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Dopo ben 18 anni (era il 1986) Avati riprende uno dei suoi migliori film e fa il punto della situazione: il protagonista Franco (Abatantuono magnifico) vuole rifarsi dalla sconfitta subita tanto tempo prima, e cerca di ricostituire il tavolo di allora, stando attento ai pericoli che si celano dietro alle false amicizie.
Tra una mano e l'altra, in un crescendo di tensione e segreti svelati, Franco avrà la sua rivincita, ma...
Film amaro, triste, ma allo stesso tempo capace di suscitare emozioni positive: Abatantuono alla fine se ne va ricco, ma solo, ma è l'unico che si è liberato dei fantasmi del suo passato, mentre per tutti gli altri c'è solo un grigio futuro.
La citazione iniziale di Cioran è semplicemente poetica, e tutto il film è denso di un'aria familiare che, bene o male, è quello che possiamo vedere ogni giorno nel nostro paese.
Un ultima nota a Carlo Delle Piane, straordinario come sempre, ancora di più con Avati.
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