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di Alessandra Levantesi La Stampa
Prima di vincere il gran premio al festival di Sitges, Requiem si era già assicurato alla Berlinale l'Orso d'argento per la straordinaria interpretazione dell'esordiente Sandra Hoeller. La ventottenne attrice, che in scena a Basilea e altrove si è distinta come interprete di Shakespeare e Goethe, è un autentico talento alla quale potrebbero schiudersi prospettive di cinema internazionale. Ispirato a un fatto vero, il film si direbbe una variante seria di L'esorcista, pur essendo in realtà un dramma dell'anima dalle luci nordiche.
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C'è il demonio al lavoro, in Requiem (Germania, 2006, 89'). La sua presenza ne attraversa il racconto, così come attraversa il corpo e la mente di Michaela Klinger (Sandra Huller). Ispirato alla storia di una "indemoniata" di 30 e più anni fa, e scritto con molta intelligenza da Bernd Lange, il film di Hans-Christian Schmid non cede alla tentazione dell'orrore, e neppure indugia in considerazioni d'ordine teologico, né per sostenerne la prospettiva, né per confutarla. Al contrario, sceneggiatura e regia sono interessate alla vicenda singolare e concreta — terribilmente concreta— di Michaela.
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Li chiamano diavoli, e invece sono solo le fantasie ossessive della mente di un'adolescente infelice. Requiem, di Hans-Christian Schmid, non è un film dell'orrore: è semplicemente la descrizione di un orrore che ci sta vicino, che può colpire qualsiasi famiglia. Perché la tragedia di Micaela è quella di avere una madre incapace di mettersi in relazione con lei, di accettare i suoi (gravi) problemi. Paura, grettezza, rifiuto dei possibili aiuti della psichiatria. E infine, ma solo alla fine, il peso di una religione vissuta come una cappa di piombo.
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di Massimo Benvegnù Il Riformista
Ripercorriamo la sequenza degli eventi: nel 1973 l'Esorcista di William Friedkin diventa uno dei maggiori successi cinematografici di tutti i tempi. È del 1976 - è forse un caso, solo qualche anno dopo? - l'ultimo episodio documentato di esorcismo, in Germania, a cui si è ispirato un recente film, The Exorcism of Emily Rose, che spostava però l'azione negli States. Adesso i tedeschi rispondono con Requiem, quinto lungometraggio del quarantenne Hans-Christian Schmid, che prende spunto anch'esso da quei fatti realmente accaduti in Baviera trent'anni fa.
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di Boris Sollazzo Liberazione
William Friedkin affrontò l'argomento, con un irriverente gusto horror, ne L'esorcista. Scott Derrickson, solo l'anno scorso, ne ha presentato il lato più drammatico e i suoi effetti drammatici e irreversibili. Hans-Christian Schmid dell'esorcismo presenta nel suo Requiem, in uscita in circa 20 copie dal 24 novembre per Lucky Red, il lato più umano e quindi più insopportabile e pericoloso. «Sono nato in un paese meta di pellegrinaggi, una Fatima tedesca dove si benedicevano anche le macchine - racconta il regista - potete immaginare, quindi, l'importanza che lì ricoprisse la religione, anche se in famiglia io non ne ho subito forti influenze.
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di Alberto Crespi L'Unità
In un week-end con numerose uscite interessanti, c'è spazio anche per un film premiato al Filmfest di Berlino: Requiem, diretto da Hans-Christian Schmid, ha vinto in Germania l'Orso per la migliore attrice. Meritatissimo: l'esordiente Sandra Huller è un autentico fenomeno, e regge sulle proprie spalle un film che incrocia Lars Von Trier e Robert Bresson. Schmid gira un po' in stile Dogma, con la macchina a mano che incombe fisicamente sui personaggi; però evita certi effettacci della nuova «scuola» danese per approfondire lo studio psicologico e comportamentale di una «folle di Dio» che ricorda certe creature - dalla bimba Mouchette all'asinello Balthazar, certo! - del sommo francese.
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
E' la stessa storia di ipocrisia, paura, ignoranza narrata da The exorcism of Emily Rose, la storia più o meno vera di una ragazza tedesca di 21 anni epilettica, devota a santa Caterina, piena di complessi, che dopo aver provato un assaggio di libertà all' università di Tubinga, dove si farà un' amica e un flirt, morirà nel ' 76 per un micidiale cocktail psicosomatico di terrore, digiuni ed esorcismi. Il film americano era una variazione sui temi del paranormale, questo di Hans-Christian Schmid fa molta più paura perché parte dall' osservazione patologica e reale d' una famiglia nella cattolica Germania del Sud, con madre devota e ossessiva, causa di tragedie.
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di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Una giovane cattolica in un paesino della Germania del Sud si convince di essere posseduta e poiché è molto devota rifiuta le cure mediche, lascia fare ai genitori ignoranti e bigotti, si affida a un giovane prete fanatico. Quindi muore per sfinimento dopo una lunga serie di esorcismi. Premiato a Berlino per la grande interpretazione di Sandra Hüller, Requiem è la classica profezia che si autoavvera. Dietro ha una storia accaduta nei primi anni 70, reinventata però con la libertà del miglior cinema.
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di Giorgio Carbone Libero
Storia vera. Avvenuta in Germania nel 1976. Anneliese Michel, studentessa ventunenne, morì dopo un esorcismo. Il prete che provò a scacciare i demoni da lei e i familiari che avevano acconsentito alla pratica eterodossa vennero portati in giudizio.
Storia già raccontata dal cinema. Un film americano di un paio d'anni fa The exorcisme of Emily Rose rievocò la vicenda, ma solo per ricavare situazioni horror. L'eroe (sia pure perdente) era il prete. I diavoli c'erano, eccome, nel corpo della povera ragazza.
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Film TV
Anni '70. In una piccola cittadina della Germania del Sud la 21enne Micaela cresce in una famiglia profondamente religiosa. Il padre è gentile e premuroso, la madre fredda e distante. Micaela ha un problema, i medici sentenziano: epilessia. Ma lei sente, nel suo corpo, voci sinistre, e la sua spiritualità ben presto si scontra con i demoni da cui è convinta di essere posseduta. Le cose paiono cambiare quando la ragazza si trasferisce a Tubinga, per frequentare l'università. Per strada si sente l'odore e si scorgono i colori del post-sessantotto, vengono consumati i primi baci, le prime canne, le ineluttabili trasgressioni.
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