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lunedì 24 giugno 2019

Marilyn Monroe

Nome: Norma Jean Baker
Data nascita: 1 Giugno 1926 (Gemelli), Los Angeles (California - USA)

Data morte: 5 Agosto 1962 (36 anni), Los Angeles (California - USA)

Pino Farinotti

Sua madre soffre di disturbi psichici, il padre "non è dichiarato" forse subisce violenza sessuale a dieci anni. Sono le premesse di una vita disordinata e difficile. Poi c'è la futura diva, che arriva alla Fox e viene usata in piccole parti. Fino al 1950 quando John Huston le attribuisce qualche posa in più in Giungla d'asfalto. Zanuck, gran capo della Fox, una sera la vede a un party circondata da tutti e domanda chi sia quella ragazza. Gli rispondono che è una sua dipendente. "Se è protagonista a una festa lo è certamente anche nei film". Marilyn esplode in »

Il Sole-24 Ore

Roberto Escobar

"Ti dà l'impressione di poterla accarezzare stendendo una mano": quest'effetto facevano le foto di Marilyn Monroe a Billy Wilder, al grande Billy Wilder che la diresse in Quando la moglie è in vacanza (1955) e in A qualcuno piace caldo (1959). Oggi, dopo trent'anni, ci accade ancora lo stesso con i suoi film: tra la sua immagine e lo spettatore sembra non esserci alcuna distanza, come se bastasse stendere una mano… Di certo per nessun'altro mito dell'immaginario cinematografico vale come per lei questa "contiguità " con il nostro desiderio, questa impressione di "contatto". Marilyn esce dallo schermo ed entra nei nostri occhi con una leggerezza naturale e immediata. Eppure, il suo personaggio e il suo corpo non sono affatto naturali e immediati. [...] »

Vanity Fair

Gabriele Romagnoli

Non ci sono canzoni per Zelda Zonk. Ce ne sono per Marilyn, ce n'è una anche per Nonna Jean, niente per Zelda. Era solo un nome su una carta d'imbarco, uno pseudonimo sul volo Los Angeles-New York, alla fine dei 1951. Lo portava una donna con vistosi occhiali scuri e una parrucca nera a coprire i troppo noti capelli biondi. Era nata Norma Jean Mortensen nel giugno del 1926. Sarebbe diventata legalmente Marilyn Monroe nel febbraio del 1956. Ma in quel limbo aveva scelto un altro nome, a metà tra letteratura e fumetto. Zonk come un suono onomatopeico, Zelda come la donna di Francis Scott Fitzgerald, deciso leggendo la dedica all'inizio del Grande Gatsby. Stava volando a New York perché aveva divorziato da tutto. [...] »

Alberto Bevilacqua

Marilyn Monroe. Perché citarla? Tutto è stato detto e tutto - di scottante - è stato messo a tacere. Ma ecco una notizia all'americana. Un giudice donna di Los Angeles ha tolto agli eredi ogni diritto alla sua immagine. Roba grossa, verdoni a palate. L'eredità andò alta famiglia di Leo Strasborg, maestro dell'Actor s Studio, che ha incassato finora trenta milioni di dollari. Da aggiungersi la vendita di accessori: souvenir e via dicendo. Quelli delta "Mmllc",gestori dell'eredità, hanno le mani nei capelli. Ma cosi è. Il Tribunale di Los Angeles ha decretato che Marilyn, al tempo del decesso, risiedeva a New York, e a New York i diritti di una star si estinguono con la sua morte. La diva, insomma, è di assoluta proprietà della capitale, . [...] »

Giuseppe Marotta

Il generale a riposo Amerigo B. mi disse: «Ho per Marilyn Monroe un vivo interesse, che molti miei colleghi, appartenenti anch'essi alla riserva, condividono pienamente. Conosciamo tutti i suoi film; la nostra memoria, squisitamente (non invano si è chi si è) topografica, ne ha ritenuto e ne rielabora ogni aspetto. Nel caffè dove ci raduniamo la sera, infatti, Marilyn è l'argomento principale dei nostri dibattiti. La politica ci ha stancati; qualsiasi ipotetica guerra, essendo le armi attuali segretissime, non offre appigli alla nostra scienza specifica. Nei futuri conflitti prevarrà la macchina, e l'uomo (del quale noi studiamo il più razionale impiego) non avrà peso. Invece per Marilyn Monroe l'uomo è tutto. [...] »

Giuseppe Marotta

Follie della censura Illustre on. Scalfaro, mi auguro che sia l'ingegnosa calunnia di un suo avversario o di un suo fratello politico, ma ho letto che Lei non assiste mai alla proiezione di un film o alla recita di una commedia. Si lasci dire, Onorevole, che un ammiraglio, indipendentemente dalle sue idee sull'acqua, deve saper nuotare. E che diamine. Superi, La prego, di tanto in tanto, la Sua nativa e specifica ripugnanza: dia un'occhiata ai film che la Sua Commissione di Censura approva o boccia. La Monroe di Follie dell'anno, per esempio. Lei effettivamente ignora Marilyn? Permetta che, in dieci righe, io Gliela riferisca. Paragonata alla Monroe, Gina Lollobrigida è un fiore di siepe, una violetta di quietissima carne. [...] »

Giuseppe Marotta

La via dell'arte
Ecco la ribellione di Marisa Allasio a Ponti e di Gina Lollobrigida a Rizzoli. Non aspettatevi che io difenda i produttori. Ma qui abbiamo una rivolta, un ammutinamento provocato, si afferma, da nobili motivi. Il cervello di Marisa Allasio e di Gina Lollobrigida, tumulato nei film La donna più bella del mondo e Susanna, tutta panna, ha dato eccezionali segni di vita. Queste veneri cinematografiche in sostanza dicono: «Basta. Vogliamo recitare». Sì, brave, felicitazioni, auguri, evviva: ma recitare con che? Una effettiva grande attrice è un paesaggio interiore, al quale poco aggiungono o levano i costumi da bagno e le camicette a voragine. La crisi vostra, gentilissime dive, ha un precedente clamoroso: quello di Marilyn Monroe. [...] »

Giuseppe Marotta

Non posso andarmene a vedere L'ultimo amante o Il grido del sangue, mentre Marilyn Monroe sposa il collega Arthur Miller. No, no, che diamine. C'entro come spettatore, c'entro come giudice di film, c'entro come scrittore e c'entro come uomo. La mia più calda e urgente opinione è che le Società degli Autori di ogni lingua dovrebbero innalzare sui loro tetti il gran pavese. Questo matrimonio favoloso è un diploma, una medaglia, un titolo d'onore per chiunque viva di penna. Badate, scherzo e non scherzo. Prima delle annunziate nozze letterarie di Marilyn, le Veneri dello schermo appartenevano, legalmente o no, di riffe o di raffe, all'alta finanza o all'aristocrazia. Veniva un principe o un banchiere, un rajah o un ,produttore (gente che non di rado ha un cece dove noi abbiamo i sentimenti più teneri e più difficili) e se le annetteva. [...] »



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