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FEFF 23 - Manoy, l’uomo che amava farsi odiare, e Yoon, sovvertitore dei generi

Due retrospettive per conoscere meglio due grandi personalità del cinema asiatico. Dal 24 luglio anche in streaming su MYmovies. 
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di Emanuele Sacchi

lunedì 21 giugno 2021 - mymovieslive

Ci ha lasciato due anni fa, prima che la pandemia si abbattesse sul mondo. Eddie Garcia, meglio noto come Manoy, è morto perseguendo fino all’ultimo istante la sua unica passione, il cinema: la professione di una vita, come ha sempre dichiarato, sia che si trovasse davanti o dietro alla macchina da presa. A 90 anni è inciampato in un cavo sul set della serie Rosang Agimat e si è rotto l’osso del collo. Far East Film Festival 23 tributa un omaggio, contenuto nel numero di film ma prezioso, a un’icona del cinema filippino, da sempre legato a ruoli di villain su piccolo e grande schermo – famosissimo il suo boss del narcotraffico della serie Ang Probinsyano – e negli ultimi anni attivissimo come sostenitore dei diritti LGBT.


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Nato nel 1929, ha recitato in circa 700 film ma al Far East passa anche un titolo dei 37 da lui diretti: Sinasamba Kita del 1983, un mélo che sconfina spesso nella soap opera pura e semplice. È soprattutto At the Top di Ishmael Bernal del 1971 a brillare come fiore all’occhiello della retrospettiva: la storia di una spogliarellista e del suo amante, un tassista che si approfitta di lei, proponendola nel mondo dello spettacolo come Paloma Miranda. Manoy, giovanissimo, interpreta il regista che contribuisce alla parabola melodrammatica e autodistruttiva di Paloma.

Uno spaccato crudo e tragico del mondo del cinema e dei suoi sordidi sotterfugi. Con un grande balzo in avanti arriviamo al 2000 di Shadows, cortometraggio di Raymond Red che costituisce anche l’unica Palma d’oro a Cannes della storia del cinema filippino: 12 straordinari minuti di psicosi collettiva a Manila, in cui Garcia dà vita a un autista violento difficile da dimenticare. 

Negli ultimi anni Manoy ha spesso dato vita a personaggi di anziani gay che si convincono a esporre un tardivo coming out sul proprio orientamento sessuale. In Bwakaw del 2012 di Jun Lana (l’anno successivo realizzerà The Barber’s Tale, premiato al Far East e sempre con un piccolo ruolo di Manoy), Garcia è un anziano impiegato delle poste gay affezionato alla cagnetta Bwakaw (Principessa). In Rainbow’s Sunset del 2018 è un gay che si dichiara in età senile, costretto dalla malattia terminale dell’amante di una vita. La moglie, interpretata dall’eterna sparring partner Gloria Romero, lo difende nonostante tutto, anche di fronte alle maldicenze di una società ottusa e retriva.


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