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sabato 16 febbraio 2019

Articoli e news Vittoria Puccini

37 anni, 18 Novembre 1981 (Scorpione), Firenze (Italia)

Sensibilità e generazioni diverse accomunate dall'adesione a uno stesso progetto.

Acciaio, uniti per la classe operaia

Acciaio, uniti per la classe operaia È un incontro che mette insieme sensibilità e generazioni diverse quello che abbiamo avuto con cast, regista e sceneggiatori di Acciaio. Diversità ricondotte ad unità dall’adesione a uno stesso progetto. A partire dalle due giovanissime e straordinariamente efficaci 'non attrici' Anna Bellezza e Matilde Giannini, protagoniste reciprocamente nei ruoli di Francesca e di Anna. Di loro Mordini afferma: "Anna e Francesca sono giovani, le abbiamo scelte tra novecento ragazze ma non è stato difficile riconoscerle. Sono di Piombino, ma non è solo questo. Anna/Matilde Giannini mi ascoltava guardando in basso, sfuggiva, ma ascoltava a modo suo, con quella grazia che si è portata dietro nel suo personaggio. Francesca/Anna Bellezza fissava il centro dell’obiettivo con una tenacia indimenticabile e quello sguardo, il suo sguardo imbronciato, è l'essenza stessa di Francesca e ce lo portiamo via, dentro di noi, alla fine del film". Loro due, dinanzi a questa dichiarazione decisamente sentita, dicono che fondamentalmente è la curiosità nei confronti della macchina cinema che le ha spinte ad osare e che ora sono contente di avere osato.
A fianco a loro un'attrice affermata come Vittoria Puccini nel breve ma determinante ruolo di Elena alla domanda su quanto impegno richieda preparare un personaggio che avrà poi poco spazio sullo schermo risponde che il lavoro con il regista è stato lungo. Già interessata in precedenza al libro, insieme a Mordini ha modificato in parte il personaggio rendendolo di una classe sociale più vicina a quella degli operai (e quindi del suo ex, nel film, Alessio interpretato da Michele Riondino). Elena è un personaggio definito 'pesante' da Vittoria perché il suo ritorno a casa coincide con la difficoltà ad accettare la non estinzione di un sentimento.
Sulle modifiche necessarie al testo letterario interviene l’autrice Silvia Avallone che afferma di aver compreso come fosse necessario comprimere o addirittura sopprimere la presenza di alcuni personaggi ma di aver condiviso l’operazione perché l’accordo con Mordini e con la sceneggiatrice Giulia Calenda era di concentrarsi principalmente sulle ragazze e sulla fabbrica. A proposito di fabbrica Riondino si esprime in modo molto deciso sulla situazione dell’Ilva di Taranto pur sottolineando come il film sia più centrato sulla condizione operaia che non sui temi che vedono coinvolto lo stabilimento pugliese. Il suo timore è che le responsabilità vengano progressivamente dimenticate relegando il tema alle pagine meno lette dei giornali. In proposito Mordini, dopo aver ricordato come il film sia profondamente calato all’interno della città di Piombino dove ha vissuto per mesi prima di iniziare le riprese, dichiara la sua intenzione di tornare temporaneamente al documentario per testimoniare sulla situazione tarantina affinché la memoria labile dei nostri tempi non seppellisca quell’acciaio e quella città nell’oblio.

   

A pochi giorni dalla Mostra l'attrice fiorentina racconta le sue emozioni.

Vittoria Puccini, madrina entusiasta e fatalista

Vittoria Puccini, madrina entusiasta e fatalista “Venezia è speciale. Non è un festival come gli altri. È il cinema che celebra la sua festa, sono registi e attori internazionali per strada. Un paio di anni fa, mi sono trovata a chiacchierare di cinema con John Turturro, così, come per caso. E quindi, essere la madrina di questa festa del cinema è un sogno”.
Vittoria Puccini è felice, a pensare che hanno scelto lei per aprire e chiudere la manifestazione di cinema più antica del mondo. E anche, diciamolo, per svecchiarne l’immagine. Una madrina di neppure trent’anni, con gli occhi da gatta e le lentiggini da ragazzina. Sarà lei a presentare, il 31 agosto, il film di apertura, Le idi di marzo, scritto e diretto da George Clooney. Continua »

   

L'attrice a Giffoni racconta il suo prossimo personaggio.

Vittoria Puccini sarà Violetta

Vittoria Puccini sarà Violetta Bellissima, con gli occhi verdi luminosi e appena un po’ di abbronzatura, uno scintillio di lentiggini e nuances di colore. Vittoria Puccini, al Giffoni film festival, racconta il suo prossimo personaggio. Violetta. Proprio lei. La protagonista della “Traviata”. Violetta sarà una miniserie in onda in autunno su Raiuno, con la regia di Antonio Frazzi. Antonio Frazzi, insieme con il fratello Andrea, aveva diretto il film Il cielo cade con Isabella Rossellini e la serie Il priore di Barbiana su don Milani con Sergio Castellitto.
Girato ad Alessandria, Piombino e Torino, Violetta prende le mosse proprio dal libretto dell’opera verdiana, andata in scena nel 1853, e interpretata fra le altre da Maria Callas. Mentre “La signora delle camelie”, l’opera teatrale a cui “La traviata” si ispira, era stata portata a teatro anche da Eleonora Duse.

Vittoria, come è la tua Violetta? Chi è davvero?
È una donna che racchiude in sé tante donne diverse. È inafferrabile, è splendida, è piena di passione per la vita, per la bella vita! Ma sa anche di essere una donna malata, di una malattia molto grave. Ha avuto tanti uomini, ma si abbandona – forse per la prima volta – ad un amore puro, fanciullesco.

Quello che vorremmo tutti, a un certo punto della vita…
Esatto. Lei riesce a ritrovare quella parte di sé bambina, che aveva messo da parte.

Hai recitato con Rodrigo Guirao Diaz, il protagonista di Terra ribelle di Cinzia Th. Torrini. Come è stata l’alchimia tra di voi?
All’inizio avevo un po’ di timore, di diffidenza. Soprattutto perché lui è argentino, e avrebbe recitato in spagnolo. Poi mi sono accorta che la differenza linguistica non era affatto un problema. Lui è molto spontaneo, molto vero, molto sincero: è perfetto per questo personaggio, che è quello di un uomo che si innamora in modo diretto, senza mediazioni, senza compromessi, in modo totale.

Per la sceneggiatura vi siete attenuti più al testo teatrale o al libretto dell’opera?
Abbiamo preso le mosse soprattutto dal libretto dell’opera. Anche se non ci saranno scene cantate. Non è un’opera, ma un vero e proprio dramma.

Invece, insieme a Marco Turco state lavorando al progetto di un film televisivo sulle “case chiuse”. Di che cosa si tratta?
Vogliamo raccontare gli ultimi momenti, gli ultimi mesi prima della chiusura delle case di tolleranza, con la legge Merlin. La sceneggiatura è ancora in fase di scrittura: però sì, posso dire che sarò una delle ragazze che fanno parte di una di quelle ‘case’ in cui si fermavano tanti italiani. Racconteremo come si viveva in questi posti, qual era la vera realtà delle case di tolleranza.

Muccino non ti ha chiesto di lavorare anche nel suo film americano, dopo che gli hai regalato un personaggio così intenso in Baciami ancora?
No, purtroppo no!, ride. Mi dicono che sta girando con Gerard Butler… Eh, sarebbe stato bello….

Lucio Pellegrini ritrae gli uomini come personaggi sfaccettati, complessi e anche negativi.

La vita facile (dei maschi)

La vita facile (dei maschi) "Forse è vero. Forse potrebbe sembrare un film vagamente misogino". La nuova commedia di Lucio Pellegrini, La vita facile, ha diviso il pubblico e lui lo sa. Perché una metà del cielo, quella che (al cinema) non porta ancora i pantaloni, ieri è uscita dalla sala un po' meno contenta dell'altra. "Il film si focalizza sui personaggi di Favino e Accorsi, perché è la loro amicizia che volevo raccontare – ha detto Pellegrini a margine della conferenza stampa romana - Capisco che il personaggio di Vittoria Puccini possa innervosire, che sia difficile empatizzare con una dark lady viziata, capricciosa e pariolina. Ma questo è un film di maschi".
Anche in conferenza stampa i mattatori sono Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi. Irresistibile il primo, spalla sorprendentemente vivace il secondo, invisibili le donne: la Puccini che si limita a trovare la sua dark lady "buffa e divertente, un po' manipolatrice e un po'ragazza fragile", e la sempre più brava Camilla Filippi, capace di dare corpo al carattere più involuto, madre e santa donna "la cui consapevolezza serve a far risaltare la natura complessa degli altri".
Storia d'amore e amicizia tra medici, impegnati in un ospedale del Kenya settentrionale, per Pellegrini "il film non fa retorica sul mondo africano. Mi interessava l'Africa come teatro in cui far emergere per contrasto le caratteristiche di questi uomini così profondamente italiani. Personaggi sfaccettati, complessi e anche negativi". Favino dribbla con eleganza l'inevitabile paragone con la vecchia commedia all'italiana, "un ritorno sociologicamente preoccupante – dice – perché se ancora oggi continuiamo a rappresentare italiani simpatici e farabutti, vuol dire che forse siamo proprio così". Il clima da spogliatoio, che ha regalato al film ottimi momenti di improvvisazione, si respira anche dal vivo. Vola qualche battuta sul calcio, Favino lancia stoccate alla Roma, squadra del cuore, e l'emigrante Accorsi ricorda gli insulti dei francesi "subito dopo i maledetti Europei". Applausi a fine conferenza, il team funziona, il film è benedetto in chiusura dal produttore Domenico Procacci. La sala si svuota e Pellegrini resta accanto alla moglie, Camilla Filippi, impegnata in un'intervista. "Il prossimo film – promette sottovoce, e c'è da credergli – lo faccio con un cast tutto al femminile. Una storia di donne, che tocchi temi che il nostro cinema, purtroppo, non riesce ancora a raccontare".

L'attrice fiorentina cerca la svolta con Muccino.

5x1: Vittoria Puccini, bella in corsetto

5x1: Vittoria Puccini, bella in corsetto Per Vittoria Puccini e Baciami ancora gli intrecci sul set si sovrappongono a quelli della vita reale. Infatti, l'attrice fiorentina è celebre per la storia d'amore nata tra una scena e l'altra della fiction Elisa di Rivombrosa con il collega Alessandro Preziosi che diede un tono straordinariamente reale alle vicende di cappa, spada e corsetti molto stretti nel Piemonte sabaudo del XVIII secolo. Allo stesso modo, sembra essere stata la storia, finita male, tra Accorsi e la Mezzogiorno a precludere all'attrice il ritorno dei panni di Giulia. Ai tempi de L'ultimo bacio i due stavano insieme e, a dire il vero, il diniego della Mezzogiorno è stato alquanto garbato. Ma, tant'è, Muccino non è rimasto certo a guardare e, determinato a riportare sul grande schermo le vicende dei due, ha puntato sulla Puccini, che forse ha meno spessore interpretativo ma certamente non è da meno in quanto a fascino.
Così, per la donna giunta alla celebrità grazie alla televisione, e che si è fatta notare con la partecipazione a qualche buon film indipendente, arriva la grandissima occasione, una sfida senza precedenti. La biografia ufficiale dichiara che Vittoria Puccini è giunta davanti a una cinepresa per gioco, quasi per caso, quando decise di partecipare a un provino malgrado il sogno fosse quello di diventare avvocato. Vero o no, se sia frutto di un buon press agent o la verità, resta il fatto che, ad oggi, abbiamo un avvocato di meno e una splendida attrice in più a cui chiedere sognanti "baciami ancora".

   
   
   


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