ROTTERDAM FILM FESTIVAL, IL MEGLIO DEL NUOVO CINEMA INTERNAZIONALE

6 film sottotitolati in italiano, 23 film in streaming, sempre disponibili fino al 20 febbraio. In collaborazione per l'Italia con MYmovies.it.

Francesca Ferri, giovedì 1 febbraio 2018 - Festival
Luna Wedler . Nel film di Lisa Brühlmann Blue My Mind.

Incoraggiare registi affermati, cercare nuovi talenti, celebrare il cinema in tutte le sue forme, sono i propositi che animano l'International Film Festival Rotterdam dalla sua prima edizione nel 1972. Con queste intenzioni il festival ritorna anche quest'anno con una selezione di film, documentari, cortometraggi e media art di diversa provenienza e visione.

Dal 26 gennaio al 20 febbraio, ventitré film saranno disponibili in streaming, di cui sei con sottotitoli italiani grazie alla collaborazione con MYmovies.it. Sei opere prime scelte in nome di un cinema indipendente, sperimentale, libero che apre interrogativi, rimette in discussione il reale, esplora i mondi ideali scivolati in fondo all'anima.
Francesca Ferri

Dal thriller al dramma adolescenziale, passando per il road movie alla ricerca di sé, i lungometraggi oltrepassano generi e codici, sfuggendo a ogni netta classificazione. Opere dal multiforme spirito ma tutte accomunate dal filo rosso della gioventù, i sei film sono espressione di nascenti registi che guardano il mondo attraverso gli occhi dei giovani e ai giovani chiedono di raccontarlo.

Festival come quello di Rotterdam aiutano a ricordare che il cinema contribuisce alla comprensione della società, alla diffusione di un cambiamento sociale positivo, all'espansione di uno spazio creativo che dia voce a tutti.

Un giovane disabile vuole farsi esplodere e lo vuole fare in pubblico. È interessato solo alle conseguenze dell'atto. Che muoia è irrilevante. Non è un suicida. Non ha ideologie. Non cerca il paradiso e non ha voglia di andarci. Vuole solo esplodere e che le persone non interpretino male la sua morte.

Realizzato dall'artista visivo Zac Farley e dallo scrittore americano Dennis Cooper, famoso per i suoi romanzi, poesie e racconti improntati su violenza, bizzarri personaggi ed esplicite fantasie di violenza sessuale, Permanent Green Light sembra una versione edulcorata del suo universo letterario che comunque mantiene le stesse interne tensioni sovversive.

Cooper e Farley creano un mondo idiosincratico di ragazzi apparentemente distaccati e astratte aree suburbane, concentrandosi sulle emozioni piuttosto che sull'ideologia, trasferendo il desiderio di morte in insolite e sensuali situazioni. Un affascinante lavoro sulla bellezza e i pericoli della gioventù. Come ricorda Cooper nel suo romanzo, Try, d'accordo con l'osservazione di Robert Bresson, "ciò che conta non è cosa gli attori mi mostrano ma quello che mi nascondono e soprattutto quello che non sospettano ci sia in loro".

In foto una scena di Permanent Green Light.
GUTLAND

FILM NON PIÙ DISPONIBILE

Jens, un tedesco dall'aspetto selvaggio trova rifugio nel piccolo villaggio di Schandelsmillen in Lussemburgo. Appena arrivato, aiuta durante il raccolto, è invitato a cena e trascorre la sua prima notte con la bella Lucy. Gradualmente lo straniero si integra nella comunità ma sembra nascondere qualcosa e, apparentemente, non è l'unico. Una reciproca diffidenza si diffonde nel villaggio.

L'opera prima di Govinda Van Maele è un thriller per la tensione tra apparenze e scomparse, le seducenti donne e la scatola piena di foto di nudi, ma anche una storia misteriosa dal tono surrealista. Girato in 35 mm, il lungometraggio rurale mostra pittoresche immagini della campagna lussemburghese sotto una luce sinistra.

In foto una scena di Gutland.

Mia ha 15 anni e una trasformazione che rimette in questione la sua intera esistenza. Il suo corpo cambia e nonostante i suoi tentativi di fermare la crescita, è costretta ad accettare che la natura è ben più forte di lei. Il giorno del suo primo ciclo scopre anche altri cambiamenti, meno piacevoli, nel suo corpo. Inoltre Mia ha dovuto cambiare città, scuola, amici, e con i genitori non va d'accordo. Ma Mia non attraversa semplicemente la normale fase di ribellione adolescenziale. È una ragazza particolare che beve acqua salata e mangia i pesci dell'acquario della mamma. Così sfoga tutta la sua insofferenza in alcol e droghe insieme al gruppo di nuove amiche fino all'inevitabile.

Il misterioso dramma di Lisa Brühlmann conduce attraverso la crisi adolescenziale, dalla scoperta della sessualità al pericolo delle cattive amicizie. La confusione di emozioni scatenate dalla metamorfosi di Mia è magnificamente ritratta dalla giovane attrice Luna Wedler.

In foto una scena di Blue My Mind.

Per otto anni Maud e Frank hanno provato ad avere un figlio. Invano. Così decidono di andare in vacanza in Cile per ricominciare da capo. Ma dopo un violento litigio, Maud lascia il marito e si mette in viaggio verso il nord. Sarà l'occasione per ripensare alle proprie scelte di vita, alla maternità mancata, al senso del passato. Un percorso interiore che si proietta sui luoghi e sui volti dell'altro, soprattutto di Messi, con cui nasce una complicità imprevista e una nuova possibile identità.

Tra autostrade polverose e anonimi ristoranti di passaggio, Marleen Jonkman segue la sconosciuta bionda, "la holandesa", che si riscopre un'altra. Perdendosi tra i magnifici paesaggi cileni, Maud ritrova se stessa. Interpretata dall'attrice Rifka Lodeizen, Maud guida lo spettatore in un'avventura attraverso una terra incontaminata alla scoperta di sé.

In foto una scena di Messi and Maud.

Ghassem lavora al Municipio di Teheran e si occupa di impedire ai venditori ambulanti di vendere illegalmente la loro merce per strada, ma segretamente sfrutta il suo potere per estorcere denaro ai commercianti. Il suo capo lo scopre e annuncia il licenziamento di Ghassem che dovrà trovare altra fonte di guadagno. Sa che potrebbe far molti soldi con il riciclaggio, così decide di comprare un camion con una donazione di suo suocero come caparra.

La moglie invece vorrebbe spendere quei soldi per comprare finalmente una casa, ma alle sue spalle, Ghassem continua con il suo piano pericoloso. Il film d'esordio di Mohsen Gharaie è una denuncia politico-sociale nei toni del noir sulla corruzione, l'omertà e l'ipocrisia della società iraniana. Una storia nervosa come il ritmo del suo protagonista, impulsivo e irrazionale. Scritto dall'acclamato regista Saeed Roustayi (Life+1Day), Blockage squarcia un velo sull'Iran contemporaneo pur essendo al contempo un dramma universale.

In foto una scena di Blockage.

Lyn e la figlia Iona sono molto legate tra loro ed entusiaste della loro nuova vita in una nuova città della provincia britannica. Determinata a far andare bene le cose dopo un inizio complicato, Iona cerca di diventare amica delle ragazze più in vista della classe, ma la pressione e la sua ingenuità hanno terribili conseguenze. Lyn, non potendo essere più la migliore amica della figlia adolescente, è costretta a cercare nuove relazioni nel vicinato incontrando gli stessi problemi di Iona. La realtà non rispecchia le loro aspettative, ma ciascuna finge all'altra che tutto vada bene, trovando nella fantasia e nelle bugie il rifugio da un mondo esterno ostile.

Ispirandosi alla sua esperienza personale, Deborah Haywood racconta una commovente favola nera ma coloratissima sulla difficoltà di accettare il diverso, sull'integrazione, sulla discriminazione. Iona, interpretata da Lily Newmark, uno dei nuovi volti di Chanel, apre le porte di un mondo fiabesco che risuona di una nenia inquietante in una satira profondamente femminile della contemporaneità.

In foto una scena di Pin Cushion.
ALTRI 4 FILM ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

Nell'eterogeneo panorama dell'International Film Festival Rotterdam abbiamo selezionato altri quattro film, sottotitolati in lingua inglese, assolutamente da non perdere. Quattro opere diverse per storia e provenienza, ma tutte accomunate da un lucido onirismo, proprio di una nuova generazione di giovani in cerca di sé.

1. Look up di Fulvio Risuleo è il drammatico viaggio di un giovane sui tetti di Roma, alla scoperta di un'insolita comunità con le sue regole e le sue abitudini. Il mondo parallelo del regista italiano rievoca i mondi immaginari, onirici, capovolti di Jules Verne, Carlo Collodi, Italo Calvino, Antoine de Saint-Exupéry e Lewis Carroll per ricordare come la finzione possa aiutare a capire meglio la realtà.

2. Nella stessa dimensione di sogno lucido si colloca Ambiguous places, il dramma giapponese di Akira Ikeda sulle tracce di una giovane donna che si risveglia su una spiaggia con un insetto in testa. Mentre vaga in cerca di un parrucchiere che possa aiutarla a liberarsene, affronta ostacoli inaspettati in quello che a prima vista sembra un villaggio normale e tranquillo. Lo humour sorprendente, la ripetizione quasi robotica dei dialoghi e la surreale assurdità delle situazioni contribuiscono a creare un mondo da incubo in cui si riflettono le pressioni sociali e familiari che angosciano la società giapponese.

3. L'incubo diventa un inferno personale in My Own Private Hell dei brasiliani Guto Parente e Pedro Diogenes, che raccontano una storia surrealistica sui sogni, l'amore e la ricerca d'identità attraverso la figura di Desimar, proprietario del bar chiamato Inferninho, rifugio delle fantasie per gay, drag queen e fan di Disney.

4. Il sogno in Turchia, invece, prende la forma del viaggio di Selim da Istanbul a Izmir che vaga tra memorie perdute e insurrezioni imminenti in attesa di scegliere la propria vita. The Gulf è una metafora politica della Turchia sempre più soffocata da un regime assolutista.

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