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Film in Tv: Tenera è la notte, sguardi perduti

Programmazione tv ai margini di una Venezia, appoggiata su un mare in tumulto.
di Alberto Beltrame

Per una Venezia che non ci aspetta
Robert Duvall (Robert Selden Duvall) Altri nomi: (Robert Duval ) (89 anni) 5 gennaio 1931, San Diego (California - USA) - Capricorno. Interpreta Il tenente Il colonnello William "Bill" Kilgore nel film di Francis Ford Coppola Apocalypse Now.

giovedì 3 settembre 2009 - Televisione

Per una Venezia che non ci aspetta
Sulla scia di un festival del cinema (Venezia) già cominciato, ben avviato, che sta per arrivare. La settimana cerca affinità, parallelismi, omaggi. Su questa scia si apre il palinsesto filmico di domenica, con il film La proposta (Sky cinema mania, 9.55) di John Hillcoat, serio candidato alla vittoria del prossimo festival lagunare con il suo capolavoro annunciato The Road. Poi, se così si può dire, riconoscimenti d'autore per autori che a Venezia non hanno mai trionfato. Quel pomeriggio di un giorno da cani (Studio universal, 12.00), Sidney Lumet. Un'altra giovinezza (Sky cinema hits hd, 18.50), Francis Ford Coppola. Ma il festival che per dieci giorni ci terrà incollati, ansimanti, scettici sugli esiti non può essere il centro di tutto. Per chi al Lido quest'anno non può andarci molte occasioni (filmiche) sono a portata di mano. Sempre sulla scia del cinema d'autore, sempre dello stesso autore. Ancora Coppola, per occupare la serata. Apocalypse Now (Rete4, 22.50), si festeggiano i trent'anni dalla sua realizzazione. E poi fu la notte. Dopo l'esplosiva carica di sfiducia verso l'umanità data dal capolavoro del '79, come concludere la giornata? Risposta facile, a voi la scelta tra La grande abbuffata (Rete4, 2.25) di Marco Ferreri e Cane di paglia (Studio universal, 2.35) di Sam Peckinpah. Perché se sfiducia verso l'umanità dev'essere almeno che sia fiducia per un'arte di sfiducia.
Tanto poi c'è il lunedì per allietare gli umori. Dall'affettuoso omaggio ad un poeta della parola cantata: Leonard Cohen: I'm your man (Cult, 7.00), al classico per eccellenza del cinema noir: Il grande sonno (Sky cinema classics, 19.05). Senza poi dimenticare – eterna ossessione costante – l'orizzonte festivaliero. Proposto Galileo (Iris, 16.40) della giurata Liliana Cavani. Mentre la prima serata potrebbe aprirsi proprio con il film che aprì il festival veneziano l'anno passato, Burn after reading – A prova di spia (Sky 1 hd, 21.00). Ma mai trascurare quello che attorno aspetta. Marty, vita di un timido (Mgm channel, 21.00) che il primo premio ad un festival lo ha vinto, ma era Cannes. La battaglia di Alamo (7gold, 21.10), l'unico film salvabile tra quelli che alla regia vedono la sigla del signor John Wayne. Da una leggenda ad un'altra. Anche se in questo caso si tratta di masochismo, bisogna pur sempre festeggiare i freschi 60 anni di Richard Gere: Pretty Woman (Raiuno, 21.20). Poi la notte ridarà conforto. Maratona Kubrick con Orizzonti di gloria (Mgm channel, 0.20) e Arancia meccanica (Studio universal, 1.15). Oppure l'enigma Lynch di Mulholland drive (Studio universal, 3.35). Un sottile, euforico, confuso gioco di sguardi e incanti perduti.

Chabrol che danza?
Un martedì che comincia con Il cammino della speranza (Raitre, 9.05) di Pietro Germi non può che preannunciare una buona giornata. Una giornata che, almeno nel pomeriggio, ha quegli odori, quei costanti fumi prelibati del cinema nostrano. Adua e le compagne (Iris, 16.20), la malinconia struggente e spietata di Antonio Pietrangeli. Tutti a casa (Rete4, 16.35), Comencini che dirige Sordi, Eduardo De Filippo che fa da spalla e Serge Reggiani che, da fantasma ruggente, controlla. La guerra, le guerre, la vita. Per la prima serata Full Metal Jacket (Studio universal, 21.00), ancora Kubrick, per ricordarci ancora una volta che dieci anni fa moriva uno tra i più grandi artisti del Novecento. Ancora, perché il cinema non lo dimenticherà mai. Ma d'immensi giocolieri per immagini, in vita, c'è ne sono. Per esempio uno che alle soglie degli Ottanta riesce a dirigere qualcosa come L'innocenza del peccato (Sky cinema mania, 1.05). Parabola ad incastri psicologici – Chabrol che danza e non nasconde la mano – senza sospensioni e senza prigioni.
Anche la mattina di mercoledì ha il colore, rosso, del buon inizio. Il dormiglione (Mgm channel, 7.25) di Woody Allen, Le invasioni barbariche (Sky cinema mania, 8.40) di Denys Arcand. E ancora Allen nel pomeriggio, non se ne ha mai abbastanza, con Radio days (Mgm channel, 15.55). E se la prima serata poco regala, durante Il petroliere (Sky cinema mania, 18.00) si può preparare la cena. Per poi godersela, con fin troppo gusto, guardando Animal House (Studio universal, 23.00). La macchina sputa cibo...
E la mattina non dev'essere mai trascurata. Così anche per il giovedì. Rachel sta per sposarsi (Sky prima fila, 7.00), ultimo film di Jonathan Demme. Come ultimo film di un altro nome noto è The dreamers – i sognatori (Premium cinema, 16.55). Bertolucci (Bernardo) che ormai non sforna più nulla dal 2003. Bertolucci che, senza alcun dubbio, è il più grande regista italiano vivente. Bertolucci, spregiudicato iconoclasta dell'immagine che corre. E Orson Welles sorride. Ascolta, orecchiando, e si diverte. La signora di Shangai (Sky classics, 21.00) noi non ce lo faremo scappare. E prima di addormentarsi triplice, non facile, complice scelta. Và e uccidi (Mgm channel, 22.40), forse il miglior film di John Frankenheimer. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (Premium cinema, 22.50), gioiello promettente per una promessa (Dominik) che ambisce già all'olimpo dell'arte cinema. Il matrimonio di Lorna (Cult, 23.00), eterno ritorno dei due fratelli eroi della macchina a mano, eterno movimento.

Tenera è la notte
Arriviamo così a Venerdì 11 settembre. La7 in ricordo dell'attacco alle torri gemelle di otto anni fa propone una maratona filmica a tema. Si parte con 11/09 il giorno che cambiò il mondo (14.00), documentario, video-racconto, cronaca degli avvenimenti per la regia di Richard Dale. A seguire Fahrenheit 9/11 (17.25), indagine ironica e critica sul "dietro le quinte" dell'avvenimento più sconvolgente dell'ultimo decennio. Da un Michael Moore che documenta, impietoso e malizioso, a un Oliver Stone che, almeno ci prova, disegna la figura del personaggio chiave di tutta la vicenda: W. (21.10) incentrato sulla figura di George W. Bush. Per concludere in bellezza con quello che è stato il vero capolavoro d'ispirazione. 11 settembre 2001 (23.15), insieme di cortometraggi diamante, con in conclusione la poesia di Shoei Imamura che mostra tutto il disprezzo per una razza, l'uomo, capace solo di guerre e sangue. Ma in questa giornata di ricordo c'è spazio anche per altro. Manhattan (Studio universal, 21.00) in prima serata e una notte di forse troppo poco noti capisaldi della storia del cinema: Il mostro della laguna nera (Studio universal, 2.40) e Titicut follies (Raitre, 4.30).
Sabato 12 settembre. Ultimo giorno del festival di Venezia. In attesa di conoscere chi sarà il vincitore di quest'anno, nel pomeriggio c'è Balle spaziali (Studio universal, 16.25), avventura oltre i confini della Terra in mezzo a degli alieni che portano il nome di Mel Brooks, John Candy e Rick Moranis. In serata, appena poco prima di sapere di Venezia e dintorni, Fog (Premium cinema, 21.00). Quello di Carpenter s'intende. La nebbia assassina, come il tempo, che non da scampo. Nebbia che condanna e che conduce al baratro dell'esistenza. Nebbia che così, pian piano, fa scomparire tutta l'aura che tiene incollati, ansimanti, scettici. Il nome di chi si è portato a casa il Leone d'oro sarà noto. E noti saremo noi che ci lamenteremo, sempre e comunque, per un premio non meritato e per un premio che non si è osato dare. Chissà, forse proprio a Herzog e al suo affascinante remake che molti cinefili fa sognare. Perciò Il cattivo tenente (Raitre, 1.30), quello di Ferrara questa volta, non è sicuramente da perdere. Come non si può perdere l'omaggio ad un altro regista in concorso: Jacques Rivette. Vecchio regista pregiato che fece scuola. Vecchio superstite della stagione d'oro della Nouvelle vague. Vecchio artista che negli ultimi anni ha fatto ancora del grande cinema. Per lui, con lui, in suo omaggio: Storia di Marie e Julien (Raitre, 3.00) e La duchessa di Langeais (Sky cinema mania, 4.45). "Io volerò a te sulle ali invisibili della Poesia. Tenera è la notte e felicemente la Luna Regina è sul trono, ma qui non c'è luce..."

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R. Lee Ermey Altri nomi: (Lee Emery / Lee Ermey / R. Lee Ermy ) 24 marzo 1944, Emporia (Kansas - USA) - 15 Aprile 2018, Santa Monica (California - USA). Interpreta Il sergente istruttore Hartman nel film di Stanley Kubrick Full Metal Jacket.
Chabrol che danza?
Michael Moore (66 anni) 23 aprile 1954, Flint (Michigan - USA) - Toro. Regista del film Fahrenheit 9/11.
Tenera è la notte
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