Der Herr des Todes

Un film di Hans Steinhoff. Con Alfred Solm, Hertha von Walter, Simone Vaudry, Eduard von Winterstein, Heinrich Peer, Erna Hauck, Jenny Marba, Hedwig Pauly-Winterstein, Ferdinand von Alten.
continua»
Muto, durata 95' min. - Germania 1926.
Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionarin.d.
 critican.d.
 pubblicon.d.
Richiedi il passaggio in TV di questo film
Chiudi Cast
Le giornate del cinema muto

Der Herr des Todes (tit. ingl. The Master of Death) faceva parte di una serie di film realizzati da una delle sussidiarie della Ufa nel tentativo di adempiere agli obblighi contrattuali del malaccorto “Parufamet-Agreement” da lei stipulato con la Paramount e la Metro-Goldwyn-Mayer nel dicembre del 1925 (che costringeva i tedeschi a produrre un minimo di 40 film per poterne importare 20 da ciascuna delle due majors hollywoodiane) e di un altro accordo separato sottoscritto con Carl Laemmle (nel quale la Ufa si impegnava a programmare 50 film Universal nei propri cinema in cambio di un prestito di 275.000 $). Steinhoff (che pare fosse stato coinvolto nel progetto all’ultimo minuto) non era un nuovo arrivato alla Maxim Film, Ebner & Co., avendo già scritto due sceneggiature per conto della stessa compagnia, Die Fledermaus (di Max Mack, 1922) and Der Mann im Sattel (di Manfred Noa, 1925).Basato su un romanzo di Karl Rosner e – secondo all’opinione di un recensore – estremamente simile a una produzione Deutsche Bioscop di Max Obald del 1913-14 dallo stesso titolo, il film narra la vicenda di Peter Hersdorff, un aristocratico luogotenente di cavalleria che è costretto a dimettersi e a rinunciare alla carriera militare per essersi difeso dalle deliberate provocazioni di un ufficiale suo superiore che gli contende le attenzioni amorose della figlia di un rispettabile consigliere privato. Preoccupata per la propria onorabilità, la famiglia di Peter lo esilia a New York, dove il giovane affronta una vita assai grama fino a che un ex artista di circo non lo aiuta a diventare un abile trapezista e acrobata di fama mondiale. Per poter riabbracciare la fanciulla che ama, Peter dovrà prima sopravvivere a un atto di sabotaggio di un rivale geloso.Benché la vicenda sia ambientata nei primi anni del 1920, i personaggi, l’atmosfera e le usanze del film riecheggiano il periodo che aveva preceduto la prima guerra mondiale, e che serbava ancora un grande fascino presso alcuni settori della società tedesca negli anni della repubblica di Weimar. La presenza di attori sconosciuti nei ruoli principali, l’apparizione nel Central Park di New York di pini caratteristici delle foreste dei dintorni di Berlino, e la première del film a Monaco (cinque mesi dopo la sua uscita berlinese) di rincalzo a The Midnight Sun di Dimitri Buchowetzki (1926; titolo della distribuzione tedesca, Die Tänzerin des Zaren) in un doppio programma presso lo Ufa-Filmpalast cittadino, sono chiari indizi dello status di low-budget del film e lo relegano nella categoria “produzioni affrettate”. Il film contiene anche un interessante esempio di “product-placement”: il piroscafo di linea Columbus (regolarmente usato dai manager della Ufa per i loro viaggi di lavoro negli States) figurava abbastanza dettagliatamente nelle scene del film da consentire al suo proprietario, il Norddeutsche Lloyd, di offrire passaggi gratuiti alla piccola troupe richiesta per le riprese a bordo della nave e a New York.I critici berlinesi furono fortemente divisi nei loro giudizi. Alcuni sottolinearono con sarcasmo le “caratteristiche antiquate” del film in un’epoca in cui i tedeschi cercavano di affrancarsi dal loro passato imperiale, mentre altri – e in particolare la stampa di settore che auspicava un suo successo al botteghino – lo ritennero un ottimo esempio di cinema commerciale senza pretese letterarie, che mirava soprattutto a emozionare e divertire il pubblico. Per Steinhoff fu solo un impegno di routine da portare a termine con il solido professionismo che aveva sempre caratterizzato la sua opera. HORST CLAUSHans Steinhoff (Johannes Reiter; Marienberg, Sassonia, 1882-1945, Glienig, nei pressi di Berlino). Grazie al progetto Steinhoff del Bundesarchiv-Filmarchiv di Berlino, gli habitués delle Giornate hanno già qualche familiarità con i film muti di questo regista dimenticato. Le carriere di buona parte degli artisti presenti in questa serie intitolata “L’altra Weimar” furono stroncate dalla persecuzione nazista, mentre quella di Steinhoff proseguì anche durante la repubblica di Weimar con una pregevole produzione che è stata ingiustamente offuscata dalla successiva pessima notorietà del regista come autore di alcuni dei più infami film di propaganda del cinema nazista.Steinhoff crebbe a Lipsia. All’età di 15 anni entrò a far parte di una compagnia teatrale locale. A questa esperienza ne seguirono molte altre: recitò al fianco dell’autore Frank Wedekind nella prima produzione di Lulu (Steinhoff vi interpretava Alwa, Wedekind il Dr. Schön); fu cantante e regista d’operetta. Dopo la prima guerra mondiale, con il declino del teatro di varietà tradizionale, Steinhoff fondò, nel 1921, una propria casa di produzione cinematografica. Per la Gloria di Berlino realizzò lo storico/epico Der Falsche Dimitry (The False Dimitri, 1922), e si costruì una solida reputazione di regista efficiente e versatile nelle produzioni destinate al grosso pubblico. La sua abilità nel lavorare con budget di modesta entità lo rese particolarmente popolare presso le case di produzione più piccole.Nel 1933, mentre era sotto contratto con una unità minore della Ufa specializzata in produzioni d serie B, Steinhoff realizzò Hitlerjunge Quex, film che gli valse lo statuto di rappresentante ufficiale della propaganda nazista. Benché Steinhoff fosse un fervente ammiratore di Hitler, non fu mai iscritto al partito; e alcune persone che lo conobbero lo hanno descritto come “un individuo totalmente apolitico”, un opportunista più che un vero attivista politico. La sua reputazione come uno dei maggiori (e più apprezzati) registi del Terzo Reich si basa soprattutto su “biopics” [cine-biografie romanzate] quali Ohm Krüger (Ohm Krüger, l’eroe dei boeri, 1941) e Rembrandt (1942). Ma Steinhoff fu anche il responsabile di Die Geier Wally (Wally dell’avvoltoio, 1940), uno degli esempi più autorevoli di Heimatfilm, e dell’ambiguo Tanz auf dem Vulkan (1938), nel quale Gustaf Gründgens sembra incitare la resistenza alla dittatura.Steinhoff morì negli ultimi giorni di guerra, quando l’aeroplano che lo stava riportando a Praga – dove stava girando un film concepito su misura per il divo Hans Albers – venne abbattuto dalla contraerea russa nella zona a sud-est di Berlino. (Estratto da Concise CineGraph)

Stampa in PDF

Premi e nomination Der Herr des Todes Giornate del cinema muto
Non ci sono ancora frasi celebri per questo film. Fai clic qui per aggiungere una frase del film Der Herr des Todes adesso. »
Der Herr des Todes | Indice

Recensioni & Opinionisti Articoli & News Multimedia Shop & Showtime
Scheda | Cast | News | Frasi | Shop |
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità