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Venezia 75, sala web: tutto il cinema del mondo subito in streaming

Dal 30 agosto su MYmovies.it e Repubblica.it 16 film della 75. Mostra di Venezia, disponibili in streaming in contemporanea con le proiezioni ufficiali al Lido. Scopri tutti i film »
di Marzia Gandolfi

martedì 21 agosto 2018 - mymovieslive

Tutto il cinema del mondo e ancora, quest'anno sugli schermi di Venezia e in streaming in tempo reale nella Sala Web di MYMOVIESLIVE - Nuovo Cinema Repubblica, che rinnova la sua collaborazione con la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Sedici (10 di Orizzonti, 2 di Sconfini, 2 Fuori Concorso e 2 di Biennale College - Cinema) i film pescati in Siria, Indonesia, Thailandia, Turchia, India, Francia, Italia, Iran, Russia, Ungheria, Austria, Argentina, Brasile che testimoniamo una sensibilità sociale e insieme verificano l'involuzione materiale e spirituale della società in cui ciascuno affonda sguardo e radici.

La selezione, che predilige opere senza vincoli di genere, durata e destinazione, è dedicata alle nuove tendenze del cinema mondiale. All'ombra del cinema americano, rigoglioso e in Concorso, alcune nazioni emergenti (Siria e Indonesia) lanciano nuove piste e infilano le pieghe di realtà differenti.
Marzia Gandolfi

Cronache documentarie, work in progress finzionali, patchwork poetici recapitano allo spettatore informazioni allegoriche da paesi che vivono da tempo sotto il controllo di governi legittimati dalla forza, sotto le bombe, i colpi di stato cronici, i fanatismi religiosi, le violenze di genere.

MYMOVIESLIVE propone una visita guidata ai film 'fuori norma' della 75. Mostra, disponibili in streaming per tutti coloro che vorranno seguire il festival da casa. Una sorta di mappa ideale di Paesi, di storie e persone alla ricerca urgente di una riparazione. La visita è guidata ma auguriamo allo spettatore di perdere presto la bussola, di lasciare andare la presa, di lasciarsi portare verso altri mondi. Buone visioni e buone evasioni.


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Opera prima (di finzione) di Soudade Kaadan, giovane autrice siriana nata in Francia e trasferitasi a Damasco all'età di otto anni, The Day I Lost My Shadow si confronta con una guerra ancora in corso che non si ha idea di come fermare. Una guerra civile che fu siriana per pochi mesi, aprendo presto ai primi "foreign fighters", combattenti stranieri al fianco dei ribelli. Un conflitto tragico che ha provocato dal 2011 la morte di oltre duecento mila siriani. In questo quadro ferale, in cui guadagna terreno l'Isis e lo Stato Islamico, si muove Sana che non ha più gas per cucinare ma ha un bambino di pochi anni da sfamare. Decisa a trovare una bombola per la sua cucina affronta l'inverno di Damasco, la guerra e le sue conseguenze.

Con The Day I Lost My Shadow Venezia apre i suoi orizzonti a nuovi sguardi e a un Paese distrutto e privato di tutto.
Marzia Gandolfi

Soudade Kaadan ha lasciato la Siria nel 2012 e prodotto da allora un cinema sociale (Obscure, documentario sulle conseguenze psicologiche della guerra in Siria sull'infanzia) che racconta la guerra come una scrittura che lascia segni e tracce nelle vittime. Un cinema che invita a marciare insieme contro il caos e la cancellazione della memoria collettiva (siriana).

Orizzonti - Siria, Libano, Francia, Qatar, 2018, 94 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 3 settembre alle 23.59 dell'8 settembre 2018.


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In foto una scena del film The Day I Lost My Shadow.

Film indiano di Ivan Ayr, Soni esplora la "politica di genere" attraverso le indagini di due poliziotte di Delhi. Sospeso tra fiction e realtà, il debutto dell'autore confronta due donne 'di potere' con episodi di molestia a cui reagiscono in quanto agenti della legge e a cui sono suscettibili in quanto donne. Soni penetra e indaga le emozioni e l'estenuante lotta per controllarle delle protagoniste, la cui amicizia e collaborazione sarà messa a dura prova dal trasferimento di una di loro per presunta cattiva condotta in servizio.

La campagna internazionale #metoo fa breccia (finalmente) anche in India dove la violenza contro le donne resiste tenace. In India ogni venti minuti una donna subisce un abuso, una violenza quotidiana ripetuta e in alcuni casi ancora largamente tollerata.
Marzia Gandolfi

Ivan Ayr getta luce su una società eccessivamente patriarcale che raramente prende in considerazione la parola delle vittime. Il punto di vista delicato ma promettente dell'autore pesca nella cultura dell'abuso e del silenzio, grande complice di queste aggressioni, per dare finalmente visibilità a un fenomeno recidivo e sottostimato. E speriamo per incoraggiare una nuova giurisprudenza con pene detentive aspre.

Orizzonti - India, 2018, 97 minuti.
In streaming dalle 18.30 del 6 settembre alle 23.59 dell'11 settembre.


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In foto una scena del film Soni.

Fino a che punto siamo disposti a spingerci per restare vivi? È la domanda che si pone e che muove il film surreale di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov. Al cuore della storia, radicata nell'infanzia di Natalia Merkulov e nel villaggio in cui è cresciuta a colpi di leggende tradizionali e fantastiche, c'è Egor Korshunov, guardia forestale siberiana che combatte i bracconieri della Taiga.

Amato in famiglia e rispettato dai suoi paesani, Egor scopre di avere un cancro terminale e due mesi di vita. Se la scienza è impotente davanti alla sua malattia, il mito sembra offrirgli una chance. Un'ultima occasione disperata che cambierà addirittura la sua identità.
Marzia Gandolfi

Di nuovo insieme dopo il debutto, una commedia sulla sessualità dell'intellighenzia nella società russa contemporanea (Intimate Parts), Natasha Merkulova e Aleksey Chupov co-dirigono un dramma che promette di nuovo un approccio liberale alla politica sessuale.

Orizzonti - Estonia, Francia, Russia, 2018, 105 minuti.
In streaming dalle 17.00 del 5 settembre alle 23.59 del 10 settembre.


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In foto una scena del film The Man Who Surprised Everyone.

Destinato fin dal nome a diventare un radicale libero del cinema mondiale, Phuttiphong Aroonpheng pesca le sue visioni nella Thailandia magica di Apichatpong Weerasethakul. Voluttà, malattia, desiderio, languore, consunzione, macerazione dei corpi e trasmigrazione delle anime, Manta Ray cerca sotto i rami ondeggianti della giungla il medesimo e splendido distillato di misteri a cui da tempo ci ha educati il cinema di Apichatpong, iscritto nella cultura nazionale e nelle leggende popolari elevate al rango di belle arti.

In un villaggio sulle rive del mare un giovane pescatore incontra un uomo incosciente e ferito che cura e con cui sviluppa un legame tacito. Ma un giorno il pescatore prende il mare senza fare ritorno. Rimasto solo nella sua casa, lo straniero assume la vita del suo soccorritore. La sua casa, il suo lavoro e la sua sposa.
Marzia Gandolfi

Primitivismo e sofisticazione estetica accompagnano il debutto in lungo di un autore che conduce in uno spazio-tempo parallelo e meraviglioso di cui fare (assolutamente) esperienza.

Orizzonti - Tailandia, Francia, Cina, 2018, 105 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 7 settembre alle 23.59 del 12 settembre.


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In foto una scena del film Manta Ray.

Non è nuova la Turchia ai colpi di Stato. Quello che racconta Mahmut Fazil Coskun risale il tempo e riprende il filo rosso (ristabilire la stabilità e la laicità da parte delle forze armate) che lega il golpe del 1960 a quello del 2015, passando per quello degli anni Settanta, Ottanta e fine Novanta. Orchestrato da militari, forniti dei principi di secolarismo, ordine democratico e integrità territoriale della Repubblica che sono chiamati a preservare, il Colpo di Stato oggetto di Anons è quello del maggio del Sessanta che depose Celâl Bayar, terzo presidente turco, e il primo ministro Adnan Menderes, poi impiccato dai militari, avviando in seguito la riforma del diritto costituzionale ed elettorale sulla base dei principi di Atatürk. Il sistema ritornò sotto il controllo civile nell'ottobre del 1961 ma i militari continuarono a controllare la politica da dietro le quinte fino al 1965.

Regista di punta del Nuovo Cinema Turco, Mahmut Fazil Coskun, documentarista convertito alla fiction, riflette sul ruolo del militare nella politica turca.
Marzia Gandolfi

Sulle forze armate turche che Atatürk, fondatore intransigente della Turchia moderna post-ottomana, uscita sconfitta dalla Prima Guerra Mondiale, ha voluto porre come forza custode e garante di ogni ordine costituito e contro ogni tentazione di deriva religiosa o autoritaria.

Orizzonti - Turchia, Bulgaria, 2018, 95 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 1° settembre alle 23.59 del 6 settembre.


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In foto una scena del film The Announcement.

Terzo film di Mikhaël Hers, dopo Memory Lane e Ce sentiment de l'été, Amanda si muove nella Parigi contemporanea e scuote la vita di David, un giovane uomo indolente che perde improvvisamente la sorella maggiore e si ritrova a gestire una nipote di pochi anni, l'Amanda del titolo.

Ancora una volta il regista francese infila la strada della memoria, del tempo, del luogo e del momento.
Marzia Gandolfi

Dotato di un grande talento per produrre echi e ricordi futuri, lavora all'ombra di un'assenza e alla luce di un affetto. Vincent Lacoste, nuovo volto dell'eroismo romantico francese, reagisce a una morte subita in piena giovinezza legandosi alla nipote e al sentimento di continuità persistente che incarna, risalendo la china e la vita sul décor di un lutto.

Orizzonti - Francia, 2018, 107 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 31 agosto alle 21.00 del 5 settembre.


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In foto una scena del film Amanda.

Opera prima di Mostafa Sayari, As I Lay Dying rappresenta il cinema iraniano alla settantacinquesima edizione del festival di Venezia.

Il film è una trasposizione libera del romanzo omonimo di William Faulkner.
Marzia Gandolfi

Tre fratelli e una sorella accompagnano il padre nel suo ultimo viaggio fino a un villaggio lontano e sconosciuto, dove il genitore ha chiesto espressamente di venire sepolto. Il caldo e il lungo viaggio, che 'macera' il corpo dei vivi e dei morti, esploderà la rabbia ancestrale del fratello maggiore ai danni del minore. La natura ostile si solleva tra i membri della famiglia e il loro lutto. Putrefazione, morte e follia accompagnano la processione funebre di Mostafa Sayari che resta fedele al clima deliquescente dell'opera di Faulkner, dislocata in Iran.

Orizzonti - Iran, 2018, 73 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 6 settembre alle 23.59 dell'11 settembre.


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In foto una scena del film As I Lay Dying.

Allevato da una madre single, il padre li ha abbandonati anni prima, Antonio ha un sogno: diventare calciatore di una grande squadra. Nella provincia campana dove è nato e cresciuto il calcio gioca ancora il ruolo di ascensore sociale. Ma a Ciro D'Emilio, al suo debutto in lungo dopo tre corti che affondano le radici nel sociale, interessa l'altra faccia del calcio, quella oscura che chiede il conto e rivela la fragilità di un ragazzino confrontato troppo presto col mondo adulto.

Cresciuto a Pompei e traslocato a Roma dal 2005, il giovane regista gira tra Napoli e Salerno una piccola storia che cerca respiro nel futuro di Antonio (Giampiero De Concilio), un diciasettenne che sogna migliori prospettive di quelle del luogo da cui proviene. A offrirgli la replica è la madre immatura di Anna Foglietta di cui il ragazzo si fa garante e guardiano.
Marzia Gandolfi

Tra pietà filiale e ipotesi di vita, Un giorno all'improvviso scende in campo e interroga lo spettatore.

Orizzonti - Italia, 2018, 88 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 5 settembre alle 23.59 del 10 settembre.


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In foto una scena del film Un giorno all'improvviso.

A Venezia dodici anni prima con Opera Jawa, commedia musicale sulle note di Rahayu Supanggah e adattamento libero di un celebre poema epico ("Il rapimento di Sita"), Garin Nugroho segue l'arco esistenziale di un ballerino, dall'infanzia ai suoi trent'anni, abbandonato dal padre e abbandonato nella danza.

Esplorando la dance Lengger, che prevede abiti femminili per i primi ballerini, Memories of My Body confronta il ricco patrimonio di danze locali con il violento clima sociale e politico che scuote l'Indonesia e impatta la vita del suo protagonista, costretto a spostarsi di villaggio in villaggio.
Marzia Gandolfi

Con uno stile dinamico e attraverso un film biografico, Garin Nugroho celebra la danza giavanese, sperimenta femminilità e mascolinità in un solo corpo e si confronta con un Paese in tensione tra modernità e radicalismo islamico.

Orizzonti - Indonesia, 2018, 105 minuti.
In streaming dalle 18.30 del 7 settembre alle 23.59 del 12 settembre.


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In foto una scena del film Memories of My Body.

Figlia di militanti trotskisti brasiliani, Flavia Castro ha affidato al cinema, attraverso inchieste e diari intimi, la ricerca della verità sul destino di suo padre (morto in circostanze misteriose e inspiegabili) e del suo paese. Indagine che l'ha condotta inesorabilmente a un'impasse. Da bambina si proclamava la nipote brasiliana di Fidel.

Flavia Castro non ha legami di parentela col leader della rivoluzione cubana ma la sua è certamente il genere di storia che ama raccontarsi una bambina figlia di attivisti comunisti, che si sono incontrati adolescenti nelle riunioni di partito e sono cresciuti nella semiclandestinità tra assemblee segrete e ripetuti esili.
Marzia Gandolfi

Celebre per i suoi documentari e per combinare sfera privata e politica con sensibilità e intelligenza, l'autrice debutta nella finzione con Deslembro, un'opera di cui al momento non si conosce trama e contesto. Ma quasi certamente anche questa volta i ricordi dell'infanzia, l'eccitazione e la fierezza, la paura e la delusione, l'amarezza e l'incomprensione, risaliranno la superficie delle immagini, mescolandosi col punto di vista adulto di un'autrice appassionata che sa 'portare' le proprie ferite.

Orizzonti - Brasile, Francia, Qatar, 2018, 105 minuti.
In streaming dalle 18.30 del 31 agosto alle 23.59 del 5 settembre.


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In foto una scena del film Deslembro.

C'era una band femminile che amava i Beatles e i Rolling Stones e poi finì a far la guerra in Vietnam. Comincia così, come una vecchia canzone di Gianni Morandi, la storia incredibile di cinque ragazze cresciute in Toscana, tra le colline del Chianti e le acciaierie di Piombino, tra il porto di Livorno e le fabbriche di Pontedera.

Cinque ragazze, armate di strumenti e voglia di cantare, lasciano la provincia e le case popolari per l'Oriente. Dove sorge il sole, cercano il successo ma trovano la guerra. Una guerra civile che diventa una guerra americana. In quel conflitto di ordinaria crudeltà ci finiscono per sbaglio, per un "malinteso generale" e un contratto scritto in inglese.
Marzia Gandolfi

Cinquant'anni dopo Wilma Labate scova le ragazze del rock e le interroga su quella loro incredibile tournée tra soldati americani e basi sperdute nella giungla. Arrivederci Saigon è la cronaca 'orchestrata' di un incosciente viaggio musicale all'inferno.

Sconfini - Italia, 2018, 80 minuti.
In streaming dalle 22.30 del 5 settembre alle 23.59 del 10 settembre.


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In foto una scena del film Arrivederci Saigon.

Prodotto da Rai Teche e Rai Cinema, Camorra pesca a pieni mani negli archivi Rai e nella memoria storica scavando nell'anima di Napoli e al fondo della criminalità organizzata che la affligge da sempre, da troppo.

Rielaborando il patrimonio audiovisivo della Rai e attraverso le canzoni scritte da Meg, voce della nouvelle vague napoletana e simbolo del cantautorato alternativo, intimo e acustico, Francesco Patierno risale il tempo fino alle origini del fenomeno camorristico per rendere leggibile la Camorra. Raccontare il suo potere come potere imprenditoriale, ancorandolo a un passato indispensabile per interpretare il presente.
Marzia Gandolfi

A distanza di quasi due secoli dalla sua nascita nei vicoli di Napoli, Camorra ricostruisce la sua storia dall' "onorata società" dell'Ottocento alla criminalità globalizzata di oggi.

Sconfini - Italia, 2018, 70 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 2 settembre alle 23.59 del 7 settembre.


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In foto una scena del film Camorra.

Sanzioni, obblighi, espulsioni, umiliazioni, privazioni, fino all'internamento e alla deportazione. L'Italia non fu seconda a nessuno per la meticolosità e la durezza delle misure imposte agli ebrei. Attraverso interventi e testimonianze, Giorgio Treves ricostruisce la genesi e la natura della legislazione antiebraica dalla sua fase di avvio, alla confluenza tra razzismo coloniale e antisemita, fino ai tardivi risarcimenti da parte della Repubblica. Una persecuzione che non conobbe tregua fino all'armistizio del 1943 e che ebbe il suo culmine in una e vera e propria dichiarazione di guerra da parte del fascismo della Repubblica sociale, durante l'occupazione della Wehrmacht.

1938 - Diversi riapre il dibattito sull'antisemitismo in Italia a ottant'anni dalle "leggi della vergogna".
Marzia Gandolfi

In coincidenza con questo triste anniversario, il documentario di Treves esprime il desiderio di estirpare tutte le radici della discriminazione, di consolidare prove, di approfondire le vicende dell'ebraismo italiano fra le due guerre mondiali che continuano ad essere ignorate o fraintese nella cultura italiana. Storiografia compresa.

Fuori Concorso - Italia, 2018, 62 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 4 settembre alle 23.59 del 9 settembre.


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In foto una scena del film 1938 - Diversi.

Brillante direttore della Viennale per vent'anni, Hans Hurch muore nel 2012 a soli sessantaquattro anni, lasciando orfani la cinefilia internazionale e gli artisti di cui presentava con generoso entusiasmo i lavori recenti o passati al festival internazionale del film di Vienna. In due decenni, Hans Hurch aveva fatto della manifestazione viennese il miglior festival del cinema al mondo.

Un festival concepito prima di tutto come una gioiosa riunione di persone, di caratteri, di film scelti al di là delle mode o dell'obbedienza dovuta a major e sponsor. Ma anche un festival senza giuria, senza distribuzione di trofei dorati, senza gerarchie tra i frequentatori, niente tappeti rossi o photocall, che non hanno d'altra parte impedito alle star di affluire numerose.
Marzia Gandolfi

A Hans Hurch, al suo idealismo e alla sua integrità morale, al suo charme e alla sua intelligenza tattica che metteva sullo stesso piano un vecchio autore spagnolo eccentrico e dimenticato come Gonzalo García Pelayo e la superstar della commedia demenziale americana Will Ferrell, è dedicato il film di Gastón Solnicki (Introduzione all'oscuro), amico inconsolabile sulle tracce del suo eco a Vienna e dentro un film di Ernst Lubitsch.

Fuori Concorso - Argentina, Austria, 2018, 71 minuti.
In streaming dalle 18.30 del 5 settembre alle 23.59 del 10 settembre.


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In foto una scena del film Introduzione all'oscuro.

Dalla sezione Biennale College - Cinema arriva la storia di folgorazione dell'autrice ungherese Petra Szöcs, Deva.

Nella piccola cittadina rumena di Deva, Kato, una ragazzina che vive in orfanotrofio, rimane folgorata mentre è intenta ad asciugarsi i capelli.
Marzia Gandolfi

Questo accadimento cambia il mondo che vede girare intorno a lei. L'orfanotrofio è invaso da elettricisti, e da una nuova volontaria, Bogi, assunta per supportare i lavori in quel periodo. Kato si infatua di Bogi e, quando scopre che dovrà partire, decide di sacrificare un vecchio volontario per "la nuova".

Biennale College - Cinema - Ungheria, 2018, 80 minuti.
In streaming dalle 22.30 del 31 agosto alle 23.59 del 5 settembre.


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In foto una scena del film Deva.

Sempre in Biennale College - Cinema troviamo Yuva, il racconto bucolico di Emre Yeksan, giovane autore turco che affronta l'ostinazione di un uomo e la sua relazione tormentata col fratello.

La vita solitaria, tranquilla e bucolica di Veysel, un uomo che abita nei boschi, viene distrutta quando quella terra è venduta ad alcuni investitori.
Marzia Gandolfi

Un giorno arriva in città il fratello minore, Hasan, per convincerlo ad abbandonare quei luoghi. Mentre la minaccia di una espulsione forzata cresce rapidamente, il tardivo confronto tra due fratelli porta alla scoperta di una casa magica: un universo nascosto nel cuore della foresta.

Biennale College - Cinema - Turchia, 2018, 127 minuti.
In streaming dalle 21.00 del 30 agosto alle 23.59 del 4 settembre.


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In foto una scena del film Yuva.




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