Interviste & Cinema

Interviste e dichiarazioni dai personaggi dal mondo del cinema, dello spettacolo e delle arti visive.

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Gabriele Muccino: «L'amore muove il mondo»

Il regista racconta com'è nato il suo ultimo film, Gli anni più belli, e la collaborazione con gli attori. Al cinema.

Gabriele Muccino: «L'amore muove il mondo»

venerdì 14 febbraio 2020 - Alessandra Vitali

Roma, primi anni Ottanta. Giulio, Paolo e Riccardo hanno 16 anni e tutta la vita davanti. Giulio e Paolo sono già amici, Riccardo lo diventa dopo una turbolenta manifestazione studentesca, guadagnandosi il soprannome di Sopravvissuto. Al loro trio si unisce Gemma, la ragazza di cui Paolo è perdutamente innamorato. In realtà tutti e quattro dovranno sopravvivere a parecchi eventi, sia personali che storici: fra i secondi ci sono la caduta del muro di Berlino, Mani Pulite, la "discesa in campo" di Berlusconi e il crollo delle Torri Gemelle, per citarne solo qualcuno. E dovranno imparare che ciò che conta veramente sono "le cose che ci fanno stare bene" e che certi amori - così come certe amicizie - "fanno giri immensi e poi ritornano".Gabriele Muccino racconta com'è nato l'ambizioso progetto de Gli anni più belli (guarda la video recensione) e la sua collaborazione con il cast del film.

   

Autori e interpreti raccontano a MYmovies l'attesissima serie tratta dal libro di Roberto Saviano. Dal 14 febbraio su Sky Atlantic e NOW TV.

ZeroZeroZero, «Negli USA ci credevano pazzi. Ma è così che lavoriamo noi»

ZeroZeroZero, «Negli USA ci credevano pazzi. Ma è così che lavoriamo noi» È arrivata l’ora di ZeroZeroZero: venerdì 14 febbraio prende il via la serie Sky Original tratta dal libro di Roberto Saviano, prodotta con Cattleya e già presentata alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.

Diretta da Stefano Sollima, Janus Metz e Pablo Trapero e sceneggiata dallo stesso Sollima con Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, ZeroZeroZero racconta il viaggio di una grossa partita di cocaina che dal Messico deve arrivare in Italia, ma qualcosa va storto e la rotta deve deviare in Africa. Il tutto è raccontato in un incastro continuo fra i tre lati del triangolo composto da venditori, compratori e intermediari, questi ultimi interpretati da star internazionali come Andrea Riseborough, Gabriel Byrne e Dane DeHaan, mentre tra i compratori italiani spiccano Giuseppe De Domenico nei panni del giovane ambizioso e Adriano Chiaramida in quelli di Don Mino, un boss latitante della ‘ndrangheta. 

Abbiamo incontrato Sollima, Fasoli e la producer Gina Gardini, che con il regista collabora da Romanzo Criminale e che ci ha spiegato le impressionanti difficoltà di questa produzione: «Negli Stati Uniti ci dicevano che eravamo pazzi perché nelle serie di solito si va in un posto e si fanno i set, che lì rimangono per anni, come per esempio quelli di Breaking Bad ad Albuquerque. Noi invece già da Romanzo Criminale, e poi Gomorra e Suburra, giriamo in 'practical location': ossia dove la serie viene ambientata. Non avremmo mai fatto ZeroZeroZero in modo diverso, anche se produttivamente è stata un'impresa colossale: 3 continenti, 5 paesi, una troupe fissa di cento persone, più altre cento in ogni paese. Oltretutto non avevamo intenzione di girare “crossboarding”, ossia facendo tutte le riprese previste in una location con registi in rotazione, bensì abbiamo prima completato le puntate di Stefano, poi quelle di Janus Metz e infine quelle di Pablo Trapero».

A parlarci dell’evoluzione del progetto è stato invece Stefano Sollima: «Abbiamo preso uno spunto dal libro di Saviano e da quello abbiamo scritto centinaia di pagine di script, abbiamo costruito un intero mondo, dove ogni personaggio cambia in contatto con la cocaina. Il senso del racconto è quanto questo traffico trasformi realtà sociali ed economiche, si diffonde come una sorta di contagio. Inizialmente ci siamo dati il limite temporale del viaggio ma poi abbiamo capito che le storie dei singoli mondi non riuscivano a rientrare nei 21 giorni della tratta. A quel punto, dopo aver guardato i muri per qualche settimana, abbiamo pensato a raccontare in modo non lineare». Secondo una struttura che ha così sintetizzato Gina Gardini: «Teaser, sigla, storyline A e storyline B, in modo da tenere in movimento in ogni puntata tutte e tre le storie di venditori, compratori e intermediari».


Il regista racconta il tema del film Villetta con ospiti, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo. Dal 30 gennaio al cinema.

Ivano De Matteo: «La villetta è protagonista del film»

giovedì 23 gennaio 2020 - Alessandra Vitali
Intervista a:
Ivano De Matteo (54 anni)

Ivano De Matteo: «La villetta è protagonista del film» In un paese non meglio identificato del Nordest italiano una famiglia altoborghese fa il bello e il cattivo tempo. L'erede della fortuna famigliare, Diletta, è una donna fragile che cerca di dare un senso alla sua vita impegnandosi in cause che vedono protagonista don Carlo, il prete con un debole per le parrocchiane. Suo marito Giorgio, romano, le è infedele e approfitta delle ricchezze della moglie a scapito dell'azienda di famiglia. La figlia Beatrice è un'adolescente arrabbiata, e la nonna è severa e taccagna. Intorno a loro si aggirano un poliziotto napoletano corrotto, un medico venduto e una famiglia di immigrati rumeni: Sonja, cameriera della famiglia altoborghese, il fratello Ilia, che traffica in affari loschi, e il figlio Adrian, combattuto fra l'onestà della madre e la furbizia dello zio. Dopo I nostri ragazzi Ivano De Matteo torna a parlare della tracotanza dei ricchi ai quali è consentita ogni debolezza.Paola CasellaIl regista racconta la genesi del film, il lavoro di scenografia e sui personaggi, e i temi di Villetta con ospiti, dal 30 gennaio al cinema.

   


Intervista all’attrice rumena, star femminile del film di Corneliu Porumboiu. Presentato a Cannes e dal 27 febbraio al cinema.

Catrinel Marlon: «i fischi de La Gomera? Sono autentici, e dolorisissimi»

giovedì 20 febbraio 2020 - Ilaria Ravarino
Intervista a:
Catrinel Marlon da giovedì 27 febbraio al cinema nel film La Gomera - L'isola dei fischi

Catrinel Marlon: «i fischi de La Gomera? Sono autentici, e dolorisissimi» Più che un’affermazione è un tabù: la bellezza, qualche volta, può essere un fardello. Lei, Catrinel Marlon, si guarda bene dal dirlo. Nata atleta (è tradizione di famiglia), le passerelle sono state la strada per emanciparsi dalla provincia rumena – la città di Iasi, nella Romania moldava - e scoprire la città.
 

Volto di Armani, ambassador per Chopard, ne La Gomera – L’isola dei fischi di Corneliu Porumboiu (in sala dal 27 febbraio), Catrinel è una femme fatale coinvolta in un intrigo hitchcockiano a base di fischi, segreti e doppi giochi sotto al sole delle Canarie. 
Ilaria Ravarino, MYmovies.it
Ma per arrivare fin qui l’attrice ha affrontato un viaggio molto lungo, iniziato cinque anni fa con una telefonata, proseguito attraverso Parigi e Cannes, speranze e illusioni, film svaniti nel nulla e provini saltati. Perché – succede anche questo – Catrinel è troppo bella. Troppo bella per recitare senza soffrire (almeno un po’).

Come è arrivata sul set di Porumboiu?
Tutto è iniziato con una telefonata di una vecchia conoscenza, Cristian Mungiu. Siamo originari della stessa città e da bambini eravamo i due giovani talenti locali: io una campionessa di atletica, lui un regista. Poi le nostre strade si sono separate, lui ha lasciato la Romania e io ho cominciato a lavorare nella moda. Insomma: cinque anni fa Mungiu mi chiama e mi invita a Cannes. Altre volte mi avevano offerto di andare al festival, pagata per indossare gioielli o vestiti, ma avevo sempre rifiutato. Non volevo bruciarmi l’esperienza. Lui, che quell’anno a Cannes era in giuria, insistette moltissimo. Disse che voleva parlarmi di un progetto. Allora sono andata.

E com’è andata?
Ci siamo incontrati sulla croisette, ero emozionata ma anche incerta, perché non lo vedevo da anni e non sapevo più che faccia avesse. Lui, per il nostro appuntamento, mi aveva chiesto tre cose: non truccarmi, non mettere i tacchi e non portare macchine fotografiche. Abbiamo proseguito insieme fino al Palais e da là al suo ufficio. “Bussa”, mi disse. E ad aprirmi la porta si presentò Steven Spielberg: “Welcome Catrinel”. Mi sentii svenire. Ricordo che Nicole Kidman si tolse le scarpe per presentarsi, non voleva essere più alta di me. Mungiu quel giorno mi regalò un sogno.

Sì, ma il progetto? Il film?
A fine giornata disse che ero troppo bella per il film che stava scrivendo. E che parlavo rumeno con accento italiano. Ci sono rimasta male. Per tre anni è sparito. Poi finalmente mi ha richiamata, per avvertirmi che aveva fatto il mio nome a Corneliu Porumboiu e che sarei stata contattata da lui.

È andata così?
Sì, ma quando mi ha chiamata Corneliu io ero in Francia, a girare con Abdellatif Kechiche. Declinai l’offerta. Poi, a giugno, Luca Barbareschi, che era il mio compagno in Mektoub, my love: Intermezzo, abbandonò il set. Kechiche si mise alla ricerca di un altro attore ma nessuno sembrava compatibile con me. E così a ottobre è scaduto il mio contratto, mi hanno pagata e rimandata a casa. Nel frattempo avevo detto di no non solo a Porumboiu ma anche a Gabriele Salvatores, per un ruolo piccolo ne Il ragazzo invisibile 2. Venivo da un anno in cui mi ero rotta la gamba sciando, e a quel punto ero davvero giù di morale. Ho pensato di smettere. Allora ho fatto una pazzia. Ho richiamato Porumboiu, anche se sapevo che il film era partito. E invece no. Il film non era iniziato proprio perché non trovava la protagonista. Sono saltata su un aereo e mi sono precipitata al casting. Il provino è durato tre giorni.  

Nel film parla il silbo, una lingua fischiata. È stato difficile impararla?
Una tortura. Credevo che i fischi fossero doppiati, invece Porumboiu ha assunto un insegnante che per cinque mesi, a Bucarest, ci ha allenato otto ore al giorno. Il silbo è una lingua protetta dall’UNESCO, la parlano in pochissimi. Ricordo la bocca sempre umida, gli sputi, la frustrazione e l’imbarazzo tra di noi mentre provavamo. Le dita, che usavamo per modulare i suoni, ci procuravano lividi sul volto. Lo scottex con cui ci asciugavamo le labbra ci feriva. Un inferno. E la difficoltà non era tanto nel fischiare, quanto nel riformulare il suono dentro la testa.

Nel film è una femme fatale. A chi si è ispirata?
Hitchcock. Non a caso il mio personaggio si chiama Gilda. Ho cercato la sua eleganza. Qualcosa che, da ex sportiva, riesco a modulare bene attraverso il corpo.

Come sceglie oggi i copioni?
Venendo dalla moda ho sempre cercato di fare un salto di qualità, anche se mi offrono spesso ruoli da bella ragazza con la maglietta bagnata. Tutte commedie. Ho sempre rifiutato. Vorrei essere scelta per quello che so fare, non per la mia bellezza. E nemmeno perché sono straniera. Ho iniziato in Italia otto anni fa con La città ideale di Luigi Lo Cascio e vorrei continuare così, con il cinema d’autore.


Luigi Calagna e Sofia Scalia, ovvero i Me contro Te, da Youtube al grande schermo con Me contro Te Il film - La vendetta del Signor S, dal 17 gennaio al cinema.

Luì e Sofì: «Facciamo quello che ci piace e questa è la nostra forza»

Luì e Sofì: «Facciamo quello che ci piace e questa è la nostra forza» Luì e Sofì, ovvero i Me contro te, ogni giorno caricano in Rete un nuovo video per raccontare le loro (dis)avventure. Grazie alla popolarità del loro canale sperano di essere invitati al concorso che assegnerà il Like Award, ovvero il premio per lo Youtuber più gradito dagli utenti. Ma il signor S, loro storico arcinemico, è in agguato, e vuole accaparrarsi il premio attraverso un piano diabolico: con l'aiuto del suo assistente, autonominatosi Cattivius, il signor S rapisce Luì e Sofì nascondendoli nel suo laboratorio sotterraneo e li sostituisce con due cloni per far loro promuovere in video uno slime che rende felici i bambini - almeno per un po'. Grazie alla popolarità dello slime e all'affetto dei fan per Luì e Sofì, soprannominati "trote", S conta di conquistare il mondo e sancire la fine dei Me contro te, con l'aiuto di un'assistente che detesta sentir ridere i bambini e che si è guadagnata il nome di Perfidia.I Me contro te, ovvero Luigi Calagna e Sofia Scalia, raccontano il passaggio dalla rete al cinema e il messaggio dietro al loro film.
Me contro te Il film - La vendetta del Signor S sarà al cinema dal 17 gennaio.

   


La regista racconta a MYmovies.it cosa rappresenti per lei l'opera della Alcott, come ha convinto Meryl Streep a unirsi al cast, quanto sia importante disporre di interpreti di cui si ha piena fiducia. Al cinema.

Greta Gerwig: «Il mio Piccole Donne? Una storia d’amore tra una ragazza e il suo romanzo»

Greta Gerwig: «Il mio Piccole Donne? Una storia d’amore tra una ragazza e il suo romanzo» Si può amare così smodatamente la scrittura da mettere tutto il resto in secondo piano? Il nuovo film firmato Greta Gerwig risponde attraverso la sua protagonista, l’indomita Jo March di Piccole Donne. Nel tracciare il percorso di vita di lei e delle sue sorelle, la regista californiana di origini tedesche riflette approfonditamente sul ruolo della scrittrice ieri come oggi, sulle difficoltà di praticare l’arte della scrittura senza trascurare la vita privata – o finendo per farlo - ma anche su sé stessa in quanto autrice.
 

Ha esordito dietro la macchina da presa appena tre anni fa, con il pluripremiato Lady Bird (guarda la video recensione), eppure vanta già uno stile personale, maturo e riconoscibile che nel remake convincente di Piccole Donne (guarda la video recensione), dal 9 gennaio nelle sale italiane, si rivela in tutta la sua forza narrativa.
Claudia Catalli, MYmovies.it
Da dove nasce la sua passione per la storia di Louisa May Alcott?
È un libro con cui sono crescita, l’ho amato così tanto che mi ha dato la voglia di scrivere e diventare un’autrice. Quando l’ho riletto, tanti anni dopo – ne avrò avuti una trentina – ho provato una sorta di shock pensando a quanto fosse moderno e avanti con i tempi. Affronta temi quanto mai attuali, tra cui quelli su cui mi sono ritrovata a ragionare parecchio nella mia carriera: l’ambizione, il diritto d’autore, la questione femminile, la parità dei diritti tra uomo e donna, tutti argomenti su cui ancora oggi dibattiamo.

C’è chi considera il suo Piccole Donne una sorta di rilettura femminista dell’originale. Concorda?
Sì, nella misura in cui lo stesso femminismo di Alcott non era in alcun modo escludente: la storia vanta ottimi personaggi femminili, certo, ma anche quelli maschili sono notevoli. È qualcosa di illuminante per tutti, parla di uguaglianza di diritti nel matrimonio, di uomini che finiscono per far parte del gruppo di "Piccole donne" quasi come fossero altre sorelle, è una storia profondamente inclusiva.

Da Lady Bird a Piccole Donne, il suo viaggio con Saoirse Ronan continua…
È una delle migliori attrici della sua età, brillante e talentuosa. Mi sento fortunata ad averla incontrata e ad averci già lavorato due volte, è unica. Così come sono stata contenta di dirigere Emma Watson, amo il suo lavoro come attivista e femminista, è sensibile e intelligente, mi ha sorpreso.

A proposito di brave attrici, come ha convinto Meryl Streep a far parte del progetto?
Eravamo a pranzo, è una fan del romanzo, mi ha semplicemente detto: «Greta, nel tuo film voglio esserci». È bastato questo a rendermi la vita molto più semplice: quando fai il suo nome tutti dicono di sì e non vedono l’ora di dividere il set con lei.

Quali ingredienti servono per mettere assieme un buon cast?
Intuizione, fiducia, autostima. Devi credere nella tua capacità di dirigerle. Sono stata molto fortunata ad avere un gruppo di attrici così giovani eppure già così brave e affiatate.

Sul grande schermo le vediamo affrontare due fasi della vita diverse ma ugualmente complesse, infanzia e età adulta, raccontate attraverso salti mnemonici. Come mai?
La struttura narrativa che ho scelto dipende dal fatto che ci tenevo a raccontarle anche da adulte, essendo io stessa adulta avevo la chance di poterne esplorare meglio e più a fondo le avventure emotive. È stata una ricerca nella ricerca: attraverso il percorso di Jo March tesa ad affermarsi come autrice volevo ritrovare Alcott e me stessa, la passione della scrittura che ci accomuna. La verità? Il mio Piccole Donne è una storia d’amore, non tra una donna e un uomo, ma tra una ragazza e il suo romanzo.


   
   
   

Prossimo mese
I Miserabili
Creators - The Past
Picciridda - Con i piedi nella sabbia
Andrà tutto bene
The Boy - La maledizione di Brahms
I Miserabili
Prossima settimana
They Shall Not Grow Old - Per sempre giovani
La Gomera - L'isola dei fischi
La partita
Doppio sospetto
Marianne & Leonard - Parole d'amore
They Shall Not Grow Old - Per sempre giovani
Questa settimana
Bad Boys for Life
Cattive acque
Criminali come noi
Il richiamo della foresta
L'hotel degli amori smarriti
Bad Boys for Life
Scorsa settimana
Gli anni più belli
Memorie di un assassino - Memories of Murder
Fabrizio de Andrè e PFM - Il concerto ritrovato
Sonic - Il film
Alla mia piccola Sama
Gli anni più belli
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Weekend del 21/02/2020
Gli anni più belli
Euro 1.197.000
1
Bad Boys for Life
Euro 882.000
2
Il richiamo della foresta
Euro 681.000
3
Parasite
Euro 606.000
4
Sonic - Il film
Euro 499.000
5
Odio l'estate
Euro 265.000
6
Cattive acque
Euro 263.000
7
La mia banda suona il pop
Euro 241.000
8
Dolittle
Euro 123.000
9
Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Har
Euro 122.000
10

05/01/2020 14:00:00
The New Pope, Sorrentino non è interessato a fare qualcosa di provocatorio: «É troppo semplice»
Il regista racconta a MYmovies intenzioni e ispirazioni che hanno dato vita alla serie sequel di The Young Pope. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV. 
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08/01/2020 14:00:00
Hammamet, Favino: «È una profonda riflessione sulla caducità. E sulla paura di perdere tutto»
L'attore racconta a MYmovies.it la straordinaria esperienza sul set, il rapporto con il suo Craxi e quanto è stato difficile calarsi nei suoi panni. Dal 9 gennaio al cinema.
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19/12/2019 09:58:01
Ferzan Ozpetek: «Io mi innamoro dei miei attori»
Il regista dirige Edoardo Leo, Stefano Accorsi e Jasmine Trinca in un film con un'insopprimibile energia vitale. La dea fortuna, al cinema.
Ferzan Ozpetek: «Io mi innamoro dei miei attori»
19/12/2019 10:30:00
Sorry We Missed You, Ken Loach: «il lavoro in franchising? È tutto un grande imbroglio»
Il regista parla a MYmovies del suo nuovo film, delle sue idee sulla sinistra britannica e sulla Brexit, ma anche su quanto di buono ci sia ancora nella società. Dal 2 gennaio al cinema.
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12/12/2019 15:26:33
1917, Sam Mendes: «è nato tutto 30 anni fa, da un racconto di mio nonno»
Regista e protagonisti ci parlano a Londra del film, un racconto della guerra con la sua crudeltà, il suo tempo prezioso e l’ingiustizia dell’essere giovani. Candidato a 3 Golden Globe e dal 23 gennaio al cinema.
1917, Sam Mendes: «è nato tutto 30 anni fa, da un racconto di mio nonno»
04/12/2019 16:30:05
Noah Baumbach: come ho raccontato il matrimonio attraverso il divorzio
Il regista di Storia di un matrimonio svela i dettagli del film che ha emozionato il Festival di Venezia. Su Netflix dal 6 dicembre.
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03/12/2019 09:30:15
Marco D'Amore: «Per me Ciro è l'Amleto»
Marco D'Amore esordisce alla regia raccontando le origini del personaggio che l'ha reso celebre: Ciro Di Marzio. L'immortale, dal 5 dicembre al cinema.
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