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Rasoio, occhiali da sole e parrucca bionda. Uccide vestito da donna, lascia messaggi nella segreteria dello psicologo (Michael Caine) che l'ha in cura e ha come bersaglio numero uno una prostituta impicciona (Nancy Allen) che vuole vederci chiaro e il figlio (Keith Gordon) della prima vittima (Angie Dickinson), anche lui aspirante detective. L'assassino potrebbe essere benissimo Bobbi, un transessuale psicopatico, ma poi si scopre che non è così. Queste le caratteristiche di ''Vestito per uccidere'', un thriller che sarebbe troppo pretenzioso da giudicare come "un omaggio a Hitchcock e a ''Psycho''", perché è molto, molto di più. Condotto a ritmo frenetico da un De Palma in forma, il film non perde né colpi né la sua credibilità anche quando penetra nell'animo del male personificato. Gli attori sono bravi e la musica di Pino Donaggio è perfetta in questo meccanismo complesso, non complicato, che costituisce il miglior thriller erotico degli anni '80. A chi dice che "Non aprite quella porta" fa paura, consigliategli di vedere questo. E vedrete che cambierà subito idea. Perché la suspense, come De Palma, negli anni '80 non la sapeva fare nessuno. Alla faccia di tutti i Razzie Awards che vinsero i suoi film. E alla faccia del signor Kezich (perdoni la mia maleducazione, ma quando è troppo è troppo) che continua a stroncare e stroncare tutti i film che gli capitano fra le mani. Però manda anche le lettere a Ciak perché rimane fregato dai mascherini sbagliati dei DVD.
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