The Vagabond Queen

Un film di Géza von Bolvàry. Con Betty Balfour, Glen Byam Shaw, Ernest Thesiger, Harry Terry, Charles Dormer.
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Muto, durata 74' min. - Gran Bretagna 1929.
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Le giornate del cinema muto

Questo impagabile saggio dell'assurdo di gusto europeo fu una delle più infauste vittime dell'avvento del sonoro. Nel maggio del 1929 ne uscì una prima versione muta, cui fece seguito, nell'agosto del 1930, quando era ormai troppo tardi, una riedizione con musica sincronizzata ed effetti sonori. In occasione della presentazione londinese della nuova versione, pur riconoscendone la superiorità rispetto agli standard della produzione inglese contemporanea (in primis la bella fotografia di Charles Rosher), Variety non pronosticò alcuna chance di successo per The Vagabond Queen, e abbastanza spietatamente sentenziava: "Ora che il cinema è parlato, l'immagine non conta più niente". E, forse non a caso, sulla stessa pagina del giornale, figurava una recensione di Animal Crackers dei Marx Brothers.Il film coniuga felicemente la tradizione tutta inglese del nonsense con la briosità dell'operetta ungherese. Il soggetto era tratto da una storia di Douglas Furber (1885-1961), uno dei più prolifici scrittori inglesi di riviste e commedie musicali del periodo tra le due guerre (sue erano le canzoni The Lambeth Walk e The Bells of St. Mary's). La storia è una spietata presa in giro delle avventure romantiche ambientate in Ruritania e, in particolare, del Prigioniero di Zenda. Betty Balfour vi interpreta il doppio ruolo di Sally, domestica tuttofare in una misera locanda londinese, e della principessa Xonia di Bolonia, erede al trono di uno stato dei Balcani piuttosto incline alla rivoluzione. Sally viene trascinata in Bolonia per prendere il posto della principessa durante la cerimonia dell'incoronazione, considerata a rischio per l'annunciata presenza di un regicida. Fortuna e nonsense interverranno a salvare la situazione. Il prolifico Géza (von) Bolváry (1897-1961) iniziò ad operare come regista nella nativa Ungheria nel 1920, ma a partire dal 1923 fino al 1958 svolse la sua attività principalmente in Germania. Nel biennio 1928-29 realizzò in Inghilterra una serie di film di produzione anglo-tedesca, tra i quali il pregevole The Ghost Train (1927), Number 17 (1928) con Ivor Novello, Bright Eyes ovvero Champagner (La congiura delle beffe; 1929), con la coppia Novello/Betty Balfour e, infine, The Vagabond Queen.La colonna sonora aggiunta è particolarmente interessante sia per quanto riguarda l'evoluzione della musica nel passaggio dal muto al sonoro, sia per i successivi sviluppi nella carriera dello stesso Bolváry. La sua stesura fu affidata al compositore, adattatore e direttore d'orchestra John Reynders, celebre a Londra quale responsabile degli accompagnamenti musicali del Tivoli Theatre, dove operò a partire dal 1923, anno di apertura della sala, proponendo acclamati accompagnamenti in occasione delle prime inglesi di film come Greed, Ben-Hur (Ben Hur), The Merry Widow (La vedova allegra), Moulin Rouge (id.). Lavorando quasi certamente in stretta collaborazione con il regista, preparò per The Vagabond Queen un commento musicale brillante e vigoroso, che esalta la comicità della vicenda con le sue sottolineature scherzose. È inoltre interessante notare che il film, nella versione sonora, è più lungo di 1042 piedi (317 metri circa), con la partitura orchestrale che accentua l'andamento distintamente musicale dell'azione. La creazione di questo nuovo stile comico-ballettistico ha probabilmente indirizzato il regista verso le cine-operette, a comincire da da Zwei Herzen im 3/4 Takt (Due cuori a tempo di valzer), un titolo che influì enormemente sullo sviluppo del musical austro-tedesco degli anni '30. Al di là della protagonista femminile, il film vanta un cast eccellente. Ernest Thesiger (1879-1961), che con la sua passione per il ricamo era uno dei compagni preferiti dalla regina madre Mary, è praticamente lui stesso una "funny lady". Qui si scatena nelle vesti del diplomatico di Bolonia Lidoff. Nobile di nascita, dopo aver iniziato come pittore, svolse un'intensa attività drammatica, calcando ininterrottamente le scene dal 1909 all'anno della sua morte, interpretando, tra gli innumerevoli altri ruoli, quello del Delfino nella Santa Giovanna di G.B. Shaw. Il suo debutto cinematografico risale al 1916, mentre la sua ultima apparizione sullo schermo è nel film del 1961 The Roman Spring of Mrs. Stone (La primavera romana della signora Stone). Le sue prestazioni migliori sono quelle offerte in The Old Dark House e in The Bride of Frankenstein (La moglie di Frankenstein) di James Whale, anche se in nessun'altra occasione ha mai raggiunto i vertici di stravaganza del Lidoff di The Vagabond Queen.Glen Byam Shaw (1904-1986), il giovane protagonista del film, debuttò sulle scene nel 1923 e proseguì la sua carriera diventando un apprezzato interprete e regista shakespeariano presso lo Shakespeare Memorial Theatre (1953-1959). - DRBetty Balfour (1902-1978)Prediletta dal pubblico inglese degli anni Venti soprattutto per i suoi ruoli di intrepida fioraia, di sguattera o comunque di bistrattata ragazza dei quartieri poveri londinesi, aveva debuttato nel 1914, pressoché bambina, sulle scene del West End, all'Ambassador's Theatre, nella rivista Odds and Ends di C.B. Cochran. Lì venne notata dal regista George Pearson, il quale stabilì che "a guerra finita, l'avrebbe incontrata di nuovo per mostrare al mondo intero, attraverso lo schermo, che era una delle più grandi artiste dell'epoca". Dopo averne saggiato le qualità in un ruolo secondario in Nothing Else Matters (1920), Pearson le fece interpretare da protagonista una dozzina di film, tra i quali la serie Squibs, cui il nome dell'attrice resterà a lungo associato. Nel 1928 fu la protagonista di Champagne (Tabarin di lusso) di Alfred Hitchcock. Nei tardi anni '20, Betty Balfour intraprese una straordinaria carriera internazionale, mai eguagliata per importanza da altre attrici inglesi, lavorando in Francia, diretta da Louis Mercanton, in Monte-Carlo (Montecarlo; 1925), La petite bonne du Palace (1926) e Croquette (Croquette, la mascotte del circo; 1927) e da Marcel L'Herbier - in un ruolo drammatico - in Le Diable au coeur (1927). In Svezia, diretta da Ragnar Hylten-Cavallius, interpretò Flickorna Gyurkovics (Scusate signorina; 1926) e, in Germania, fu la protagonista di Die Regimentstochter (1929) di Hans Behrendt. In America girò un solo film, The Pearl of Love (1925), tratto dal romanzo d'avventure The Pearl of Orr's Island di Harriet Beecher Stowe (del 1862). Pare che, dopo l'avvento del sonoro, la carriera della Balfour sia stata ostacolata dal suo indomabile accento cockney. Gli otto film che interpretò tra il 1930 e il 1945 includono un remake in versione musical di Squibs, diretto da Henry Edwards nel 1935. - DR

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