FOCUS |
Una rilettura non convenzionale della storia del cinema. Di Pino Farinotti.
venerdì 12 agosto 2011 - Pino e Rossella Farinotti
Il cinema e l'arte
Quando nel 1906/7 Picasso compone le sue "Demoiselles de Avignon", di fatto spezza l'arte e porta la pittura sulla strada di un'evoluzione e di ricerca che decreta la fine del figurativo. A oltre un secolo da quello snodo gli artisti hanno dovuto adeguarsi, ricercare e investire, con risultati diversi, con opere più o meno importanti, congrue, oppure semplicemente incomprensibili. Seguirono polemiche a non finire, e continuano. Con un comune denominatore: alla comprensione del grande pubblico occorreva la mediazione di un critico.
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APPROFONDIMENTI |
Folklore e romanzi danno spunto al grande schermo.
martedì 29 giugno 2010 - Rudy Salvagnini
Se oggi i vampiri, nel cinema come nella letteratura, enfatizzano le loro caratteristiche romantiche innestando nell'orrore, generato tipicamente dalla loro figura, un sentimentalismo che spesso assume un carattere preponderante, non è sempre stato così. Nel corso dei decenni, la figura del vampiro ha riempito gli schermi così come, già da prima, aveva riempito le pagine di saggi sul folclore e di romanzi. E così come nella letteratura c'è voluto parecchio tempo per distillare da leggende anche antichissime il "personaggio" del vampiro in modo compiuto e organico - con il Dracula di Bram Stoker, dopo l'antipasto di Il vampiro di John Polidori - anche nel cinema l'avvio è stato piuttosto fuorviante e confuso.
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NEWS |
Il regista tedesco per la 60^ Berlinale.
venerdì 20 novembre 2009 - Chiara Renda
Dopo aver presentato ben due film nel corso dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia (Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans e My Son, My Son, What Have Ye Done), Werner Herzog si prepara a presiedere la giuria della 60^ Berlinale, in programma dall'11 al 21 febbraio 2010.La decisione è stata presa dalla commissione del festival berlinese in ragione dell'importanza e dell'influenza dell'opera dell'autore tedesco, "una delle personalità più significative del nuovo cinema tedesco e fonte d'ispirazione per un'intera generazione di filmaker".
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FOCUS |
Una rilettura non convenzionale della storia del cinema.
venerdì 30 ottobre 2009 - Pino Farinotti
Lo straordinario movimento del cinema tedesco dei decenni '70/'80 presenta altri tre nomi decisivi: Volker Schlöndorff, Alexander Kluge, Werner Herzog. L'attitudine artistica di Schlöndorff (1939) nasce naturalmente dalla cultura tedesca del Novecento, ma la sua bussola giovanile punta altrove. Mentre Wenders e Fassbinder si interessano soprattutto agli americani, Schlöndorff guarda ai francesi. Si iscrive a Parigi all'Idhec, Institut des hautes études cinématographiques. E' una scuola di eccellenza certamente proficua, ma la scuola non basta, è dunque decisivo l'incontro con Tavernier, che introduce il futuro regista negli ambienti della Nouvelle vague.
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