Rolling Stone
Il primo è stato un enorme successo, scritto e diretto da esordienti quasi assoluti, costato una mazza, ha fatto rialzare la testa al pubblico dell'horror. Due uomini incatenati per i piedi in una stanza buia si infliggevano il peggio per stare alle regole crudeli di un tizio col mantello: schifezze da girare la testa dall'altra parte, finale a sorpresa e contro finale da mandibola sul pavimento. In Saw II c'era un gruppo di persone in una casa piena di enigmi sanguinolenti e contrappassi danteschi da vomito (hai venduto droga? Tuffati in una buca piena di siringhe!).
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di Francesco Alò Il Messaggero
Due ragazzini australiani, una bella favola hollywoodiana ed ecco il terzo capitolo di Saw, la saga che sega le ossa. James Wan e Leigh Whannell aprirono nel 2004 la danza macabra di Jigsaw, moralista con tumore al cervello che punisce i falsi innocenti. L'ispirazione furono il Kevin Spacey e il sadismo di Seven. Siamo arrivati a Saw III diretto come il secondo dal mestierante Darren Lynn Bousman ma con Wan e Whannell a inventare colpi di scena grazie alla fragile Amanda, aiutante ex tossica del cattivone.
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Ciak
Jigsaw (Tobin Bell), lo psicopatico con la passione per gli enigmi, torna a colpire. Ridotto in fin di vita da un tumore al cervello, fa rapire dall'assistente Amanda (Shawnee Smith) la dottoressa Lynn Denlon (Bahar Soomekh) e la sottopone a uno dei suoi sadici giochi: un collare meccanico le farà saltare la testa se non sarà in grado di operarlo in tempo utile. Contemporaneamente, un uomo (Angus Macfadyen) deve superare prove agghiaccianti nei cunicoli dello stesso edificio. Il film parte subito in quarta e, nonostante i ripetuti flashback, chi non ha visto i primi due capitoli rischia di capirci ben poco.
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Non hanno fine le nefandezze di Jigsaw, l'assassino psicopatico che, nel 2004, turbò i nostri sonni con un prototipo trucido e lurido, ma autenticamente perturbante. Malgrado sia morente di cancro, il famigerato enigmista continua a ordire macchinazioni.
Con l'aiuto dell'assistente Amanda, sequestra una giovane dottoressa imponendole uno dei suoi sadicissimi strumenti di tortura: un collare che la ucciderà, a meno che la donna riesca a salvargli la vita. Non contento, l'assassino sperimenta un altro puzzle machiavellico su un poveretto di nome Jeff, che deve affrontare prove terrificanti nei sotterranei del suo covo.
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Alla terza puntata, l'impresa dell'enigmista agonizzante per tumore al cervello non può che moltiplicare l'orrore, il sangue, l'atrocità. Saw 3 di Darren Lynn Bousman è un'antologia raccapricciante, in particolare perché segue minuziosamente una trapanazione del cranio (allo scopo di alleggerire la pressione sul cervello) che agli spettatori può capitare, mentre è più raro ritrovarsi appesi con catene in un sotterraneo.
L'enigmista sta morendo, nel lavoro pratico lo sostituisce la sua discepola.
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Rumore
Terzo capitolo, ma se ne annuncia già un quarto, della serie dedicata agli enigmi di Jigsaw, serial killer con la vocazione del labirinto, degli indovinelli e dei percorsi a tema che in realtà sono una materializzazione del sensi di colpa o delle mancanze delle vittime (una sorta di piano regolatore generale della colpa…) Il film diverte alquanto anche se, essendo tutto incentrato sulla durata del dolore fisico, inteso come messa in visione della carne che si scopre limite del corpo, sconta la scelta estetica di montare i supplizi, davvero articolati e fantasiosi, con un ritmo da clip metal che ovviamente sembra mostrare tutte le peggiori nefandezze ma che in realtà occulta, grazie ai tagli iperveloci, la possibilità di verificare sullo schermo la durata del dolore stesso.
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di Andrea Fambrosi L'Eco di Bergamo
Dice il proverbio che «non c'è due senza tre» ed infatti puntuale è arrivata la terza puntata delle sadiche avventure dell'assassino psicopatico Jigsaw. Ma questo sarebbe il meno, una trilogia ormai non la si nega a nessuno, il problema è che quasi sicuramente ne arriverà un quarto episodio. Staremo a vedere. Certo è che bisogna proprio essere patiti del genere per sorbirsi questa terza puntata della saga di Saw. Nella quale scopriamo il malefico protagonista ormai ammalato seriamente: ha un tumore che gli preme sulla calotta cranica causandogli atroci sofferenze.
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di Adriano De Carlo Il Giornale
In un capolavoro velenoso di Billy Wilder: L'asso nella manica (titolo originale The Big Carnival - 1951), un giornalista interpretato da Kirk Douglas conduceva lo spettatore in un mondo privo di ogni scrupolo morale, mostrava cioè una realtà inaccettabile. Ma era un atto d'accusa legittimo.
In seguito, il thriller vero e proprio iniziò a seminare il panico tra gli spettatori; qualcuno ricorda gli infermieri nell'atrio dei locali dove si proiettavano film teoricamente dannosi per i più emotivi.
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di Marco Bertoldi Il Giornale di Brescia
L'Enigmista, il sadico assassino che costringe le sue vittime ad automutilarsi per poi ucciderle egualmente, torna a colpire per quanti amano (pochi, spero...) l'horror efferato e crudele. Non importa che, come in Saw III, sempre diretto da Darren Lynn Bousman (già regista di Saw 2), egli sia lì lì per morire, minato da un cancro all'ultimo stadio: con l'aiuto della sua assistente Amanda, conosciuta nel primo sequel, continua a intrappolare malcapitati, compresa la poliziotta che gli aveva dato la caccia in passato e che fa un'atrocissima fine.
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