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Non servono tante parole. Le Giornate del cinema muto tornano in streaming su MYmovies

La manifestazione di Pordenone approda online dal 1° al 9 ottobre, in contemporanea con le proiezioni in presenza. Disponibili on demand film, cortometraggi e un ciclo esclusivo di incontri di approfondimento. ACCEDI | ACQUISTA IL TUO ACCREDITO »
di Raffaella Giancristofaro

lunedì 26 settembre 2022 - Festival

Dopo il successo degli anni scorsi, tornano su MYmovies Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, manifestazione nota nel resto del mondo come Pordenone Silent Film Festival ed evento di punta della riscoperta e conservazione dei film prima dell’avvento del sonoro.

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Le Giornate, che si terranno in presenza nel capoluogo friulano dall’1 all’8 ottobre, sono nate da Cineteca del Friuli di Gemona (Udine) e Cinemazero di Pordenone, associazione culturale fondata nel 1982 per divulgare la conoscenza del cinema, che è anche storica sala cittadina, mediateca, società di distribuzione (con Tucker Film, fondata insieme al Centro Espressioni Cinematografiche di Udine).

L’edizione 2022, la numero 41, ha come motto “non servono tante parole” e si rivolge a chi vuol prendersi una pausa da visioni sempre più accelerate e ansiogene e concentrarsi su altre, più analogiche e antropomorfe. Prive di dialogo sonoro ma contrappuntate da partiture musicali pensate appositamente per le immagini.

Le Giornate del Cinema Muto si svolgono quindi in contemporanea anche online su MYmovies con una selezione di dieci film del programma proiettato a Pordenone e cinque incontri di approfondimento sulla storia del cinema muto, a cura di ricercatori e accademici. Sia i film che gli incontri sono disponibili online per un arco di 24 ore a partire dall’orario indicato di programmazione.


I film in streaming

Apre le danze sabato 1 ottobre, preceduto dal cortometraggio Dalla villa reale di Rjeka (1912) del pioniere e reportagista milanese Luca Comerio, il dramma passionale e in costume Sui gradini del trono di Ubaldo Maria del Colle (1912), attore teatrale, sceneggiatore e regista (anche di Raffaello Matarazzo in I figli di nessuno). Del prolifico Roy William Neill è Yes or No (domenica 2), dramma statunitense coprodotto e interpretato dall’attrice Norma Talmadge, qui in un doppio ruolo: moglie ricca e trascurata e consorte povera, entrambe tentate da un altro uomo. Just Around the Corner (domenica 2) è uno dei tre film girati dalla reporter e attivissima sceneggiatrice (anche per l’amica Mary Pickford) Frances Marion: ambientato a New York, segue i patimenti di una giovane maschera teatrale e sarà anticipato dal cortometraggio tedesco Die Große Liebe kleine eine Tanzerin di Alfred Zeisler (“il grande amore di una piccola danzatrice”). Lunedì 3 in programma Profanazione di Eugenio Perego, melodramma italiano in cui la diva Leda Gys (vero nome: Giselda Lombardi) compie un sacrificio estremo di sé che avrà imbarazzanti ripercussioni sul futuro.

La commedia brillante si dispiega in Hans Kung. Höghet Shinglar di Ragnar Hyltén-Cavallius (“Sua Maestà il barbiere”), produzione tedesco danese di scambi d’identità, preceduta martedì 4 dal corto assonante Rupert of Hee Haw di Scott Pembroke, con Stan “Stanlio” Laurel nella duplice veste di monarca europeo e gentleman americano. Mercoledì 5 rarissime immagini della vita rurale slovacca, proiettate per la prima volta alla prima Mostra di Venezia (1932) scorrono invece in Po Horách, po dolách di Karel Plicka, precedute dal corto Kralj Aleksander na Bledu di Velican Bester, sulla visita di re Alessandro a Bled, oggi in Slovenia.

Una principessa balcanica che si sottrae a un matrimonio forzato nella coproduzione anglo tedesca con The Runaway Princess di Anthony Asquith (giovedì 6), protagonista l’attrice austriaca naturalizzata statunitense Mady Christians. Forti contrasti e passioni laceranti anche nel tedesco Manolescu di Victor Tourjansky (venerdì 7) così nel poco visto The Lady di Frank Borzage (sabato 8) con Norma Talmadge (sorella della Norma di Yes or No), dopo il corto Japan I Fest (Giappone in festa). Sempre sabato 8 il programma si chiude con la burla leggera di Up In Mabel’s Room di E. Mason Hupper, tra biancheria intima, jazz e l’immancabile catena di equivoci.


Gli incontri in streaming

Passando agli incontri, il 3 ottobre alle 16.00 (solo in inglese) Julie K. Allen presenta il saggio Screening Europe in Australasia: Transnational Silent Film Before and After the Rise of Hollywood, sulla circolazione dei film europei agli Antipodi nei primi del Novecento. Ad Allen si deve anche la trascrizione e traduzione in inglese dell’autobiografia della diva danese Asta Nielsen ("The Silent Muse. The Memoirs of Asta Nielsen", pubblicata da Boydell & Brewer). In Transpacific Convergences. Race, Migration, and Japanese American Film Culture before World War II (University of North Carolina Press) Denise Khor approfondisce il rapporto tra Hollywood e il Giappone e le prime produzioni asiatiche-americane.

Martedì 4 ottobre alle 16.00 (solo in lingua italiana) Céline Gailleurd, ricercatrice e già autrice con Oliver Bohl del documentario Italia - il fuoco, la cenere (2021), antologia del muto di casa nostra, presenta il volume da lei curato L’oro di Atlantide. Il cinema muto italiano e le arti (Kaplan), indagine sulla sinergia tra forme espressive e realtà archivistiche. A seguire Paolo Caneppele, docente di Archivi e fonti cinematografiche all’Università di Udine, presenta il suo saggio Sguardi privati. Teorie e prassi del cinema amatoriale, edito da Meltemi, vademecum per la raccolta e catalogazione degli home movies.

Mercoledì 5 ottobre alle 16.00, incontro (solo in inglese) con Steve Massa, autore di Lame Brains and Lunatics 2: More Good, Bad and Forgotten of Silent Comedy (BearManor Media) si potranno scoprire alcuni talenti dimenticati della commedia, come Billie Ritchie, Marcel Perez, Lige Conley e George Rowe, oltre ai più noti Mack Sennett e W.C. Fields. E Buster Keaton, ovviamente, celebrato dal recentissimo Buster Keaton: A Filmmaker’s Life (Penguin Random House) di James Curtis, già autore di biografie su Preston Sturges e Spencer Tracy.

I Balcani, tema portante del programma 2022, aprono l’incontro di giovedì 6 ottobre (ore 16.00, solo in inglese), attraverso lo studio pionieristico della ricercatrice croata Ana Grgìc, autrice di Early Cinema, Modernity and Visual Culture. The Imaginery of the Balkans (Amsterdam University Press). Mentre Deac Russell interviene sull’annosa questione della data di nascita del cinema (proponendo il 1883 in New Chronology of the Birth of Cinema, John Libbing Publishing).

Venerdì 7 ottobre alla 16 (solo in italiano) si discute del saggio Giovanni Verga e il Castigo di Dio. Per una storia dei rapporti tra cinema e narrativa (Algra Editore) di Franco La Magna, ma anche di Il cinema prima del cinema (Carocci editore) con Virgilio Tosi, Lorenzo Lorusso, Marcello Seregni, Alessandra Zuccarelli. E infine Istria, i luoghi del cinema, edito da La Cineteca del Friuli, è l’occasione per l’autore Carlo Gaberscek, esperto di location del cinema western, per illustrare il rapporto tra la settima arte e i panorami della penisola.   


Come accedere

Tre sono i tipi di abbonamento acquistabili: Regular (€ 29,90) dà accesso a tutto il programma online di Giornate 41; Donor (€ 99) comprende tutti i film online di Giornate 41, il catalogo del Festival e il nome riportato sul catalogo di GDCM 42; infine, il Super Donor (€199), ha le stesse caratteristiche di Donor ma è diretto a chi desidera sostenere in modo significativamente generoso la rassegna di Pordenone. Che “Variety” ha inserito nella lista dei “50 festival imperdibili al mondo”.


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