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Panorama
«Una ragazzina bianca che gioca a fare il samurai» sibila sprezzante O-Ren Ishi rivolgendosi alla Sposa-Uma Thurman. Lei è una bambola giapponese in kimono che ha appena tagliato la testa al boss Tanaka, reo di contestare la sua leadership. L'altra le ha già fatto fuori una dozzina di guardie del corpo e si appresta a eliminare quelli che restano della banda, gli 88 Crazy. Dice O-Ren Ishi: «Non mi dire che credevi che sarebbe stato facile». Ribatte la Sposa: «Sai una cosa, per un momento l'ho pensato».
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Presentato a Roma «Kill Bill», che uscirà il 24: in una sola scena 88 morti ammazzati.
Anteprima romana per pochi di Kill Bill volume 1, il tanto atteso «quarto film» di Quentin Tarantino, con il quale il regista di Pulp Fiction torna dopo sei anni. Prevista l’uscita in Usa il 10 ottobre, in Italia il 24; l’attuale segmento dura 110 minuti, l’altro uscirà il 20 febbraio. La vicenda è ormai nota: una giovane donna chiamata The Bride (la Sposa, ovvero la straordinaria e indomita Uma Thurman) è stata lasciata come morta al centro di nove cadaveri sul pavimento di una chiesetta di El Paso.
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La Repubblica
Una tuta da motociclista, gialla con due bande nere, ricompare sul grande schermo. Nel 1978 la indossava Bruce Lee, era L'ultimo combattimento di Chen. Oggi, avvolge il corpo nervoso di Uma Thurman. Che combatte come Bruce Lee. Perché Kill Bill, il nuovo, attesissimo film di Quentin Tarantino, al cinema dal 24 ottobre (distribuito da Buena Vista), è un tributo all'universo dei kung fu movie. Ma non solo. In Kill Bill c'è tutta la passione del regista per il cinema di serie B e C degli anni Sessanta e Settanta.
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Film TV
Contemporaneamente a Tarantino in salsa yakuza, uscirà il nuovo film di Ermanno Olmi, Cantando dietro i paraventi paradossalmente, i due film hanno più di un punto in comune, anche se non si somigliano per niente. Hanno entrambi ragazze guerriere che si dilettano, più o meno sanguinosamente, di spada e di assalto all’arma bianca; hanno la vendetta come motore delle scelte delle protagoniste e dell’azione narrativa; sono ambientati in Oriente e soprattutto ispirati da tempi, immagini, stili di pensiero orientali.
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Duellanti
La Sposa vestita di sangue giace ai piedi dell'altare, morente col bambino che porta in grembo e una pistola puntata in fronte, destinata a fare fuoco. L'iconografia della vendetta è subito scolpita in profondità da Quentin Tarantino nell'immaginario dello spettatore: il prologo di Kill Bill crea il mito e la sua nemesi, morte e rinascita dell'eroina, che ha il volto congestionato dalla rabbia di Uma Thurman, ma non ha nome, se non quello del ruolo in cui è fissata all'inizio - The Bride, la Sposa - o quello - BIack Mamba - codificato per lei dal suo ex capo.
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Sette
Senza pietà e con molto dolore, Black Mamba (la pallida Uma Thurrnan, regina di cuori e di spade) si sveglia bruscamente (un bruto incauto sta stuprando il suo corpo inerte) dal sonno profondo del coma. In un altro tempo, in un’altra vita, la donna è stata la migliore di un gruppo di iene assassine. Ora ha davanti a sé solo la vendetta: tutti coloro che sconvolsero, per oscuri motivi, il giorno lieto del suo matrimonio dovranno morire... Invaso da un elettrico furore, Quentin Tarantino torna al cinema dopo una lunga pausa rigeneratrice.
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di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
"Vendette spietate di Uma Thurman contro i boss. Stavolta punto allo spettacolo puro". In arrivo nelle sale americane "Kill Bill - Vol. 1", prima parte della nuova opera del regista di culto.
"I miei film preferiti? Gianni e Pinotto contro l'uomo invisibile, contro i gangster, contro il dottor Jekyll", dice serissimo Quentin Tarantino, alla vigilia dell'uscita di Kill Bill - Vol. 1. è la prima parte (novanta minuti) di migliaia di metri di pellicola girata. Costo globale 55 milioni di dollari, il secondo episodio arriverà successivamente nelle sale.
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Ciak
E se fosse tutto un sogno? Se tutto quello che vediamo sullo schermo fosse solo il parto di una mente sospesa tra la vita e la morte? Forse Uma Thurman non si è mai svegliata dal suo lungo sonno in quella scena che sembra una parodia dell'ultimo film di Almodóvar.
Imparando a maneggiare alla perfezione la pesante spada dei samurai, la sanguinaria signora in giallo di Tarantino, nella tuta che fu di Bruce Lee, trasforma l'arma in un fallo destinato a penetrare e deflorare le sue vittime: il sangue che scorre lungo le gambe di O-Ren Ishi macchiando il suo kimono candido come la neve che imbianca il duello finale del film è quello di una vergine che ha perso la sua virtù.
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Film TV
AItro che marcia nuziale. All’assassina Uma Thurman, nome in codice Black Mamba, hanno fatto una sviolinata calibro 45, come si usa spesso in Texas. Ed era pure incinta, la poveretta. Due gli errori commessi dai colleghi traditori: 1) non l’hanno fatta fuori veramente; 2) l’hanno risparmiata anche in ospedale, sperando nel coma irreversibile. Dopo quattro anni “La Sposa” si risveglia. E si vendica. La materia narrativa del quarto film (e un quarto) di Quentin Tarantino è volutamente primordiale: causa-effetto, tradimento-vendetta.
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Film TV
Secondo Quentin Tarantino, profeta tardivo, disordinato, vorace e infiammato dei b-movies, dei “generi”, delle “soup” postmoderne, dell’azione come bioritmo del pensiero filmico, il cinema - non è un ossimoro - è un’arte. Marziale. Non è fondamentale che due - tra gli ultimi - innovatori del racconto in forma di immagini, Coppola e Lucas, abbiano finanziato, all’inizio degli Anni ‘80, uno dei capolavori di Akira Kurosawa, Kagemusha. Omaggio a un maestro, a una cultura della messa in scena, a una frontiera, simbolica più che geografica, del fare cinema.
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