|
Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi), combattivo giudice di sinistra, si trova ad indagare sulla misteriosa morte di una giovane ragazza, che si rivela poi essere una prostituta d’alto bordo. Gli indizi conducono a sospettare con chiarezza la responsabilità del potentissimo ed influentissimo imprenditore Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman). Le prove paiono essere schiaccianti, emergono episodi di falsa testimonianza, corruzioni in donne e denaro, ma il colpo di scena con amaro finale è in agguato… Graffiante, ironico e tagliente come le migliori commedie all’italiana sanno essere, In Nome del Popolo Italiano mette in luce usanze e pratiche deplorevoli dei piani alti della società assai dure a morire ancor oggi (basti vedere i recenti scandali imprenditorial-governativi), con annessa una visione amara e pessimista della società italiana del tempo tranquillamente estendibile anche alla dimensione odierna. I ricchi, i potenti, gli uomini di successo sono dei farabutti assurti alla loro posizione in maniera fraudolenta, ma da loro non si discostano poi più di tanto i poveri e gli onesti, la cui distanza da pratiche delinquenziali di arricchimento deriva non tanto da moralità quanto da incapacità ed impossibilità di metterle in pratica. In Santenocito si esplica tutta la miseria italiana (che se ne possa riscontrare un esempio analogo, per quanto assai più elevato, nella realtà attuale?), come il magistrale finale del film illustra mettendo in scena con il suo volto la folla irrazionalmente in festa dopo una vittoria della nazionale calcistica. Eccezionali i caratteristi messi in gioco: Ugo Tognazzi regala una grande e lucida interpretazione, mentre Gassman si conferma, una volta di più, uno dei più straordinari attori italiani. La sceneggiatura è semplice ma avvincente e ben congegnata, anche se la natura commediografata spinge Risi ad insistere un po’ troppo sull’aspetto macchiettistico delle comparse. Azzeccata la colonna sonora.
[+] lascia un commento a g. romagna »
[ - ] lascia un commento a g. romagna »
|