapporto con suo figlio, il piccolo Bruno, il vero protagonista della storia.
Date per intese le doverose chiavi di lettura cinematografica (il neorealismo, i lunghi piani sequenza in campo aperto, quel formicolio scomposto di popolo che più di tutto rende il senso dell’instabilità sociale nella seconda metà degli anni ’40 in Italia), il tema del film è il rapporto tra un padre e un figlio in una contingenza sfigurata dallo stato di necessità, dove il presente è incerto e proietta rabbia sul futuro. [+]

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fedeleto domenica 3 aprile 2016
neorealismo desichiano Valutazione 5 stelle su cinque
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Nella Roma del dopoguerra,Antonio ha ricevuto un posto di lavoro come attacchino dei manifesti del cinema.Dopo aver comprato una bicicletta grazie al sacrifico della moglie,inizia felicemente il suo lavoro.Quando la bicicletta sarà rubata,per Antonio incomincia la paura di perdere il posto è si prodighera' insieme al figlio per ritrovarla.Ma senza esito positivo deciderà di rubare un'altra,ma non andrà come previsto.Vittorio De Sica (sciuscia',I bambini ci guardano) gira un capolavoro del neorealismo.Tratto dal romanzo di Luigi Bartolini e sceneggiato a più mani da Zavattini,Biancoli,D'amico,De Sica,Franci,Gherardi e Guerrieri,il film mostra la realtà del dopoguerra. [+]

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attanasio giovedì 24 marzo 2016
ladri di speranza Valutazione 5 stelle su cinque
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Si ha l'impressione che la bicicletta rubata sia una metafora della speranza di una nuova vita, di una vita migliore. In un'Italia distrutta, in cerca di riscatto, Antonio e Bruno partono alla ricerca di una bicicletta rubata, una bicicletta che non vuol dire allegre escursioni in campagna bensì duro lavoro, pane, sopravvivenza, futuro. L'adulto in teoria è Antonio, ma pian piano si insinua il sospetto che la vera colonna portante della famiglia sia il piccolo Bruno, con i suoi sguardi, la sua tenacia, la sua costante attenzione agli stati d'animo del padre, un padre che dovrebbe prendersi cura di lui, che dovrebbe risolvere la situazione in qualche modo, ma che si rivela costantemente non all'altezza della situazione. [+]

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teardrop martedì 2 giugno 2015
gente comune rappresenta l'italia del dopoguerra Valutazione 5 stelle su cinque
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Ladri di biciclette si sviluppa su quattro temi principali, la necessità di trovare un lavoro nell'Italia dell'immediato dopoguerra, la rappresentazione del nostro paese in quel periodo di transizione, la relazione tra genitore e figlio, e, il furto di una bicicletta. Antonio, buon padre di famiglia, non pretende molto dalla vita, un lavoro che gli consenta di dare ai suoi cari, persone semplici, oneste, quel poco che permetta loro di vivere decorosamente. La fortuna di aver trovato un impiego come attacchino, presto diventa tragedia, allorchè un ladro gli ruba ciò che é indispensabile per svolgere il suo incarico, la bicicletta. Così inizia la sua odissea nella Roma del dopoguerra. [+]

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torviliseingcanterbury domenica 15 marzo 2015
l.d.b., sei già nel mito della storia. Valutazione 4 stelle su cinque
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un film del 48, ci racconta un'italia
non ancora evoluta (nel furto di biciclette s'intende), tratto dal romanzo
omonimo d B. Luigi, un disoccupato finisce col rubare biciclette, profittando
di un paese che gliel'ha permesso, il film di B. luigi caduto guardando la trama
nello stereotipo comune del delinquentello cittadino con le
movenze di un orango e il fare di paperino, idolo surreale di qualche
malsano sottostimato cittadino di palazzo e delle forze
dell'ordine inesistenti in tal caso al dovere, sicchè,
tentarono di rubargli la bicicletta riuscendoci, (?) li
inseguì senza prendere neppure il ladro, si dà così all'attività
illecita, e il titolo al plurale forse significa non solo,
un racconto dalle tinte fosche, di gente che non ha
niente da perdere rappresentando quell'italia bene,
che in realtà ruba, con persone straniere, a averlo ridotto a un classico,
col garino del chi è più furbo, in versone commedia nel
vedere che, tra le tante qualità ancora richieste, quelle delle abilità
devolute al furto nel fracasso di una città truffaldina, sembrano le più
remunerative, con buona pace per le morali a
perditempo dei vecchietti pseudo inquisitori, Vittorio ha così diretto un film .

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klimowitz sabato 8 novembre 2014
quando il cinema si eleva a poesia Valutazione 5 stelle su cinque
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Cos'altro dire di questo capolavoro assoluto del neoralismo italiano che non sia già dtato detto? E' il CINEMA, è arte allo stato puro, è emozione, è TUTTO! Non dimenticherò mai gli occhi rigati dalle lacrime del bambino, di fronte al quasi linciaggio del padre. In questi casi le parole non servono...

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il crepuscolo degli idioti mercoledì 14 maggio 2014
una semplice vicenda universale Valutazione 5 stelle su cinque
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In una realtà fenomenica dove tutto è relativo, questo film sembra cogliere l'assoluto. Quello che avviene non è un episodio specifico, una storia particolare, ma la storia del mondo, la tragedia della vita. Non è il ritratto realistico della Roma degli anni 50, non è la descrizione di questa particolarità, al contrario é Roma a fare da contesto alla più verosimile rappresentazione dell'universale. Ciò che si manifesta ai nostri occhi è Assoluto perchè valevole per ogni epoca, ogni luogo, ogni uomo o anzi ogni essere vivente. Non è un documentario sull'Italia di quel periodo, o perlomeno non è solo quello, ma un documentario sulla vita, sugli uomini, gli animali, le piante, la Francia, la Germania e la Cina, il passato, il presente e il futuro. [+]

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moviesaddicted martedì 30 aprile 2013
la lezione di cinema di de sica al mondo Valutazione 5 stelle su cinque
75%
No
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Fossi il Ministro dell'Istruzione metterei nei piani di studio la visione di questo film. Qui c'è una storia perfetta, palpitante, una regia sublime attori brillanti e quella fotografia di un'Italia in ginocchio ma instancabile. Un padre, un figlio una bicicletta e De Sica realizza la sua personale Cappella Sistina. E'un meraviglioso esercizio di regia e nella sua bellezza ti costa guardarlo. Perchè il neorealismo è così, ti lascia una ferita. Io non so come il cinema Italiano sia passato da questo gioiello a quello a cui stiamo assistendo oggi, ma prima dei vari polpettoni americani o panettoni italiani, prendete questo film, sedetevi e guardatelo senza interruzioni. Avrete appena imparato il vocabolario del cinema.

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filippo catani lunedì 4 marzo 2013
una bicicletta poteva cambiare una vita Valutazione 5 stelle su cinque
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No
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Roma nell'immediato Dopoguerra. Un padre di famiglia aspetta come tanti altri concittadini di ricevere buone notizie dall'ufficio collocamento. Una mattina riceve un'offerta per un lavoro municipale assai ambito come attacchino. L'unico requisito è il possesso della bicicletta che servirà per girare la città. La povera famiglia impegnerà le lenzuola per permettere all'uomo di acquistare la bicicletta che gli permetterà di far quadrare i conti della famiglia. Purtroppo però l'ambito mezzo di trasporto gli verrà rubato.
Certo per lo spettatore contemporaneo ormai disabituato all'uso della bicicletta se non per fini ricreativi pare incredibile una vicenda del genere. [+]

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