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mercoled 15 agosto 2018

Interviste a Gabriele Muccino

51 anni, 20 Maggio 1967 (Toro), Roma (Italia)
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Intervista a regista e protagonisti di A casa tutti bene, opera corale sulle fragilit e le contraddizioni di una famiglia allargata. Al cinema dal 14 febbraio.

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa A casa tutti bene la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a rimanere sull'isolae a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, congelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine. "Al di l del risultato, perch nessuno poteva immaginare fino in fondo come il film sarebbe apparso una volta finito, gi durante la lavorazione sentivamo che c'era un motivo forte per fare questo film e per farlo con uno spirito fortemente motivato". Gabriele Muccino, regista In attesa dell'uscita al cinema del 14 febbraio, Gabriele Muccino, insieme ad alcuni degli interpreti del film - Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore (qui in veste anche di co-sceneggiatrice), racconta il lavoro sul set, le caratterizzazioni di personaggi dalle mille sfumature, il modo in cui ciascuno di questi personaggi pensato e messo in scena per ricreare la quotidianit, la verosimiglianza, le difficolt affrontate ogni giorno dalla gente comune.

Regista e protagonisti raccontano Chiamami col tuo nome, tra aspettative, soddisfazioni e un complimento pi inatteso di altri. Al cinema.

Luca Guadagnino: il mio film? Non una storia d'amore gay

Luca Guadagnino: il mio film? Non  una storia d'amore gay "Che effetto fanno quattro candidature agli Oscar? Provo grande felicit e orgoglio. Ma sono gi nel mezzo dei lavori per il prossimo film (Rio con Jake Gyllenhaal, Michelle Williams e Benedict Cumberbatch, mentre in post produzione il remake di Suspiria con Chloe Grace Moretz, Dakota Johnson e Tilda Swinton), dunque riesco a mantenere le cose in prospettiva". All'indomani delle nomination per Chiamami col tuo nome - Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Canzone - Luca Guadagnino si schernisce. "Non ci sar un discorso di accettazione, ne sono convinto, siamo gi contenti cos", e ringrazia la squadra che ha reso tutto possibile, in primis Armie Hammer e Timothe Chalamet, accanto a lui in questo incontro con la stampa. Come nato Chiamami col tuo nome?
Guadagnino: In maniera inusuale. Un produttore americano mi ha fatto leggere il romanzo da cui tratto il film che ambientato in Liguria. Io mi trovavo proprio in quella regione quando mi stato chiesto di dare un mio parere. Da l sono entrato a far parte della produzione, abbiamo cercato un regista - fra i nomi possibili c'era Gabriele Muccino - e ho finito per girarlo io con un budget minimale.

Come avvenuto l'incontro con gli attori?
Guadagnino: Timothe aveva 17 anni, ma era gi un veterano dopo Homeland e la parte di Casey Affleck giovane in Interstellar. La nostra prima conversazione stata un'epifania: sapevo di aver incontrato Elio e insieme una voce straordinaria. Armie invece lo tenevo d'occhio fin dai tempi di The Social Network.
Hammer: Luca ed io ci siamo incontrati nel 2010 a casa sua. Di solito questi meeting durano una quarantina di minuti, invece noi abbiamo passato quasi quattro ore a parlare di libri, filosofia e arte, mangiando e bevendo caff. Da attore presuntuoso ero convinto di essere gi scritturato. Invece sono passati sei anni di silenzio assoluto prima di ricevere la telefonata che mi chiedeva se ero interessato alla sceneggiatura del prossimo film di Luca. Ho risposto: "Ci sto!" prima di averla letta, e dopo ho detto: "Wow!" e ho firmato. Se volevo considerarmi un artista dovevo mettermi alla prova e superare i miei limiti, ed proprio quello che successo. Chiamami col tuo nome ha cambiato la traiettoria della mia vita e il modo in cui intendo continuare a fare cinema.
Chalamet: Per me ci sono voluto tre anni di attesa, e finalmente a vent'anni ho avuto la parte. Mi sembrata un'occasione unica: quando si giovani raro poter recitare ruoli che non siano quelli del fidanzatino o dello studentello. Elio invece un personaggio ricco, complesso e articolato, di grande intelligenza e fluidit intellettuale. La parte pi difficile stato imparare a parlare l'italiano e a suonare il piano: l'"improvvisazione" al pianoforte che appare nel film era il frutto di un mese e mezzo di prove.

Muccino e tutto il cast per la presentazione a Roma.

Baciami Ancora: dieci anni dopo...

marted 26 gennaio 2010 - Marianna Cappi da NEWS

Baciami Ancora: dieci anni dopo... Carlo, Giulia, Marco, Paolo, Adriano, Alberto, Livia e Veronica hanno dieci anni in pi. Ce li ha anche Gabriele Muccino, che in mezzo ha visto Hollywood e le peripezie della vita, la propria e quella degli amici. Nellidea di riprendere con Baciami ancora -come Bergman o Arcand o Solondz- i fili delle storie inaugurate da L'ultimo bacio, si affaccia ancora lambizione, la sana ambizione dellex ragazzo prodigio, che per il resto evita di scivolare sul personale e manda avanti i suoi attori. Sono loro ad animare la conferenza stampa, facendo gruppo e testimoniandogli fedelt e gratitudine.
Il film uscir in sala il 29 gennaio in pi di 600 copie, alcune delle quali per la prima volta sottotitolate per i non udenti. "Ci sono persone che non riescono mai a vedere un film italiano al cinema, sono costrette ad aspettare luscita in dvd o il passaggio tv spiega il produttore Domenico Procacci- sarebbe bello che le sale si attrezzassero dora in poi con dei display appositi, se c qualche non udente in sala; ci vorr del tempo, ma speriamo che questo impegno vada avanti." Per ora, hanno aderito lApollo di Milano, il Modernissimo di Napoli, lAstra di Padova, il Piccolo di Bari e il Politecnico Fandango di Roma.

Il film racconta di un gruppo di quarantenni squinternati. un gruppo particolarmente sfortunato o rappresenta uno spaccato reale?
Muccino: Non voglio che si pensi che questo un film sui quarantenni come non volevo che allepoca dellUltimo bacio si pensasse che facevo un film sui trentenni: non mi posso mettere in cattedra, la mia una visione limitata. Ma quel che vedo una generazione in cui il rapporto di coppia pi nevrotizzato e complesso di anni fa, alle donne si chiede moltissimo e gli uomini vivono un profondo disorientamento e hanno bisogno di parlare tra loro per cercare di capire le loro donne.

Nel suo film i bambini sono testimoni muti, vittime che ci guardano?
Muccino: La responsabilit di chi siamo e cosa tramandiamo ai nostri figli una responsabilit grande, i collassi famigliari fanno dei bambini degli adulti con dei problemi quasi certi. un fenomeno nuovo, mai come ora ci sono in Italia tanti figli di coppie separate o divorziate e cosa ne sar dei bambini di oggi quando saranno adulti non lo possiamo sapere, non ancora.

Squadra che vince non si cambia: Gabriele Muccino conferma Will Smith e raddoppia.

Sette anime: la ricerca della redenzione

Sette anime: la ricerca della redenzione Dopo aver girato in America un dramma a sfondo sociale e a lieto fine, Gabriele Muccino conferma Will Smith e raddoppia con una storia d'amore e di solidariet "estrema", che illumina un film cupo e drammatico. Trovata la felicit e il benessere, questa volta l'attore americano, che ha concretizzato (dentro e fuori dallo schermo) l'american dream, deciso a inseguire la redenzione e accanito nell'espiare l'errore commesso. Si far "letteralmente" in sette per rimediare e "doner" cuore e speranza alla bella e delicata Emily di Rosario Dawson. Smith e Dawson hanno accompagnato il loro (e nostro) regista a Roma, dove hanno soddisfatto generosamente curiosit e (simpatiche) indiscrezioni sulla realizzazione di Sette Anime. Discusso e biasimato dalla critica americana, l'ultimo film di Gabriele Muccino (ri)cerca in Italia riscatto ed happine$$.

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A casa tutti bene

Frustrati, infelici e tutti inguaribilmente narcisisti, i personaggi di Muccino restano fedeli a se stessi
Data uscita: 14/02/2018
Regia di Gabriele Muccino. Genere Drammatico, produzione Italia, 2018.

La storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere.
A casa tutti bene

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