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SciFi Club, la fantascienza oltre i confini del mainstream

Il Trieste Science+Fiction Festival ha inaugurato una sua piattaforma streaming ricchissima di contenuti per gli appassionati del genere.
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di Roberto Manassero

mercoledì 7 aprile 2021 - mymovieslive

In attesa di tornare a organizzare un’edizione dal vivo, il Trieste Science+Fiction Festival – il più importante evento italiano al genere fantastico – ha allestito per i suoi spettatori, in collaborazione con MYmovies, SciFiClub.it, piattaforma online dedicata alla fantascienza indipendente che raccoglie una selezione di lungometraggi e corti vincitori della manifestazione.

Con venti titoli al momento caricati, SciFiClub.it celebra i vent’anni del Trieste Science+Fiction Festival e risponde, come ha detto Daniele Terzoli, presidente della Cappella Underground e direttore del festival, alla richiesta di numerosi appassionati di fantascienza di «vedere (o rivedere) i film programmati nel corso delle venti edizioni della manifestazione, nel palinsesto principale o nelle retrospettive».
 

È nato così un programma in cui i film vincitori dei premi Asteroide e Méliès d’argent stanno al fianco di cult delle passate edizioni, grandi produzioni vicino a gemme da scoprire, con il numero di contenuti destinato ad aumentare di tre o quattro film ogni mese. L’intenzione è creare un archivio della fantascienza che superi i confini del mainstream, delle durate e dei generi e parli a un pubblico desideroso di sperimentare nuove opportunità di visione (cosa impedita dai circuiti distributivi fuori dai festival e ora possibile grazie al cinema online) ed entrare a far parte di una comunità di fan.

Tra i titoli al momento disponibili su MYmovies – solo sul territorio italiano, lo ricordiamo, in versione originale con sottotitoli italiani, con abbonamento mensile da € 5,90 o un abbonamento di sei mesi a € 29,90 (comprensivo di un “kit di sopravvivenza nello spazio” con i gadget ufficiali del Festival) – Embers di Claire Carré (2015), storia attualissima dei sopravvissuti a una pandemia ancora alle prese con gli effetti del virus, senza memoria e incapaci di acquisire nuovi ricordi; I am Ren di Piotr Ryczko (2019) e The Clone Returns Home di Kanji Nakajima (2008), entrambi centrati su temi come la memoria, l’intelligenza artificiale e la necessità di rigenerare la vita; Tempus Fugit di Enric Folch, premio dal pubblico nel 2004, e Man Divided di Max Kestner, premiato nel 2018, commedie alle prese con l’esigenza di salvare il pianeta Terra e in lotta contro il tempo tra passato, presente e futuro; e poi il celebre Monsters, primo film di Gareth Edwards, tra i migliori monsters movie degli anni Duemila (e biglietto da visita per Edwards, poi passato a dirigere Rogue One: A Star Wars Story e Godzilla). Tra i cortometraggi spicca il visionario, coloratissimo, ancestrale e futuribile Hello, Rain (2018) del talento nigeriano C.J. Obasi, vincitore a Trieste dei premi World Fantasy, Nebula e Hugo. 

Una selezione da non perdere, dunque, ricca di spunti, di immaginari e di visioni, che rappresenta la storia del Trieste Science+Fiction Festival e conferma il ruolo della fantascienza come sguardo privilegiato sulla realtà, sulle sue tensioni, i suoi incubi e le sue utopie. 


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