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MYmovies ONE presenta i suoi Original. Dieci titoli d’eccezione mai visti in Italia

In concomitanza con l’apertura del Festival di Cannes arriva in streaming una rassegna di film mai arrivati nelle sale italiane. Cinema d’eccellenza selezionato dai più grandi festival internazionali tutto da scoprire dal 17 maggio.
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di Tommaso Tocci

lunedì 16 maggio 2022 - mymoviesone

MYmovies ONE si fa sempre più “originale”: oltre alle grandi rassegne internazionali e alla programmazione dei migliori festival del circuito, arrivano per la prima volta sulla piattaforma dieci titoli d’eccezione mai distribuiti in sala. Dei veri e propri “originals” in collaborazione con BAC che arrivano in concomitanza con l’apertura del Festival di Cannes, a ricordare il passaggio sulla Croisette di diversi di loro e quanto cinema d’eccellenza sia disponibile da scoprire anche aldilà di ciò che giunge in sala.

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Una rassegna streaming che, in omaggio alla stagione di Cannes, non può non includere una selezione di cinema francese. Da segnalare innanzitutto Ava, che proprio nel 2017 campeggiava sulle strade del festival con un poster iconico e partecipava alla Semaine de la critique. Storia di una ragazza tredicenne che sta gradualmente perdendo la vista, ha segnato il tecnicamente notevole esordio alla regia di Léa Mysius, che nel 2022 tornerà alla ribalta con il nuovo film Les cinq diables, un’esplorazione altrettanto sensoriale (questa volta sull’olfatto) dell’esperienza adolescenziale.

Da Locarno erano invece passati il thriller politico The great game, a metà tra le atmosfere di Michael Clayton e di The Ghost Writer, con il sempre godibile André Dussollier a tirare le fila dell’intrigo, e Let the Corpses Tan dei registi Hélène Cattet e Bruno Forzani, autori belgi di co-produzione francese e idee visive estreme. Ambientato su un’isola deserta, il film è un pastiche citazionista e nostalgico e al tempo stesso originale, ricolmo di ultra-violenza e lingotti d’oro rubati che lo fanno apparire come un western dallo spirito senza compromessi.

Più lineare è invece The Great Man, in cui Sarah Leonor racconta una storia ambientata in Afghanistan, in periodo di guerra, ma che poi serpeggia sottilmente fino al ritorno in Francia legando insieme le fila dei destini condizionati dal conflitto. Protagonisti soldati della legione straniera, come nel capolavoro di Claire Denis Beau travail, tra cui il bravissimo Jeremie Renier.

Il cinema internazionale è rappresentato invece su tutti da Michel Franco, iper-controverso regista messicano, habitué dei migliori festival e presente all’appuntamento della rassegna grazie a After Lucia, che gli valse il trionfo a Cannes in Un certain regard nel 2012. Franco era solo al secondo film ma in questo disturbante studio sul bullismo si ritrovano quel senso torbido di perturbante e il gusto per lo shock che ne avrebbe poi accompagnato la carriera. Opera di sicuro impatto psicologico. Sempre in Un certain regard ma nel 2016 ci fu poi l’esordio di Bogdan Mirica, Dogs, che si inscrive nella tradizione di eccellenza (e all’epoca in piena fioritura) del cinema rumeno: questo è un thriller d’atmosfera che non deluderà gli spettatori alla ricerca di regie sofisticate e appaganti per quanto enigmatiche.

Dalla Turchia arriva poi Passed by Censor, che sfrutta la classica premessa dell’osservazione clandestina adattandola agli ambienti carcerari. Un agente addetto alla censura della corrispondenza con ambizioni da romanziere si appassiona alla storia della moglie di un detenuto e di un potenziale intrigo nascosto. Regia di Serhat Karaaslan, all’esordio nel 2019 e presentato a Karlovy Vary.

Wildland è invece un titolo danese su una ragazza rimasta orfana e affidata alla zia (la star del cinema danese - e non solo - Sidse Babett Knudsen), che però è a capo di un’impresa criminale che coinvolge i suoi figli. Altro esordio alla regia per Jeanette Nordahl, che lo portò al Festival di Berlino nel 2020.

Chiusura con due titoli di animazione: Funan aveva vinto al prestigioso festival di Annecy con la dura storia di una donna cambogiana durante il genocidio dei Khmer rossi nel 1975, ed è ben diretto da Denis Do e basato sulla storia della madre. Extraordinary Tales è invece un adattamento antologico delle opere di Edgar Allan Poe, che dà vita, immagini e colore a cinque storie tra cui "La maschera della morte rossa", "Il pozzo e il pendolo", e "La caduta della casa degli Usher", con narrazioni di personaggi celebri tra cui Guillermo Del Toro e Christopher Lee.


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