La Stampa
La Città di Dio è un quartiere di edifici per abitazione costruito negli Anni Sessanta a Rio de Janeiro e divenuto già negli Anni Ottanta uno dei luoghi più corrotti e rischiosi della città e del Brasile, dominato dai «malandros», criminali adulti ma soprattutto ragazzini o bambini: furto, spaccio di cocaina, morte nelle guerre tra bande. In questo quartiere ha vissuto Paulo Lins, autore nel 1997 d'un libro molto bello (editore Einaudi) su quella realtà delinquenziale; Fernando Meirelles ne ha tratto il suo primo film, vicenda corale narrata in un andirivieni di fatti e personaggi diversi, interpretata da autentici ragazzi della Città di Dio, realizzata in uno stile straordinariamente forte e affascinante.
»
|
|
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Arriva il discusso film brasiliano che era stato candidato all'Oscar. Il regista Fernando Meirelles presenta lo spietato "City of God".
"City of God" era il candidato preferenziale - con il messicano "Il crimine del padre amaro" - come miglior film straniero agli Oscar. Tutti erano pronti a scommettere sulla vittoria del film brasiliano (sui nostri schermi dal 30 aprile) che è diretto da Fernando Meirelles, interpretato da attori presi dalla strada (che hanno seguito un corso laboratorio) e tratto dal bel libro di Paulo Lins (Einaudi) sulla violenza, rabbia, perdizione, sradicamento dei giovani nelle favelas di Rio.
»
|
|
|
|
Film TV
Amatissimo da certa critica (vedi quella d'oltremanica), sbertucciato da altri (la maggior parte dei quali nostrani), il film di Meirelles, presentato a Cannes 2002 e a Rotterdam 2003, non merita nessuno di tali estremismi. Per raccontare un decennio di violenza, sommovimenti socio-culturali,e droghe, nella Ciudade de Deus ai piedi di Rio, il regista succhia il romanzo fiume di partenza (dì Paulo Lins) attraverso lo sguardo di un ragazzo che, mai "da esterno", anzi sempre inzuppato fino al collo nel caos dell'ambiente, trascorre gli anni maturando.
»
|
|
La Repubblica
Lo sapevamo che la vita delle favelas è l'inferno in terra. Ma Fernando Meirelles ce lo vuole dire lo stesso adattando al cinema (con personalità di stile) le centinaia di pagine corali di un romanzo che è l'epopea di una di queste bidonville di Rio, lacittà di Dio, seguendo dall'infanzia alla giovinezza il percorso di dannazione di un gruppo di baby delinquenti.
La fama di questo film ha fatto il giro del mondo come vanto della coraggiosa esistenza di un giovane cinema brasiliano. Ma un'inchiesta o un documentario sarebbero stati più efficaci di questa kermesse di violenza e corruzione che la fiction finisce per glorificare.
»
|
|
|
|
|