Cantando dietro i paraventi

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Un film di Ermanno Olmi. Con Jun Ichikawa, Sally Ming Zeo Ni, Bud Spencer, Yang Li Xiang, Camillo Grassi, Makoto Kobayashi Drammatico, durata 90 min. - Italia 2003. MYMONETRO Cantando dietro i paraventi * * 1/2 - - valutazione media: 2,85 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,85/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Jun Ichikawa Sally Ming Zeo Ni
Sally Ming Zeo Ni   Interpreta Il confidente
Bud Spencer
Bud Spencer 31 Ottobre 1929 Interpreta Il vecchio capitano Portoghese
Yang Li Xiang
Yang Li Xiang   Interpreta Il supremo ammiraglio Kwo Lang
Camillo Grassi
Camillo Grassi   Interpreta Il nostromo
Makoto Kobayashi
Makoto Kobayashi   Interpreta L'ammiraglio Ching
La magia del teatro riporta in vita, per il piacere di un ingenuo studente, la Cina e il suo Impero, e la bella vedova Ching che per vendicare il marito divenne di quell'Impero la più temibile nemica, grazie alla sua flotta di navi pirata.
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La vera storia di una piratessa cinese – la vedova Ching – del XVII secolo, che prende le redini delle giunche e della ciurma, ereditata dal marito assassinato. La donna e l’equipaggio si danno ad arrembaggi e saccheggi, finché ella depone le armi di fronte all’offerta di pace dell’Imperatore cinese. Una splendida regia e fotografia fanno da cornice a un racconto appena sussurrato, che abbandona lo stile americano di narrazione di scorribande piratesche e azioni eclatanti di arrembaggio. Olmi non ha intenzione di raccontare un Pirati o una Maledizione della Prima Luna. Il suo tentativo è di affrontare, attraverso il passato, argomenti di sempre quali il perdono, la pace e l’essere «gentili» quale occasione di salvezza. Così Olmi cerca di tradurre questo bagaglio tematico in una delicatezza di sguardo e tocco che si infrange contro la violenza degli eventi raccontati – le scorribande, l’assassinio del pirata Ching, ecc.
Tuttavia, le intenzioni lodevoli non trovano piena soddisfazione nel film. La cornice finisce per rendere statica e quasi teatrale la gestione delle scene e delle azioni. Nonostante la trama avvincente, il racconto non riesce a esplodere in tutta la potenzialità drammaturgica, quasi fosse prigioniero di quella serenità e pace che vuole comunicare.
Le immagini limpide, quasi dei quadri in movimento per la perfezione dei dettagli presentati, il fascino ammaliante dell’Oriente colpiscono e dilettano la mente, ma non emozionano, non parlano all’animo dello spettatore.
I tempi del vivere cinese, scanditi da brevi e radi dialoghi, vengono supportati dal racconto di un redivivo e inedito Bud Spencer – voce narrante e capitano della giunca della piratessa – il cui contributo non aiuta lo spettatore a entrare davvero nella storia e a decifrarne i significati profondi. Inoltre sposta inutilmente l’interesse su una messa in scena in cui per la prima volta nella sua carriera Olmi ricorre pesantemente al nudo.
Il film risulta quindi per lo più criptico, carico di ellissi e vuoto di informazioni, che impediscono allo spettatore di andare aldilà dei paraventi e scoprire il vero significato della parola pace.
Infatti, al momento della resa dei conti per la vedova Ching di fronte alla flotta imperiale, ci sono solo gli aquiloni del nemico che planano sopra le sue giunche, portando l’offerta del perdono. Lo spettatore rimane catturato dalla bellezza delle immagini, ma non riesce a cogliere il vero significato di quanto è stato messo in scena. La soluzione della pace arriva così da fuori, ma senza nessuna maturazione vera dei personaggi coinvolti, e quindi perde gran parte della sua efficacia narrativa.
Nessuno potrebbe mai sapere che si stanno recitando le parole di un’antica poesia cinese: «Da quel momento i quattro mari furono sicuri e le voci delle donne rallegravano cantando dietro i paraventi».

Elementi problematici per la visione: alcune scene di nudo e / o fortemente sensuali.

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Premi e nomination Cantando dietro i paraventi MYmovies
Cantando dietro i paraventi recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Premi e nomination Cantando dietro i paraventi

premi
nomination
Nastri d'Argento
4
4
David di Donatello
3
3
* * * - -

Leggerezza caleidoscopica e serietà di mestiere.

sabato 20 aprile 2019 di Great Steven

CANTANDO DIETRO I PARAVENTI (IT/FR/UK, 2003) diretto da ERMANNO OLMI. Interpretato da BUD SPENCER, JUN ICHIKAWA, SALLY MING ZEO NI, CAMILLO GRASSI, MAKOTO KOBAYASHI Un giovane ed ingenuo studente si ritrova per sbaglio in un teatrino fuori mano dove si comprano trasgressioni e favori sessuali. Un vecchio capitano andorrano sta raccontando le gesta eroiche della vedova Ching, piratessa ai tempi della Cina imperiale (fine 1700). Costei è sposa di un prode corsaro che, per aver accettato di continua »

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DVD | Cantando dietro i paraventi

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 9 febbraio 2017

Cover Dvd Cantando dietro i paraventi A partire da giovedì 9 febbraio 2017 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi con Jun Ichikawa, Sally Ming Zeo Ni, Bud Spencer, Yang Li Xiang. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Cantando dietro i paraventi. Nuova edizione (DVD) (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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SOUNDTRACK | Cantando dietro i paraventi

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 29 giugno 2004

Cover CD Cantando dietro i paraventi A partire da martedì 29 giugno 2004 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Cantando dietro i paraventi del regista. Ermanno Olmi Distribuita da Cam Jazz.

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Noi siamo quel che siamo, e ciascuno faccia quel che deve». In queste parole della Piratessa Ching (Jun Ichikawa) risuona un’eco di quelle di Joanni in Il mestiere delle armii (2001). Al termine della una breve vita, divorato dalla cancrena, Joanni ripensa alla morte che egli stesso ha dato tanti. Sono stato soldato, dice: se fossi stato prete, con lo stesso rigore avrei vissuto da prete. Con ciò, Joanni certo non i sgrava il cuore dall’angoscia. Né Ermanno Olmi usa le sue parole per giustificare lo scempio della guerra. »

di Gianni Canova Duellanti

Ancora una volta, Ermanno Olmi canta. Canta e si nasconde. Si mette in disparte. Si ripara dietro la discrezione di un paravento metaforico (la Cina fiabesca e rarefatta della vedova Ching e dei suoi pirati) per modulare un timbro e un tono che non abbiano nulla a che vedere né con lo sfacciato narcisismo del chiacchiericcio mediatico né con le ostentate sicurezze di tanta parte del cinema contemporaneo. Altre volte, in passato, Olmi aveva compiuto operazioni analoghe: si era nascosto dietro l'arcana e terragna lontananza del dialetto bergamasco in L'albero degli zoccoli, dietro la parabola umile e solenne dei re Magi in Cammina cammina, dietro l'eloquio arcaico e nebbioso dei soldati di ventura in Il mestiere delle armi. »

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Da grande artista, Ermanno Olmi "ci fa". Fa l'ingenuo e, tornando sull'arte antica del ùmestiere delle armi ma virando verso il fiabesco, spezza in modo "impolitico" una lancia a favore del deporre le stesse - senza perdere l'onore - tramite la virtù salvifica del perdono. Sa insomma che le cose non vanno così, ma si guarda bene dal rinunciare al dire autorevolmente la sua da intellettuale fuori dal coro e assolutamente indipendente. In un favoloso mondo di pirateria cinese del XVIII secolo, che secondo il principio felliniano il regista bergamasco ha inventato tutto qui nei paraggi e con neanche un cinese vero (ma avvalendosi di un Bud Spencer-Carlo Pederzoli di wellesiana monumentalità) ma non senza produrre un effetto visivo sontuosamente spettacolare, Olmi trae spunto da una storia vera e pubblicata agli inizi dell'Ottocento: ma ci ricama di metafora e d'allegoria da par suo attraverso una messa in scena di cui sottolinea fortemente la carica di finzione teatrale. »

di Alessandra Levantesi La Stampa

Storia di una piratessa cinese ambientata sulla fine del 1700, girata per gli esterni sul montenegrino lago di Scutari e per gli interni in un immenso studio dell'ex Dinocittà sulla Pontina, Cantando dietro i paraventi può apparire quanto di più lontano dalla poetica di Ermanno Olmi. Un regista che ha cominciato come documentarista e ha sempre mantenuto nel suo cinema un saldo approccio con la realtà. Nelle varie interviste, Olmi ha spiegato che la vicenda (riportata nelle storie della pirateria e già ripresa da Borges) della bella Ching, subentrata al marito ammiraglio di una flotta corsara per vendicarne l'assassinio,gli è servita per fare un discorso contro la guerra e sulla grandezza del perdono. »

Cantando dietro i paraventi | Indice

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