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venerd 20 aprile 2018

Articoli e news Carlo Verdone

67 anni, 17 Novembre 1950 (Scorpione), Roma (Italia)

L'artista romano un'istituzione, una fetta di storia del cinema italiano. Con L'abbiamo fatta grossa crea una nuova coppia insieme ad Antonio Albanese. Dal 28 gennaio al cinema.

Carlo Verdone, il burattinaio che fa parte di noi

Carlo Verdone, il burattinaio che fa parte di noi Carlo Verdone rappresenta non solo una fetta di storia del cinema italiano ma anche una parte di noi, del nostro modo di essere, del nostro passato e presente. Per chi romano, poi, Verdone un'istituzione, come lo stato Alberto Sordi con cui, non a caso, il regista-attore-sceneggiatore ha lavorato ne In viaggio con pap e Troppo forte. Nato in una famiglia altoborghese, Carlo grato tanto al padre, lo storico del cinema Mario Verdone, quanto alla madre per un'infanzia ricca di stimoli: "Ho avuto una mamma molto emotiva e intelligente che mi ha trasmesso il gusto dell'ironia e dell'osservazione. Mio padre, invece, mi ha insegnato il rigore", ha raccontato. Esempio del rigore del padre la sonora bocciatura che il professor Verdone ha affibbiato al figlio all'esame di Storia del cinema. Fin da piccolo, ha ricordato Verdone, "ho dimostrato di avere una vena artistica e sono stato un malinconico. Per un lungo periodo sono andato a rifugiarmi sul terrazzo condominiale per fumare di nascosto e guardare il tramonto in silenzio". Quella malinconia avrebbe colorato tutti i suoi film, comprese le commedie apparentemente pi leggere.

Dopo la maturit classica, la laurea in Lettere moderne e il diploma al Centro sperimentale di cinematografia, Carlo esordisce in televisione dove le sue caratterizzazioni fanno la storia di programmi come "Non stop". Debutta alla regia del lungometraggio con Un sacco bello proponendo una galleria di personaggi comici: il coatto Enzo, l'hippie Ruggero, il candido Mimmo, Don Alfio. I cosceneggiatori del film sono Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, il produttore nientemeno che Sergio Leone.
"Sergio era convinto che Un sacco bello fosse un piccolo capolavoro. Mi affidai al suo istinto, ed ebbe ragione. Quel film fece piazza pulita della vecchia commedia all'italiana", ha ricordato Verdone. Segue il successo di Bianco, rosso e Verdone, altra collezione di sketch basati su personaggi inventati dal regista-interprete, come Furio Zccano, o l'emigrato italiano in Germania che torna a casa per votare.

Le sue caratterizzazioni partono sempre dalla voce, un dialetto o un'intonazione particolare, e dall'attenta osservazione dei tic e delle nevrosi piccolo borghesi degli italiani. Il suo talento per l'imitazione, coltivato gi sui banchi di scuola, come l'attivit svolta presso l'Opera dei Burattini di Maria Signorelli, confluiscono in quella comicit definita superficialmente "cabarettistica", in realt radicata nella tradizione del variet.
Il passaggio alla regia di commedie con una trama pi tradizionale avviene con Borotalco, che il padre Mario considerava il film migliore del figlio. "Se non ci fosse stato il successo di Borotalco sarei rimasto 'quello che fa i personaggi'", ha detto Verdone. "Invece vinse cinque David di Donatello e una valanga di altri premi".
Borotalco il primo esempio di centralit della figura femminile nella cinematografia di Verdone. "Con il femminismo la figura maschile viene retrocessa", ha ricordato. "Il tema della donna 'forte' e dell'uomo confuso e spesso imbranato sar con Borotalco ed altri film a seguire un comune denominatore costante per molti anni". Grande il suo amore per le donne, e le attrici. "Ho sempre considerato la donna un pianeta affascinante nel suo mistero. Quando una donna forte lo molto pi dell'uomo. Quando una donna noiosa lo molto meno di un uomo", ha dichiarato Verdone. "Quasi tutte le mie attrici hanno ottenuto premi e riconoscimenti prestigiosi e per me questa una gioia impagabile, perch prima della cura del mio ruolo, in ogni mio film, viene l'attenzione massima per loro".

Con Compagni di scuola arriva la svolta verso una comicit pi amara. "La commedia ha saputo raccontare il Paese, la sua tragedia e i suoi drammi molto meglio del film drammatico. Mi riferisco a La grande guerra, Tutti a casa e Una vita difficile", ha detto Carlo. "La bravura degli sceneggiatori e del regista capire fino a dove spingersi sul lato serio per poi rientrare nel tono leggero".

I film di Verdone raccontano alcuni tratti caratteristici della sua personalit, come l'ipocondria (Maledetto il giorno che t'ho incontrato) o il rapporto con la psicanalisi (Ma che colpa abbiamo noi), ma anche il lato dark del mondo dello spettacolo (Sono pazzo di Iris Blond, C'era un cinese in coma) che lui ben conosce o la crisi della famiglia (Al lupo, al lupo, L'amore eterno finch dura, Sotto una buona stella) che fa parte della sua biografia: sposato nel 1980 con Gianna Scarpelli, madre dei suoi due figli Giulia e Paolo, separato dal 1996. Questa gestione personalistica ricorda Nanni Moretti e Woody Allen, ma lo sguardo di Verdone pi vicino a quello dello spettatore comune che a quello dell'intellettuale impegnato, e i suoi personaggi sono spesso coatti di periferia (Troppo forte, Viaggi di nozze, Gallo cedrone) verso cui il regista-attore prova affetto e simpatia, cos come le sue storie sono comuni a tutti, non limitate al ceto sociale dei privilegiati.

Nella sua carriera il regista ha vinto 9 David di Donatello, 8 Nastri d'argento e 3 Globi d'oro, non solo per la regia ma anche e soprattutto per la sceneggiatura e la recitazione (memorabile la sua interpretazione di Romano, a met fra Ennio Flaiano e il Bagini di Io la conoscevo bene, ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino). Ha girato anche spot pubblicitari e videoclip (in omaggio al suo grande amore per la musica), ha doppiato Zorba ne La gabbianella e il gatto, protagonista del documentario di Fabio Ferzetti Carlo!,

Con L'abbiamo fatta grossa, prodotto da Filmauro (Aurelio De Laurentiis subito mi disse: "Guarda che a me non interessa fare film che incassino meno di 15 milioni di euro!"), Verdone mette alla prova una nuova coppia comica composta, oltre che da lui, da Antonio Albanese, e crea con l'investigatore privato Arturo Merlino (come il mago) un'altra figura tenera e fallibile: l'ennesima maschera di Carlo il burattinaio.
Nella sua carriera il regista ha vinto 9 David di Donatello, 8 Nastri d'argento e 3 Globi d'oro, non solo per la regia ma anche e soprattutto per la sceneggiatura e la recitazione.

Uno dei pochi ad avere mantenuto con il suo pubblico un rapporto costante.

La politica degli autori: Carlo Verdone

mercoled 12 febbraio 2014 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Carlo Verdone La prima volta che Carlo Verdone diede l'esame di storia del cinema all'universit venne bocciato. Il docente era suo pap Mario, implacabile e giustamente imparziale. Diciamo che ha pienamente recuperato, negli anni, attraverso una filmografia importante, forse unica nel panorama cinematografico italiano. Verdone, classe 1950, uno dei pochi autori-attori ad avere sempre mantenuto con il suo pubblico un rapporto costante, senza cali di popolarit, con un percorso di crescita attraverso varie declinazioni della commedia. Dal comico delle maschere di Bianco, rosso e Verdone (1981) o del pi recente Grande, grosso e Verdone (2008) alle strutture pi sofisticate degli ultimi due titoli, Posti in piedi in paradiso (2012), tra i suoi film migliori, e Sotto una buona stella, dal 13 febbraio in sala. Altri "malincomici" della sua generazione si sono un po' persi per strada (il caso pi lampante Maurizio Nichetti); Verdone ha invece saputo soddisfare le aspettative degli spettatori che a lui hanno sempre chiesto soprattutto divertimento, senza rinunciare per a una evoluzione dei personaggi e delle storie. Continua

Un 'malincomico' autentico, onesto e preoccupato di rendere vero il proprio cinema.

La politica degli autori: Carlo Verdone

mercoled 22 febbraio 2012 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Carlo Verdone Al di l del cinema macchiettistico, dei galli cedroni e dei viaggi di nozze, retaggio di una tradizione da avanspettacolo che non sempre ha saputo adeguare la propria narrazione a quella del grande schermo, Carlo Verdone ha sviluppato una alternativa "poetica" molto solida. Con Borotalco (1981) e Acqua e sapone (1983) si inser pienamente nel filone cosiddetto "malincomico", tracciato insieme a Massimo Troisi (Ricomincio da tre del 1981) e Maurizio Nichetti (Ratataplan e Ho fatto splash escono tra il 1979 e l80). Furono tra le poche novit (e insieme a Francesco Nuti le sole nella commedia) del nostro cinema negli anni 80, allora definito da Paolo Bertetto il pi brutto del mondo. Continua

Carlo Verdone compie oggi 60 anni.

Noi che siamo cresciuti con i film di Carlo Verdone

Noi che siamo cresciuti con i film di Carlo Verdone Sessant'anni e una carriera che va avanti da pi di trenta, con decine di personaggi all'attivo, alcuni diventati dei veri cult, altri che strappano sorrisi malinconici, altri che incarnano dei personaggi- tipo con i loro tic, le loro manie e ossessioni di un'Italia che continua a cambiare, nonostante tutto. Questo Carlo Verdone: una persona capace di scrutare il mondo che lo circonda nei minimi particolari, prestando attenzione alla gestualit delle persone ed enfatizzandone le imperfezioni per trasformare tutto in commedia. Una comicit fatta di espressioni facciali, battute, dialoghi graffianti, mai ovvi e soprattutto mai volgari, caratteristica che lo distanzia fortemente dalla comicit nostrana e dagli amati/odiati cinepanettoni.
Nel cinema italiano dell'ultimo ventennio, Carlo Verdone riuscito a crearsi un suo spazio, una poetica riconoscibile e solitaria capace di tenere in perfetto equilibrio necessit commerciali e un proprio stile, fatto di situazioni, eventi e comportamenti ricorrenti che descrivono, se non anticipano, i nostri tempi. Verdone si esprime attraverso una rosa di personaggi entrati a pieno titolo nella storia del cinema italiano pi recente come il borghese logorroico Furio di Bianco, rosso e Verdone (1982); il bambinone immaturo Leo di Un sacco bello (1980); il coatto romano Ivano di Viaggi di nozze (1992) e i vari preti strampalati come Don Alfio, sempre in Un sacco bello, e l'ultimo Padre Carlo di Io, loro e Lara (2010). Romano verace Carlo, ma nonostante ci riuscito a spogliarsi di tutti quei luoghi comuni, quelle debolezze tipicamente romane, per poter guardare alla sua romanit da fuori, in modo da poterla comprendere e rappresentare (non per nulla, un certo Sergio Leone amava definirlo un "uomo che guarda"). riuscito a distaccarsi dal grande cuore di Roma, Alberto Sordi, al quale tutti si ostinano a paragonarlo, distinguendosi da lui per quella malinconia, quella amarezza che in Sordi assumeva contorni d'aggressivit, di vero e proprio cinismo. C' sempre un velo di tristezza nel mettere a nudo un'Italia un po' goffa, molto grottesca e sempre incredibilmente cialtrona, perch non facile raccontare l'inferno quotidiano di un paese che si considera moderno, aperto e benpensante, quando poi la verit nascosta nelle pieghe di un sorriso smorzato, come nell'ultimo Io, loro e Lara, dove si ride (meno) e si riflette (tanto). Eppure lui c' riuscito completamente, fissando con estrema precisione e con notevole coinvolgimento affettivo, i nuovi riti e miti, il difficile cammino di scoperta di se stessi da parte delle nuove generazioni, dal miracolo economico alla web generation.

La poesia bassa ironica e malinconica di Verdone e i personaggi disperati di Servillo danno vita a un'efficace "incontro d'autore".

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto

Toni Servillo e Carlo Verdone a confronto Separatamente e senza saperlo entrambi avevano espresso il desiderio di fare il loro "incontro d'autore" con l'altro, entrambi si ammirano (anche se per motivazioni diverse) e entrambi sono tra gli attori migliori del nostro cinema.
Uno Carlo Verdone "il comico pi di successo dagli anni '70 ad oggi", come l'ha definito il curatore della serata Mario Sesti, e l'altro Toni Servillo, capace nell'ultimo anno di essere presente nei due pi importanti film italiani con ruoli determinanti. Hanno scelto l'uno scene dai film dell'altro che amano particolarmente e che ritengono emblematiche della sofisticatezza attoriale del collega e le hanno commentate per il pubblico intervenuto.
Il risultato stata una serata che ha incredibilmente coniugato la poesia "bassa", ironica e malinconica di Carlo Verdone ai personaggi rudi, titanici e "alti" di Toni Servillo, all'insegna di una contaminazione che ha spiegato benissimo il protagonista di Il divo: "La forza di quest'incontro sta in come un comico possa raccontare attraverso la comicit zone profonde di disperazione e come alle volte un ruolo disperato possa essere efficace attraverso piccole zone di comicit".

Ha viaggiato e riprodotto l'Italia in maniera divertente attraverso la lente del romano.

5x1: Verdone, monumento d'Italia

5x1: Verdone, monumento d'Italia un pezzo importante di commedia all'italiana. Carlo Verdone sta agli ultimi 25 anni di divertimento dello Stivale come Alberto Sordi lo stato dal secondo dopoguerra almeno fino agli anni Ottanta, prima dell'inevitabile declino. Carlo Verdone anche considerato come l'erede acclamato di Albertone, un passaggio di testimone avvenuto sul set di In viaggio con pap. Era il 1982 e Verdone e Sordi si ritrovarono insieme di fronte alla cinepresa, padre e figlio. Una metafora di quello che era l'incontro di due generazioni di comicit italica. Da allora Verdone ha continuato il suo percorso, cercando di evolversi verso uno stile pi sofisticato, tentando di mettere in scena le idiosincrasie, gli amori e le macchiette dell'Italia che cambia. Il suo riferimento stato, a volte, la media borghesia, senza trascurare il boro romano che tanto successo gli ha dato. Ne sono usciti fuori film come Stasera a casa di Alice, Maledetto il giorno che t'ho incontrato, Gallo Cedrone.
Oggi torna ad alcuni dei suoi personaggi pi amati in Grande, grosso e Verdone: ci sar Leo, il bullo di Un sacco bello, ormai sposato, ma anche l'insopportabile Raniero e il coatto Ivano, protagonisti di Viaggi di nozze.



Benedetta follia

La presenza "malincomica" di Verdone espone paure e fantasmi che appartengono alla nostra storia di italiani medi
Data uscita: 11/01/2018
Regia di Carlo Verdone. Genere Commedia, produzione Italia, 2018.

Un uomo dedito alla religione e fedelissimo marito si ritrova improvvisamente single. Una nuova commessa del suo negozio gli stravolger la vita.
Benedetta follia

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