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Film nelle sale: Ortone e la strada per il successo

Il cinema americano domina le sale, ma si fanno strada due originali pellicole italiane.
di Chiara Renda

Il ballo dell'elefante

venerdì 18 aprile 2008 - Rubriche

IIl ballo dell'elefante
Questa settimana cinematografica è all'insegna del cinema americano, dall'animazione alla commedia, dall'azione al film di ballo. La prima attesissima uscita è Ortone e il mondo dei Chi, già campione d'incassi in America e diretto da Jimmy Hayward e Steve Martino. Realizzato dai creatori dell'Era glaciale il film è la storia del simpatico e sensibile elefante Ortone, ideato cinquant'anni fa dalla penna dello scrittore e vignettista Ted Geisel, in arte Dr. Seuss. Il classico della letteratura favolistica americana passa dunque all'animazione in una commovente avventura: Ortone è un elefante che un giorno sente un grido d'aiuto provenire da un granello di polvere; nessuno gli crede ma lui è determinato a salvare quello che ancora non sa essere il microcosmo di Chi-non-so, un paese tutto contenuto in quel granello. L'elefante animato, in originale doppiato da Jim Carrey, in italiano ha la voce di Christian De Sica, mentre la cattiva Kangaroo è doppiata da Veronica Pivetti.
Molto atteso, soprattutto dalla generazione schiava di Maria De Filippi e dei suoi "amici", è Step up 2 – La strada per il successo, nuovo coreografico capitolo per un amore giovanile tra classi social differenti. Rispetto al precedente, la regia passa nelle mani dell'esordiente Jon M.Chu, che racconta l'amore tra Andy, ballerina hip hop con difficoltà economiche, e Chase, il ragazzo più ricco e ammirato della scuola di danza. Insieme, e sfidando le rigide regole della scuola, i due formeranno una "crew" per poter partecipare a un'importante competizione di ballo hip hop.

Star in declino
Acclamata al Sundance Film Festival, dove ha vinto il premio del pubblico, è la commedia Il matrimonio è un affare di famiglia, un film sul tanto sfruttato triangolo sentimentale madre-figlio-fidanzata. La mamma iperprotettiva questa volta ha il volto di Brenda Blethyn (Segreti e bugie, L'erba di Grace), nel film una cabarettista che ha mollato la carriera per occuparsi dei due figli maschi. Una donna di casa divorziata ed emancipata, ma che in nome nel ricordo del passato continua a esibirsi i riflettori dei locali di Sydney. La regista australiana Cherie Nowlan la mette di fronte alla fidanzata del figlio e al loro futuro matrimonio in una commedia agrodolce sui fallimenti e le frustrazioni della vita, raccontati con leggerezza e autenticità.
10 cose di noi, che mette in scena l'insolita coppia Paz Vega-Morgan Freeman, è invece la storia di una star invecchiata (Freeman) che preparandosi a interpretare il ruolo da protagonista in un film indipendente inizia a frequentare un supermercato, dove conosce l'esuberante commessa di origini spagnole Scarlet (Vega). Una volta abbandonata dal suo autista, la star in declino dovrà ricorrere proprio alla sua nuova conoscente per fare ritorno a casa. Un road movie divertente che visto il successo ha dato il via a una fortunata serie televisiva.

Missioni impossibili
Dai supermarket ai casinò con 21, film ispirato a una storia vera e ambientato nel scintillante mondo del tavolo verde firmato dal regista di commedie Robert Luketic (La rivincita delle bionde, Quel mostro di suocera). Ispirandosi alla trilogia di Ocean – e saccheggiandola -, il regista racconta le gesta di Ben Campbell (Jim Sturgess, recentemente in Across the Universe), brillante studente del MIT (prestigioso centro di ricerca scientifica) che per raggranellare i soldi necessari a pagarsi l'università decide di unirsi a un gruppo di cervelloni che ogni settimana, dotati di false identità, saccheggiano i casinò di Las Vegas. Una pellicola ammiccante e senza pretese, che trova la sua forza nelle interpretazioni di Spacey e Fishburne.
Più drammatica invece la missione francese di Mr. 73, che nel titolo italiano diventa L'ultima missione. L'ultima missione è quella che Schneider (Daniel Auteuil), poliziotto cinico e disilluso, si troverà ad affrontare per riscattarsi: il suo compito è quello di proteggere una giovane donna dall'assassino dei suoi genitori, in procinto di uscire dal carcere.
Il 73 del titolo originale è la sigla di un revolver a sei colpi, micidiale e preciso, in dotazione alla polizia francese negli anni '70.

La velocità dell'amore
Le uniche due uscite italiane sono due film di due giovani registi emergenti: L'amore non basta, diretto dall'abruzzese Stefano Chiantini (che proprio nella sua terra sceglie di ambientare il film) racconta la difficoltà di amarsi ai giorni nostri: Martina (Giovanna Mezzogiorno) e Angelo (Alessandro Tiberi) sono infatti due giovani di provincia che si amano da tempo, irrimediabilmente ma instabilmente. Un amore continuamente messo alla prova dalle incertezze della vita di tutti i giorni, dalle perplessità della giovinezza e dalla volontà di fuga da una provincia aspra e opprimente.
Ambientato invece sull'autostrada - tra Roma, Genova e Parma – è invece l'esordio alla regia di Andrea Papini: La velocità della luce è un noir grottesco i cui protagonisti (i poco conosciuti Beatrice Orlandini, Peppino Mazzotta, Patrick Bauchau) sono una giovane telefonista maliziosa, un ladro d'auto ipocondriaco e un chirurgo misterioso, tutti e tre insieme a bordo di un auto, inseguiti dai loro fantasmi e catapultati in un tunnel senza uscita che li trascinerà oltre la velocità della luce.

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