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martedì 12 dicembre 2017

Articoli e news Paolo Sorrentino

47 anni, 31 Maggio 1970 (Gemelli), Napoli (Italia)
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Una lettura retrospettiva di The Young Pope di Sorrentino, le due puntate della serie presentate alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il papa di Sorrentino, trasgressivo ma anche reazionario

domenica 18 settembre 2016 - Pino Farinotti da FOCUS

Il papa di Sorrentino, trasgressivo ma anche reazionario

Alice Rohrwacher premiata a Cannes: un bel segnale.

ONDA&FUORIONDA

domenica 1 giugno 2014 - Pino Farinotti da FOCUS

ONDA&FUORIONDA Il film Le meraviglie diretto da Alice Rohrwacher ha dunque vinto il Grand prix della giuria al festival di Cannes. Il trofeo viene considerato il secondo in ordine di importanza, dopo la Palma d'oro. Il riconoscimento è un bel segnale, che riallaccia il filo d'oro dell'Oscar, attribuito alla Grande bellezza di Sorrentino. Ed è recente anche il Leone d'oro attribuito a Gianfranco Rosi col suo Sacro Gra, lo scorso settembre al festival di Venezia. Non vincevamo il "Leone" dal 1998 (Così ridevano di Amelio) e l'Oscar dal '99 (La vita è bella di Benigni) e continuiamo a non vincere la Palma dal 2001 (La stanza del figlio di Moretti). Continua »

Road to the Oscars.

Il cinema in movimento

lunedì 20 gennaio 2014 - Roy Menarini da APPROFONDIMENTI

Il cinema in movimento Una volta assegnati i Golden Globe, e annunciate le candidature agli Academy Awards (con magno gaudio del nostro Paolo Sorrentino), si può dire che ci avviciniamo alla conclusione di quel lungo percorso che la stampa americana definisce come la "strada verso gli Oscar". La differenza rispetto a un periodo ormai lontano (ma recente nel ricordo) è che il numero, e il novero, di premi attribuiti in questo bimestre è impressionante. Facciamo un breve elenco, peraltro incompleto: Screen Actors Guild Award, Critics Choice Award, Independent Spirit Award, Directors Guild of America Award, American Cinema Editors Award, AFI Awards e altri; poi in Europa Bafta Award, European Film Awards, British Independent Film Awards...
Aggiungiamo ora le organizzazioni ufficiali di critici e le società di giornalisti che hanno a loro volta attribuito premi, sebbene puramente virtuali e senza alcuna statuetta da consegnare. Tra di esse, solo in America si trovano Online Film Critics Society, Alliance of Women Film Journalists, Prix Louis-Delluc, National Board of Review, National Society of Film Critics, Women Film Critics Cycle, African-American Film Critics Association, e tutte le organizzazioni di critici di ogni singola città statunitense e canadese (Boston Society of Film Critics, Chicago Film Critics Association, ecc., e poi ci lamentiamo che ci siano troppi critici in Italia).
Infine, con un flashback di qualche settimana, è giusto ricordare che a fine 2013 furono le principali riviste cartacee e online a proporre le proprie liste dei migliori, in alcuni casi frutto del voto dei redattori, in altri casi dei lettori, in altri ancora di entrambi: in Italia storicamente svolge il compito Ciak, ma se allarghiamo lo sguardo all'editoria internazionale, troviamo le classifiche di Artforum, Cahiers du Cinéma, Film Comment, Guardian, Independent, Indiewire, Les Inrockuptibles, Sight and Sound, Time, Time Out, Variety, Village Voice, e mille altri. Last but not least, anche alcuni cineasti e autori hanno voluto rendere pubbliche le loro classifiche, per cui ora sappiamo che tra i migliori film 2013 di Quentin Tarantino c'è a sorpresa The Lone Ranger di Gore Verbinski, che Pedro Almodovar premia The Act of Killing come primo e La grande bellezza come secondo, e così via.
Tutte queste informazioni, facilmente recuperabili sul web, offrono l'idea che ci siano più premi che film, più liste che titoli, più classifiche che vere e proprie nozioni di gusto. Tuttavia, se si mette da parte lo sconcerto e - come si suol dire - si "sta al gioco", allora forse comprendiamo meglio come il cinema oggi vada anche considerato un frutto della società ludica. Da qualche tempo, infatti, storici e sociologi parlano di "gamification", ovvero di una ludicizzazione della cultura contemporanea, non solo attraverso i veri e propri giochi (videogame, quiz, test, app, sondaggi, poll, ecc.) ma anche nell'offrire un aspetto giocoso e sportivo a forme artistiche più seriose.
Questa pioggia di premi e premietti, insomma, ha tutta l'aria di soddisfare la nostra esigenza un po' infantile al divertimento e alla gara, al gioco e al cimento, iniettando anche nel cinema - negli anni della sua avvenuta istituzionalizzazione - quell'aspetto ludico che permette di prendersi sul serio senza esagerare. La seconda esigenza che le liste soddisfano è quella di archiviare e fissare per sempre un magma di film, prodotti audiovisivi e titoli che superano abbondantemente ciò che ciascuno di noi può guardare in un anno. Così che in futuro sapremo - o penseremo di sapere - che cosa valeva la pena vedere in quel determinato anno.

Sorrentino verso l'Oscar con alleati sicuri: Fellini e Roma.

ONDA&FUORIONDA

lunedì 20 gennaio 2014 - Pino Farinotti da FOCUS

ONDA&FUORIONDA La grande bellezza di Paolo Sorrentino ha dunque ottenuto il Golden Globe come migliore film straniero. È un riconoscimento importante anche se non fa la storia come l'Oscar, Cannes e Venezia. È regola, ed è quasi assunto, che chi vince il "Globe", molto probabilmente si ripete agli "Oscar". Accade spesso. È successo negli ultimi tre anni: In un mondo migliore (2011), Una separazione (2012), Amour (2013), si sono, appunto, ripetuti. Il premio della Hollywood Foreign Press Association non è mai stato amico del cinema italiano. Si registrano solo tre riconoscimenti. Il primo appartiene a De Sica, con La ciociara, del 1962. Un film che viene identificato soprattutto con la protagonista Sophia Loren, che ottenne poi l'Oscar personale. Nel 1978 fu la volta di Scola, con Una giornata particolare, e anche quella volta c'era di mezzo la Loren. Nell'era recente ecco Nuovo cinema Paradiso, di Tornatore, che poi vinse anche l'Oscar. Continua »

L'aspettativa degli stranieri sul nostro cinema e l'esportabilità dell'immaginario italiano.

Lo sguardo ostinato

martedì 28 maggio 2013 - Dario Zonta da FOCUS

Lo sguardo ostinato Che vinca o non vinca, che venga accolto bene o male, che sia selezionato o meno, il cinema italiano, quando è a un festival, si mette sempre al centro dell'attenzione, cercando in questo modo di recuperare una rilevanza internazionale sempre più modesta, a causa non solo della qualità alterna dei film, ma anche della scarsità del finanziamento pubblico destinato al settore che rende il cinema italiano sempre meno competitivo. Per inciso i francesi, che a Cannes sono sbarcati in Concorso con una valanga di film (Concorso che alla fine hanno vinto con Kechiche), per non contare le co-produzioni (è molto difficile accedere alle sezioni competitive della Cannes se non c'è comunque un pizzico di Francia nel progetto produttivo), investono nel cinema 10 volte di più di quanto fa l'Italia (400 circa milioni contro 40).

Tra Servillo e Sean Penn, il regista-scrittore di mondi e maschere.

La politica degli autori: Paolo Sorrentino

mercoledì 12 ottobre 2011 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Paolo Sorrentino In principio fu il verbo. Nel senso che il nostro imprinting con il cinema di Paolo Sorrentino è stato attraverso una serie di parole, dal suo primo film L'uomo in più (2001). Il monologo di un attore eccezionale, Toni Servillo, dieci anni fa non così noto a chi non frequentava il teatro. Parole taglienti e rare nell'informe brusio dei dialoghi del cinema italiano medio. «Io ho sempre voluto cantare. (…) Mi ricordo che avevo sei smoking, centocinquanta camicie, novanta paia di scarpe. Mi ricordo quando mi hanno messo le manette la prima volta. (…) È una stronzata che la cocaina ti scassa la memoria, sono trent'anni che la tiro e non mi sono dimenticato niente». Continua »

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Loro

Silvio Berlusconi secondo Paolo Sorrentino
Regia di Paolo Sorrentino. Genere Drammatico, produzione Italia, 2017.
Loro

The New Pope

Paolo Sorrentino e la nuova serie televisiva su un giovane Papa
Regia di Paolo Sorrentino. Genere Drammatico, produzione USA, Italia, 2018.

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