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sabato 19 gennaio 2019

Interviste a Riccardo Scamarcio

39 anni, 13 Novembre 1979 (Scorpione), Andria (Italia)
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L'attore presenta a Roma Manuale d'amore 3.

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro.

mercoledì 20 ottobre 2010 - Edoardo Becattini da NEWS

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro. Sarà un caso che, dopo un (non)giovane di nome Dante (Francesco Mandelli) e un disc-jockey interpretato da Claudio Bisio, il narratore che sfoglierà per noi i nuovi capitoli del compendio amoroso di Giovanni Veronesi sia un tassista chiamato Cupido (Emanuele Propizio)? Forse no, considerando che il protagonista di Manuale d'amore 3 è il taxi driver per eccellenza della storia del cinema, l'uomo più emulato da varie generazioni di attori posti davanti a uno specchio in cerca di uno sguardo paranoico ed esaltato. C'è voluta una conferenza stampa allestita durante una pausa di lavorazione per vedere e credere ciò che era stato già da tempo annunciato: Robert De Niro protagonista dell'ultima delle ricette sentimentali di Giovanni Veronesi e Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo le "appendici" sugli italiani all'estero (Italians) e sul gap generazionale (Genitori & Figli), tornano così alla manualistica più rodata (35 milioni di euro gli incassi complessivi dei primi due film) con un terzo tomo che si porta dietro molti degli attori delle puntate precedenti (Verdone, Scamarcio, Bellucci) più qualche nuova entrata (Michele Placido, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti e Valeria Solarino), tutti uniti a sostenere e controbilanciare la mole del mostro sacro newyorkese.
Dopo il ricco proprietario terriero di Novecento di Bertolucci e il gangster Noodles di C'era una volta in America di Sergio Leone, De Niro rientra in Italia dopo più di venticinque anni per assecondare il genere che da un po' di tempo gli risulta più congeniale (sta per uscire in America la terza parte di Ti presento i miei) e per interpretare (in italiano!) un maturo professore di storia dell'arte destinato a innamorarsi delle forme giunoniche di Monica Bellucci. L'episodio in questione si intitola "Oltre" (in merito a quella fase del percorso amoroso che segue "Giovinezza" e "Maturità", gli altri due episodi previsti del film), ma è davvero difficile anche per gli altri attori presenti andare "oltre" e parlare liberamente, al di là della presenza di De Niro al loro fianco. Così che anche le loro parole si concentrano sugli aneddoti riguardanti l'attore italo-americano. Il quale, a sua volta, ricambia la stima con molta umiltà e qualche lacrima, a dispetto di un'atmosfera a dir poco festante.

Come è stato coinvolto in questo progetto?
Robert De Niro: Avevo sentito dire che Giovanni Veronesi era interessato a farmi interpretare un ruolo in un suo nuovo film. Per convincermi, mi ha mandato i primi due Manuali. Li ho visti e mi sono piaciuti molto, così come mi è piaciuta l'idea del ruolo scritto per me. Così, mi ha mandato la storia e quando ci siamo incontrati in Sicilia l'estate scorsa, mi sono reso conto che era una persona intelligente e ho deciso di accettare il ruolo.

È stato molto difficile recitare in italiano?
Robert De Niro: Un po' d'italiano lo parlo in realtà, ma la qualità dell'italiano richiesto dalle mie battute era davvero difficile e sofisticato, così ho dovuto imparare a memoria la giusta pronuncia. Non che sia stato difficilissimo, ma devo anche ammettere che non è stato sempre semplice, mi auguro solo di aver recitato con un italiano sufficientemente buono da non dover essere doppiato. Molto dell'umorismo sta anche nel fatto che il mio personaggio deve parlare un accento un po' strano.

Cos'è per lei l'amore?
Robert De Niro: L'amore è sempre lo stesso, a ogni età, ed è sempre meraviglioso: solo che, invecchiando, si è più consapevoli del fatto che tutte le cose hanno una fine. Giovanni Veronesi ha scritto il mio episodio con tanta dolcezza, dando al personaggio una seconda possibilità. D'altronde l'amore è qualcosa di fantastico. Di dolce e di fantastico.

Cosa la attira così tanto nella commedia contemporanea?
Robert De Niro: Le commedie generalmente hanno meno restrizioni. Nella commedia puoi provare su ogni cosa, puoi osare di più. Puoi essere molto più spregiudicato rispetto a un dramma. Mi piace fare commedie e devo dire che recitare in una commedia italiana è stato ancor più piacevole, grazie a una grande tradizione che gli permette in modo unico di coniugare comico e drammatico.

Le tre fasi evolutive dell'amore: Oltre
Giovanni Veronesi: Con "Oltre", volevo parlare di quella fase dell'uomo dopo la maturità, quella fase molto delicata e molto dolce, in cui non si chiede più molto dalla vita. L'idea vincente dell'episodio con Bob è stata quella di affiancargli Michele Placido e Monica Bellucci: assieme li ho resi davvero un trio esplosivo! Standogli vicino, ho imparato molto cercando di osservare la sua dedizione: all'interno di un piccolo film italiano con attori a lui sconosciuti, lui dà il massimo e passa anche ore a imparare una singola battuta. Diciamo che sono andato a scuola e ho imparato abbastanza.
Monica Bellucci: Finalmente un ruolo femminile così bello e due grandi accompagnatori. Inizialmente ero molto stupita dall'idea di lavorare con questi attori: non sapevo cosa poteva venirne fuori. Inoltre eravamo tutti in qualche modo intimiditi dal De Niro star. Fortunatamente siamo presto riusciti a conoscere anche l'uomo e ce ne siamo davvero tutti innamorati. Si tratta davvero di una bellissima esperienza di cinema.
Michele Placido: Credo che siamo a un'età in cui si comunica molto di più fra colleghi parlando della vita e dei nostri piaceri che del nostro lavoro. A casa De Laurentiis, Bob ha rotto il ghiaccio subito facendosi una foto con tutti quanti. Poi abbiamo passato serate intere a dissertare sulla qualità delle mozzarelle del Sud, si è creata una grande atmosfera amichevole.

Giovinezza
Valeria Solarino: La giovinezza è quella fase in cui non si è ancora presa una direzione, quando ci ferma a pensare e si cerca di crescere oppure si cambia improvvisamente percorso di vita per una svolta esistenziale. Per quanto riguarda me stessa, sento di essermi arricchita molto in questi ultimi anni e anche grazie a questa esperienza.
Riccardo Scamarcio: Interpreto un giovane avvocato, un uomo che si trova in quella fase della vita in cui occorre fare scelte importanti, ma poi per una cosa di lavoro vengo mandato in un paesino di provincia della Toscana. A Castiglion della Pescaia vivrò grazie a una sbandata per il personaggio di Laura Chiatti un ritorno adolescenziale che metterà in crisi le mie prospettive sulla stabilità.
Laura Chiatti: Sono davvero molto onorata di partecipare a questo film, fin dalla prima volta in cui ho conosciuto De Niro non ho avuto il coraggio di dire niente. Tuttora credo di dover ancora realizzare. Il mio personaggio è una ragazza energica e brillante, con un carattere forte. Sono tuttavia il seme della discordia, quello che creerà problemi alla coppia Scamarcio-Solarino.

Maturità
Carlo Verdone: Ho preso parte a Manuale 3 un po' in extremis. Dovevo cominciare a girare il mio nuovo film in questo periodo ma mi sono reso conto che non sarei riuscito a finire di scriverlo per tempo. Così, di comune accordo col produttore De Laurentiis, mi sono preso un po' di tempo e ho trovato qualche spazio libero che ho cercato subito di impiegare chiedendo a Giovanni di poter occupare con una partecipazione al suo film. Mi ha risposto subito sì e ha creato un episodio alla Attrazione fatale con Donatella Finocchiaro, tanto bella e simpatica, quanto pericolosa e compulsiva. Lavorando a stretto contatto con De Niro, abbiamo avuto il privilegio di incontrare un grandissimo attore, una grandissima persona dotata di signorilità e di grande umiltà. Quando l'ho conosciuto avrei voluto parlargli per ore di Taxi Driver o Il cacciatore e invece siamo finiti a mostrarci le foto delle vacanze con la famiglia sul cellulare! Abbiamo creato un legame attraverso il telefonino.
Donatella Finocchiaro: Nell'episodio interpreto una donna affetta da una sindrome bipolare, una tendenza ossessivo-compulsiva. La sua ossessione per Carlo diventa follia vera, finché non divento per lui una minaccia seria. Ma non abbiamo voluto banalmente ridicolizzare una malattia seria, vedrete che l'episodio ha anche una sua complessità.

Un viaggio nei primi dieci anni di carriera dell'attore.

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta Si autodefinisce come il "Sophie Marceau" del cinema italiano: da idolo delle ragazzine, ad attore apprezzato da critica e pubblico, il passo è stato veloce ed indolore, come un naturale e predestinato viaggio. Riccardo Scamarcio si racconta al Napoli Film Festival di quest'anno, ospite della prima serata della sezione "Incontri ravvicinati". Per la prima volta pubblicamente, con il giornalista Fabrizio Corallo, l'attore pugliese, candidato al Nastro d'Argento per Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek ("venduto in 26 paesi" ha voluto ricordare) ha ripercorso i primi dieci anni di una carriera che lo ha visto cambiare generi cinematografici più volte e che gli ha permesso di ritagliarsi, in tempi brevi, uno spazio di riferimento nel panorama italiano. Nel passato di questo percorso, gli studi, non finiti, al Centro sperimentale di cinematografia e il folgorante successo di Tre metri sopra il cielo.
Il futuro è un'ennesima scommessa e un nuovo "cambio d'abito": una casa di produzione con la compagna Valeria Golino, una fiction in sei puntate dal titolo Il segreto dell'acqua per la regia di Renato De Maria, e il ritorno a teatro con un "Romeo e Giulietta" , diretto da Valerio Binasco, che debutterà il 13 febbraio all'Eliseo di Roma. "Avevo il bisogno di ricominciare a sentire l'innamoramento con il mestiere di attore- sottolinea- quello che per la prima volta provai al teatro Astra di Andria a 16 anni. Il successo e il passaggio continuo di set possono far dimenticare l'essenza a volte di questo mestiere, il rapporto diretto con il pubblico è invece un'altra cosa.
Sono convinto che questa è la professione ideale per chi è curioso e per chi ama il rischio. Non ci si deve quindi mai adagiare e rilassare: per ogni artista è pericoloso". Non disprezza tuttavia la vita di set Scamarcio, che, anzi, ammette essere uno dei motivi principali del suo voler essere attore ed è ciò che colora il "durante", quel periodo di tempo lontano dai riflettori dei festival e dai flash dei fotografi. "È come stare in gita sei mesi con sessanta persone, un'avventura a volte indimenticabile, a volte terribile".

Rubini gira il suo decimo film e torna (di nuovo) alle origini e alla retorica delle radici.

L'uomo nero: l'amore ritorna

L'uomo nero: l'amore ritorna Dopo aver rinunciato alla Puglia, spostandosi a Roma e servendo la vendetta (d’amore) nei panni di un autorevole critico d’arte e ai danni del talentuoso scultore di Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini torna alle radici e a quella dimensione arcaica e misteriosa che ha innervato alcune delle sue opere più belle. Lontano dalla città e nella profonda provincia pugliese si consuma la vita e il sogno di Ernesto Rossetti, capostazione con velleità artistiche. Ispirata da Cézanne e umiliata da un critico d’arte locale e trombone, la vita “artistica” di Ernesto è osservata con stupore e raccontata con nostalgia dal figlio Gabriele. Nella doppia veste di regista e interprete, Sergio Rubini presenta a Roma il suo nuovo film, che ancora una volta va a sud e fa i conti con la tradizione dei generi (commedia in primis).

L'incontro con Giovanni Veronesi e il cast di un film che racconta con leggerezza i vizi e le virtù degli italiani.

Italians: commedia tricolore

Italians: commedia tricolore Dopo il successo di Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi) Giovanni Veronesi torna dietro la macchina da presa per riproporre per l'ultima volta - come promette - la formula del film a episodi. Italians è la somma di due commedie ambientate rispettivamente nel deserto dell'Arabia Saudita e in Russia che vede protagonisti Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio nella prima e Carlo Verdone, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera nella seconda. Scegliendo di ritrarre le caratteristiche più divertenti e paradossali dell'italiano medio, Veronesi confeziona un film sulle debolezze e i vizi degli italiani all'estero. "Che vuol dire che ci facciamo sempre riconoscere?" si è chiesto il regista all'incontro che si è tenuto questa mattina a Roma. "Vuol dire che facciamo casino, certo, che siamo truffaldini e caciaroni, ma anche generosi ed eroici come nessun altro. Nel bene o nel male all'estero lasciamo il segno. Abbiamo una capacità di adattamento mostruosa e questo film voleva proprio essere un omaggio affettuoso e sentimentale al mio paese".

Il triangolo amoroso di Sergio Rubini riflette sulla relazione critico-artista.

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c'è tra critico e artista

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c'è tra critico e artista Per ragioni interiori ed espressive il cinema di Sergio Rubini va a sud, verso la terra delle origini, uno spazio mentale impressionato da magia e fatalismo e uno spazio geografico da cedere al miglior offerente. E proprio dalla Puglia potrebbe ipoteticamente muovere il viaggio dell'artista di Riccardo Scamarcio, uno scultore di provincia desideroso di affermare la sua arte nella Capitale. Colpo d'occhio, come La terra, si svolge su due piani: il primo è quello del genere, il secondo è quello più sottile ma intelligibile della tragedia. Un triangolo amoroso, due uomini e una donna (un artista, una musa e un critico d'arte), che non soggiace alle regole della commedia né del meló, assomiglia piuttosto ad uno "psico-thriller" del quale si sfiora la superficie e quasi mai si attinge il fondo. In questa sacra triade il lato debole è l'uomo-artista, che il critico di Rubini getta con una certa crudeltà incontro al suo destino. Lo sguardo di Rubini è più fermo e più libero sul personaggio femminile, interpretato da Vittoria Puccini, la giovanissima amante del critico d'arte che rifiuterà la convivenza con un uomo che potrebbe esserle padre e non ha l'autorità di esserle compagno. Affrancatosi dall'autobiografismo regionale e dalla descrizione delle radici e dell'odio-amore per la famiglia, Sergio Rubini gira un film insolito e ambizioso sulla relazione critico-artista, che finisce però per ricalcare diffusi luoghi comuni. Forse perché le caratteristiche così antitetiche dei protagonisti sono decise a tavolino da una sceneggiatura schematica, in cui tutto torna, anche l'imprevedibilità dell'arte, in cui tutto è calcolato, persino l'accidentalità della vita.

Step era già sembrato il ragazzo perfetto... poi Riccardo ci ha confermato, con l'omonimo film, che l'uomo perfetto è davvero lui: dolce, seducente, sicuro di sé, ambizioso. Un sognatore con i piedi saldamente per terra. Sarà vero?

Riccardo il sex symbol

venerdì 9 marzo 2007 - Claudia Resta da NEWS

Riccardo il sex symbol A scuola andavo malissimo. Ho cambiato tre indirizzi: linguistico, ragioneria, istituto per il commercio. Poi, un giorno ho fatto uno spettacolo teatrale. Recitavo davanti a mille persone, sentivo l'odore del palcoscenico, vedevo il sipario, la luce rossa che si accendeva, avevo il cuore che mi usciva da petto. E' stato un colpo di fulmine. Ho detto: "Voglio fare l'attore".

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I villeggianti

Il mistero dell'esistenza
Data uscita: 28/02/2019
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In una bella casa sulla Costa Azzurra si riuniscono amici e parenti di Anna, in crisi dopo una relazione finita male.
I villeggianti

Non sono un Assassino

Data uscita: 30/04/2019
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Lo Spietato

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