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River to River su MYmovies ONE, uno sguardo a 360° sul cinema indiano

Dal 3 all'8 dicembre una selezione di titoli che racconta il cinema appassionante, diverso e ricco di linguaggi innovativi proveniente dal subcontinente. ACCEDI | SCOPRI I FILM »
di Mathilde Narros

sabato 27 novembre 2021 - mymoviesone

River to River è stato il primo festival fuori dall’India interamente dedicato al cinema indiano. Giunto alla sua ventunesima edizione, l’iniziativa ha come ambizione quella di far conoscere un cinema appassionante, diverso e ricco di linguaggi innovativi. Una squisita occasione per esplorare la città caotica di Mumbai o i paesaggi rurali dell’India, il tutto assaporando le pietanze locali e infiltrandoci nelle vite segrete dei personaggi.

Dal 3 dicembre all’8 dicembre la piattaforma di MYmovies accoglierà una selezione di lungometraggi, documentari, corti e una nouva serie web in streaming.

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La categoria dei lungometraggi raccoglie sei film di generi molto diversi. Per gli amanti delle commedie, Rk/Rkai mette in scena la preparazione di un film dove un personaggio, durante la fase di montaggio, esce dal film e arriva nel mondo reale. The Tenant, invece, è una commedia dallo stampo leggermente più drammatico dove un tredicenne incontra una donna dall’aura misteriosa che nasconde un passato segreto.

Gli animi romantici apprezzeranno sicuramente Wingman – The Universal Irony of Love. Omi lavora in un call center per gli appuntamenti ma paradossalmente la sua vita amorosa rimane un disastro. Anche il regista Suman Mukhopadhyay affronta il tema dei rapporti. Nel suo film Nazarband, due persone vengono rilasciate dal carcere lo stesso giorno e il loro ritorno verso casa rappresenta un passo verso la libertà e un poetico processo di conoscenza dall’altro. Attraversando tutta la città di Calcutta diventeranno sempre meno sconosciuti.

Non si può parlare del cinema indiano senza menzionare Bollywood, presente anche in quest’edizione del festival. Chehre di Rumi Jaffery è un thriller psicologico dove la super star di Bollywood Amitabh Bachchan è al centro della storia. L’attore ha interpretato oltre duecento film e la sua fama è giunta fino a noi, tanto da consacrargli un’effigie al museo Madame Tussaud di Londra. Medium Spicy, commedia Bollywood, ci porta nelle cucine di Nissim. Tra il via vai di pietanze e persone il chef cerca di trovare il suo vero amore.

Sempre incentrato su Bollywood, il documentario Patrick Goes to Bollywood descrive il sogno di diventare attore di un giovane ragazzo che lascia la Germania per una nuova esperienza in India. Tra le serie di documentari, Bhumchu - The Drops of Eternal Life riesce a trasmetterci l’essenza del festival buddista dedicato all’importanza e alla funzione sacra dell’acqua. Un salto nella loro tradizione colorata e vivace. Altrettanto tipico e culturale, è il ruolo del cibo. Life in a Bowl ci racconta alcune storie di pietanze influenzate dall’esperienza della vita, perché il cibo si sviluppa a contatto con persone, storie, arte e letteratura. Il quarto documentario è Womb: Women of My Billion, un ritratto della condizione delle donne in India costituito dalla lotta contro ogni forma di violenza, alla rivendicazione dei diritti e ai sogni turbati dall’arrivo dell’epidemia del Covid-19.

La ricchissima sezione dei corti analizza, anch’essa, alcune questioni sociali. Ram Kamal racconta in Ek Duaa la vita di una famiglia di Mumbai dove la bambina è discriminata rispetto al figlio maschio. The Song We Sang di Aarti Neharsh ha già vinto il migliore cortometraggio al Mumbai International Queer Film Festival e racconta una lunga passeggiata tra due donne che sfocia in un innamoramento. Il Busan International Film Festival ha invece ospitato il film di laurea di Apoorva Satish. In quindici minuti la regista si interroga sulle difficoltà di un’adolescente che vive a cavallo tra valori culturali occidentali e orientali. La ragazza vorrebbe diventare nuotatrice professionista ma l’arrivo delle mestruiazioni segna uno shock…


My Mirror vede come protagonista una sposa trascurata dal marito che si ritrova a chattare su un’app incontrando qualcuno che le scombusserà la vita. Di tutt’altro genere, Gowripuram investiga sul problema della siccità in un villaggio rurale dell’India. Una metereologa deve rispondere alle credenze popolari e alle supertizioni di uno scienziato. Hussina Raja ci regala Roots, un’opera biografica sulla sua coppia che deve superare tanti ostacoli per farsi accettare; una riflessione sulla tradizione e sulla modernià. Anubhav è alle prese con l’ipocondria nel corto drammatico Itwaar: la sua salute mentale impatterà il legame famigliare. Rahul Srivastava rappresenta la vera trama dell’India anche in questa storia complessa. Il corto animato disegnato a mano Under the rug chiude in bellezza la sezione con un lavoro sull’ossessione di una famiglia per la loro routine.

Il festival introduce anche una serie web promettente, Mumbai Diaries, rendendo disponibili gli 8 episodi della prima stagione. L’autore Nikhli Advani, che ha ricevuto il premio nazionale indiano in direzione, produzione e sceneggiatura, mette in scena la vita dell’ospedale centrale di Mumbai con i suoi nuovi assistenti e l’arrivo di pazienti in gravi condizioni. Anche quest’anno, al River to River, ce n’è per tutti i gusti.


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