Premi Oscar 2012 - News

Guida alla 84esima edizione degli Academy Awards - Los Angeles, 26 febbraio 2012. Tutte le recensioni dei film in nomination. Commenti del pubblico, locandine, foto, trailer e anticipazioni.

Premi Oscar 2012 - News
Programmazione dei cinema nella tua città 

Premi che recuperano la memoria e arretrano la rappresentazione del presente.

The Artist e Hugo, Oscar che fanno tendenza

lunedì 27 febbraio 2012 - Giancarlo Zappoli

The Artist e Hugo, Oscar che fanno tendenza La notte degli Oscar si è conclusa con una premiazione che, come sempre accade con gli Academy Awards, non è tanto importante per il fatto che una statuetta sia andata o meno a questo o a quel film ma piuttosto per un altro (e complessivamente più significativo) motivo. Ogni anno Hollywood, con questa serata, ci comunica una tendenza o, perlomeno, un'attenzione specifica. Ci dice cioè l'orizzonte verso cui le major stanno puntando lo sguardo.

Non preoccupatevi. Non vedremo nel prossimo futuro solo film muti in bianco e nero o rievocazioni dei bei tempi andati in cui immergerci grazie alla 'magia' del 3D. Il segnale è un altro. Le statuette andate a The Artist e quelle, più tecniche ma comunque indicative, consegnate a Hugo Cabret segnalano una doppia attenzione. Da un lato comunicano il bisogno di recuperare la memoria del cinema in un mondo che, a tutti i livelli, sembra affidare la propria sopravvivenza alla cancellazione del passato. Se il giorno che è terminato da poche ore è già collocato nell'inizio di un processo di oblio figuriamoci cosa può accadere con i 'vecchi' film. Quando, al sorgere del nuovo millennio, si stilarono le classifiche dei film più amati si scoprì che gli intervistati non facevano lo sforzo di andare indietro nel tempo se non per pochissimi decenni. Un po' per amnesia e molto per mancata conoscenza dei film del passato. Tutti sanno qual è il tema di Casablanca ma quanti hanno visto l'intero film e non solo la scena finale all'aeroporto o quella in cui si canta "As Time Goes By"? Molti di meno. Ecco allora che Hollywood si e ci ricorda che i 'classici' costituiscono tuttora la base su cui chi sa fare cinema si appoggia e che il bianco e nero (così detestato dalla tv che colorizza biecamente anche Stanlio e Ollio) può offrirci ancora il piacere della visione.

L'altro segnale che arriva da Los Angeles è una specie di arretramento nei confronti della rappresentazione del presente. Se i premi alle attrici vanno a Meryl Streep per The Iron Lady e a Octavia Spencer (migliore non protagonista) per The Help appare chiaro che il richiamo all'oggi è decisamente mediato da una collocazione storica retrò. Lo stesso premio per la miglior sceneggiatura originale a Woody Allen per Midnight in Paris ne è un'ulteriore prova che peraltro era già possibile verificare nelle nomination. Le problematiche del presente, anche se declinate nel quotidiano, restano allora affidate al cinema 'lontano', distante da Hollywood. L'Oscar all'iraniano Una separazione è lì a testimoniarlo.

   


A Hugo Cabret cinque premi tecnici, per Dante Ferretti la terza statuetta.

The Artist trionfa agli Oscar

lunedì 27 febbraio 2012 - Robert Bernocchi

The Artist trionfa agli Oscar Potrebbe essere ricordata come la cerimonia più noiosa della storia (almeno recente) degli Oscar. Magari non è avvenuto nulla di imbarazzante, nessun numero che rivedremo tra vent'anni su YouTube al livello di Rob Lowe che duetta con Biancaneve, come avvenuto negli anni Ottanta. Ma certo che, per varie ragioni, era difficile trattenere gli sbadigli e non solo per l'ora tarda. Una serata che qualcuno aveva cercato di rovinare in anticipo riportando delle dichiarazioni di Mark Wahlberg, che ha sostenuto di avere un amico alla società che si occupa dello scrutinio dei voti e quindi di conoscere in anticipo i risultati. Poi, in realtà, non tutte le sue previsioni (peraltro, poco 'coraggiose') si sono avverate, quindi scandalo rientrato. Scopo della serata, come ha detto il produttore della cerimonia Brian Grazer, era celebrare la visione dei film nelle sale, in un'epoca di Video on Demand. A parte una scenografia che ricorda l'entrata di un cinema, il messaggio non è stato chiarissimo, anche per la generale mancanza di idee.

In effetti, si può celebrare l'ottimo numero del Cirque du Soleil, che non è nuovo agli spettacoli durante gli Oscar. Ma se il momento meno attinente al mondo del cinema è quello che funziona meglio, forse c'è qualche problema nell'organizzazione della serata. Così come c'è (anche se qui non si può dare la colpa a nessuno) una difficoltà se la maggiore sorpresa è l'Oscar per il miglior montaggio, andato a Millennium - Uomini che odiano le donne.

Un po' stanco è sembrato Billy – maschera di cera - Crystal, che dopo il solito montaggio in cui compare nei film candidati all'Oscar (non originalissimo e più celebrativo del solito della 'magia' del cinema), ha svolto un numero da musical che sembrava attirare più consensi per rispetto che per sincera ammirazione. Non si può negare che qualche battuta abbia funzionato, ma forse la platea apprezzava soprattutto la tranquilla tradizione offerta dall'attore-presentatore, rispetto alla fallimentare novità giovanile rappresentata da James Franco e Anne Hathaway dell'anno scorso. Se c'è una cosa che non ha funzionato, sono stati i montaggi celebrativi (a parte l'ultimo, dedicato ai candidati per il miglior film), con scelte che con gli Oscar avevano poco a che fare, come immagini da Twilight (ennesimo tentativo di conquistare il target dei giovanissimi? Possibile, ma piuttosto triste). Decisamente meglio una parodia di focus group, con al centro Il mago di Oz, che però era tirata un po' troppo per le lunghe.

Se di vincitori ce ne sono diversi, è difficile trovare uno sconfitto vero e proprio. Non si può considerare tale Hugo Cabret, considerando i cinque Oscar tecnici vinti (tra cui quello 'italiano', per le migliori scenografie, andato al lavoro di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo). E Paradiso amaro almeno ha portato a casa la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale, mentre Midnight in Paris ha fatto lo stesso per quanto riguarda gli script originali.

Ma ovviamente il trionfatore della serata è stato The Artist, come pronosticato da tempo. Forse, per un titolo così celebrato per l'originalità e il coraggio di puntare sul muto e il bianco e nero, quando sono arrivati sul palco i protagonisti l'effetto non è stato entusiasmante. Neanche Jean Dujardin, di solito bravissimo a divertirci in maniera originale in questa stagione dei premi, è andato oltre a qualche battuta stentata.

A questo proposito, non c'è dubbio che, come tante cerimonie di questo tipo, il nome che compare più spesso è quello di Harvey Weinstein. Non solo i suoi film hanno vinto dove era previsto (The Artist), ma quando riesce a trionfare anche un documentario come Undefeated, battendo un'opera che ha tirato fuori di galera persone che ci erano rimaste senza prove per 17 anni, vuol dire che non c'è scampo per gli altri. Lo stesso si può dire del successo di Meryl Streep, che ormai veniva data per sfavorita rispetto a Viola Davis. Ma avevamo dimenticato l'effetto Harvey...

Insomma, cosa ricordare? Poco, ma sicuramente il discorso di Christopher Plummer, che non si prende molto sul serio e che propone un premio Nobel per la pace da destinare a sua moglie. Un altro momento di (parziale emozione) è stato quello di Una separazione, una vittoria non solo meritata per il candidato migliore (e tra i film stranieri all'Oscar, non è certo scontato), ma che ha anche ovvie connotazioni politiche. Emozioni che incredibilmente non sono arrivate dal segmento commemorativo dei tanti artisti scomparsi quest'anno e che di solito fornisce ben altri brividi.

Insomma, se l'Academy negli ultimi anni ha dimostrato di avere dei problemi, questa cerimonia è stata forse il momento peggiore e più preoccupante. In attesa dei dati di ascolto, che probabilmente non saranno entusiasmanti, visto che le pellicole favorite non hanno ottenuto incassi da blockbuster. Pronostico per l'anno prossimo? Una seria rifondazione in vista...

   


I favoriti per miglior film, regia e sceneggiature. Parte seconda.

Oscar Time: I pronostici per gli Oscar

mercoledì 22 febbraio 2012 - Robert Bernocchi

Oscar Time: I pronostici per gli Oscar Ieri abbiamo espresso i pronostici su diverse categorie agli Oscar, oggi completiamo il quadro con alcune delle sezioni più importanti, tra cui film e regia, dove sembra proprio che non ci siano molti dubbi. Qualche incertezza in più sulle sceneggiature, ma anche qui ci sono dei favoriti chiari.

Miglior film
The Artist
Paradiso amaro
Molto forte, incredibilmente vicino
The Help
Hugo Cabret
Midnight in Paris
L'arte di vincere
The Tree of Life
War Horse

Ormai, sembra che ci sia un'autostrada per The Artist, che ha vinto quasi tutto quello che poteva (Golden Globe, Pga, Bafta e tanti premi della critica). Difficile anche capire chi dovrebbe essere l'avversario principale. Gli scommettitori danno Paradiso amaro sopra a Hugo Cabret, ma sono entrambi molto lontani. Insomma, a meno di enormi sorprese, it's over.

Vincerà: The Artist
Potrebbe vincere: Paradiso amaro
Meriterebbe di vincere: L'arte di vincere

Miglior regista
Michel Hazanavicius - The Artist
Alexander PayneParadiso amaro
Martin ScorseseHugo Cabret
Woody Allen - Midnight in Paris
Terrence Malick - The Tree of Life

Anche qui, dopo la vittoria ai Directors Guild Award, non ci dovrebbero essere dubbi su chi trionferà durante la cerimonia. Un filo di incertezza in più perché un premio a Martin Scorsese non sarebbe certo una follia, ma inutile sperarci troppo.

Vincerà: Michel Hazanavicius
Potrebbe vincere: Martin Scorsese
Meriterebbe di vincere: Terrence Malick

Miglior sceneggiatura originale
Michel HazanaviciusThe Artist
Annie Mumolo & Kristen WiigLe amiche della sposa
J.C. ChandorMargin Call
Woody AllenMidnight in Paris
Asghar FarhadiUna separazione

La vittoria di The Artist ai Bafta ha messo qualche lieve dubbio, ma Midnight in Paris di Woody Allen rimane il cavallo più sicuro su cui puntare.

Vincerà: Midnight in Paris
Potrebbe vincere: The Artist
Meriterebbe di vincere: Una separazione

Miglior sceneggiatura non originale
Alexander Payne, Nat Faxon, Jim RashParadiso amaro
John LoganHugo Cabret
George Clooney, Grant Heslov, Beau WillimonLe Idi di marzo
Steven Zaillian, Aaron Sorkin, Stan ChervinL'arte di vincere
Bridget O'Connor, Peter StraughanLa talpa

Potrebbe essere l'unico premio della serata per Paradiso amaro e visto l'amore del pubblico e della critica per questo titolo, difficile pensare che rimanga a mani vuote.

Vincerà: Paradiso amaro
Potrebbe vincere: L'arte di vincere
Meriterebbe di vincere: L'arte di vincere

Miglior film d'animazione
A Cat in Paris di Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli
Chico & Rita di Fernando Trueba e Javier Mariscal
Kung Fu Panda 2 di Jennifer Yuh Nelson
Il gatto con gli stivali di Chris Miller
Rango di Gore Verbinski

Per la prima volta, il cavallo della Pixar non parteciperà alla corsa, ma il quasi sicuro vincitore è decisamente la pellicola animata più originale dell'anno, almeno tra quelle delle major.

Vincerà: Rango
Potrebbe vincere: Chico & Rita
Meriterebbe di vincere: Rango

Migliori musiche
John Williams - Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno
Ludovic BourceThe Artist
Howard ShoreHugo Cabret
Alberto IglesiasLa talpa
John WilliamsWar Horse

È probabile che anche questa categoria finirà per vedere il trionfo di The Artist. D'altronde, John Williams si fa concorrenza a vicenda con due candidature (e quella principale, War Horse, non è certo tra le sue cose migliori).

Vincerà: The Artist
Potrebbe vincere: Hugo
Meriterebbe di vincere: La talpa

Miglior canzone originale
Man or Muppet, musica e testi di Bret McKensie – I Muppet
Real in Rio, musica di Sergio Mendes e Carlinhos Brown, testi di Siedah Garrett - Rio

Con due sole nomination nella categoria che ha più bisogno di una rifondazione, difficile sbagliare e I Muppet vengono visti come i grandi favoriti.

Vincerà:I Muppet
Potrebbe vincere: Rio
Meriterebbe di vincere: I Muppet

Miglior sonoro
Lon Bender, Victor Ray EnnisDrive
Ren KlyceMillennium – Uomini che odiano le donne
Philip Stockton, Eugene GeartyHugo Cabret
Ethan Van der Ryn, Erik AadahlTransformers 3
Richard Hymns, Gary RydstromWar Horse

I premi di categoria sono andati a Hugo, che per questo sembra il favorito per entrambe le statuette dedicate al sonoro.

Vincerà: Hugo
Potrebbe vincere: War Horse
Meriterebbe di vincere: War Horse

Miglior montaggio effetti sonori
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce, Bo PerssonMillennium – Uomini che odiano le donne
Tom Fleischman, John MidgleyHugo Cabret
Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco, Ed NovickL'arte di vincere
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush, Peter J. DevlinTransformers 3
Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson, Stuart WilsonWar Horse

Vincerà: Hugo
Potrebbe vincere: War Horse
Meriterebbe di vincere: War Horse

Miglior corto live action
Pentecost di Peter McDonald, Eimear O'Kane
Raju di Max Zähle, Stefan Gieren
The Shore di Terry George, Oorlagh George
Time Freak di Andrew Bowler, Gigi Causey
Tuba Atlantic di Hallvar Witzø

Qui, come per quasi tutti i corti (che non abbiamo visto) ci si può affidare ai pareri degli esperti americani, senza poter esprimere pareri personali.

Vincerà: Tuba Atlantic
Potrebbe vincere: The Shore
Meriterebbe di vincere: /

Miglior corto documentario
The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement di Robin Fryday e Gail Dolgin
God Is the Bigger Elvis di Rebecca Cammisa e Julie Anderson
Incident in New Baghdad di James Spione
Saving Face di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy
The Tsunami and the Cherry Blossom di Lucy Walker e Kira Carstensen

Vincerà: The Tsunami and the Cherry Blossom Potrebbe vincere: Saving Face Meriterebbe di vincere: /

Miglior corto d'animazione
Dimanche/Sunday di Patrick Doyon
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore di William Joyce, Brandon Oldenburg
La luna di Enrico Casarosa
A Morning Stroll di Grant Orchard, Sue Goffe
Wild Life di Amanda Forbis, Wendy Tilby

Bella lotta tra due titoli molto amati. Il fatto che la Pixar venga da tante sconfitte in questo settore, fa propendere leggermente l'ago della bilancia per il rivale. Almeno, abbiamo potuto giudicare The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore, visto che è disponibile su YouTube.

Vincerà: The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore
Potrebbe vincere: La luna
Meriterebbe di vincere: The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore

   


Scopriamo i favoriti per la statuetta. Parte prima.

Oscar Time: i pronostici

martedì 21 febbraio 2012 - Robert Bernocchi

Oscar Time: i pronostici Questa domenica verranno assegnati gli Oscar. Dopo aver seguito la corsa fin dall’autunno, è arrivato il momento dei pronostici, che vi proponiamo oggi e domani per quanto riguarda tutte le categorie. Oggi, grande attenzione puntata soprattutto sugli attori… Continua »


Hugo e The Artist si contendono la statuetta. Tra gli attori è sfida tra Clooney e Pitt.

Oscar 2012, tutte le nomination

martedì 24 gennaio 2012 - Robert Bernocchi

Oscar 2012, tutte le nomination In una corsa così attesa come l'Oscar (e che viene preannunciata da molti premi), è difficile che avvengano tante sorprese. Quest'anno, il numero di scelte anomale è rimasto basso, ma ci sono sicuramente delle notizie importanti. Per esempio, il fatto che titoli come The Tree of Life (che è stato nominato anche come miglior regista, Terrence Malick) e Molto forte, incredibilmente vicino siano entrati nei nove film che si giocheranno l'Oscar maggiore. Continua »

   


La rubrica sul premio cinematografico più prestigioso del mondo.

Oscar Time, i favoriti per le candidature

lunedì 23 gennaio 2012 - Robert Bernocchi

Oscar Time, i favoriti per le candidature Il punto sugli Oscar
Domani usciranno le candidature per gli Oscar ed è l'occasione di fare il punto per vedere chi sono i favoriti nelle categorie principali. Peraltro, dopo la recente vittoria ai Producers Guild Award, The Artist sembra ancora di più il titolo da battere. Continua »


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