|
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
I fratelli Coen una certezza ce l' hanno: il mondo è pieno di stupidi. Che qualche volta sanno quello che fanno ma più spesso non riescono nemmeno a spiegare le ragioni delle proprie azioni, come dice sconsolato il funzionario della Cia che chiude sulla scrivania un dossier top secret. Dentro c' è la storia di Burn after reading (in Italia uscirà il 19 settembre col sottotitolo A prova di spia), il film che ha inaugurato fuori concorso e con tante risate la sessantacinquesima Mostra d' arte cinematografica di Venezia.
»
|
|
di Natalia Aspesi La Repubblica
L'America dei fratelli Coen è sempre spaventosa, irrecuperabile, crudele, anche se quasi sempre fa ridere, o forse proprio per questo. Lo era nel violento e drammatico film precedente Non è un paese per vecchi, molto premiato, Oscar compreso, lo è ancora di più adesso con l'ironico e travolgente Burn after reading che uscirà in Italia col titolo A prova di spia (che come al solito nulla vuol dire), dato fuori concorso ieri sera in apertura della Mostra. Non solo racconta la desolazione dei miti di oggi, gli stessi che pure noi prendiamo sul serio e addirittura esaltiamo dimenticandoci di riderne, ma obbliga anche a porsi una domanda meno divertente e più inquietante: se davvero i servizi segreti americani, la Cia, l'Fbi, nei piccoli disguidi quotidiani sono così incapaci e spietati, così affidati al caso e così bugiardi, così abili nel nascondere gli errori e a dimenticarli, così burocratici e ridicoli, non è che si comporteranno allo stesso modo nei grandi frangenti mondiali ed epocali, quando si rompono le alleanze politiche, si creano nemici, si progettano invasioni, ci si imbatte nel famoso fuoco amico, si scatenano le guerre?
C'è un grande filone di cinema dedicato ai servizi segreti e alle loro trame e trappole, film d'azione che paiono irreali, ma sono i Coen, che rendendo ridicole le loro gesta e i loro misteri, finiscono col generare inquietudine.
»
|
|
|
|
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
L' America non è un Paese per vecchi, ma per vanagloriosi, idioti, superficiali, falsi valori. Nel nuovo irresistibile, divertentissimo e cattivissimo film dei Coen, che si prenota, se c' è giustizia, almeno cinque Oscar, il licenziamento di un agente della Cia mette in moto un meccanismo ad alto tasso di humour nero in cui tutti tradiscono tutti e l' agente capo dichiara alla fine la sua impotenza a capire. Satira perfida ma con momenti di assoluta ilarità quando si fa la parodia della spy story col tentato ricatto, i diplomatici russi da guerra fredda (torna di moda?) e l' incastro perfetto di gag, dialoghi, situazioni, con attori straordinari che ricordano i massimi risultati della commedia americana di Capra, Sturges, La Cava: e tutto per una liposuzione! Un cast stellare, con un Malkovich magnifico, il trio Clooney-McDormand-Swinton che fa faville, ma la sorpresa è Brad Pitt, scemo super.
»
|
|
di Roberto Silvestri Il Manifesto
George Clooney è il solista di un ottetto per violini (Tilda Swinton, Frances McDormand, Elizabeth Marvel) e fiati (John Malkovich, Brad Pitt, Richard Jenkins e J.K.Simmons) orchestrato tra demenzialità e stonature punk da Joel e Ethan Coen. Burn after reading - A prova di spia , commedia grottesca, prende le viscere americane e le contorce. «Brucialo dopo averlo letto», già dal titolo, si annuncia come uno scherzo sul tema dello scontro piccolo-grande, uomo-donna, Cia-Kgb. Anche se appare un po' sfocato oggi un film che ironizza molto sulla riesumazione del conflitto bipolare, e se non di guerra fredda, parte 2, parla del Big Chill , il «grande freddo» che avvolge gli anti eroi dello psico-intrigo, piuttosto aggrovigliato e, come nei noir riusciti, non sempre sotto controllo logico.
»
|
|
|
|
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
In «Burn after Reading» i Coen costruiscono una storia senza senso apparente, dove l'unica realtà, come in «Non è un Paese per vecchi», sembra essere l'aggressività folle e futile di un gruppo di uomini.
D al niente al niente: questo è Burn after Reading (Usa, Gran Bretagna e Francia, 2008, 96'). La prima inquadratura del film di Joel ed Ethan Coen è un campo lunghissimo. L'occhio del cinema parte da un ipotetico punto d'osservazione totale, ben al di sopra del nostro pianeta. Poi, con un effetto alla "Google earth" noto ai naviganti di internet, prende il via una zoomata che ci "implode" dentro l'irrilevanza di quel che, da lontano, neppure si sospettava esistesse.
»
|
|
di Alberto Crespi L'Unità
Il nuovo film dei fratelli Coen, A prova di spia, si intitola in originale Burn Afler Reading, come dire «leggi e brucia». Non fatevi ingannare dall’apparenza farsesca certo, è una farsa, piena di gag e di equivoci come ogni pochade, ma è anche un capolavoro. Ed è un film di rara ferocia sulla Cia, le cui idiozie vengono smascherate con l'arma della risata: la battuta finale dei gran capo («c’è una morale in questa storia non facciamo più cose simili, anche se non sappiamo che cazzo abbiamo fatto») dice più di mille dossier.
»
|
|
|
|
di Jacques Mandelbaum Le Monde
"Burn After Reading" : une galerie de stars lustre le noir des Coen
Depuis Sang pour sang (1984), on sait que l'humour des frères Coen est noir, la nuance passant selon les films du léger au soutenu. Burn After Reading ("A brûler après lecture") se range dans la seconde catégorie. Celle où l'humour confine au sarcasme, le rapport au monde au nihilisme grotesque, les personnages à des quilles à abattre.
L'exercice serait sujet à caution si deux facteurs n'en pimentaient l'intérêt. Le premier concerne le genre du film, une parodie de film d'espionnage, et la mise sur la sellette d'un service, la CIA, dont nul n'ignore le rôle catastrophique sur la scène politique.
»
|
|
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Se si considera che il mondo moderno ha sopportato i disastri del nazifascismo, l' Olocausto, la bomba atomica e i gulag staliniani, non possiamo certo dire di star attraversando il momento peggiore della storia contemporanea: ma il più stupido, sì. E suona proprio così il desolato messaggio che spunta tra le matte risate di Burn After Reading - A prova di spia dei fratelli Joel e Ethan Coen. Anche se loro parlano degli Usa è come se parlassero di noi. L' intero occidente vive in una società, di cui lo schermo si offre qui come specchio, dove regnano l' individualismo, l' ignoranza, il populismo d' affari, la smania di arricchirsi, la cancellazione inconsapevole o meno di ogni principio e delle conseguenti norme di comportamento.
»
|
|
|
|
di Roberta Ronconi Liberazione
Finalmente i Coen ce l'hanno fatta. Dopo una serie di film forse ispirati ma poco trascinanti e un paio di commedie azzoppate ieri hanno aperto la Mostra del cinema di Venezia facendoci ridere di cuore. La conclusione della cosiddetta "trilogia dell'idiota" ispirata a George Clooney (Fratello, dove sei?, Prima ti sposo, poi ti rovino) con Burn after reading (in italiano: "Spie come noi") centra il bersaglio e regala una commedia di quelle che a ripensarci ti mettono addosso i brividi.
Le disavventure incrociate di un agente della Cia (John Malkovich) licenziato in tronco per alcolismo, della sua stronzissima moglie (Tilda Swinton), dell'amante di lei (George Clooney) e di tre pietosi impiegati di una palestra (Ted Treffon, Brad Pitt e Frances McDormand) strappano al pubblico una facile ilarità momentanea, dietro la quale si nasconde la pochezza esistenziale dei nostri giorni.
»
|
|
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Benissimo: il film che ha inaugurato fuori concorso la 65a Mostra, Burn After Reading (un tic verbale da vecchio spionaggio, «bruciare dopo aver letto», ma il titolo italiano è A prova di spia), scritto e diretto dai fratelli Joel e Ethan Coen (per la prima volta Ethan firma anche come regista) è una commedia molto molto divertente, perfetta, piena di star. Una commedia confusa, ridicola e tragica come il mondo contemporaneo dove soldi, sospetto, fitness, sesso on line sono cose essenziali.
Frances McDormand, signora non giovane, desidera venire sottopoata a una serie di interventi di chirurgia estetica (sedere, petto, braccia, occhi) e per pagarli vende ai russi quelli che considera piani segreti americani e che sono invece memorie di un analista della Cia licenziato perchè «ha un problema con l’alcol», John Malkovich.
»
|
|
|
|
|