La caduta della casa Usher – 1928 – jean epstein
L’ultimo capolavoro dell’impressionismo francese , che lasciò una dura eredità al nascente cinema sonoro. Un adattamento cinematografico della famosa opera di E.A. Poe , in cui confluiscono diversi spunti di altre opere dello scrittore (Ligeia, il ritratto ovale).E’ l’allucinata storia di un’ossessione per la vita che si trasforma in privazione e congelamento della stessa, creando una sospensione tra vita e morte in un’atmosfera tra sogno e incubo. Frederick Usher, proprietario di una fatiscente casa nella campagna americana, convoca il suo unico amico perche preoccupato per la sorte della moglie, malata prigioniera della lugubre atmosfera della dimora.
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La caduta della casa Usher – 1928 – jean epstein
L’ultimo capolavoro dell’impressionismo francese , che lasciò una dura eredità al nascente cinema sonoro. Un adattamento cinematografico della famosa opera di E.A. Poe , in cui confluiscono diversi spunti di altre opere dello scrittore (Ligeia, il ritratto ovale).E’ l’allucinata storia di un’ossessione per la vita che si trasforma in privazione e congelamento della stessa, creando una sospensione tra vita e morte in un’atmosfera tra sogno e incubo. Frederick Usher, proprietario di una fatiscente casa nella campagna americana, convoca il suo unico amico perche preoccupato per la sorte della moglie, malata prigioniera della lugubre atmosfera della dimora.
Giunto nella casa, impregnata di una sovrannaturale e negativa energia, trova il suo vecchio amico intento a dipingere con furia e rabbia il ritratto della moglie come per esorcizzarne la malattia e il disgregamento. Tuttavia man mano che il dipinto acquista bellezza e vita la giovane moglie perde il soffio vitale fino a morire.Ma Usher è convinto che la sua sia morte apparente fino al momento in cui lei torna dalla cripta e la casa colta da un fulmine crolla al suolo.
Epstein crea un capolavoro di immagini dove ogni cosa vive di una realtà nuova ,inquietante,evocatrice, dove gli oggetti si muovono senza che nessuno li tocchi, gli alberi sembrano figure spettrali e i volti dei protagonisti maschere dell’imponderabile. Nessuna delle inquadrature realizzate è fatta in funzione della storia,ma tutte in funzione della capacità di esprimere l’inquietudine della dimora e dei personaggi che la abitano. Epstein inventa ogni possibile espediente visivo per creare questa atmosfera: inquadrature decentrate e fuori asse che tengono fuori campo parte delle figure umane e le fondono con l’ambiente;primissimi piani avvalorati dalla luce che mettono a nudo la lucida follia del protagonista;sovraimpressioni continue e l’uso quasi costante del ralenty,che getta i personaggi in una dimensione sospesa nel tempo, tra la vita e la morte. Memorabile la scena della morte di Madeline che si consuma come le candele che illuminano il quadro che Usher sta dipingendo e la lunga agonia del trasporto della bara con le candele di nuovo accese che accompagnano in sovraimpressione tutto il viaggio e la coda del vestito da sposa che uscendo dalla bara lascia dietro di se ancora uno strascico di vita. In questa dimensione raggiunta dell’animo umano, dove tutto vacilla e perde i suoi connotati(il pendolo che oscilla, le corde della chitarra che saltano) Madeline /Ligeia riappare nel suo bianco vestito da sposa mentre la casa, vero demiurgo della storia, crolla con i tre protagonisti che si allontanano per la campagna
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