La Stampa
Peccato che l’altra notte al Palazzo del Cinema non ci fosse Francesco Alberoni, perché occorrerebbe davvero il soccorso della sua scienza per interpretare il comportamento del pubblico nei riguardi del film Bambola di Bigas Luna. Dopo aver fatto a cazzotti per entrare, e aver riempito la sala fino all’inverosimile, la gente ha cominciato a schiamazzare e fischiare già all’ingresso dell’attesissima Valeria Marini. E fin dalla prima inquadratura, che indugia a lungo su un sentiero con in fondo un ponticello sul quale spunterà poi la bicicletta della protagonista, è partita una scarica di applausi irridenti, ignari del fatto che lo spazio vuoto è destinato a venir riempito dai titoli.
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Peccato che l'altra notte al Palazzo del Cinema non ci fosse Francesco Alberoni, perché occorrerebbe davvero il soccorso della sua scienza per interpretare il comportamento del pubblico nei riguardi del film "Bambola" di Bigas Luna. Dopo aver fatto a cazzotti per entrare, e aver riempito la sala fino all'inverosimile, la gente ha cominciato a schiamazzare e fischiare già all'ingresso dell'attesissima Valeria Marini. E fin dalla prima inquadratura, che indugia a lungo su un sentiero con in fondo un ponticello sul quale spunterà poi la bicicletta della protagonista, è partita una scarica di applausi irridenti, ignari del fatto che lo spazio vuoto è destinato a venir riempito dai titoli.
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