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martedì 25 giugno 2019

Woody Allen

Nome: Allan Stewart Konigsberg
83 anni, 1 Dicembre 1935 (Sagittario), New York City (New York - USA)
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Daniele Di Ubaldo

Inizia la carriera nel mondo dello spettacolo a 17 anni, quando viene assunto dalla NBC, scrivendo gag per comici e produttori televisivi. Scrive la sua prima sceneggiatura per il cinema nel 1965 (Ciao Pussycat, interpretato dal camaleontico Peter Sellers) ed esordisce come regista in Prendi i soldi e scappa.
Il suo cinema, sempre raffinato e impreziosito dalle performance dei grandi divi hollywoodiani che hanno spesso ridotto i loro cachet per poter essere da lui diretti, si pone a cavallo tra la commedia farsesca dei fratelli Marx e i drammi filosofici bergmaniani. [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

Col prossimo film tornerà a New York, il primo amore. Ma ora in sala c'è Vicky Cristina Barcelona, il suo omaggio alla capitale catalana. Prima aveva tradito Manhattan con Londra. E ancor prima aveva fatto una puntata a Parigi e a Venezia. Eppure, per lui, hanno tutte qualcosa in comune…
Woody Allen torna a casa: il prossimo film sarà di nuovo ambientato a New York, la città che ha trasformato nei suoi film nel luogo ideale dell'amore, dell'eleganza e della cultura, la città romantica e vitale che ha reso desiderabile per milioni di spettatori nel mondo occidentale, alla quale ha reso un servizio e un omaggio incommensurabili. In realtà, il suo rapporto con New York è più creativo che realistico, come è accaduto con altre città dove i guai della vita e del lavoro l'hanno portato: le patti della città che gli sono famigliari sono rappresentate con affettuosa fedeltà e minuzia, le altre parti (più oscure o estranee) vengono ignorate. [...] »

La Repubblica

Irene Bignardi

Per - “ebreo liberai paranoico sciovinista maschio, farisaico misantropo, nichilista disperato”, Woody Allen da trent'anni incarna il “wit nuovayorkese”. Sono venticinque i film della sua “commedia umana”, o ventotto, mettendo nei conto i tre fatti con altri sotto la sua prepotente ala nevrotica. Partito in sordina, come un attore che porta il suo carisma comico sullo schermo in film - a rivederli - episodici e semplici, Woody Allen si è conquistato ben presto il diritto di cittadinanza tra i veri cineasti con la leggerezza del suo genio - opposta alla pretenziosità intellettuale -, con uno humour che non rinnega la tenerezza, con l'ironia come contravveleno alla banalità. Che si prediliga il paesaggio con figure di Manhattan (1979) o il sogno fantastico di La rosa purpurea del Cairo (1985), l'insuperabile apologo sull'adattabilità umana che è Zelig (1983) o i dolorosi rapporti sororali di Hannah e le sue sorelle (1986), la sconsolata favola morale di Crimini e misfatti (1989) o il pezzo palpitante di vita di Mariti e mogli (1992), Woody Allen è un regista senza cadute, nella cui filmografia ogni tassello può essere più o meno felice, ma contribuisce a creare un impareggiabile quadro della vita urbana contemporanea, delle sue nevrosi, delle sue sofferenze, dei suoi nuovi sentimenti. [...] »

Il Sole-24 Ore

Roberto Escobar

Il cinema di Woody Allen si specchia in quello di Ingmar Bergman, ma non ci si smarrisce. Un'altra donna racconta il tragico della vita: la solitudine dell'individuo, l'avventura della sua memoria, il suo viso che il tempo costruisce come maschera di menzogne, la tenerezza sepolta sotto l'opaco egoismo accumulato negli anni, la colpa d'aver tradito quel che la giovinezza aveva promesso. Questo suo "racconto" è simile a quello di Il posto delle fragole (1957) e di Persona (1966), ma anche di Sinfonia d'autunno (1978 in Marion c'è qualcosa sia della Eva che della Charlotte di quel film) e Alle soglie della vita (1957 alla futura madre spaventata Hiordis si avvicina la futura-madre spaventata Hope). [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

A vederlo, al Festival di Cannes, il nostro Woody Allen aveva l'aspetto di sempre: un uccelletto spiumato con pochi capelli bianchi, un po' curvo, l'aria smarrita data dalla avanzante sordità. Con gli occhi desolati e ansiosi di chi poteva immaginare una vecchiaia tranquilla e si ritrova adesso, a 70 anni, a lavorare duro per mantenere l'ex moglie Mia Farrow e i figli adottivi di lei, suo figlio che lo detesta e vive con la madre, i propri due figli adottivi, la moglie Soon Vi che è ingrossata conservando una passione vorace per i diamanti e ogni lusso in genere, gli avvocati, gli amministratori, e peri soldi è obbligato a fare tutte quelle cose che ha sempre odiato ed evitato, conferenze stampa, apparizioni personali, distribuzione di autografi, tournée musicali, presenza alle sfilate di moda. [...] »

Il Venerdì di Repubblica

Lara Crinò

Della Torah e dei suoi influssi sull'indice Nasdaq . Delle esecuzioni capitali sponsorizzate dalla Nike. Delle T-shirt griffate come baricentro dell'identità. Sono alcuni dei comportamenti mentali che si sono agitati, di questi tempi, nella mente di Mr.Woody AIlen. E non in un impeto nostalgico dei tempi in cui - era il 1973, Woody immaginava il terzo millennio strampalato e postatomico di Il dormiglione, né in previsione di tuia nuova commedia amara e sofisticata, come quelle che il regista statunitense ha confezionato negli ultimi anni - Match Point, Scoop o il nuovo Cassandra's Dream, fuori concorso alla prossima Mostra del cinema di Venezia. Piuttosto, come surreali spunti dei racconti di Pura Anarchia, con cui Woody ritorna come scrittore comico, vent'anni di assenza dalle librerie. [...] »

Il Venerdì di Repubblica

Federica Lamberti Zanardi

Mentre sta per uscire il suo ultimo film «Sogni e delitti», Woody Allen racconta cosa pensa della politica, del uso paese, delle prossime elezioni. «Stavolta voterò democratico» dice «perché Bush per noi ha significato otto anni di sciagure». Ma aggiunge «Torneremo presto a dar lezioni di democrazia» «La società americana non ha mai toccato un livello di moralità e civiltà così basso. Colpa dei suoi governanti e dell'amministrazione Bush. Ma sono sicuro che la situazione sta per cambiare. Con le prossime elezioni torneremo a essere un Paese che può dare lezioni di democrazia a tutto il mondo».
Woody Allen non è mai stato un regista «impegnato», ma questa volta sente che gli Usa hanno bisogno di una svolta radicale: «Negli anni passati non sempre ho votato democratico, ma per queste elezioni penso proprio che lo farò». [...] »

Fernaldo Di Giammatteo

«I miei film descrivono la New York dei miei sogni, dei miei desideri, a volte dei miei ricordi. Vivo in una zona circoscritta. Una mia isola. Lì mi sento sicuro»: questo pensa, e fa, il regista più «metropolitano» che esista. Nasce da famiglia ebraica, non porta a compimento gli studi, si improvvisa gagman per la tv, si esibisce nei night, sceneggia nel 1965 un film di Clive Donner (Ciao, Pussycat) ,scrive commedie: una di queste -Provaci ancora Sam diventerà nel 1972 un film con la regia di Herbert Ross e la interpretazione (smarrita e sorniona, come tutte le altre) dello stesso Allen, impegnato in una patetica sfida con il fantasma di Humphrey Bogart.

Nella regia esordisce nel 1969 con una farsa spassosa (Prendi i soldi e scappa) che lo vede anche interprete, come quasi tutti i film successivi. [...] »

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Un Giorno di Pioggia a New York

Una giovane coppia a New York
Data uscita: 03/10/2019
Regia di Woody Allen. Genere Commedia, produzione USA, 2019.

Wasp 2019

Regia di Woody Allen. Genere Commedia, produzione USA, Spagna, 2020.
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