Dizionari del cinema
Quotidiani (1)
Miscellanea (2)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
lunedì 25 marzo 2019

Articoli e news Julianne Moore

Nome: Julie Anne Smith
58 anni, 3 Dicembre 1960 (Sagittario), Fayetteville (Arkansas - USA)

L'attrice infila l'abito di una donna consapevole in Gloria Bell di Sebastian Lelio. Dal 7 marzo al cinema.

Julienne Moore, la rossa che balla da sola

Julienne Moore, la rossa che balla da sola Essere rossa è già incarnare un personaggio. Specialmente a Hollywood. Un colore che fonda un canone di eleganza e rende per forza diversi.
L'attrice fa del suo essere rossa il centro del suo mistero. Che prepari una torta in The Hours o aspiri una sigaretta in A Single Man, che tiri di coca in Boogie Nights o trattenga una sciarpa come fosse una mano mentre innamora il giardiniere Lontano dal paradiso, il rosso diventa fulcro della messinscena, oscurando le altre forze in campo.
A farne le spese questa volta è l'amante ignavo di John Turturro, oscurato dalla sua incandescenza in Gloria Bell.
L'autore cileno rifà il suo film e offre a Julianne Moore un ruolo che testimonia l'evoluzione della sua immagine: l'attrice approda sulla pista da ballo e infila l'abito di una donna consapevole che avanza in solitudine, senza averne paura. In occasione dell'uscita al cinema di Gloria Bell (guarda la video recensione), Veronica Bitto legge il testo di Marzia Gandolfi.

Scopri tutti i film premiati alla 87a edizione degli Academy Awards.

Oscar 2015, il trionfo di Birdman

lunedì 23 febbraio 2015 - Tirza Bonifazi da NEWS

Oscar 2015, il trionfo di Birdman Tutti i pronostici che davano per vincitore Birdman di Alejandro González Iñárritu, gran favorito della stagione cinematografica, sono andati a segno. Per il secondo anno consecutivo è un messicano a guadagnare l'Oscar come Miglior regista: Alejandro González Iñárritu che in Birdman aveva sperimentato nuove architetture narrative mantenendo sempre il gusto per le storie intrecciate. Ma non solo. Il messicano si è anche guadagnato il premio più importante dell'Academy: quello di Miglior film. Quanto al suo grande rivale, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson si è portato a casa quattro premi dei nove ai quali era candidato: Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior scenografia, Miglior colonna sonora.

Più in generale l'edizione numero 87 della notte di gala più attesa dall'industria cinematografica e dagli appassionati di cinema e dello spettacolo non ha regalato grandi sorprese, se non per il premio a Miglior attore protagonista andato a Eddie Redmayne per La teoria del tutto (tutti davano per certa la vittoria di Michael Keaton). Tra le sorprese di questa edizione vista in più di cento paesi e più di 24 fusi orari c'è sicuramente la buona conduzione di Neil Patrick Harris. Il tre volte vincitore del People's Choice Awards divenuto celebre soprattutto per il ruolo del facoltoso donnaiolo Barney Stinson nella sitcom How I Met Your Mother, ha dato prova di tutte le sue qualità come attore, cantante, ballerino, presentatore e prestigiatore, a partire dal numero di apertura, un musical che sembrava una lettera d'amore scritta da Broadway a Hollywood. Uno dei momenti più divertenti della serata lo ha visto protagonista in mutande mentre riproponeva uno dei piani sequenza di Birdman nel quale compariva anche Miles Teller, il batterista di Whiplash.

Nessuna sorpresa nella categoria Miglior attore non protagonista. Per quanto fuori dagli schermi il professore di musica di Simmons possa essere criticato per i suoi metodi poco ortodossi, al cinema ha raccolto solo consensi. Dopo aver vinto i maggiori premi dell'industria, J. K. Simmons ha conquistato anche l'Academy che ha riconosciuto il suo immenso lavoro in Whiplash concedendogli l'Oscar. E pensare che tutto iniziò da un piccolo cortometraggio indipendente - per il quale l'attore non ricevette neanche un centesimo - che il regista Damien Chazelle presentò al Festival di Sundance nel 2012 e che ha finito per guadagnarsi tre premi. Nessuna sorpresa nella cinquina rosa: Patricia Arquette era la favorita per il suo ruolo di mamma in Boyhood ed era anche l'attrice non protagonista più quotata secondo i bookmakers. Non c'era storia neanche nella categoria Miglior Attrice perché si dava per scontato che a vincere fosse Julianne Moore per il ruolo di una professoressa di linguistica malata di una forma precoce di Alzheimer in Still Alice.

L'italiana Milena Canonero si è contraddistinta per essere stata la prima donna della serata a vincere l'Oscar (il quarto della sua carriera) che ha coinciso anche con la prima delle nove candidature messa a punto da Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Anche se i favoriti sembravano essere Bill Corso e Dennis Liddiard per Foxcatcher, per il lavoro svolto sull'attore Steve Carell che sotto il cerone appariva irriconoscibile, il premio per Miglior trucco e acconciatura se lo sono portati a casa Frances Hannon e Mark Coulier per Grand Budapest Hotel. Milena Canonero e Frances Hannon sono state anche tra le poche donne (nove in tutto) a impugnare l'Oscar in un'edizione che già contava poche candidate nelle varie categorie. L'altra critica che è stata mossa all'Academy riguardava la poca presenza di afroamericani nelle varie categorie (per la prima volta dal 1998 non ci sono candidati non bianchi tra gli attori) e dalla scarsa considerazione per Selma che ha ricevuto solo due nomination di cui solo una messa a segno: Migliore canzone originale per Glory.

Nella categoria Miglior film straniero il polacco Pawel Pawlikowski ha rispettato tutte le previsioni impugnando l'Oscar per Ida mettendo in chiaro ancora una volta che la tematica dell'Olocausto è sempre ben vista dall'Academy e tenendo un discorso di ringraziamento troppo lungo secondo i canoni della diretta televisiva da guadagnarsi lo spegnimento delle luci. Sorte che stava per toccare anche ai registi di Big Hero 6, vincitori nella categoria di Miglior film d'animazione. Citizenfour, film su Edward Snowden, ha invece trionfato quale Miglior Documentario (battendo in volata Alla ricerca di Vivian Maier, già disponibile in streaming su MYMOVIESLIVE). Finalmente dopo due ore dall'inizio della cerimonia il film più quotato dell'87 edizione degli Oscar, Birdman, si è guadagnato la prima statuetta, che è finita nelle mani del direttore della fotografia messicano Emmanuel Lubezki (il secondo è arrivato dopo un'altra ora per la Migliore sceneggiatura originale). Prima di giungere ai premi più importanti, il francese Alexandre Desplat, rivale di se stesso nella categoria Miglior colonna sonora (dove concorreva anche con The Imitation Game), ha finito per portarsi a casa l'Oscar al servizio di Wes Anderson in Grand Budapest Hotel.

Guarda il photocall dei vincitori »

I premiati al photocall con la statuetta.

Oscar 2015, le foto dei vincitori

lunedì 23 febbraio 2015 - a cura della redazione da GALLERY

Oscar 2015, le foto dei vincitori Ecco le foto dei premiati al tradizionale photocall dopo la consegna della statuetta: ci sono Patricia Arquette e J.K. Simmons con il premio come Miglior Attrice/Attore non protagonista; Eddie Redmayne e Julianne Moore, vincitori dell'Oscar come Miglior Attore/Attrice protagonista; Alejandro González Iñárritu e i produttori di Birdman, grande trionfatore con quattro statuette; l'italiana Milena Canonero, premiata per i costumi di Grand Budapest Hotel; Common e John Legend, autori della Miglior Canzone per Selma.

L'attrice potrebbe ricevere il riconoscimento a una carriera fuori da ogni canone.

Julianne Moore in 10 momenti da Oscar

sabato 24 gennaio 2015 - Gabriele Niola da GALLERY

Julianne Moore in 10 momenti da Oscar Quante nomination ci vogliono perchè Julianne Moore riceva il riconoscimento che la proietti, come merita, nell'empireo delle grandi attrici moderne? Quest'anno grazie a Still Alice, appena uscito nelle sale italiane, corre per un Oscar per la quarta volta senza averne mai vinto uno (ma adesso ha un Golden Globe a spianarle la strada), eppure rimane uno dei volti più apprezzati e amati, una delle attrici più significative e originali dei nostri anni.

Partita come eccezionale comprimaria, con quei capelli rossi e quell'apparenza scozzese (come la madre) ha faticato molto a guadagnare il ruolo di protagonista in film di primo piano ma anche quando ci è arrivata non ha smesso di accettare parti piccole. È uno dei molti motivi che le hanno impedito di vincere i premi che meriterebbe, la sua capacità di accettare ruoli che le attrici del suo calibro solitamente rifiutano. È una grandissima appassionata di horror (il suo film preferito è Rosemary's baby) e anche per questo ne ha interpretati molti, sia buoni che mediocri che per nulla eccezionali. Ha anche flirtato moderatamente con le commedie romantiche ma inevitabilmente quella carnagione chiara, quell'aria altera e quella naturale tendenza verso l'eleganza che il suo corpo incarna l'hanno resa immediatamente un oggetto ricercato dal cinema americano più audace. Di lei si sono innamorati i migliori autori di Hollywood e del giro indipendente e lei in risposta è sempre stata memorabile anche nelle piccole comparsate.

Premiata l'attrice al Festival di Roma.

Marc'Aurelio a Julianne Moore

mercoledì 3 novembre 2010 - a cura della redazione da VIDEO

Marc'Aurelio a Julianne Moore Dopo aver presentato il suo I ragazzi stanno bene, ultimo film della regista Lisa Cholodenko, l'attrice Julianne Moore ieri sera è stata omaggiata con l'importante premio Marc'Aurelio al Festival di Roma. A consegnarle il premio c'erano Paolo Sorrentino e Piera Detassis.

'È come la cover di una melodia, suonata da una nuova band, in una nuova epoca, in un nuovo contesto'. Al cinema.

Gloria Bell, perché un remake? Ce lo spiega Sebastián Lelio

sabato 9 marzo 2019 - a cura della redazione da VIDEO

Gloria Bell, perché un remake? Ce lo spiega Sebastián Lelio Gloria Bell è ora al cinema, a sei anni di distanza dall'originale Gloria. Perché girare un remake del proprio film, ma soprattutto come riuscire a farlo continuando a stupire, a rinnovarsi, a emozionare? A spiegarlo è l'autore delle due opere, Sebastián Lelio, intervistato durante il Toronto Film Festival. «Non riguardava me, non dovevo divostratre nulla al mondo. Si trattava invece di scomparire dietro la storia, di far emergere i personaggi, di farli rinascere e rivivere». Sebastián Lelio, regista In questo remake, Gloria è intepretata da Julianne Moore e vive a Los Angeles. Ama i suoi figli, ormai adulti, ma non è solo una madre e una nonna attenta. Ama ballare nei club per single e, tra un amante all'altro, non smette di credere all'amore. Proprio sulla pista da ballo incontra Arnold (John Turturro), recentemente divorziato: tra i due nasce una passione travolgente che gli farà riscoprire una felicità quasi dimenticata. La sua ex moglie e le figlie, ormai adulte, però, hanno su di lui una presa nociva: il suo cellulare squilla incessantemente e lui non sembra sapersi staccare dal passato.



The Woman in the Window

Una donna alla finestra
Regia di Joe Wright. Genere Drammatico, produzione USA, 2019.

L'adattamento cinematografico del romanzo bestseller "The Woman in the Window" di A.J. Finn.
The Woman in the Window

After the Wedding

Il remake americano di Dopo il matrimonio di Susanne Bier
Regia di Bart Freundlich. Genere Drammatico, produzione USA, 2019.

Il ritorno a casa della figlia, in procinto di sposarsi, fa riemergere vecchi segreti della famiglia.

The Glorias: A Life On the Road

Gloria Steinem, dalla parte delle donne
Regia di Julie Taymor. Genere Biografico, produzione USA, 2020.

Basato sull'opera della femminista Gloria Steinem che ha sempre combattuto per i diritti delle donne.

prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità