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Firenze sotto vetro, il social film di Pablo Benedetti e Federico Micali

Un film collettivo per raccontare un periodo unico: parte la call per la raccolta dei video per diventare protagonisti del film sulla città.

sabato 23 maggio 2020 - News

Filmati e racconti della quarantena, videodiari dalle case, dai balconi, con o senza mascherine, da chi ha continuato a lavorare in una città deserta a causa dell’emergenza sanitaria a causa del Coronavirus, vivendo una delle più importanti crisi sociali dell’era contemporanea. E’ l’appello ai fiorentini dei registi Pablo Benedetti e Federico Micali per il progetto cinematografico “Firenze Sotto Vetro” che diventerà un film documentario dove i fiorentini saranno protagonisti del processo creativo inviando – da oggi fino al 24 giugno – i propri video all’indirizzo email firenzesottovetro@gmail.com o al numero 3497494282 (attraverso le piattaforme whatsapp e telegram) o nella chat del profilo Facebook @firenzesottovetro. 
 

Stiamo vivendo un periodo unico nella storia di questa città ci siamo chiesti come fare a documentarlo nel modo migliore. E la risposta che abbiamo trovato è quella di fare un film che metta insieme i contributi di tutti. Vogliamo fare un film collettivo che racconti la città da molti punti di vista. Vi chiediamo quindi di partecipare a quello che sarà un documento storico di questo momento. 
Pablo Benedetti e Federico Micali

Il progetto nasce dalla volontà dei due registi, Benedetti e Micali che hanno sentito l’esigenza di mettersi in gioco per raccontare questi giorni unici per la città. Ha incontrato il favore del Comune di Firenze come partner istituzionale, delle produzioni Malandrino Film e 011Films e la collaborazione di Toscana Film Commission e del cinema La Compagnia con media partner Lady Radio. Rimane un progetto aperto alla collaborazione di tutti, nascendo dal basso con l’ambizione di diventare un documento storico per questa città. É un progetto Open No Profit: qualsiasi entrata, oltre i costi di realizzazione, sarà devoluta ad enti e associazioni impegnati in questa emergenza.

La struttura narrativa del film documentario sarà composta dai contributi di tutti coloro che hanno filmato e stanno filmando parti di questo lockdown da reclusi nel destino comune di “prigionieri” in casa. O viceversa di quelli che stanno vivendo all’esterno, in una città deserta, o all’interno di contesti di lavoro emergenziali e difficili. Un puzzle realizzabile grazie alla qualità delle videocamere degli smartphone, dove l’inquadratura mossa e lo “sfuocato” potranno essere compensati dalla potenza delle immagini e dalla forza dei racconti. Tutti coloro che vorranno partecipare potranno inviare dei video già realizzati nelle settimane passate o anche usare i loro smartphone o videocamere per girare del materiale apposito che racconti short cuts di vita ai tempi del coronavirus. Potranno, inoltre, spedire foto, disegni, racconti audio, composizioni musicali: qualunque cosa faccia parte della loro vita in questo periodo, purché racchiusa all’interno del territorio fiorentino (la città metropolitana).

La regia di questo social film consisterà nel selezionare insieme tutti i contributi che possano creare un filo condutture del racconto che sia allo stesso tempo emotivo e realistico.


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