Far East Film 2010

Guida alla edizione 12 del Far East Film - 23 aprile / 1 maggio 2010

   
   
   
Far East Film, i vincitori
domenica 2 maggio 2010 di Nicoletta Dose

La premiazione sul palco del Far East Film Festival si è fatta attendere. Dopo la proiezione dell'ultimo film in concorso, Ip Man 2, l'organizzazione è passata allo spoglio degli ultimi voti e attorno a mezzanotte e mezza è cominciato il countdown. Qualche minuto e sul palco del teatro Nuovo Giovanni da Udine è salita la direttrice del festival, Sabrina Baraccetti, assieme a tutti i collaboratori che hanno aiutato a scegliere i film in concorso. Il primo premio ad essere annunciato è stato il MYmovies Award che è andato al film Bandage del giapponese Takeshi Kobayashi. Gli utenti on-line hanno votato quindi una commedia giovanile che mette in luce, con leggerezza e raffinatezza stilistica, le potenzialità creative della musica per i teenager. Diversi sono i premi del pubblico del festival: il Black Dragon Audience Award ha posizionato al terzo posto Accidental Kidnapper del giapponese Hideo Sakaki, al secondo City of Life and Death del cinese Lu Chan e al primo Castaway on the Moon del coreano Lee Hey-jun. L'Audience Award invece sceglie l'Indonesia e la mette al terzo posto con The Dreamer di Riri Riza per poi farlo seguire da Accidental Kidnapper e innalzando al primo posto Castaway on the Moon. Quest'ultimo, vincitore assoluto del festival, è la storia di un 'emarginato', un moderno Robinson Crusoe, alle prese con una giovane altrettanto isolata e sperduta nelle angherie del mondo moderno. Pieno di inventiva, commovente a tratti, divertente in altri, il film ha conquistato la vetta della dodicesima edizione del Far East Film Festival.

   

Gli ultimi due giorni del festival, tra dramma e commedia.

Far East Film, viaggio al termine della notte orientale

venerdì 30 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East Film, viaggio al termine della notte orientale Risate a denti stretti e sguardi commossi hanno caratterizzato i volti degli spettatori presenti ieri in sala. A cominciare dalla mattinata, quando abbiamo avuto l'occasione di immergerci in un mondo del passato grazie a Echoes of the Rainbow, ambientato a Hong Kong alla fine degli anni Sessanta. Il racconto delle vicende familiari di un gruppo di persone 'normali', filtrate dallo sguardo ingenuo di un bambino, ha trovato, nella sala del teatro, un ambiente fertile, pronto ad accogliere emozioni e sentimenti. Apprezzato anche il tradizionale omaggio alle arti marziali di The Legend is Alive, ma è stata soprattutto La Comédie Humaine a trovare consensi; la parodia del genere thriller ha strappato vere risate genuine e, malgrado la storia del killer che fa coppia con uno strambo sceneggiatore non convinca del tutto, il film ha saputo attirare l'attenzione anche del pubblico più assonnato. Il vero thriller della giornata è stato invece Running Turtle, seguito dalla doppietta di film serali: The Arrival del filippino Erik Matti e Secret Reunion del coreano Jang Hun. Il secondo lungometraggio ha messo a fuoco il rapporto tra due nemici, un poliziotto e un killer, che si spiano a vicenda all'insaputa l'uno dell'altro. Un lungo applauso ha seguito lo scorrere dei titoli di coda del film. Un altro concorrente in corsa per il podio? Ormai manca davvero poco alla consegna del premio. 24 ore e sapremo il nome del vincitore.

Echoes of the Rainbow e Secret Reunion.

Far East Film: la ricerca della felicità, dagli anni '60 ad oggi

giovedì 29 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East Film: la ricerca della felicità, dagli anni '60 ad oggi Dopo una giornata 'psycho' come quella di ieri, il programma del Far East continua il suo avventuroso viaggio ad oriente. L'Horror Day ha dimostrato, come sempre, di saper offrire al pubblico appassionato una galleria di film importanti, le migliori produzioni asiatiche dell'anno. Tra uno sguardo rivolto al passato e uno al presente, ogni film ha saputo distinguersi per originalità di stile e contenuti. Dalla Thailandia è giunto Who Are You? a raccontarci una storia inquietante che ha tenuto in tensione il pubblico in sala. Ma già dalla mattina gli apprezzamenti ai lungometraggi si sono fatti sentire: con Seven 2 One e Invisibile Killer le prime ore della giornata sono trascorse tra un improvviso salto sulla poltrona e una paura persistente che si è interrotta solamente all'uscita dalla sala del teatro.
Il capolavoro di Nakagawa, Ghost Story of Yotsuya, ha ricevuto applausi sentiti, guadagnandosi nuovamente il rispetto e la stima degli spettatori. Dopo Phobia 2 è arrivato il momento di Possessed, film sud coreano di rara qualità. Un omaggio ai garbugli della mente che si è 'impossessato' dell'attenzione di tutti, pubblico e critica insieme. La sorpresa della serata è stata l'entrata in sala di Federico Zampaglione che ha presentato il film Slice del tailandese Kongkiat Khomsiri e ha dichiarato apertamente il suo amore per l'horror italiano, purtroppo quasi scomparso dalle produzioni degli ultimi dieci anni. Zampaglione prova a riportare alla luce il genere con il film Shadow, in uscita nelle sale il 14 maggio prossimo. L'horror è di casa al Far East e anche quest'anno non ha deluso le aspettative.

In programma Phobia 2 e l'esordio sud-coreano Possessed.

Far East Film: 24 ore di paura con l'Horror Day

mercoledì 28 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East Film: 24 ore di paura con l'Horror Day La mattinata di ieri si è divisa tra il melodramma thailandese October Sonata, dove l'amore romantico (dai risvolti prevedibilmente tragici), ha portato un po' di commozione in sala, e lo sguardo scanzonato sul mondo dei giovani giapponesi di Bandage, divertente incursione nella moda pop rock e nei tentativi di scalata del successo di una band emergente (e relative fan sfegatate a seguito). Dramma sentimentale e leggerezza adolescenziale si sono così susseguiti uno dietro l'altro, conquistando il variegato pubblico in sala (di età e gusti diversi), ma tutto ben disposto ad immergersi, ad ogni proiezione, in un mondo lontano da ciò che conosciamo. The Horizon Glitters, film girato all'inizio degli anni Sessanta, ci ha raccontato come un gruppo di carcerati riesca a portare a termine una fuga dalla prigione per andare alla conquista di un bottino di diamanti nascosto.
Nella seconda metà del pomeriggio abbiamo assistito ad uno dei lungometraggi più interessanti del festival, The Actresses del regista sud coreano Je-Yong Lee: l'amicizia tra donne famose può crearsi nel modo più improbabile, a partire da piccoli fastidi iniziali fino al raggiungimento di una complicità che tocca e guarda alla vita con grande coraggio. In serata abbiamo avuto l'occasione di seguire The Message, una storia di spionaggio ambientata nel 1942, un thriller molto apprezzato dal pubblico che ha applaudito con entusiasmo, dando credito all'idea di aver trovato un nuovo concorrente destinato al podio. Di tono decisamente più leggero è stato invece Gallants, omaggio al kung-fu, realizzato e mostrato agli spettatori da alcuni dei maggiori protagonisti del cinema del passato.

October Sonata, Bandage e The Actresses.

Far East, a tempo di musica, siamo tutti divi!

martedì 27 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East, a tempo di musica, siamo tutti divi! Il viaggio verso il lontano est continua senza sosta. Ieri mattina, dopo esserci imbattuti in un disastro naturale che ha tenuto sulle spine il pubblico in sala (parliamo del catastrofico Haeundae), una delle commedie più apprezzate della giornata ha invaso il teatro di Udine. Con l'originalità del cinema giapponese più eccentrico e colorato, Wig ha conquistato il consenso della platea. La storia di un impiegato qualunque con l'ossessione per i capelli è diventato, in breve, un incredibile interprete comico: le risate in sala erano autentiche e qualcuno ha già gridato alla vittoria. La previsione appare un po' azzardata, vista la varietà di film che dovranno ancora essere proiettati ma intanto possiamo dichiarare che anche quest'anno il Feff ha presentato un piccolo film che in breve potrebbe diventare un cult.
Nel pomeriggio ci siamo spostati in Indonesia, dove abbiamo incontrato la regista indipendente Upi alle prese con Last Wolf, un gangster movie estremo che ricorda il grande cinema americano di Coppola, Scorsese e De Palma. Anche se esagerato nell'evoluzione finale della storia, il lavoro di Upi si è dimostrato un vero e proprio colpo emotivo, dove il confine tra il lecito e l'ingiusto si è trasformato in una nebulosa distinzione senza senso. Dopo l'incursione di Jackie Chan in Little Big Soldier, la serata si è trasformata in un omaggio al noir di Hitchcock: Zero Focus, malgrado qualche dissapore, ha portato in sala lo stile degli anni Cinquanta, con una cura di dettagli davvero notevole. Tra uno sguardo assassino della killer di Zero Focus e quello ironico di Moriyama di Wig, il programma di ieri ha offerto una varietà di stili degna delle precedenti edizioni del Feff.

Little Big Soldier con Jackie Chan e il noir Zero Focus.

Far East Film, donne misteriose a caccia di killer

lunedì 26 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East Film, donne misteriose a caccia di killer Alle spalle lasciamo un weekend variegato, fatto di incursioni nella magia del cinema orientale. Tra volti impauriti, arrabbiati e scanzonati, il mondo asiatico si è presentato in molte sfaccettature diverse. Dallo splatter Dream Home, accolto con entusiasmo dal pubblico del festival, alla tenerezza di una commedia degli equivoci come Kimmy Dora, le prime tre giornate hanno saputo distinguersi per originalità e una voglia prodigiosa di raccontare storie. Abbiamo visto un detective chiacchierare con insetti stralunati dai grossi problemi di coppia (The Bugs Detective), gruppi di gangster affrontare i guai di un quartiere a luci rosse di Taipei (Monga), amanti timidi e impacciati come difficilmente si erano visti prima (Bandhobi) e tanti altri personaggi curiosi che resteranno nella memoria degli appassionati del Far East.
Di grande rigore stilistico, si è conquistato, per ora, la statuetta per miglior fotografia, lo storico City of Life and Death. L'epica ha coinvolto molti dei racconti presentati: tra tutti spicca il cinese Wheat, suggestivo equilibrio tra dramma e commedia che guarda alla tragica battaglia di Changping, scegliendo due disertori come oratori privilegiati della vicenda. Se questi sono stati i maggiori contributi cinematografici alla grande festa orientale che ha invaso la città di Udine, non possiamo mettere in secondo piano gli straordinari spettacoli, dalla danza alla musica, che hanno accompagnato i primi giorni della lunga traversata ad est. Esibizioni di karate, judo e altre arti marziali, sedute di trucco e mimica dell'opera di Pechino, danze e improvvisazioni teatrali hanno così aiutato gli spettatori ad entrare nello spirito della festa. Che anche quest'anno si rivela un vero e proprio omaggio alla cultura orientale.

L'inaugurazione con Dream Home e Sophie's Revenge.

Far East Film 12, la notte si tinge di oriente

venerdì 23 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Far East Film 12, la notte si tinge di oriente Come si conviene ad una grande festa cittadina, anche l’inaugurazione della dodicesima edizione del Far East Film Festival riesce ad attirare curiosi desiderosi di indiscrezioni anche dal più lontano angolo di periferia. Si comincia a sentire il fermento, l’agitazione che precede qualsiasi evento importante. L’organizzazione della notte gialla ha già invaso il centro di Udine: bancarelle colorate, manifesti e fosforescenti dichiarazioni d’amore per il Far East appese sulle vetrine dei negozi avvolgono la città in un clima gioioso che guarda all’oriente. Un occhio all’Asia e uno al vintage di una certa cultura pop che in questi ultimi anni ha caratterizzato lo stile ‘Far East’. Immancabile infatti il vecchio pulmino degli anni Sessanta collocato in centro, trasformato per l’occasione in un originale Info Point per il festival.
E se l’autobus in questione, vecchio ricordo di anni passati, ci suggestiona a fare un viaggio nel tempo, i primi film in programma ci invogliano a partire per un mondo poco conosciuto e lontano, dove il punto di vista sulla contemporaneità sfrutta generi cinematografici diversissimi e originali. Il risultato è una vivace creatività che stupirà gli spettatori pronti ad accoglierla. La serata d’apertura di oggi venerdì 23 aprile è un buon esempio di come si possa combinare una sagace riflessione sull’attualità con uno stile poco realistico, estremo per definizione. Così accade nello slasher movie Dream Home di Pang Ho-cheung che, prendendo spunto dal problema reale della proliferazione smodata di immobili ad Hong Kong e il conseguente rialzo dei prezzi che ha messo in crisi le nuove generazioni alla ricerca di una casa, ci presenta una piccola storia intima fatta di frustrazioni e precarietà.
L’ironia, che è da sempre cifra stilistica dell’autore, qui lascia spazio ad una visione ancora più pessimistica della vita: la protagonista, nel progettare di comprare un appartamento con vista sul porto, dovrà fare i conti con una violenza inaspettata (così cruenta e terrificante da subire le direttive della censura). Dal Far East, dove viene presentato in anteprima mondiale, il film si sposterà a New York al Tribeca Film Festival di Robert De Niro. In serata verrà presentato al pubblico anche la commedia sentimentale Sophie’s Revenge della cinese Yimeng Jin, storia di una ragazza ansiosa di vendicarsi del fidanzato fedifrago. Eccentrico e allegro, il film si presenta come una piacevole incursione in una relazione privata raccontata con uno stile che occhieggia ad Hollywood.

Il trailer del Festival in esclusiva.

Udine Far East Film 12: Greetings from Indonesia

mercoledì 31 marzo 2010 - a cura della redazione

Udine Far East Film 12: Greetings from Indonesia Batte bandiera indonesiana, portando la firma del geniale Joko Anwar, uno degli eventi di Far East Film 12: il nuovo e attesissimo festival trailer (da cui è stata tratta, ricordiamo, anche l'immagine ufficiale della locandina di quest'anno)! Preceduto da numerosi talenti friulani, dal grande Pang Ho–cheung e dalla giovane slovena Špela Cadež, Joko ha dunque griffato il piccolo capolavoro che accompagnerà tutte le proiezioni della dodicesima edizione.
Pochi secondi per selezionare e montare i fotogrammi di un eterno rito popolare, i fotogrammi di un tradizionale luna park notturno, di un'arena e di un acrobata colti, quasi di nascosto, con una macchina digitale a Solo, nel cuore dell'isola di Java. Pochi secondi (40 in totale) in esclusiva per MYmovies per scandire quattro fondamentali parole-chiave: Exotic, Authentic, Hands-free, No safety.
Più che un'affettuosa allegoria, quella scelta da Joko sembra essere una vera e propria sintesi: la storia stessa di un Festival, tanto appassionato quanto spericolato, che continua a camminare ostinatamente sul filo, senza alcuna rete di protezione; a correre "guidando senza mani" in libertà e autonomia. «Far East Film ha risorse economiche limitate – scrive, appunto, lo stesso Joko, in una lettera inviata agli organizzatori – ma ha coraggio! Io sono il suo fan Numero Uno! (In italiano anche nel testo originale, Ndr) Amo questo festival perché sa riunire gli appassionati e gli addetti ai lavori in una sola grande famiglia…».
Joko Anwar, venerato in patria come un guru e apprezzatissimo anche dal pubblico di Far East Film (suoi gli script di Fiksi, di Forbidden Door – di cui firma anche al regia - e di Quicky Express, primo titolo indonesiano nella lunga storia del FEFF), è sicuramente uno dei più eccentrici e duttili protagonisti della scena orientale contemporanea: regista, attore e sceneggiatore, cantante e ballerino, raffinato cinefilo di matrice lynchiana e raffinatissimo consumatore di musica pop, rock, indie e techno. Esiste, forse, un testimonial più in linea con i gusti e lo stile del festival friulano?
Organizzato a Udine dal Centro Espressioni Cinematografiche con il Teatro Nuovo, sua sede storica assieme agli spazi del Visionario, il dodicesimo Far East Film vedrà accendersi i riflettori dal 23 aprile al 1° maggio. Una manifestazione colorata e viva, esattamente come il luna park nel festival trailer di Joko Anwar. Una vera e propria festa del cinema che, senza mai tradire il binomio qualità/divertimento, ha saputo via via ritagliarsi un posto davvero unico nel sempre più affollato circuito internazionale made in Asia.

   

Oltre 60 film dall'oriente in 9 giorni di festival.

Udine Far East Film 12: lo slasher Dream Home è il film inaugurale

mercoledì 31 marzo 2010 - Marlen Vazzoler

Udine Far East Film 12: lo slasher Dream Home è il film inaugurale Dal 23 aprile al 1° maggio si terrà la dodicesima edizione dell'Udine Far East Film, in cui il pubblico potrà immergersi per nove giorni nelle atmosfere dell'estremo oriente e potrà vedere oltre sessanta pellicole provenienti dalla Cina, dalla Corea del Sud, dal Giappone, dalla Thailandia, dall'Indonesia, dalle Filippine, da Singapore e da Tawan.
Il 23 aprile l'apertura si aprirà con un raduno di Cosplayer (termine nato dalla contrazione delle parole inglesi: costume e play) che consiste nel travestirsi in un personaggio tratto da manga, anime, videogiochi, film, telefilm, o artisti J-Pop e J-Rock (la musica pop e rock giapponese).
La giornata continuerà con il film di apertura del Festival, Dream Home di Pang Ho-cheung, che verrà presentato in anteprima mondiale. La pellicola racconta la forsennata corsa ad ostacoli di una giovane donna capace di tutto pur di ottenere la casa dei suoi sogni che ha una vista sul mare. Considerato come il più sanguinolento slasher movie mai prodotto a Honk Kong, il film è allo stesso tempo un omaggio alla città di Hong Kong, ai suoi palazzi, alle sue case, ai suoi appartamenti minuscoli destinati a rimanere per molti giovani single mete irraggiungibili visti i prezzi altissimi di tutto il settore immobiliare.
La musica del film è firmata da un compositore italiano: Gabriele Roberto che aveva già collaborato con Pang nel thriller Exodos.

   

Il programma della dodicesima edizione.

Udine Far East Film 12: l'oriente incontra l'occidente

martedì 13 aprile 2010 - Nicoletta Dose

Udine Far East Film 12: l'oriente incontra l'occidente Mancano ormai pochi giorni alla partenza del Far East Film festival di Udine. Un appuntamento con tutto ciò che riguarda l’oriente: non solo cinema, ma arte in generale, dai prodotti artigianali alla danza, dalla musica alla moda. Quest’anno (continuando e migliorando una scelta del passato) la dodicesima edizione del festival dedicato al cinema popolare asiatico si apre ad una visione versatile e trasversale della cultura del lontano mondo dell’est, portando in Italia diversi aspetti del modo di vivere e di creare del popolo orientale. Notti gialle, sfilate di kimoni d’epoca e contemporanei, draghi giganti e riti orientali invaderanno le strade del centro storico. Il tutto supportato da uno sguardo alla sottocultura pop dei Cosplay, ovvero un nuovo stile made in Japan che vuol dire travestirsi in un personaggio dell’universo manga o dei videogiochi o dei divi della musica rock. Mentre la città può lasciarsi travolgere dall’ondata di tradizioni orientali, al teatro Nuovo Giovanni da Udine e al cinema Visionario, ritorna la più completa e prestigiosa rassegna di cinema asiatico, vista con invidia dai concorrenti europei e amata da tutti gli appassionati, cinefili, studenti e curiosi. Tutti già in fermento, pronti a raggiungere Udine con tanta voglia di immergersi ancora una volta in un mondo lontano geograficamente ma spesso molto vicino, per temi umani e sociali.

Il 22 aprile si terrà l'anteprima nazionale del film.

Udine Far East Film 12: Johnnie To festeggia gli anni con Vendicami

mercoledì 21 aprile 2010 - Marlen Vazzoler

Udine Far East Film 12: Johnnie To festeggia gli anni con Vendicami Giovedì 22 aprile alle 20,45 al Visionario di Udine si terrà l'anteprima nazionale di Vendicami (Vengeance), la pellicola che fu presentato l'anno scorso a Cannes e fu sceneggiata dal fedele Ka-Fai Wai e fu interpretata dalla celebre rock star francese Johnny Hallyday, nel ruolo di un cuoco con un passato da killer professionista che assolda dei sicari per vendicare la figlia. In occasione della pre-inaugurazione del FEFF il regista Johnnie To festeggerà nella cittadina friulana il suo cinquantesimo compleanno.
Fin dalla prima edizione del Festival che risale al 1998, il Far East Film ha coltivato una solida amicizia con il regista di Honk Kong, che è stato il super ospite del Festival per ben quattro edizioni ed ha vinto nel 1999 il primo Audience Award con la pellicola A Hero Never Dies. Nel 2004 To ha girato a Udine alcune scene della commedia Yesterday Once More mentre nel 2008 ha ringraziato il Festival con l'inseparabile Ka-Fai Wai con un'effige di cristallo in cui è stato impresso il calco delle loro mani e la scritta “Per celebrare dieci anni di amicizia con il Far East Film”.
Grazie a Fandango e allo stesso Far East Film Johnnie To, che rimarrà in Italia fino al 26 aprile, sarà l'ospite d'onore del Politecnico Fandango il 23 aprile per l'anteprima romana di Vendicami che uscirà nei cinema italiani a livello nazionale del 30 aprile, mentre il 24 aprile gli verrà dedicata sempre a Roma la 'maratona Johnnie To' durante la quale sarà protagonista di una speciale lezione di cinema.

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